AFFAVELLARE v.

0.1 affavellare; f: afavella, afavellare.

0.2 Da favella 1.

0.3 St. de Troia e de Roma Amb., 1252/58 (rom.): 1.

0.4 In testi tosc.: F Canz. an. Magdalena, degna da laudare, XIII sm. (tosc.).

In testi mediani e merid.: St. de Troia e de Roma Amb., 1252/58 (rom.).

0.6 N L'identificazione di affavellare rispetto a un possibile a f(f)avellare è in tutti gli esempi materia di scelta editoriale non ben decidibile (l'es. tratto dalla St. de Troia e de Roma è il più dubbio).

Doc. esaustiva.

0.7 1 Scambiare discorsi con qno; rivolgere la parola a qno.

0.8 Rossella Mosti 23.09.1998.

1 Scambiare discorsi con qno; rivolgere la parola a qno.

[1] St. de Troia e de Roma Amb., 1252/58 (rom.), pag. 223.23: Intando Matridade venne affavellare con Silla et onde cosa a voluntate de Silla fo facto.

[2] F Canz. an. Magdalena, degna da laudare, XIII sm. (tosc.): L'angelo prese a loro afavellare: / «Di niente già non dubita[te]: / Iesù Cristo ke voi domandate / suscitat'è, per certo lo sapiate, / et io so' qui per ciò denuntiare». || CLPIO C 40.126; nell'ed. Varanini, citata dal corpus, si legge: «L'angelo prese a loro a favellare»: cfr. Laude cortonesi, XIII sm. (tosc.), 40.126, vol. 1, pag. 283.

[3] F Canz. an. Onne-homo ad alta voce, XIII sm. (tosc.): Lo suo fillio l'afavella: / Or si compie questa guerra, / lo nimico è dato in terra / per la força dela croce. || CLPIO C 26.43; nell'ed. Varanini, citata dal corpus, si legge: «Lo suo fillio la favella»: cfr. Laude cortonesi, XIII sm. (tosc.), 26.43, vol. 1, pag. 187.

[u.r. 27.11.2017]