ACCRÉDERE (1) v.

0.1 accredere, acreder, acredere, acredher, acreer.

0.2 Da credere.

0.3 Anonimo Genovese (ed. Cocito), a. 1311: 1.

0.4 In testi tosc.: Boccaccio, Corbaccio, 1354-55.

In testi sett.: Anonimo Genovese (ed. Cocito), a. 1311; Jacopo della Lana, Inf., 1324-28 (bologn.); Tristano Veneto, XIV.

In testi mediani e merid.: Destr. de Troya (ms. Parigi), XIV (napol.).

0.5 Locuz. e fras. fare accredere 1.

0.7 1 Fras. Fare accredere: lo stesso che far credere.

0.8 Paolo Squillacioti 29.09.1999.

1 Fras. Fare accredere: lo stesso che far credere.

[1] Anonimo Genovese (ed. Cocito), a. 1311, 14.133, pag. 157: Monto persone àm mara usanza / de meter De' su la baranza / de lor asdeiti monto via / per far acreer la boxia.

[2] Jacopo della Lana, Inf., 1324-28 (bologn.), c. 29, 121-132, pag. 701, col. 2.6: e piú assai che non sono li Francischi passadi per li tempi antichi in Ytalia, li qua'àno già recevudi de grandi inganni dalli Ytaliani, li quai gl'àno voglú far acreder una per un'altra et àno 'l fatto ... L'altro lebroso.

[3] Bosone da Gubbio, Avv. Cic., a. 1333 (eugub.>fior.), Proemio, Osservazioni, pag. 79.2: I fanciugli ritornati trovano morto costui; ma gli altri il prendono, e fanno una fossa, e lui sotterrano, e pongosi insieme fede che tutti dicano per uno tinore che i lupi costui abbiano preso, e fuori di loro occhi sparito e perduto; e così fatto fu accredere al padre.

[4] Boccaccio, Corbaccio, 1354-55, parr. 241-50, pag. 79.2: [[Le donne]] Sono generalmente tutte presuntuose, e a se medesime fanno accredere che ogni cosa lor si convenga, ogni cosa stia lor bene, d'ogni onor, d'ogni grandezza sian degne, e che senza loro gli uomini niuna cosa vagliano, né viver possano; e sono ritrose e inobedienti.

[5] Tristano Veneto, XIV, cap. 289, pag. 261.1: E lo Amorato disse: «Hai fradelo, tasì et sapié vui qu'ello la lassà plui per coardisia qua per chortesia, perqué per cortesia de ciò vui non me lo faré acredher.

[6] Destr. de Troya (ms. Parigi), XIV (napol.), L. 32, pag. 276.3: Lo sopradicto Oecte, figlyolo de lo re Naulo, se nde andao ad Egea, la moglyera de Dyomedes, e, per quello muodo che avea inducto l'animo de Clitemestra, cossì indusse l'animo de Egea, e facendole acredere che Dyomedes menava per soa moglyere una delle figlyole de lo re Priamo.

[u.r. 26.03.2024]