ACC┘BITO s.m.

0.1 acubitus; f: accubito.

0.2 Lat. accubitus (LEI s.v. accumbere, 1, 332.27).

0.3 Piero Ubertino da Brescia, p. 1361 (tosc.): 1.

0.4 Att. unica nel corpus.

0.7 1 [Med.] Pesantezza delle palpebre.

0.8 Paolo Squillacioti 23.03.1999.

1 [Med.] Pesantezza delle palpebre.

[1] Piero Ubertino da Brescia, p. 1361 (tosc.), pag. 46, col. 2.9: Alla gravešša delle palpebre per ventositade grossa che ssi chiama acubitus e alcuna volta sente quasi come fosse rena o polvere nelli occhi. Et la sua cura si Ŕ purgare, e falli vomichare e dalli medicina lasativa composita con diasena e benedetta, e poi lo purga con pilole cošie e mundifica l'occhio con tušia e vino bianco e sugho di finocchi.

[2] F Cura degli occhi di Pietro Ispano volg., XIV (tosc.), cap. 6: Accubito Ŕ gravezza ne le palpebre di grossa viscositade; per˛ che lo 'nfermo sente, quando si leva dal sonno, quasi rena o polvere ne l'occhio. || Zambrini, Pietro Ispano, p. 5.

[u.r. 22.03.2017]