ACCEZIONE s.f.

0.1 acceptione, accez´on, accezione, acciezione, acciezioni, acciezzione, aceptione, eccietione.

0.2 Lat. acceptio, acceptionem (LEI s.v. acceptio).

0.3 Ranieri volg., XIII pm. (viterb.): 5.

0.4 In testi tosc.: Questioni filosofiche, p. 1298 (tosc.); Dino Compagni, Rime, XIII ui.di. (fior.); Cavalca, Esp. simbolo, a. 1342 (pis.).

In testi mediani e merid.: Ranieri volg., XIII pm. (viterb.); Doc. assis., 1336; Stat. perug., 1342.

0.5 Locuz. e fras. accezione di persona 3.

0.6 N accezione in realtÓ si intreccia con eccezione (cfr. GDLI che riserva un lemma accezione (2) per il senso di 'eccezione'): cfr. 5 e 6.

0.7 1 Significato di un termine. 2 Modo, maniera. 3 Fras. Accezione di persona: benevolenza parziale e discriminante. 4 Lo stesso che accettazione. 5 Lo stesso che eccezione. 6 [Dir.] Documento con cui si chiede la ricusazione di un giudice.

0.8 Paolo Squillacioti 03.11.1998.

1 Significato di un termine.

[1] Questioni filosofiche, p. 1298 (tosc.), L. V, pt. 15, pag. 181.7: E in queste tre acciezioni si pruova questo vizio pericholoso per la volontÓ corrotta, secondo, per la mutua caritÓ remossa, terzo, per la pravitÓ a la quale el possessore di questo vizio s'accosta.

[2] Questioni filosofiche, p. 1298 (tosc. sud-or.), L. V, pt. 15, pag. 182.8: La terza ragione perchÚ questo vizio Ŕ grave Ŕ la grande malingnitÓ alla quale il possessore di questo vizio s'achosta sechondo la terza eccietione, in quanto rende male per bene.

2 Modo, maniera.

[1] Libro del difenditore della pace, 1363 (fior.), diz. 1, cap. 5, par. 2, pag. 25.16: Ora diciamo dunque che a parlare di vivere secondo la primaia acciezzione e maniera, cioŔ a ssapere di vivere mondano, questo motto vivere Ŕ preso in due maniere, chÚ alquna volta per vivere uomo intende l'essere delle cose che vivono, siccome il prende Aristotile nel secondo libro dell'Anima che ddicie che źvivere Ŕ ll'essere a quelli che vivono╗...

3 Fras. Accezione di persona: benevolenza parziale e discriminante.

[1] Cavalca, Esp. simbolo, a. 1342 (pis.), L. 2, cap. 3, vol. 2, pag 152.26: Richiedesi nella seconda parte, che il Signore sia giusto in distribuire giustamente gli onori, e gli uffici secondo li meriti, e non per rispetto di parentado, o di pecunia, o per altra qualunque accezionedi persone.

[2] Stat. perug., 1342, I.10.1: Noie giudece, cavaliere e conpangne, donšelgle e borghiere de la podestade e del capetanio giuramo a le sante de dDio evangelie fare e adoperare gl'ofitia a noie conmesse e che se conmecteronno, ed anpire a buona fede, senša fraude, tucte quille cose le quagle specteronno e spectano al nostro ofitio e a noie s'enporronno, senša alcuna acceptione de persone, secondo le legge e gle statute e gl'ordenamente del comuno e del populo de Peroscia e l'ušanše aprovate, remosso odio, amore, temore, prešo overo prieghe d'alcuno.

[3] Cost. Egid., 1357 (umbro-romagn.), L. II, cap. 1, pag. 536.13: purgare li mali homini de le provincie e gli luoghi della sua jurisdictione, fare justicia e far fare a ciascuno senša acceptionede persone, vetare le exactione illicite e contestare a quelle...

4 Lo stesso che accettazione.

[1] Ranieri volg., XIII pm. (viterb.), pag. 224.26: Voi, misser Guido co(m)mandate far carta di vendita a rašone di p(ropri)a a ser Raniari (e) ale sue redi in perpetuu d'una peša di t(er)ra arata posta in Renaiu in del lucu k'Ŕ dectu Carraia, col t(er)mini (e) cole finate di sopra (e) di sotto, (e) coll'e(n)tram(en)ti (e) coll'escim(en)ti soi fin ala via publica, tutte le cose secundu ke aio decte (e) ki si contengu fra li soi t(er)mini interam(en)te, oie in q(ue)stu die, p(er) p(re)šu di ... s. di senesi, lu quale tuttu voi (con)fessate ke sete pagatu, renuntiando l'aceptio(n)e del no(n) numeratu e del no(n) pagatu p(re)šu, š˛ Ŕ ke voi no(n) pošate dire di niunu tempo ke q(ue)stu p(re)šu no vo sia ben pagatu e numeratu.

[2] Doc. assis., 1336, pag. 247.10: Anchi en vino con cecciariello quando fe' l'accetioni .II. solde, .III. denare.

5 Lo stesso che eccezione.

[1] Dino Compagni, Rime, XIII ui.di. (fior.), 6.111, pag. 387: In gramatica pugni assai, sia conto [scil. il notaro], / E 'n porre accez´on buon contratista, / E diletti d'usar fra buon' legista, / E 'n domandare acorto savio e pronto...

6 [Dir.] Documento con cui si chiede la ricusazione di un giudice.

[1] Sacchetti, Trecentonovelle, XIV sm. (fior.), 163, pag. 402.3: Essendo la cosa di ser Buonavere cosý ben fornita, avvenne caso, che egli and˛ a palagio del PodestÓ quel dý medesimo, per dare una accezione a uno collaterale d'uno PodestÓ che c'era da Monte di Falco; il quale collaterale essendo vecchio, portava una berretta attorniata intorno intorno con pance di vaio tutte intere, ed era vestito d'un rosato di grana.

[u.r. 27.11.2017]