ACCÒGLIERE v.

0.1 acco'lo, accoglere, accoglessono, accogli, accoglia, accogliamo, accogliaràtte, accogliare, accoglie, accogliea, accogliendo, accoglier, accogliere, accogliermi, accogliersi, accogliese, accogliesse, accoglieva, accoglievano, accolci, accolga, accolgano, accolgliare, accolglie, accolgo, accolle, accollendo, accolli, accollirono, accolse, accolsero, accolserollo, accolsi, accolson, accolsono, accolta, accolte, accolti, accolto, acogli, acoglia, acoglía, acògliai, acogliarà , acogliarlo, acoglie, acogliea, acogliendo, acogliere, acogliesi, acogliesse, acoglievano, acoglinu, acoglio, acoi, acoia, acoie, acoio, acojerei, acolga, acolgì, acolgliere, acolgono, acolie, acolié, acolle, acollegia, acollie, acolse, acolsero, acolsi, acolta, acolte, acolti, acolto, acolzelo, acolzero, aculyendu, adcolto, alcorçorello, alcozorollo; x: acoyr.

0.2 Lat. *accolligere (LEI s.v. *accolligere).

0.3 Proverbia que dicuntur, XII u.q. (venez.): 1.

0.4 In testi tosc. e toscanizzati: Giacomo da Lentini, c. 1230/50 (tosc.); Brunetto Latini, Rettorica, c. 1260-61 (fior.); Panuccio del Bagno, XIII sm. (pis.); Fatti di Cesare, XIII ex. (sen.).

In testi sett.: Proverbia que dicuntur, XII u.q. (venez.); Bonvesin, Volgari, XIII tu.d. (mil.); Memoriali bologn., 1279-1300; Anonimo Genovese (ed. Cocito), a. 1311; x Poes. an. crem., p. 1355.

In testi mediani e merid.: St. de Troia e de Roma Laur., 1252/58 (rom.); Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.); Neri Moscoli, Rime, XIV pm. (castell.); Buccio di Ranallo, Cronaca, c. 1362 (aquil.).

In testi sic.: Giovanni Campulu, 1302/37 (mess.); Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.).

0.7 1 Ricevere in un modo determinato (specif. con un compl. avverbiale). 1.1 Dare ospitalità, protezione, ricovero (in senso proprio e fig.). 1.2 Accettare (come compagno). 1.3 [Con ogg. astratto:] approvare, far proprio (un vizio, una virtù, un'opinione, un sentimento); prendere in considerazione (un pensiero). 2 Mettere, mettersi insieme (più cose o persone); riunire, riunirsi; radunare, radunarsi. 2.1 Tenere riunito insieme; contenere, racchiudere. 2.2 [Di persone:] avvicinarsi, stringersi (a qno). 2.3 Fig. Mettere insieme (di entità astratte). 3 [Con oggetto piante, fiori, frutta:] cogliere. 3.1 Fig. Raccogliere (il frutto di qsa). 3.2 Sost. 3.3 Scegliere. 4 Prendere di sorpresa, assalire. 4.1 [Milit.] Assalire. 4.2 Capitare, succedere (?). 5 Signif. non accertato.

0.8 Paolo Squillacioti 09.02.1999.

1 Ricevere in un modo determinato (specif. con un compl. avverbiale).

[1] Proverbia que dicuntur, XII u.q. (venez.), 506, pag. 544: Nui' omo s'asegure né 'n femena s'enfìa, / tanto ben no l'acoia né l'abraçe ni ria, / k'ele à lo costume de porta qe no cria: / tal ge n'entrà rïendo qe plançe a l'ensia.

[2] Giacomo da Lentini, c. 1230/50 (tosc.), Canz. 11.19, pag. 148: Non dole c'aggia doglia, / madonna, in voi amare, / anti mi fa allegrare / in voi pensare - l'amorosa voglia: / con gioi par che m'acoglia / lo vostro innamorare, / e per dolce aspettare / veder mi pare - ciò che mi s'orgoglia.

[3] Novellino, XIII u.v. (fior.), 29, pag. 196.14: Puosesi mente nel povero stato suo, e ricordossi dello 'mperadore Federigo, ché grande amistade avea co·llui e nella sua corte molto avea dispeso e donato. Propuosesi d'andare a llui, credendo che l'accogliesse a grande onore.

[4] Nicolò de' Rossi, Rime, XIV pi.di. (tosc.-ven.), Canz. 2.27, pag. 8: E proxemando via a poco a poco, / cognobbi la beleça, / che m'avia uso - qua çuso - da nuy / chiamare lo suo nomme, / en compagna de due verçene somme, / nel braço de culuy che tuto tolse / e ley acolse - meyo che el seppe / cum le mani facendoli preseppe.

1.1 Dare ospitalità, protezione, ricovero (in senso proprio e fig.).

[1] Brunetto Latini, Rettorica, c. 1260-61 (fior.), pag. 176.12: Et così dicendo Dido d'Eneas acquistò la benivolenza degli uditori: «Io» dice ella, «accolsi e ricevetti in sicura magione colui ch'era cacciato in periglio di mare, et quasi anzi ch'io udisse il nome suo li diedi il mio reame».

[2] Fiori di filosafi, 1271/75 (fior.), pag. 158.12: Nobile e bella cosa è le magioni delli alti baroni istare aperte per accogliere i gentili viandanti.

[3] Guido Orlandi, 1290/1304 (fior.), 5c.7, pag. 133: Amico, i' saccio ben che sa' limare / con punta lata maglia di coretto, / di palo in frasca come uccel volare, / con grande ingegno gir per loco stretto, / e largamente prendere e donare, / salvar lo guadagnato (ciò m'è detto), / accoglier gente, terra guadagnare.

[4] Jacopo della Lana, Purg., 1324-28 (bologn.), c. 1, 13-21, pag. 5, col. 1.3: Dolce color. Qui vol mostrar l'A. la disposizione del so intelletto la quale era mossa da quel cafirro orientale, çoè da Beatrice, la quale l'acoglía in questa soa poetria nell'aere puro, çoè, nello eter ch'è nella somità della montagna, infino al primo giro, zoè, fino al ciello della luna, quasi a dire: 'quel fine a che è diretta questa seconda cantica'...

[5] Buccio di Ranallo, Cronaca, c. 1362 (aquil.), quart. 593, pag. 133: Ser Lalle prima, et li altri, dico, li caporali, / Non lassava li captivi gire facendo mali, / Non tanto per la terra, ma fore per li casali; / Anchi li gea accollendo como amici carnali.

1.1.1 Far entrare (in un luogo).

[1] Dante, Commedia, a. 1321, Inf. c. 30.146, vol. 1, pag. 524: E fa ragion ch'io ti sia sempre allato, / se più avvien che fortuna t'accoglia / dove sien genti in simigliante piato: / ché voler ciò udire è bassa voglia».

1.2 Accettare (come compagno).

[1] Stat. sen./umbr., 1314/16, cap. 102, pag. 46.16: E qualunque persona non acogliarà per conpangno colui che vorrà stare a la parte, essendo presente a la compara e pagando la sua parte de denari, come dicto èni, incontinenti paghi per ongne volta per nome di pena V s. de denari cortonesi...

1.3 [Con ogg. astratto:] approvare, far proprio (un vizio, una virtù, un'opinione, un sentimento); prendere in considerazione (un pensiero).

[1] Guittone, Rime (ed. Egidi), a. 1294 (tosc.), Son. 181.10, pag. 238: O poltron vizio vil, miser, noioso, / e fastidioso a bon tutti tuttore, / tu ne lo stato d'ogn'on se' odioso, / peccato e danni porgi e disinore; / corpo 'nfermi, occidi, podere strai, / onor, amor iscacci, vizi accolli; / giac'e mangi' om, unde besti' una 'l fai.

[2] Bonvesin, Volgari, XIII tu.d. (mil.), De scriptura nigra, 403, pag. 114: Dig de la terza pena, dra quarta dir ve voio, / Dri vermni veninenti ke 'g stan con grand orgoio: / Quand intra mi solengo cotal pensé acoio, / De grand spaguramento me turb e me condoio.

[3] Panuccio del Bagno, XIII sm. (pis.), 10.98, pag. 71: Se disdegnansa Amore alcuna à preza, / volendo apporre [a] offeza / ch'eo fui 'n sua signoria, or ne son fòra, / dico lui che restora, / il tormento ch'[ò] avuto, ogni mio fallo, / e ch'e' per vero sallo; / ni vorrea sensa stato esser sua dogl[i]a, / per la qual credo in me più gioi s'acogl[i]a.

[4] Guido Cavalcanti (ed. Contini), 1270-1300 (fior.), 42.1, pag. 550: Certo non è de lo 'ntelletto acolto / quel che staman ti fece disonesto: / or come già, ['n] men [che non] dico, presto / t'aparve rosso spirito nel volto?

[5] Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.), 60.49, pag. 239: La reccheza el tempo tolle, / la scienzia en vento estolle, / la fama alberga ed accolle / l'ipocresia d'onne contrate.

[6] Fr. da Barberino, Doc. Am., 1314 (tosc.), pt. 6, docum. 6.6, vol. 3, pag. 32: Così da tutti gli altri exempli togli; / per l'ultimo ti spogli / del suo contraro, se conforto accogli / quasi sforçando tua natura et uso.

2 Mettere, mettersi insieme (più cose o persone); riunire, riunirsi; radunare, radunarsi.

[1] Brunetto Latini, Tesoretto, a. 1274 (fior.), 506, pag. 193: E poi che l'ebbe detto, / davanti al suo cospetto / mi parve ch'io vedesse / che gente s'acogliesse / di tutte le nature / (sì come le figure / son tutte divisate / e diversificate), / per domandar da essa / ch'a ciascun sia permessa / sua bisogna compiére...

[2] Guinizzelli (ed. Contini), a. 1276 (tosc.), 3.33, pag. 458: Madonna, audivi dire / che 'n aire nasce un foco / per rincontrar di venti; / se non more 'n venire / in nuviloso loco, / arde immantenenti / ciò che dimora loco: / così ['n] le nostre voglie / contr[ar'] aire s'accoglie, / unde mi nasce un foco / lo qual s'astingue un poco / in lagrime ed in doglie.

[3] Stat. fior., 1297, pag. 668.4: A cciò che 'l tesoro lo quale ad onore de la Vergine Maria s'accoglie al detto suo oratorio [[...]] Ordiniamo e fermiamo che li capitani che fiero per temporali al cominciamento dell'officio loro infra octo dì siano tenuti e debbiano adunare lo consiglio loro...

[4] Fatti di Cesare, XIII ex. (sen.), L. Luc. 4, cap. 13, pag. 148.17: Currio vidde sua gente, accolse suoi cavalieri per ferire tra loro.

[5] Ottimo, Inf., a. 1334 (fior.), c. 28, pag. 480.27: Stato Curradino tre mesi in Verona, [n'] andò a Pavia; poi per mare venne di verso Genova a Pisa, e quivi acolse tutta forza di parte ghibellina...

[6] Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.), L. 8, cap. 8, vol. 2, pag. 168.30: Ca cosa manifesta esti que issi, standu a Gyeta et a Lauretu, andavanu sulazandu per la marina, aculyendu cozzuli et buvalachi...

[7] Passione cod. V.E. 477, XIV m. (castell.), 1478, pag. 77: A quella fiada donne molte / de lontano erano acolte, / le quali sequitate avea / Ihesù de fin da Galilea, / et queste aveano alcuna fiada / Ihesù servito e sua masnada...

[8] Buccio di Ranallo, Cronaca, c. 1362 (aquil.), quart. 757, pag. 173: Facto lo parlamento, la notte se partìo; / Accolse ciò che potte, per mare se nne gio, / Et giosenne in Provenza, che era contado sio...

[9] Mascalcia G. Ruffo volg., a. 1368 (sic.), Di lu vermi ... cap. 1, pag. 578.35: Contra lu vermi volatili ki munta supra la testa di lu cavallu, e locu si acoglinu humuri corrupti comu soli, li quali humuri, ricolti in la testa, si ndi levanu in kistu modu.

[10] Legg. sacre Mgl. XXXVIII.110, XIV sm. (sett.), 20, pag. 90.5: Et in questo i prencipi e i sacerdoti et altri maçorenti d'i Çudei sì s'acolgì ensemel e feno conseio e disseno entra loro: «No facema a Cristo alcuna novità in die de festa, imperçò che trop gran remore en farave lo povol menudo...

2.1 Tenere riunito insieme; contenere, racchiudere.

[1] Dante, Commedia, a. 1321, Inf. c. 4.9, vol. 1, pag. 57: Vero è che 'n su la proda mi trovai / de la valle d'abisso dolorosa / che 'ntrono accoglie d'infiniti guai.

[2] Fr. da Barberino, Doc. Am., 1314 (tosc.), pt. 10, Proemio, 22, vol. 3, pag. 314: Sovra di lei è apparito Amore / meço stante di fore / et àlla involta / e quasi accolta / in un ramo di rose / e par che dica: «Vien' su che ti pose».

2.2 [Di persone:] avvicinarsi, stringersi (a qno).

[1] Dante, Commedia, a. 1321, Inf. c. 29.100, vol. 1, pag. 500: Lo buon maestro a me tutto s'accolse, / dicendo: «Dì a lor ciò che tu vuoli»...

[2] Francesco di S. Peruzzi, a. 1365 (fior.), Ralegratevi, muse, 13, pag. 93: L'altra gloria dicendo a lei s'acolse: / - Beati quorum tecta sunt pecata.

2.3 Fig. Mettere insieme (di entità astratte).

[1] Brunetto Latini, Rettorica, c. 1260-61 (fior.), pag. 137.12: Ed in questi argomenti accoglie fermissima defensione della sua ragione contra il giudicamento, e dice: «Perciò ch'ella fece così disperato maleficio et avea pensato di fare cotanta crudelitade, sì fue al postutto convenevole che lli suoi propii figliuoli ne le dessero pena e non altri».

[2] Rinuccino, Rime, XIII sm. (fior.), 9o.5, pag. 116: Amore à nascimento e fiore e foglia, / poi vèn lo frutto, ch'è lungo aspet[t]ato; / piacer gli dà esenza, fiore in doglia / ed inoiosi affanni, poi ch'è nato; / con guerra pace par che 'n esso acoglia, / e 'l mezzo da la fine è varïato; / perzò chi vive in amorosa voglia / di due contrari veste per usato.

[3] x Ceffi, St. guerra di Troia, 1324 (fior.), L. III, pag. 36: O Amico Giasone, di quante angoscie io sono tormentata per te, di quante pene m'accolgo io...

2.3.1 Procurare.

[1] Bosone da Gubbio, Avv. Cic., a. 1333 (eugub.>fior.), L. 2, cap. 14, pag. 236.10: Per la qual cosa, siccome spesse volte t'è detto, vattene; e se tu vogli fare accogliere biasimo a me che sono tuo nemico, siccome tu vai diciendo, per la diritta strada te ne va' in Iscozia.

[2] Cino da Pistoia (ed. Marti), a. 1336 (tosc.), 11.13, pag. 452: Ché la beltate sol de lo suo viso / tant'allegrezza par ch'al cor m'accoglia, / ch'io non credo più gio' sia in Paradiso.

2.3.2 Fig. [Detto di forze, lena:] recuperare, riprendere.

[1] Arte Am. Ovid. (B), a. 1313 (fior.), L. 2, pag. 279.19: Infino che l'amore era nuovo, accolse forze per consuetudine; se tue il nutricherai bene, egli sarae fermo nel tempo.

[2] Anonimo Rom., Cronica, XIV, cap. 11, pag. 81.21: Questo era che lli feruti essivano dallo stormo e posavanose a pede delli arbori per accogliere lena, ca stanchi erano, e, como se posavano, lo spirito e lla vita in un tiempo li abannonava.

3 [Con oggetto piante, fiori, frutta:] cogliere.

[1] Bonvesin, Volgari, XIII tu.d. (mil.), Disputatio rose cum viola, 53, pag. 79: Senza nexun perigoro eo fiz ben acollegia, / Eo sto molt mansöeta sor l'erba benedegia; / Ma tu ste entre spine ascosa e destregia, / Col man inrovedhae da illoga fi' tollegia.

[2] Bonvesin, Volgari, XIII tu.d. (mil.), Disputatio mensium, 353, pag. 15: Frug inverneng ge acoio, pom e codogn e pere, / Maron gross e castegne eo sí ge faz avere, / Ke mangia a pe del fogo Zené descovenevre: / Con quanto ben ge fazo, no 'm pò ess amorevre.

[3] Disputatio roxe et viole, XIII (lomb.), 200, pag. 108: Responde la Violeta: «per gran vertù son nada, / in tute parte eo apayro e sì posso fi colegia, / quello che m'à talento me acolie con alegreza, / senza negun perigoro ni dolia ni grameza, / eo son comuna e utelle per mia grande largeza...

[4] Giovanni Campulu, 1302/37 (mess.), L. 1, cap. 9, pag. 23.11: Factu zo, lu episcupu intrau alla vigna, et illu medemj accolci la rachina et portaulla allu palmentu, et cachau tucti autri pirsuni, et rimase sulu illu et unu garzuni; e mise chistu garzuni allu palmentu, et conmandaullj chi divissi pistari chilla pocu de rachina.

[5] x Poes. an. crem., p. 1355, pag. 31: ma tuthora me guarday / de far salvo el to honore; / che no vosse acoyr la fiore, / quando el poti despi[c]are.

3.1 Fig. Raccogliere (il frutto di qsa).

[1] Anonimo Genovese (ed. Cocito), a. 1311, 43.195, pag. 261: E bem creo che voi cognosai / en tute parte unde sea' / tuto lo onor chi se fa / ch'è da De' chie tuto dà, / e li ben lì acojerei / che avei faito o farei.

3.2 Sost.

[1] Ottimo, Inf., a. 1334 (fior.), c. 32, pag. 551.14: E come a gracidar ec. Qui tocca delle note dell'anime qui punite, e dice: sì come l[e] ran[e] il Luglio stanno a·ffar lor versi col muso fuori dell'acqua, in quello tempo che·lla villana, cioè la femmina della villa, sogna spesso quello ch'ella disidera e fa il dì, cioè lo spigolare, ch'è·llo accoglie[r] delle spighe per li mietuti campi, della qual cosa hanno tanta affezione, che la notte sognano d'essere in tale essercizio; così stavano quelle anime.

3.3 Scegliere.

[1] Elucidario, XIV in. (mil.), L. 2, q. 63, pag. 166.24: Ma dixe santo Ambrosio: «Sì como la colomba eleze lo puro grano, in-cossì Criste eleze e acolie li Soy eligi de tute queste generatione de zente, etiamdé de generatione de ladri».

4 Prendere di sorpresa, assalire.

[1] St. de Troia e de Roma Amb., 1252/58 (rom.), pag. 143.13: E tornaose con grande victoria e po l'accolse sì granne tempestate in Cecilia, ke iammai non fo veduta sì grande e le tucti loro navi non ne camparo se nnone .lxx. navi.

[2] St. de Troia e de Roma Laur., 1252/58 (rom.), pag. 200.15: Et presso ad Padoa, sì como avemo odito, de la granne multitudine de le locuste acolzero uno preite ne lo campo e occiserollo.

[3] Cecco Angiolieri, XIII ex. (sen.), 99.6, pag. 217: L'uom non può sua ventura prolungare / né far più brieve ch'ordinato sia; / ond'i' mi credo tener questa via, / di lasciar la natura lavorare / e di guardarmi, s'io il potrò fare, / che non m'accolga più malinconia: / ch'i' posso dir che per la mia follia / i' ho perduto assai buon sollazzare.

[4] Fr. da Barberino, Regg., 1318-20 (tosc.), pt. 1, cap. 3, par. 2, pag. 28.15: Eravi uno valoroso huomo, ch'ebe nome Ugolino Bozuola, che disse allora questa bella parola: «Chi vuol parlando trarre, Folle pensiero l'accolglie».

4.1 [Milit.] Assalire.

[1] St. de Troia e de Roma Laur., 1252/58 (rom.), pag. 179.13: Et in quello tempo Numitius fo acolto da li lombardi e solo esso fugio e tutta l'altra hoste fo presa e occisa.

[2] St. de Troia e de Roma Laur., 1252/58 (rom.), pag. 151.14: Et Marcellus consul commatteo co li Galici, alcozorollo infra loro ne la vattalia. Et Marcellus sì forte commatteo, ke occise Drodomalum rege de li Galici e sconfisse Milana et con granne preda e con granne gloria retornao ad Roma.

[3] St. de Troia e de Roma Amb., 1252/58 (rom.), pag. 313.19: E Decio fo forte homo nell'arme et in tucte le virtute amaistrato. E solo infra una grande compangia de barbari fo accolto e cade in una grotta de acqua, ke iammai lo cuorpo suo non fo trovato. E lo filio suo fo occiso in vactalgia.

[4] Bind. d. Scelto (ed. Gozzi), a. 1322 (sen.), cap. 421, pag. 442.20: Troylus è molto irato quand'elli vidde quella grande massa de cavalieri intorno a·llui. Egli à tratto suo brando innudo, sì si va a ferire infra loro molto iratamente e gli acolse di tal maniera che tutti gli uccide e abatte e fiere.

4.2 Capitare, succedere (?).

[1] Memoriali bologn., 1279-1300, 7 [Fabruzzo dei Lambertazzi], 6, pag. 17: E quel ch'al mundo fa plu follemente, / acògliai bene che per ventura vene: / segundo l'uso, serà canosente: / on'omo è sazo a cui or prende bene. || Cfr. CLPIO B 46.6: «acolga ·y bene».

5 Signif. non accertato. || Testo lacunoso.

[1] Neri Moscoli, Rime, XIV pm. (castell.), 99.8, pag. 644: Ond'io a voi, com' deve cor, me volto, / pregandove per quel deletto fino / che dona amor, en ver de me meschino, / che me mostriate... sì accolto; / savendo veramente aperto e chiaro / ch'io sono en quella ferma oppinïone, / ch'è dolce amor de frutto e l'altro amaro.

[u.r. 31.07.2019]