ABBARBAGLIATO agg.

0.1 abarbagliato, abbarbagliat', abbarbagliati, abbarbagliato.

0.2 V. abbarbagliare.

0.3 Cecco Angiolieri, XIII ex. (sen.): 1.

0.4 In testi tosc.: Cecco Angiolieri, XIII ex. (sen.); Boccaccio, Ameto, 1341-42; Mino Diet., Sonn. Inferno, XIV m. (aret.); Jacopo Passavanti, Tratt. scienza, c. 1355 (fior.).

0.6 N Doc. esaustiva.

0.7 1 Abbagliato; [anche fig.:] stordito, confuso.

0.8 Pr Larson 10.03.1998.

1 Abbagliato; [anche fig.:] stordito, confuso.

[1] Cecco Angiolieri, XIII ex. (sen.), 46.13, pag. 164: E di lei non mi posso gittar fuore, / tant'ho la ment'abbarbagliat'e grossa, / c'ho men sentor, che non ha l'uom che mre.

[2] Boccaccio, Ameto, 1341-42, cap. 40, par. 8, pag. 823.3: Della quale nello avvento, Ameto, i cigni abandonati, non sostenuti i raggi di quella, se non come quelli del padre nella prima venuta sostenne Fetone, stupefatto e quasi cieco per lo udito tuono, di paura ripieno, si trasse adietro; e che ci significare si volesse non conoscendo, aspettava abarbagliato.

[3] Mino Diet., Sonn. Inferno, XIV m. (aret.), 15.5, pag. 26: incappati tristi et stanchi / con cappe et cappucciuol di fuor dipinti / sono in inferno affatigati et vinti, / tanto ch'appena movono i lor fianchi, / di piombo carchi, abbarbagliati zanchi / chome altrui abbagliar qui per un vinti / di male bolge ne la fossa i quinti / maladecti da Dio d'ogne ben manchi.

[4] Jacopo Passavanti, Tratt. scienza, c. 1355 (fior.), pag. 313.16: Parr alla persona avere piene le carni di spine e d'agora, avere il quore trafitto, le membra cascanti e deboli, essere ismemorato e abbarbagliato e sciemonito, e non trovare luogo n d n notte; e' suoi reggimenti e parole saranno come di persona farnetica o ebra.

[u.r. 27.05.2008]