AGGRANDIRE v.

0.1 aggrandendosi, aggrandi, aggrandý, aggrandii, aggrandire, aggrandirlo, aggrandiro, aggrandiscie, aggrandisti, aggrandita, aggrandito, agrandescano, agrandý, agrandir, agrandirÓ , agrandire, agrandirla, agrandisce, agrandischano, agrandita, agrandite, agranditi, agrandy.

0.2 Da grande.

0.3 Andrea da Grosseto (ed. Selmi), 1268 (tosc.): 1.

0.4 In testi tosc.: Andrea da Grosseto (ed. Selmi), 1268 (tosc.); <Egidio Romano volg., 1288 (sen.)>; Fiore di rett., red. beta, a. 1292 (fior.); Stat. sen., 1305.

In testi sett.: Matteo dei Libri, XIII sm. (bologn.); Fr. Grioni, Santo Stady, a. 1321 (venez.); Vita di S. Petronio, 1287-1330 (bologn.).

0.7 1 Diventare o rendere qsa pi¨ grande, crescere, aumentare; accrescere, ingrandire; [anche fig.:] aumentare o crescere in importanza, in potere; migliorare, magnificare, esaltare; fortificare; arricchire.

0.8 Elena Artale 10.03.1999.

1 Diventare o rendere qsa pi¨ grande, crescere, aumentare; accrescere, ingrandire; [anche fig.:] aumentare o crescere in importanza, in potere; migliorare, magnificare, esaltare; fortificare; arricchire.

[1] Andrea da Grosseto (ed. Selmi), 1268 (tosc.), L. 4, cap. 17, pag. 334.20: per˛ che ogni superbia Ŕ cominciamento di peccato. E certo, la superbia vada innanzi a la contrizione; e denanzi a la ruina s'agrandirÓ lo spirito, secondo che [elli] medesmo dice Salomone. E Giovan Sirac disse: la superbia Ŕ odiata dinanzi da Dio e dinanzi dagli uomini; et [Ŕe] da vituperare ognie iniquitÓ...

[2] <Egidio Romano volg., 1288 (sen.)>, L. 1, pt. 1, cap. 10, pag. 18.26: Il filosafo, che ebbe nome Vegezio, nell'arte della Cavallaria, sopra tutte le cose loda il senno e l'avvedimento del combattere, perci˛ che quella fu la cosa che pi¨ agrandý la cittÓ di Roma.

[3] Fiore di rett., red. beta, a. 1292 (fior.), cap. 66, pag. 71.9: Per via d'abbominamento si fa conclusione quando colui che parla, nella fine della sua diceria, dice parole per le quali amplifica e agrandisce il detto suo, e provoca l'animo dell'uditore ad ira, inzigandolo e accendendolo contra l'aversario suo; la qual cosa si pu˛ fare in dieci modi, i quali sono appellati luoghi comuni.

[4] Matteo dei Libri, XIII sm. (bologn.), 5, pag. 19.4: L'onor too non dare ad altrui e l'anni toi a quello ke t'Ŕ crudele, aš˛ ke li strani no se emplano et agrandescano de le toe force╗.

[5] Stat. sen., 1305, cap. 1, pag. 3.22: in tal modo che, per lo detto Spedale, o vero a sua casione, le rasioni del detto Comune non siano menomate; ma per lo Rettore e per li frati del detto Spedale siano conservate, mantenute e agrandite a podere...

[6] Giovanni da Vignano, XIII/XIV (bologn.>ven.), cap. 12, pag. 250: E pregove, segnori, che pensati quelo chi dixi Sallamom: źL'onore to no lo dare ad altru' e li angni to' a quelo chie Ŕ crudele, aš˛ che li stranii no s'agrandischano de le to' forše╗. E ch'el ve piaša ugni superbia asbasare, per quelo chi dixe quelo medexemo savio: źDu' Ŕ la soperbia lý Ŕ la nimistÓ e la menomanša, e lÓ o' Ŕ la humilitÓ, lý Ŕ lo savere╗.

[7] Fr. Grioni, Santo Stady, a. 1321 (venez.), 79, pag. 51: Non g'era algun pišolo ni grando, / Che non stesse al so comando; / Si ch'el feva de tutta la terra / Al so voler paxe et verra. / Molto agrandy l'inperador / Enfin ch'el fo so rešedor, / E conquistÓ molti paysi, / E sotomesse li suo innemisi.

[8] Vita di S. Petronio, 1287-1330 (bologn.), cap. 1, pag. 8.23: Signori, queste Ŕno pessime novelle, le quai Ŕno vegnude de le contrade de Grecia d'una cussý facta gente malvaxe e pessima, che vole pervertere l'imperio mio per agrandire la fÚ de Macometo et asbasare la fÚ e 'l nomo de Jes¨ Cristo.

[9] Bosone da Gubbio, Avv. Cic., a. 1333 (eugub.>fior.), L. 3, cap. 16, pag. 424: ma infra l'altre cose d'onore e di pregio, che in questo secolo s'acquistano, si Ŕ grandezza e onore, e parenti e amici; ed Ŕ questa una cosa che li grandi uomini fa maggiori e li piccoli aggrandiscie; ond'io chiamo merciede all'alto Iddio, che questa nostra venuta sia alla sua santissima laude, e a riverenza e esaltamento di voi e di ciascheduna persona che voi ama.

[10] Ottimo, Purg., a. 1334 (fior.), c. 23, pag. 441.2: E qui nota quanto piace a Dio una, che virilmente si difenda e triunfi intra molte aversitadi. E per˛ dice: 91. Tanto Ŕ a Dio ec. E soggiugne, in essemplo della virt¨ di questa donna per pi¨ agrandirla, queste parole: Che la Barbagia di Sardigna ec. 97. O dolce frate ec. La toccata onestade di madonna Nella, moglie che fue di Forese, hae dato materia a Forese di sgridare contro alle donne Fiorentine, e d'anu[n]ziare loro foturi mali...

[11] Giovanni Villani (ed. Porta), a. 1348 (fior.), L. IX, cap. 64, vol. 2, pag. 119.19: Questo papa Bonifazio fu savissimo di scrittura e di senno naturale, e uomo molto aveduto e pratico, e di grande conoscenza e memoria; molto fu altiero, e superbo, e crudele contro a' suoi nimici e aversari, e fue di grande cuore, e molto temuto da tutta gente, e alz˛ e agrandý molto lo stato e ragioni di santa Chiesa...

[12] Canzoniere del sec. XIV, a. 1369 (tosc.occ.), 35 [Antonio da Ferrara].43, pag. 74: Mille trecento quindici, ov'io nacqui / tempo crudele e reo, / nimico di vert¨, sia maladetto, / la mia bassa fortuna e 'l sito meo, / lÓ dove giovin giacqui, / e 'l padre mio, allora poveretto. / Io maladico il suo buono intellecto, / che di suo stato vile / volse agrandir mio stile / e fuor delli animali trarmi a sciensa. / Maledetta la intensa e quel sudore / che per mio studio spese, / maladetta e l'apresa intelligensa, / che fa centuplicare il mio dolore.

[13] Bibbia (05), XIV-XV (tosc.), Sal. 3, vol. 5, pag. 151.8: 3. Molti dicono all'anima mia: non Ŕ salute [a lei] nel suo Iddio. 4. Ma tu, Signore, se' quegli che mi ricevi; e sei la mia gloria, e sei quello che aggrandisti lo mio capo. 5. Con la voce mia gridai al Signore; e ha me esaudito del monte santo suo. 6. Io dormii, e fui pieno di sonno; e leva'mi, e il nostro Signore mi ricevette.

[u.r. 13.03.2006]