ACRE agg.

0.1 acra, acre, acro.

0.2 LEI s.v. acer.

0.3 Dante, Commedia, a. 1321: 1.3.

0.4 In testi tosc.: Dante, Commedia, a. 1321.

0.7 1 Amaro e irritante al gusto. 1.1 Fig. 1.2 Non giunto a maturazione, acerbo. 1.3 [Di un suono:] acuto, stridente. 2 Pungente, tagliente. 3 Fig. Difficile da sopportare; aspro, duro. 3.1 Irresistibile.

0.8 Paolo Squillacioti 07.05.1999.

1 Amaro e irritante al gusto.

[1] Matteo da San Miniato, a. 1400 (tosc.), Sonetto, 4, pag. 367: S'io avessi gustato il fonte sacro / del qual chi assaggia convien pur che s'empia, / se di laurata fonte io avesse tempia / bagnata del licor<e> che è dolce e acro, / lo mio intelletto fora infermo e macro / tentar vostra virtú facunda ed empia...

1.1 Fig.

[1] Boccaccio, Ameto, 1341-42, cap. 39.36, pag. 820: similemente ancor come nell'acque / giordane prese quel santo lavacro / dalle man di colui che più gli piacque, / dando principio a quel misterio sacro / per lo qual rinasciam, gittando via / delli primi parenti il peccare acro...

[2] Petrarca, Disperse e attribuite, a. 1374, 208.12, pag. 256: O Vergin, ch'io non gusti di quell'acro / Tartareo fiume, innanzi al sommo sole / Io raccomando a te lo spirto mio.

1.2 Non giunto a maturazione, acerbo.

[1] Petrarca, Trionfi, 1351(?)-74, T. Pudicitiae a, 1, pag. 300: Quanti già ne l'età matura ed acra / Triumphi ornaro il glorioso colle, / Quanti pregion passâr per la Via Sacra / Sotto 'l monarcha ch'al suo tempo volle / Far il mondo descrivere universo, / Che 'l nome di grandeçça agli altri tolle, / O sotto quel che non d'argento terso / Die' bere a' suoi, ma d'un rivo sanguigno...

1.2.1 Rozzo. || (Ageno).

[1] Sacchetti, Rime, XIV sm. (fior.), 303.4, pag. 367: Spirto benigno sempre ognun fa sacro / con lode di virtù che fama l'empia, / e mai di sé non mostra adorna tempia, / porgendo d'esser discoletto e acro.

1.3 [Di un suono:] acuto, stridente.

[1] Dante, Commedia, a. 1321, Purg. c. 9.136, vol. 2, pag. 153: E quando fuor ne' cardini distorti / li spigoli di quella regge sacra, / che di metallo son sonanti e forti, / non rugghiò sì né si mostrò sì acra / Tarpëa, come tolto le fu il buono / Metello, per che poi rimase macra.

2 Pungente, tagliente.

[1] Dante, Commedia, a. 1321, Purg. c. 31.3, vol. 2, pag. 531: «O tu che se' di là dal fiume sacro», / volgendo suo parlare a me per punta, / che pur per taglio m'era paruto acro, / ricominciò, seguendo sanza cunta, / «dì, dì se questo è vero; a tanta accusa / tua confession conviene esser congiunta».

3 Fig. Difficile da sopportare; aspro, duro.

[1] Cost. Egid., 1357 (umbro-romagn.), L. IV, cap. 25, pag. 656.12: E se 'l serà conte o barone in cinque cento marche d'ariento, e se 'l serà altro nobele o potestà o qualunque altro officiale in CC marche d'ariento; e s'ella serà altra singulare persona in C marche d'ariento sia punito; le quale pene, s'ello no le paghe infra llo termene da fire ordenato in la sentencia per lo judice, de fino lora sia punito de più acra pena per lo zudese.

[2] Fazio degli Uberti, Dittamondo, c. 1345-67 (tosc.), L. 2, cap. 2.18, pag. 92: A pro de' grandi e de le genti macre / funno pretori, che le questioni / traeano a fin, quand'erano piú acre.

3.1 Irresistibile.

[1] Fazio degli Uberti, Dittamondo, c. 1345-67 (tosc.), L. 1, cap. 21.39, pag. 61: Per Coriolan venia dolente e macra, / quando Vetura li rivolse il tergo, / con preghi raffrenando la voglia acra.

[u.r. 27.11.2011]