ABBELLARE v.

0.1 abbella, abella.

0.2 Da abbellire, per metaplasmo di coniugazione.

0.3 Giac. Pugliese, Morte, XIII pm. (tosc.): 1.

0.4 In testi tosc. e toscanizzati: Giac. Pugliese, Morte, XIII pm. (tosc.); Guittone, Rime (ed. Egidi), a. 1294 (tosc.); Chiaro Davanzati, XIII sm. (fior.).

In testi sett.: Memoriali bologn., 1279-1300.

0.5 Pur dubitando che sia corretta la ricostruzione di un inf. in ‑are, si è preferito seguire l'esempio della lessicografia precedente (Crusca [5], TB, GDLI), che accolgono abbellare e abbellire come lemmi distinti.

0.7 1 Piacere, essere gradito. 2 Pron. Compiacersi.

0.8 Pär Larson 11.06.2002.

1 Piacere, essere gradito. || Spesso in coppia sinon. con piacere o altri verbi (qui: agenzare, saper buono).

[1] Giac. Pugliese, Morte, XIII pm. (tosc.), 39, pag. 147: Madonna, per cui stava tut[t]avia / in alegranza, / or no la veg[g]io né notte né dia, / e non m'abella, sì com' far solia, / in sua sembianza.

[2] Guittone, Rime (ed. Egidi), a. 1294 (tosc.), Canz. 4.27, pag. 10: Ma non po l'omo aver gioia né gioco / de loco - altro, che quello / ch'al core piace ed abella; / ché non cura sol quella - ov'ha bellezza, / senza gran piacimento ed amoroso.

[3] Chiaro Davanzati, XIII sm. (fior.), son. 49.5, pag. 267: E sì mi piace vedere pulzella [[...]]; / e sì mi piace assai forte ed abella / s'ha be' costumi e 'n sé buon sentimento...

[4] Monte Andrea (ed. Minetti), XIII sm. (fior.), tenz. 58.15, pag. 190: Per me più vale ancor che vi sa bona / ch'io v'ami, gentil donna, ë v'abella: / d'Amor mi laudo, tal gioia mi dona.

[5] Memoriali bologn., 1279-1300, (1300) [Cino da Pistoia] App. h.6, pag. 103: Soffrir non possan li ochi lo splendore, / né 'l cor pò stare inloco, sí li abella!

[6] Dante da Maiano, XIII ex. (fior.), 53.14, pag. 174: E se v'agenza, el vostro gran savere / per testa lo meo dir vada cercando, / se di voler lo meo nome v'abbella.

[7] Dante, Commedia, a. 1321, Par. 26.132, vol. 3, pag. 440.4: Opera naturale è ch'uom favella; / ma così o così, natura lascia / poi fare a voi secondo che v'abbella.

2 Pron. Compiacersi.

[1] Detto d'Amore, XIII u.q. (fior.), 174, pag. 496: La sua piacente ciera / Nonn è sembiante a cera, / Anz'è sì fresca e bella / Che lo me' cor s'abella / Di non le mai affare, / Tant'à piacente affare.

[u.r. 27.11.2017]