ALLARGARE v.

0.1 adlargandola, alarga, alargâ, alargando, alargar, alargarane, alargare, alargari, alargarono, alargarsi, alargaru, alargasse, alargat', alargata, alargati, alargato, alargau, alargava, alargerabenno, alargerebbe, alargerebo, alarghare, alarghata, alarghe, alargherebe, alarghò, alargi, alargò, allarga, allargai, allarganci, allargando, allargandomi, allargandosi, allargandu, allargano, allargar, allargâr, allargare, allargarese, allargari, allargaria, allargarla, allargaron, allargarono, allargarsi, allargasse, allargasti, allargata, allargate, allargati, allargato, allargatosi, allargava, allargha, allarghano, allargherai, allargherete, allarghi, allarghino, allargò, allargossi, allargrà , elarga, elargarse.

0.2 Lat. *allargare (DEI s.v. allargare 2).

0.3 Guido delle Colonne, XIII pm. (tosc.): 2.1 [4].

0.4 In testi tosc. e toscanizzati: Guido delle Colonne, XIII pm. (tosc.); Bono Giamboni, Vizi e Virtudi, a. 1292 (fior.); Inghilfredi, XIII sm. (lucch.); Giordano da Pisa, Prediche, 1309 (pis.); Simintendi, a. 1333 (prat.); Lett. volt., 1348-53.

In testi sett.: Matteo dei Libri, XIII sm. (bologn.); Anonimo Genovese (ed. Cocito), a. 1311; Parafr. pav. del Neminem laedi, 1342; Cinquanta miracoli, XIV pm. (ven.); Gid. da Sommacamp., Tratt., XIV sm. (ver.).

In testi mediani e merid.: Neri Moscoli, Rime, XIV pm. (castell.); Anonimo Rom., Cronica, XIV; Mascalcia L. Rusio volg., XIV ex. (sab.).

In testi sic.: Giovanni Campulu, 1302/37 (mess.); Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.).

0.5 Locuz. e fras. allargare i freni 2.1; allargare i patti 1.7; allargare il ciglio 3; allargare il freno 2.1; allargare la mano 1.3; allargare le mani 1.3, 2.3; allargare le redini 2.1.

0.7 1 Ingrandire o ingrandirsi in larghezza, aumentare quanto allo spazio fra due estremi laterali (detto, negli ess., di qsa che consente il passaggio). 1.1 Disporre o disporsi in modo da coprire un maggiore spazio ai due lati di un centro, o da lasciare maggiore spazio fra due estremi; espandersi lateralmente. 1.2 Aprire (le braccia). 1.3 Aprire (le mani). Fig. Fras. Allargare la mano, le mani: venire in soccorso, concedere favori, essere munifico. 1.4 Aprirsi, estendersi (rispetto a un luogo più stretto). 1.5 Aumentare di dimensioni. 1.6 Estendere o estendersi in potere, onore, importanza; rendere più grande un dominio, un potere, un onore. 1.7 [Dir.] Estendere il valore (di una norma, statuto, patto ecc.). 2 Lasciar andare ciò che è o può essere tenuto stretto, allentare la presa su qsa. 2.1 Fras. Allargare le redini, il freno, i freni. 2.2 Fig. Rendere meno rigido, severo. 2.3 Fig. Liberare da vincoli; concedere, concedersi libertà; lasciare, lasciarsi andare. 2.4 Fig. Indurre o provare un sentimento di libertà da vincoli e grandezza. 3 Rendere più lungo, allungare. 3.1 Tendere in avanti, protendere. 3.2 Spostare o spostarsi a maggiore distanza, allontanare, allontanarsi. 3.3 Allungare, allungarsi; divenire, far divenire cascante (del viso o della pelle, per effetto dell'età o della sofferenza). 4 Signif. non accertato.

0.8 Veronica Orazi 23.04.2002.

1 Ingrandire o ingrandirsi in larghezza, aumentare quanto allo spazio fra due estremi laterali (detto, negli ess., di qsa che consente il passaggio).

[1] Dino Compagni, Cronica, 1310-12 (fior.), L. 3.34, pag. 212.23: Dissesi che i marchesi Malispini il voleano mettere per Lunigiana, e feciono acconciare le vie e allargare nelli stretti passi...

[2] Simintendi, a. 1333 (prat.), L. 1, vol. 1, pag. 18.22: Questi tornarono, e allargano le bocche a le fonti, e volgonsi verso il mare con isfrenato corso.

[3] Cavalca, Specchio di croce, a. 1342 (pis.), cap. 22, pag. 98.28: E quando furono prima confitte le mani, pendendo il corpo, si allargarono le ferite, e allora sentì smisurato dolore.

[4] Giovanni Villani (ed. Porta), a. 1348 (fior.), L. XIII, cap. 116, vol. 3, pag. 557.2: l'ordine e 'l lavorio de' detti muri fu bene proveduto, faccendosi una agiunta, ch'è di nicistà, cioè di fare un muro cominciandolo di qua dal fiume d'Arno alla coscia del ponte Reale, e continuandolo verso levante infino alle mulina di San Salvi; allargando la bocca ed entrata del fiume d'Arno, acciò che crescendo l'Arno, non venisse di sopra a' fossi e mura di qua alla porta della Croce o più oltre...

[5] Neri Moscoli, Rime, XIV pm. (castell.), son. 23.8, pag. 568: ché 'n verità bella più te facia, / e più piacer la tua vista soave / che questa vistatella, che mo' t'have / alcuna cosa allargata la via.

[6] Doc. fior., 1353-58, (1353), pag. 73.8: Dissermi i sopradetti Giorgio e Lapo, che io faciessi alarghare l'uscio della chorte di sopra tanto che v'entrasse il charro charico...

[7] Piero Ubertino da Brescia, p. 1361 (tosc.), pag. 93, col. 2.34: Onde quando questi cotali segni appariranno, allora incontanente la ferita et il morso si debbe allargare colla medicina che noi nominiamo, et se nno, sì lla dobbiamo chiudere et saldare.

[8] Thes. pauper. volg. (ed. Rapisarda), XIV (sic.), cap. 189, pag. 97.7: Lu bolu armeniu ristringi la piaga e non lassa allargari a rudiri la mala carni di la piaga.

[9] Mascalcia L. Rusio volg., XIV ex. (sab.), cap. 158, pag. 307.4: Ancora sacci ch(e) la plaga d(e) la fistula s'alarga b(e)n co la flam(m)ula...

1.1 Disporre o disporsi in modo da coprire un maggiore spazio ai due lati di un centro, o da lasciare maggiore spazio fra due estremi; espandersi lateralmente.

[1] Bono Giamboni, Vegezio, a. 1292 (fior.), L. 1, cap. 26, pag. 33.23: come che per continua usanza i cavalieri, per ischiere ordinati, l'ordine servino; sicchè oltre che si convenga nè si stringano, nè s'allarghino... || Cfr. Veg. Mil. 1, 26: « Nihil magis prodesse constat in pugna, quam ut adsiduo exercitio milites in acie dispositos ordines servent necubi contra quam expedit aut conglobant agmen aut laxent».

[2] Giovanni Villani (ed. Porta), a. 1348 (fior.), L. I, cap. 36, vol. 1, pag. 56.13: [[il parlatorio]] fu fatto tondo e in volte molto maraviglioso, con piazza in mezzo. E poi si cominciavano gradi da sedere tutto al torno. E poi di grado in grado sopra volte andavano allargandosi infino a la fine dell'altezza, ch'era alto più di LX braccia....

[3] Anonimo Rom., Cronica, XIV, cap. 14, pag. 130.23: la prima, che lli cinqueciento cavalieri denanti refiescaro colli milli dereto; la secunna, ca lle doi ale delli cinqueciento e cinqueciento fecero allargare e prennere campo a destri ed a sinistri, accostannosi alla frontiera da costa.

1.2 Aprire (le braccia).

[1] Cinquanta miracoli, XIV pm. (ven.), 37, pag. 66.21: «Eo veço e tegno ciò che e' ò desirado» et, alargando le braçe in modo de voler abraçar, passà da questo segolo.

1.3 Aprire (le mani). Fig. Fras. Allargare la mano, le mani: venire in soccorso, concedere favori, essere munifico.

[1] Bono Giamboni, Vizi e Virtudi, a. 1292 (fior.), cap. 4, pag. 9.9: E sai bene come la vaga Ventura m'avea allargata la mano sua, e arricchito di doni suoi desiderati e goliati, cioè di gentilezza e ricchezza, amistadi, onori, di cittadinanza ed essere bene nutricato...

[2] Pistole di Seneca, a. 1325? (fior.), 29, pag. 64.15: si farò alcun'utilità a colui, ch'io ammonisco, ma i' so, ch'io la farò ad alcuno, ammonendone molti, e l'uomo dee allargarela mano.

[3] Anonimo Rom., Cronica, XIV, cap. 9, pag. 49.1: E considerao la moita moneta la quale de quello grano àbbera auta, se avessi allargata la mano alli necessitosi.

[4] Giovanni Colombini, a. 1367 (sen.), lett. 111, pag. 254.25: Tutte comportatevi nel Signore, e siate forti, e vivete in isperanza, però che Cristo cortese ogni dì allargamano, facendo grazia e miracoli...

[5] Boccaccio, Esposizioni, 1373-74, c. VII (i), par. 35, pag. 388.33: Che con misura nullo spendio ferci, in questa vita: e ciò fu che o essi strinsero troppo le mani là dove esse eran da allargare, o essi l'allargaron troppo là dove eran da strignere...

1.4 Aprirsi, estendersi (rispetto a un luogo più stretto).

[1] Tesoro volg., XIII ex. (fior.), L. 3, cap. 3, pag. 30.14: Poi si allarga il mare dismisuratamente, ma ora non è guari che un poco oltra diviene sì stretto...

1.5 Aumentare di dimensioni.

[1] Giordano da Pisa, Prediche, 1309 (pis.), 2, pag. 16.7: Anco che delle ricchesse delmondo non si occupi molto ma abbia lo corpo largo ad convenevile modo, che delle ricchesse che siano contra Dio non curi ma stia pogo largo, che s'elli s'allargasse troppo sì potrebbe diventare ritondo et allora non potrebbe navigare né pervenire ad porto di salute.

[2] Giovanni Campulu, 1302/37 (mess.), L. 4, cap. 36, pag. 161.20: Paria adunca ki divissi andari jn Sichilia: zo - dichi sanctu Gregoriu - non poczu vidiri ki fussi pir autra accaiunj, si non ki appressu Sichilia chi su alcunj ysuli - zo è Bulcanu e Stronguli e li autri -, da li quali ysuli - dichi sanctu Gregorio - de eschi focu, e kistu focu èschini de pignati e da loki unde li mischini animi su turmentati; li quali ysuli - dichi sanctu Gregoriu, sicundu ki l'era cuntatu ad issu - omni iornu si vaynu allargandu plu et apirendu: e zo a dimustrari ki quantu plu si accosta la fini de lu mundu, tantu plu animj si richipinu jn killi loki, a puniri, plu si vaynu allargandu.

1.6 Estendere o estendersi in potere, onore, importanza; rendere più grande un dominio, un potere, un onore.

[1] Rinuccino, Rime, XIII sm. (fior.), 4.11, pag. 46: Il fior d'amore è 'l primo nascimento / de lo disïo ch'è posto nascoso; / la foglia-d è 'l disio c'alarga e monta; / poi vèn lo frutto e guar' dà compimento / di quello onde lo core è disïoso, / sì come il frutto che per sol sormonta.

[2] Matteo dei Libri, XIII sm. (bologn.), 26, pag. 83.11: lo qual Deo nostro signore per soa pietate de iorno in iorno acresca e alargi, sì como è vostro placere e volere, e como ama et desira quelle persone ke ben vole a voi.

[3] Fr. da Barberino, Regg., 1318-20 (tosc.), pt. 5, cap. 27.165, pag. 180: Ma suo consilglio ristringa con pochi, / E quei maturi d'etate e di senno. / Chè sotto spezie di ben, tal fiata / Poder di mal s'allarga...

[4] Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.), L. 6, cap. 2, vol. 2, pag. 63.14: La quali essendu posta intra virtuti et viciu, se issa se amisura per salutivili modu, issa amerita laudi, ma se issa se alarga uvi issa non divi merissi grandi reprehensiuni.

[5] Giovanni Villani (ed. Porta), a. 1348 (fior.), L. V, cap. 25, vol. 1, pag. 208.12: Negli anni di Cristo MCVII, essendo la nostra città di Firenze molto montata e cresciuta di popolo, di genti, e di podere, ordinarono i Fiorentini di distendere il loro contado di fuori, e allargare la loro signoria, e qualunque castello o fortezza non gli ubbidisse, di fargli guerra.

[6] Lett. volt., 1348-53, pag. 211.13: La quale limitatio(n)e (e) coha(r)tatio(n)e al tuto è tolta via, e molto è più alarghata la n(ost)ra aucto(r)itate i(n) questo (e) i(n) più altre chose p(er) novissimi p(r)ivillegii a noi conceduti p(er) lo nostro signore mess(er) Karlo imp(er)atore.

[7] Libro del difenditore della pace, 1363 (fior.), diz. 2, cap. 23, par. 10, pag. 390.20: E di quelle le più danaboli e all'uficio de' preti molto essecrabole, che' vescovi di Roma e altri però ch'ellino allarghano loro juridizione...

[8] Fazio degli Uberti, Dittamondo, c. 1345-67 (tosc.), L. 1, cap. 22.36, pag. 64: In questo tempo le cittá vicine / quale omaggio mi fe', qual fu conquisa: / per ch'io piú allargai le mie confine.

[9] ? Giovanni Colombini, a. 1367 (sen.), lett. 52, pag. 159.7: Figliuola mia in Jesù Cristo, io so stato del corpo molto bene, e per ubidire ad voi mi so infino a qui molto allargato nella vita.

[10] Contemptu mundi (II), XIV sm. (tosc.), L. 2, cap. 33, pag. 73.25: «però lo inferno ha allargato l'anima sua e ha aperto la boca sua senza alcuno termino e gli uomini alti e gloriosi discenderanno al suo giudizio».

[11] Bibbia (08), XIV-XV (tosc.), 1 Mc 14, vol. 8, pag. 524.6: E accrebbe e allargò i confini della gente sua, e acquistò il paese.

- Diventare importante (o insuperbire?).

[12] Pistole di Seneca, a. 1325? (fior.), 120, pag. 402.30: alcuna volta si stende, ed allarga tanto, che ciascuno n'ha invidia; alcun'altra si ristrigne, e umilia più, che coloro, che veramente sono scaduti.

1.7 [Dir.] Estendere il valore (di una norma, statuto, patto ecc.).

[1] Stat. fior., XIV pm. (3), Ordinamenti, pag. 170.4: chi sarà per inanzi, overo altra qualuncha persona, cictadino o foristiere possa né gli sia licito quelli ordinamenti, provisioni, statuti e reformagioni usare, proponere overo allargare in alcuna cosa, salva la libertà de la sancta madre ecclesia in ogni sua parte.

- Fras. Allargare i patti: incrementare le clausole a proprio vantaggio.

[2] Giovanni Villani (ed. Porta), a. 1348 (fior.), L. XI, cap. 2, vol. 2, pag. 523.21: Poi a dì XXVIIII d'agosto sequente il duca volle dichiarare co' Fiorentini la sua signoria, e allargarei patti, spezialmente di potere liberamente fare priori a sua volontà...

2 Lasciar andare ciò che è o può essere tenuto stretto, allentare la presa su qsa.

[1] Monte Andrea (ed. Minetti), XIII sm. (fior.), canz. 9.5, pag. 95: di dire non fino, perché / la rota di Fortuna m'à congiunto / non mai esser digiunto / dal basso stato e perilglioso punto: / d'ongni tempesta alargat'à la soga!

[2] Anonimo Genovese (ed. Cocito), a. 1311, 145.93, pag. 625: Ché chi re' vento largo prende / lo tenpo so cun dano spende; / ché mejo è strenze da prumer / per alargar poi inderer, / ca [t]ropo largo comezar, / chi lo to faito pò desfar.

[3] Fr. da Barberino, Doc. Am., 1314 (tosc.), pt. 7, docum. 15.29, vol. 3, pag. 222: tu gli fa chiara faccia, / né in sua presença dire / di che possa ysmarrire; / lor non allargar troppo / né stringer molto il groppo.

[4] Sacchetti, Rime, XIV sm. (fior.), 302.201, pag. 357: [E] questa è l'avarizia che pur strigne, / sanza alargare mai dov'ella cigne.

2.1 Fras. Allargare le redini, il freno, i freni.

[1] Simintendi, a. 1333 (tosc.), L. 6, vol. 2, pag. 34.2: Sifilo, dopo costui, udito ch'ebbe il suono della saetta per l'aria, allargava i freni del cavallo per fuggire...

[2] Arte Am. Ovid. (A), XIV pm. (pis.), L. II., pag. 94.19: Anco mira in del carro, che 'l carratore ora allarga le ledre e ora ritiene con arte li cavalli lassati.

[3] Gid. da Sommacamp., Tratt., XIV sm. (ver.), cap. 6, par. 20, comp. 57.3, pag. 144: Aconteo simelmente alarghòil freno / e contra luy se·ne venne per lo piano.

- Fig.

[4] Guido delle Colonne, XIII pm. (tosc.), 4.3, pag. 104: Amor, che lungiamente m'hai menato / a freno stretto senza riposanza, / alarga le toi retene in pietanza, / ché soperchianza - m'ha vinto e stancato...

[5] Bart. da San Concordio, 1302/08 (pis.>fior.), dist. 25, cap. 8, par. 9, pag. 405.23: Gregorio, secondo moralium. Quando i maggiori alla carnalità servono, a' minori li freni s'allargano.

[6] <Zucchero, Esp. Pater, XIV in. (fior.)>, pag. 108.28: Lo secondo grado è che l'uomo si metta misura nell'appetito, e nel desiderio della volontà, e che l'uomo non allarghi troppo il freno ai desiderj della carne, et alle covotigie di questo mondo...

[7] Dante, Commedia, a. 1321, Purg. c. 22.20, vol. 2, pag. 371: Ma dimmi, e come amico mi perdona / se troppa sicurtà m'allarga il freno, / e come amico omai meco ragiona...

[8] Cavalca, Esp. simbolo, a. 1342 (pis.), L. 1, cap. 29, vol. 1, pag. 258.25: Onde per ira, dice il Salmista, che Dio allarga il freno a molti, e lasciali andare secondo li desideri loro.

[9] Petrarca, Canzoniere, a. 1374, 23.113, pag. 29: Ivi accusando il fugitivo raggio, / a le lagrime triste allargai 'l freno, / et lasciaile cader come a lor parve...

2.2 Fig. Rendere meno rigido, severo.

[1] Ottimo, Par., a. 1334 (fior.), c. 12, pag. 299.27: Ma non fia ec.. Or qui vuole riprendere per luogo di somiglianza fra Buonaventura li ministri del suo ordine, li quali sono essuti diversi, che in ogni capitolo hanno voluto fare novitadi, chi allargando, e chi strignendo...

[2] Laud. Battuti Modena, a. 1377 (emil.), 4.5.3, pag. 15: a tuti i presonenti Deo ge alarghe le prexon, / e consoli tuti qui' chi àn afflicion...

2.3 Fig. Liberare da vincoli; concedere, concedersi libertà; lasciare, lasciarsi andare.

[1] Bono Giamboni, Vizi e Virtudi, a. 1292 (fior.), cap. 42, pag. 75.13: voleano paradiso e questo mondo abracciare: però s'ingegnaro con grandi sottigliezze, e trovaro nuovi intendimenti a la Divina Scrittura, per li quali allargâr la vita dell'uomo con potersi salvare.

[2] Inghilfredi, XIII sm. (lucch.), 5.15, pag. 117: di gran gio' mi consumo e mi disperdo, / sì mi distringe là u' sono alargato...

[3] Bart. da San Concordio, 1302/08 (pis.>fior.), dist. 40, cap. 9, par. 7, pag. 585.8: e di questi due si dee fare un temperamento, sicchè li sudditi nè per molta asprezza siano conturbati, nè per troppa benignità siano male allargati...

[4] Fr. da Barberino, Doc. Am., 1314 (tosc.), pt. 1, docum. 23.46, vol. 1, pag. 292: Una cosa ben nota: / che non si dea troppo tosto allargare / in lui troppo honorare, / ché son famiglia di semmana o mese.

[5] Alberto della Piagentina, 1322/32 (fior.), L. 3, cap. 2, pag. 83.20: Molti il frutto di ben sommo misurano con allegrezza e con letizia: costoro felicissima cosa riputano nelle volontadi corporee allargarsi.

[6] Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.), L. 3, cap. 6, vol. 1, pag. 126.25: cap. VJ, di li gentili homini, li quali se alargaru ultra lu licitu et consuetu modu in vestimenti oy in altru ritu di viviri.

[7] Boccaccio, Filocolo, 1336-38, L. 4, cap. 101, pag. 489.6: vedendo manifestamente che tra lui e la fine del suo disio era questo in mezzo e che parlare gli convenia s'egli servigio volea ricevere, allargò le forze al disiderante cuore, e propose di dare via alle parole...

[8] Boccaccio, Fiammetta, 1343-44, cap. 4, par. 1, pag. 93.12: e meco medesima incerta se ancora il dovessi biasimare, o no, allentata alquanto la speranza, lasciai in parte i lieti pensieri, ne' quali forse troppo allargandomi era rientrata, e nuove cose ancora non istatevi mi si cominciarono a volgere per lo capo.

[9] Boccaccio, Decameron, c. 1370, VI. conclusione, pag. 438.7: Per che, se alquanto s'allarga la vostra onestà nel favellare, non per dover con l'opere mai alcuna cosa sconcia seguire ma per dar diletto a voi e a altrui...

[10] Boccaccio, Decameron, c. 1370, I. introduzione, pag. 12.14: altri servavano, tra questi due di sopra detti, una mezzana via, non strignendosi nelle vivande quanto i primi né nel bere e nell'altre dissoluzioni allargandosi quanto i secondi...

[11] Francesco di Vannozzo, Rime, XIV sm. (tosc.-ven.), 152.3: La mente mia, che sta colma d'afanno / non per mondana voglia o per desio, / alarga pienamente el voler mio / contra di me, nemica del mio danno.

- Fig. Fras. Allargare le mani a qno: concedere mano libera, lasciare libertà.

[12] Matteo dei Libri, XIII sm. (bologn.), 11, pag. 39.10: e se li maleficii non se puniseno, tropo s'alargerebbe le mane a li malfatori.

2.4 Fig. Indurre o provare un sentimento di libertà da vincoli e grandezza.

[1] Pistole di Seneca, a. 1325? (fior.), 108, pag. 352.29: Quanto più riceve l'animo, tanto più s'allarga.

[2] Pistole di Seneca, a. 1325? (fior.), 66, pag. 152.19: Dunque l'una cosa, e l'altra allarga, e pugne l'animo sanza ragione. Nè l'una è degna d'allegrezza, nè l'altra di paura.

[3] Pistole di Seneca, a. 1325? (fior.), 87, pag. 250.27: Di certo i beni allargano, e innalzano, ma questo è sanza superbia...

[4] Arte Am. Ovid. (A), XIV pm. (pis.), L. I., pag. 59.5: Li giovani e le donzelle li mirerano con alegreza e quel giorno allargrà lor li animi...

[5] Sam Gregorio in vorgà , XIV sm. (lig.), L. 2, cap. 39, pag. 152.8: E l'anima de quelo chi vê Dee monta sovra sì mêsmo e, seando rapia a vei' lo lume de Dee, alargasse dentro e monta sovra de sì mêsmo.

[6] S. Caterina, Epist., 1367-77 (sen.), lett. 51 (1375), pag. 196.15: che 'l fuoco l'allumina e non cade tenebre in lei; e così l'anima alluminata a questo venerabile fuoco, tutto distende lo 'ntendimento e allarga.

[7] Bibbia (05), XIV-XV (tosc.), Sal 118, vol. 5, pag. 502.17: Son corso nella via de' comandamenti tuoi, quando allargasti il cuore mio.

3 Rendere più lungo, allungare.

[1] Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.), L. 3, cap. 3, vol. 1, pag. 119.30: issu lu phylosophu, vincituri di lu duluri, ma disiyusu di viniarssi, dissi a lu tyrannu que lu dira secretamenti se li placissi d'audirlu. Et, alargata la corda di la talya, poy que lu phylosophu se la vitti bella, pilyauli la uricha a denti...

[2] Contemptu mundi (II), XIV sm. (tosc.), L. 2, cap. 37, pag. 74.35: O superbo, adunque, perché allarghi tu gli orli delle vestimenta e fale sí magnifiche?

- Fig. Fras. Allargare il ciglio: 'allungare lo sguardo', rivolgere la propria attenzione a qsa.

[3] Francesco di Vannozzo, Rime, XIV sm. (tosc.-ven.), 135.34: Dè, apri gli ochi tuoi, volgi la mente, / el ciglio alarga e volgi lo 'ntellecto, / et odi el tuo suggetto / c'ad alta voce la iustitia chiama...

3.1 Tendere in avanti, protendere.

[1] Simintendi, a. 1333 (tosc.), L. 9, vol. 2, pag. 200.18: La potente iddia del parto uscì fuori; e, spaventata, allargò le mani congiunte: io, disciolta, mi lievo.

[2] Petrarca, Canzoniere, a. 1374, 302.12, pag. 376: Deh perché tacque, et allargò la mano? / Ch'al suon de' detti sí pietosi et casti / poco mancò ch'io non rimasi in cielo.

[3] Torini, Rime, 1342/98 (fior.), 3 (a. 1398).70, pag. 362: Chiamaci Iddio, la sua mano abundante / verso noi allargando, / li onor, li stati e ricchezze prestando, / la grazïosa prole, / grazia e 'l mondan favore aümentando...

3.2 Spostare o spostarsi a maggiore distanza, allontanare, allontanarsi.

[1] Anonimo Genovese (ed. Cocito), a. 1311, 37.136, pag. 232: Le jazee, le gram nevere / tennem sì streite le rivere, / che ni per terra ni per mar, / se pò l'omo guairi alargar / e per gram jaçâ e lavagi / tanti vego desavantagi. / Semper capello t'è mester / e zocali te portà derrer.

[2] Giovanni Campulu, 1302/37 (mess.), L. 3, cap. 16, pag. 100.15: e killa catina sì ligau in una grande petra; e zo fiche illu pir tantu, a zo ki illu non avissi materia d'allargarese plu, si non tantu quantu si potia stendere la catina.

- Cessare (di fare qsa).

[3] Tristano Veneto, XIV, cap. 360, pag. 322.7: Et per lo gran cuor che zaschun havea in si, eli non se strachava né non se alargava de firir né de smagiar l'uno sovra l'altro.

3.3 Allungare, allungarsi; divenire, far divenire cascante (del viso o della pelle, per effetto dell'età o della sofferenza).

[1] Pistole di Seneca, a. 1325? (fior.), 106, pag. 348.35: Acciocch'i' metta ne' detti miei altro che quello, che domandi, siccome sono cruccio, amore, e tristizia. Se tu temi quand'e' ci mutano il viso, e l'aspetto, e fannoci crespa la fronte, e allarganci la faccia, e fannoci arrossare, come credi tu dunque, che sì manifesti segni sieno incorporati, se non dal corpo.

[2] Arte Am. Ovid. (A), XIV pm. (pis.), L. III., pag. 107.20: Oimmè misero, come tosto li corpi s'allargano per crespe e perisce lo colore che fu in del netto viso, e li capelli canuti si spargeranno di subito per lo capo tutto...

4 Signif. non accertato. || Il testo tradotto non spiega l'uso di allargarsi nel contesto.

[1] Bibbia (01), XIV-XV (tosc.), Es. 32, vol. 1, pag. 415.12: 24. Alli quali io dissi: chi ha di voi oro? Ed egli s'allargarono, e diederlo a me; e io lo gittai nel fuoco, e uscito n'è questo vitello. || Cfr. Esodo 32, 24 «quibus ego dixi quis vestrum habet aurum tulerunt et dederunt mihi et proieci illud in ignem egressusque est hic vitulus».

[u.r. 13.12.2017]