ALTEZZA s.f.

0.1 aitezza, aitezze, allteša, alteca, alteša, altecša, altešša, altešše, altece, alteše, altecza, altecze, altessa, altesse, alteza, alteze, altezza, altezze, altiša, alticia, alticza, alticzi, altiza, altizi, altizza, altteza, aoteza, ateša, atezza, auteša, autessa, autezza, autiza, elteša, olteša.

0.2 Lat. altitia (LEI s.v. altitia).

0.3 Uguccione da Lodi, Libro, XIII in. (crem.): 5.

0.4 In testi tosc. e toscanizzati: Giacomo da Lentini, c. 1230/50 (tosc.); Bonagiunta Orb. (ed. Parducci), XIII m. (lucch.); Brunetto Latini, Rettorica, c. 1260-61 (fior.); <Egidio Romano volg., 1288 (sen.)>; Panuccio del Bagno, XIII sm. (pis.); Folgˇre, Semana, c. 1309 (sang.); Simintendi, a. 1333 (prat.); Mazz. Bell., Storia (ed. Gorra), 1333 (pist.).

In testi sett.: Uguccione da Lodi, Libro, XIII in. (crem.); Bonvesin, Volgari, XIII tu.d. (mil.); Orazione ven., XIII; Matteo dei Libri, XIII sm. (bologn.); Cronica deli imperadori, 1301 (venez.); Lodi Vergine, XIV in. (ver.); Anonimo Genovese (ed. Cocito), a. 1311.

In testi mediani e merid.: Miracole de Roma, XIII m. (rom.); Proverbia pseudoiacop., XIII (abruzz.); Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.); Doc. perug., 1326; Bosone da Gubbio, Capit., c. 1328 (eugub.); Neri Moscoli, Rime, XIV pm. (castell.); Doc. orviet., 1339-68, (1353); Destr. de Troya, XIV (napol.).

In testi sic.: Giovanni Campulu, 1302/37 (mess.).

0.5 Le forme in -ezze al sing. sono da ricondurre al suffisso lat. -ities (Rohlfs, ž 355). Per la loro diffusione nei lirici sic. e tosc., cfr. Avalle, Programma, pp. 37-40.

Per l'esito olteša v. Rohlfs, ž 129 (e cfr. ž 17, sulla velarizzazione della tonica). La palatalizzazione di a ha un'ampia diffusione in posizione tonica (cfr. Rohlfs, ž 13), e per la forma elteša sarÓ da pensare a un adeguamento analogico per influsso di elto 'alto' (v. alto 0.1); l'uso di entrambe le forme Ŕ limitato a un solo testo - il commento di Jacopo della Lana - e non Ŕ da escludere un tentativo di resa grafica dell'esito in œ di a davanti a l o r + consonante, tipicamente bolognese (v. in proposito Gaudenzi, Dial. bologn., pag. 4).

Locuz. e fras. disegno dell'altezza 1.5; entrare in altezza 2.4.1; montare in altezza 2.4.1; porre in altezza 2.4.1; salire in altezza 2.4.1; stare in altezza 2.4.1.

0.7 1 Dimensione nel senso della verticale e verso l'alto; estensione a partire da un riferimento da terra. 1.1 Distanza o elevazione da terra. 1.2 Posizione elevata; punto molto lontano da terra; l'alto (nelle espressioni in, verso, dall'altezza). 1.3 [Del corpo umano o di sue parti:] ampiezza, grandezza; mole, statura. 1.4 [Di liquidi:] livello. 1.5 [Di costruzione:] sezione verticale, muro. 1.6 [Di sentimento o disposizione d'animo:] forza, vigore; intensitÓ. 2 Luogo elevato, naturale (montuositÓ) o artificiale (costruzione); roccaforte, fortezza. 2.1 La parte pi¨ elevata; estremitÓ superiore; sommitÓ, cima. 2.2 Il regno dei cieli. 2.3 Volta celeste. 2.4 Fig. Stato dignitoso, onorevole; prosperitÓ, (buona) fortuna; posizione socialmente elevata; onore, gloria; dignitÓ, carica. 3 Estensione lungo la verticale verso il basso; profonditÓ. 3.1 Assol. L'alto mare. 3.2 Fig. Mistero imperscrutabile. 3.3 Fig. ProfonditÓ di senso. 4 Fig. Eminenza, eccellenza; superioritÓ fisica o morale; avvenenza; elevatezza d'animo, nobiltÓ. [In relazione alla divinitÓ:] preminenza assoluta; perfezione. 4.1 [Nella lirica amorosa, rif. a madonna:] elevato pregio interiore. 5 AltezzositÓ, atteggiamento borioso; superbia. 6 [Derivante da errore di traduzione].

0.8 Elena Artale 12.06.2001.

1 Dimensione nel senso della verticale e verso l'alto; estensione a partire da un riferimento da terra.

[1] Miracole de Roma, XIII m. (rom.), 9, pag. 567.17: Lo palazo de Adriano et Traiano adpriesso fo tutto murato de belle prete et adhornato de belle opere et storiato de diversi colori lÓ dove staco le colopne de granne alteze et de beleze, co lucernara, et de historie de quelli imperatori.

[2] <Egidio Romano volg., 1288 (sen.)>, L. 3, pt. 3, cap. 18, pag. 306.26: E questo si fa, che prende l'uomo buone tavole di quercio ed una sopra l'altra, acci˛ che pietre non lo possono rˇmpare [[...]]. E die esser d'otto piŔ ampio, e di sedici lungo, e d'altezza tanto ch'uomo vi possa istare ritto.

[3] Bono Giamboni, Orosio, a. 1292 (fior.), L. 2, cap. 6, pag. 80.12: ed era quattrocento e ottanta stadi per giro, dintorno tutta di buoni mattoni cotti murata, i quali ierano per grossezza gomiti cinquanta, e per altezza quattro cotanti, ne' quali avea cento mastre porte di metallo.

[4] Cronica deli imperadori, 1301 (venez.), pag. 181.38: In questi tempi el Coliseo a Roma fo redrizado, habiando de alteza piŔ C e VII. In l'anni del Segnor LXX Galba imperÓ mesi VII...

[5] Giordano da Pisa, Quar. fior., 1306 (pis.>fior.), 26, pag. 130.29: Quando l'albero Ŕ tagliato, sempre sta ove cade, mai da ssÚ non si muove e non se ne leva, se d'altrui non ne fosse levato, ma prima, anzi che sia tagliato, ben si muta in altezza crescendo, in lato, cioŔ ingrossando...

[6] Anonimo Genovese (ed. Cocito), a. 1311, 53.148, pag. 311: che cinque cosse voler sor / l'omo chi casar vor; / zo Ŕ che la casa paira / longa, larga, ata e pjaira, / e de belle pree cernue / chi sean ben picae, menue, / per far barcon en grande aoteza / chi dagan luxe e gran pjareza.

[7] Doc. perug., 1326, pag. 22.4: e dentro da quiste IIII pieie vuole essere un muro continuato dal'un capo al'altro de grosezza de IIII pieie e d'altezza de XXXV pieie colgle fondamenta salvo elgle luocora [q]ua sonno desegnate le V torre...

[8] Simintendi, a. 1333 (prat.), L. 1, vol. 1, pag. 20.17: Uno alto monte ne vae quivi alle stelle con due capi, lo quale hae nome Parnaso, e avanza i nuvili per altezza.

[9] Palladio volg., XIV pm. (tosc.), L. 3, cap. 13, pag. 98.20: E nel luogo grasso sia alto l'olmo da terra VIII piedi: nel luogo sottile VII non contando l'altezza dei rami...

[10] Doc. orviet., 1339-68, (1353), pag. 138.30: El chantone longu tre somesse, e l'allteša qua(n)tu che la pietra da filu, cho(n)ci p(er) tre s. e sei d. l'unu; e la lega p(er) quatro s. e sei d. l'una...

[11] Sposiz. Pass. s. Matteo, 1373 (sic.), cap. 23 par. 2, vol. 2, pag. 101.33: Et l'autri romani dichianu: - Lassa, viyamu si veni Helia, etc. a liberarilu. - Et eu in kistu locu cunsideru la longuiša et l'altiza di la cruchi di Cristu: si kistu ki li dava a biviri era a cavallu, irgia lu cavallu et la persuna cum lu braczu a minu XII palmi...

[12] San Brendano tosc., XIV (ven.>tosc.), pag. 151.18: La colonna e il cÓnape era lungo bene un miglio su per altezza, lo piŔ della colonna era fermÓ gi¨ nel fondo dell'acqua...

[13] Destr. de Troya, XIV (napol.), L. 5, pag. 78.37: Et intuorno de la mura erano diversi turri ben fuorti et altissime, facte a grande maystria, che soperavano l'alteze de la mura XXX cubiti, e non era multo lontana l'una dall'altra.

[14] Sam Gregorio in vorgÓ , XIV sm. (lig.), L. 3, cap. 16, pag. 184.19: E Ŕ tanta l'alteša de quello monte che li arbori grandissimi chi sum in quella valle de sota a chi li guarda de su lo monte parem picene raveite.

- Nell'espressione l'altezza di qsa, rif. alla sua estensione verticale.

[15] Valerio Massimo, prima red., a. 1338 (fior.), L. 7, cap. 6, pag. 517.5: L'oste del divino Julio Cesare, [[...]] mancando la materia del legname in chiudere lo steccato, con ordinanza di cadaveri de' nimici compose l'altezza de lo steccato ch'elli desiderava...

[16] Ciampolo di Meo Ugurgieri, a. 1340 (sen.), L. 1, pag. 19.18: O fortunati voi, le cui muraglie giÓ si lievano in alto! dice Enea, e guarda l'altezza della cittÓ. Egli entra per lo mezzo delli uomini circumdato dalla nebbia...

1.1 Distanza o elevazione da terra.

[1] Brunetto Latini, Rettorica, c. 1260-61 (fior.), pag. 58.20: et intendo certa persona a dire delli uomini e delle cittadi e delle battaglie e di cotali certe cose e determinate tra lle genti, non intendo dell'altezza del cielo nÚ della grandezza del sole o della luna, chÚ questa quistione non pertiene a rettorica.

[2] Questioni filosofiche, p. 1298 (tosc. sud-or.), L. II, pt. 3, cap. 1: o per caldo de sole o per inpeto de vento contrario se spešša, innella quale speššatura per la grandešša de la quantitÓ (et) la gravešša e l'altešša sý se genera quello terribile suono...

[3] Legg. S. TorpŔ, XIII/XIV (pis.), cap. 1, pag. 55.28: Et allora lo imperatore fece fare un cielo di rame dorato, e fecelo porre in su novanta colonne di marmo, il qual cielo comand˛ che fussi bucato di buchi minuti e spessi, e l'altezza di questo cielo sopra la terra era cento piedi...

[4] Stat. pis., a. 1327, L. 1, cap. 25, pag. 44.26: Et che alcuno tecto o tectarello aposticcio d'alcuna casa non possa occupare dell'altessa meno di X palmi di canna, cioŔ che sea sospeso di terra palmi X di canna almeno...

[5] Stat. perug., 1342, L. 4, cap. 7, par. 2, vol. 2, pag. 345.1: Ma se per uno somesso overo uno pieie meno da terra fosse de longne co' dicto sia, nulla pena alcuno sostenga, e per ci˛ la volta overo porfiello non se degga remuovere. E entendase la dicta altecša dal terreno de la via enfina la sumitÓ de la gola de l'arco overo de la volta.

1.1.1 [Di astri:] grado di ascesa sopra la linea dell'orizzonte.

[1] Zucchero, Sfera, 1313-14 (fior.), Pt. III, cap. 15, pag. 143.21: ed Ŕ levato il polo sopra l'orizonte 30 gradi e Ż e ╝ e la sua larghez[z]a Ŕ da la fine del secondo climate infino a quel luogo ove il magior die che possa essere Ŕ 14 ore e ╝ e l'altez[z]a del polo Ŕ 33 gradi e Ż e 1|6 e la sua ampiez[z]a Ŕ 350 miglia...

[2] Libri astron. Alfonso X, c. 1341 (fior.), Libro delle stelle fisse, L. 1, pag. 12.23: E questo strumento [[scil. l'astrolabio]] trov˛ per sapere pigliare l'altešša del sole e delle stelle, e sapere certamente il luogo dove ciascuna istava...

1.1.2 Estens. Distanza, distacco (da qno). || Cfr. alto agg. / avv. / s.m. (alti avv.) 1.1.1.

[1] Fr. da Barberino, Doc. Am., 1314 (tosc.), pt. 1, docum. 7.33, vol. 1, pag. 106: E se pur ti vuol esso / allato a sÚ, alquanto men girai; / ma quando troverrai / alto da te, arrietra pi¨ alquanto. / E se l'alteša tanto / mostri durar che non poca ti paia, / muta sý che non paia / che tu li voglia gradir lo mutare.

1.2 Posizione elevata; punto molto lontano da terra; l'alto (nelle espressioni in, verso, dall'altezza).

[1] Folgˇre, Semana, c. 1309 (sang.), 21.4, pag. 380: E 'l sabato diletto ed allegrezza / en uccellar e volar di falconi, / e percuotere grue, ed alghironi / iscendere e salire 'n grand'altezza; / ed a l'oche ferir per tal fortezza / che perdan l'ale, le cosce e' gropponi...

[2] Giovanni Campulu, 1302/37 (mess.), L. 3, cap. 16, pag. 99.19: Intra li autri pirsuni, unu garzune andandu incautamente pir killa via, ki era sý stricta e supra de unu grande dirrupu, lu garczune cadiu, e de tanta altiza, ki li Órbori grandissimi parianu ruvecti.

[3] Boccaccio, Amorosa Visione, c. 1342, c. 15.27, pag. 74: Sanza comparazion la sua bellezza / era, ed aveva due grandi ali d'oro / alle sue spalle, stese inver l'altezza.

1.3 [Del corpo umano o di sue parti:] ampiezza, grandezza; mole, statura.

[1] Giordano da Pisa, Quar. fior., 1306 (pis.>fior.), 92, pag. 432.5: Fu fatta a punto a la diritta misura de l'omo, chÚ l'uomo a essere bene formato, sý dee essere lungo diece cotanti ch'Ŕ alto: l'altezza si Ŕ da le reni al petto, la lunghezza si Ŕ da' piedi al capo...

[2] Boccaccio, Ameto, 1341-42, cap. 9, par. 15, pag. 701.25: E, intra le candide e ritonde guance di convenevole marte consperse, di misurata lunghezza e d'altezza decevole, vede affilato surgere l'odorante naso...

[3] Tavola ritonda, XIV pm. (fior.), cap. 36, pag. 129.1: Brunoro era di maggiore statura di Tristano, e a cavallo lo signoreggiava assai della altezza: ma Tristano, il quale era savio e avvisato combattitore, sýe si veniva rispiarmando per avere al bisogno la forza come a battaglia convenÝa avere...

[4] A. Pucci, Libro, 1362 (fior.), cap. 37, pag. 269.15: Bella donna, compiutamente bella, dee avere in sÚ le 'nfrascritte proprietÓ ci˛ Ŕ [[...]], ciglia brune e sottili in forma d'arco, per modo che aggiugnendone tre insieme facessono un tondo cerchio, e con convenevole altezza, occhi che per loro vaghezza mostrino non occhi ma pi¨ tosto divine luci...

[5] Destr. de Troya, XIV (napol.), L. 7, pag. 100.26: Maraviglyavasse de lo cuollo blanchissimo, amassato de carne delicatamente con alteze de iusta mesura, e de la canna amorenata per ordene una lignola de blancore e l'altra depenta a morene. || Cfr. G. Colonne, Hist. dest. Tr., p. 72: źquem [[scil. nitor]] nivei splendoris candor tenui massa pinguedinis elevatum prodigalitate lactea dealbabat╗.

1.4 [Di liquidi:] livello.

[1] Bono Giamboni, Vegezio, a. 1292 (fior.), L. 4, cap. 42, pag. 186.4: L'elemento del mare [[...]], sý di die, come di notte ora innanzi corre, ed ora addietro ritorna, ed a modo de' crescimenti de' fiumi, ora comprende, e bagna la terra, ed ora nell'altezza sua ritorna.

[2] Zibaldone da Canal, 1310/30 (venez.), pag. 28.23: Questa sý Ŕ la soa riegolla, che nui devemo moltiplichare la longeša del canevo in si medesimo e puo' molltiplichÚ l'allteša de l'aqua in si medexima e puo' abater questa suma de quella.

[3] Giovanni Villani (ed. Porta), a. 1348 (fior.), L. VIII, cap. 34, vol. 1, pag. 466.18: e come furono rovinati e caduti, l'altezza del corso del fiume, ch'era per lo detto ringorgamento e rattenuta, rabass˛, e cess˛ la piena dell'acqua ch'era sparta per la cittade.

1.5 [Di costruzione:] sezione verticale, muro.

[1] Giovanni Villani (ed. Porta), a. 1348 (fior.), L. I, cap. 36, vol. 1, pag. 56.14: E poi si cominciavano gradi da sedere tutto al torno. E poi di grado in grado sopra volte andavano allargandosi infino a la fine dell'altezza, ch'era alto pi¨ di LX braccia.

- [Arch.] Locuz. nom. Disegno dell'altezza: alzato.

[2] Doc. fior., 1362-75, (1366) 150, pag. 174.15: E non Ŕ chiaro del disengno nuovo di maestri e dipintori, sichuro e forte, se non vede il disengno dell'altecza. Che il desengno facto per li decti maestri e dipintori Ŕ pi¨ bello e pi¨ utile e forte per ongni ragione, che niun'altro.

1.6 [Di sentimento o disposizione d'animo:] forza, vigore; intensitÓ.

[1] Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.), 65.173, pag. 272: Per darte questo stato descise a tal basseza, / en stalla de laideza aver volse reposo: / sia donqua recambiato amor de tanta alteza, / che ven con tal riccheza per donarse ioioso...

[2] Giordano da Pisa, Quar. fior., 1306 (pis.>fior.), 82, pag. 401.15: In altitudine. Non solamente in ampiezza, per distendimento a tutte le creature, pass˛ l'amore di Cristo tutto l'amore di tutte le creature, ma in altezza, cioŔ in fortezza, in potenzia e in valore...

[3] Cecco d'Ascoli, Acerba, a. 1327 (tosc./ascol.), L. 2, cap. 10.1322, pag. 207: La Luna sopra questa virt¨ spira / La qual raffrena del voler l'altezza: / Quest'Ŕ vera umiltÓ, chi ben la mira...

1.6.1 Eccesso (degli umori corporali).

[1] Piero Ubertino da Brescia, p. 1361 (tosc.), pag. 80, col. 2.5: Et se alcuno nel sompno gli pare istare in bagnio ed essere negli dý canicunari di luglio, significa altešša et sopra abundamento d'omore molto caldo.

2 Luogo elevato, naturale (montuositÓ) o artificiale (costruzione); roccaforte, fortezza.

[1] Giordano da Pisa, Prediche, 1309 (pis.), 10, pag. 84.19: Quando disse che andoe in del monte excelso, cioŔ alto, significa lo dispregiamento di questo mondo, per˛ che lo mondo Ŕ come valle et lo monte Ŕ altessa a dDio.

[2] Bosone da Gubbio, Avv. Cic., a. 1333 (eugub.>fior.), L. 1, cap. 5, pag. 123.2: i quali Cristiani con grande abbondanza di combattitori istrettamente raccolti per le dette scale salgono; alcuni altri per finestre e altri per le sfasciate altezze, ponendo i loro gonfaloni su per le mura.

[3] Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.), L. 3, cap. 7, vol. 1, pag. 136.30: Ca issu Hannibal spandiu dannanti li pedi di Prusia li duy Spangni [[...]], et li putiri di Franza et di Lumbardia reducti in sou put[i]ri di Hannibal e li altizi di li Alpi aperti per lu novu passayu sou...

[4] A. Pucci, Centiloquio, a. 1388 (fior.), c. 84, terz. 11, vol. 4, pag. 101: e tutta gente con sollecitudine / chi si fuggia di fuori della Terra, / con tutta suo famiglia di concordia, / chi nell'altezza del vicin si serra.

[5] Sam Gregorio in vorgÓ , XIV sm. (lig.), L. 2, cap. 6, pag. 121.2: źTropo n'Ŕ faigoso, paire, ogni dý descende' a lo lago per aigua; e perš˛ te pregamo e parne necesario che tu debi muar questi monester e levÓ-li de quela alteša e de quelo logo╗.

[6] Bibbia (07), XIV-XV (tosc.), Ez. 17, vol. 7, pag. 435.13: 5. E portoe del seme della terra, e puose quello nella terra per seme, acci˛ che fermasse la radice sopra molte acque; e puoselo sopra uno poco d'altezza. || Cfr. Ezra, 17.5: źin superficie posuit illud╗.

2.1 La parte pi¨ elevata; estremitÓ superiore; sommitÓ, cima.

[1] Lancia, Eneide volg., 1316 (fior.), Libro 2, pag. 180.21: OimmŔ! figliuolo di dea, fuggi e libera te ora da queste fiamme: il nimico tiene le mura, e Troja cade della somma altezza: la santa Troja ti racomanda li suoi idii: piglia costoro compagni de' fati. || Cfr. Aen., II, 290: źHostis habet muros; ruit alto a culmine Troia╗.

[2] Simintendi, a. 1333 (tosc.), L. 10, vol. 2, pag. 229.8: Sý come se alcuno rompa le vivole o' papaveri nel verde orto, e' gigli accostati nelle spesse lingue; quelli appassati subitamente mandano gi¨ lo gravato capo e non si sostengono, e colla altezza guardano la terra: cosý giace lo moriente volto... || Cfr. Ov. Met., X, 193: źnec se sustineant spectentque cacumine terram╗.

[3] Giovanni Campulu, 1302/37 (mess.), L. 3, cap. 16, pag. 98.31: Conclude sanctu Gregoriu e diche a Petru: źO Petru, pensa bene comu stava securu kistu patre sanctu Martinu in killa altiza de killu munte, in lu quale locu habitau sý securamente tri anni cum killu sirpente, sencza pagura!╗. || Cfr. Greg. Dial., III, 16: źperpende, quaeso te, vir Domini in quo montis vertice stetit, qui cum serpente per triennium iacuit securus╗.

[4] Ciampolo di Meo Ugurgieri, a. 1340 (sen.), L. 8, pag. 269.12: Cosý disse Evandro, e sotto l'altezza de' piccioli tetti men˛ el grande Enea, e lo colloc˛ in foglie d'arbori sopra una pelle d'orso di Libia. || Cfr. Aen. VIII, 366-7: źdixit et angusti subter fastigia tecti / ingentem Aenean duxit╗.

[5] Anonimo Rom., Cronica, XIV, cap. 18, pag. 150.28: Nella aitezza dello campanile staievano santo Pietro e santo Pavolo como venissino da cielo, e dicevano cosý: źAgnilo, agnilo, succurri alla albergatrice nostra╗.

[6] Destr. de Troya, XIV (napol.), L. 3, pag. 64.7: Oramay sclariva l'albore e lo sole incommenzava a pparere sopra le alteze de li monti, allora Iason se 'nfenze de levare da liecto pe monstrare che nce avesse dormuto... || Cfr. G. Colonne, Hist. dest. Tr., p. 27: źsole aureo luce modica cacumina montium illustrante, Iason fictituo surgit a thalamo╗.

2.2 Il regno dei cieli.

[1] Bonvesin, Volgari, XIII tu.d. (mil.), De die iudicii, 366, pag. 209: Ma vedheran la Vergene plena de grand belleza, / La fac´a dr'Altissimo stagand in grand alteza, / Pur odiran li canti, li versi d'alegreza, / Traran odor sŘave da l'eternal dolceza.

[2] ? Orazione ven., XIII, pag. 131.22: Mo eo te prego, alboro glorioso, [[...]], ke tu me facis una peticion a Deo pare creator, k'elo me dia quelo amo[r] k'elo Ó dado a li so servidori; [[...]]. O anima, donde te se vegnuda tanta baldeša ke vi mandis meso a t[a]nt'olteša? || Pellegrini, p. 131: źForse: ke [tu] mandi un messo a tant'altezza?╗.

[3] Conti morali (ed. Segre), XIII ex. (sen.), 8, pag. 498.14: Per˛ Ŕne savio colui che si pena menare le sue uopre a dritto: sý se ne die ciascuno penare per avere l'altezza del cielo che Domenedio dÓne a coloro che 'l servono tanto com'ellino sono in vita, e per opere di buono renome conoscono lo suo nome.

[4] Alberto della Piagentina, 1322/32 (fior.), L. 5, 5.24, pag. 201: Se vanitÓ terrena non t'avvezza / A male scioccheggiar, uom che col volto / In su domandi la celeste altezza, / Questa figura eccellente molto / T'ammonisce, che tu levi la mente / In alto col pensiero in ciel ricolto...

[5] Neri Moscoli, Rime, XIV pm. (castell.), son. 16.8, pag. 561: Quest'Ŕ quella vert¨, la cui grandezza / sovra natura umana el cor ne traggi: / onde convŔn che per lei l'alma piaggi, / nel fin montando en la superna altezza.

[6] Laudi Battuti di Udine, XIV m. (tosc.-ven.), 4.82, pag. 38: Bona vita farÓ e fina / a sto mondo, zente topina, / ch'a l'altro no porte pena, / an se possa tutti salvare. / De, come l'Ŕ granda socheza / a perdere sý bella alteza, / con de paradixo alegreza, / per un poco d'umilitade!

[7] Laud. Battuti Modena, a. 1377 (emil.), 56.13, pag. 132: In paradixo, madona, l'o' Ŕ gi dolše canti / di benedicti appostoli et qui' altri sancti, [[...]] In sempiterna secula starÓ in quella alteša / chi servirÓ a Deo cum gram piaxeveleša.

2.3 Volta celeste.

[1] Bibbia (06), XIV-XV (tosc.), Ecli 43, vol. 6, pag. 340.1: Lo firmamento dell'altezza Ŕ sua bellezza; [la bellezza] del cielo nella visione della gloria. || Cfr. ecclesiastico, 43.1: źaltitudinis firmamentum pulchritudo est species caeli in visione gloriae╗.

2.4 Fig. Stato dignitoso, onorevole; prosperitÓ, (buona) fortuna; posizione socialmente elevata; onore, gloria; dignitÓ, carica.

[1] Cielo d'Alcamo, Contrasto, 1231/50 (sic.>tosc.), 46, pag. 179: ben credo che mi fosti distinata.╗ / źSe distinata fˇsseti, caderia de l'altezze, / chÚ male messe f˛rano in teve mie bellezze.

[2] <Egidio Romano volg., 1288 (sen.)>, L. 1, pt. 2, cap. 8, pag. 34.13: chÚ quelli che Ŕ in altezza di re e di prenze, elli conviene che sia sottile e ingegnioso, acci˛ che elli sappia trovare da sŔ ei beni utili e proficabili al suo popolo.

[3] Proverbia pseudoiacop., XIII (abruzz.), 224, pag. 37: Noce a la vana femena la prop´a belleša; / Multi malvasci peru[nu] per la loro rickiša; / Null'omo d'alto cÓdera, se nnon fosse l'alteša.

[4] Paganino da Serzana, XIII (tosc.), 42, pag. 116: Ai plagente persona, / cera allegra e benigna, / di tutte altezze degna - e d'onore, / ciascun'omo rasiona: / źQuella donna disligna, / che merzede disdegna - ed amore╗.

[5] Panuccio del Bagno, XIII sm. (pis.), 17.4, pag. 102: Se quei che regna e 'n segnoria enpera / avesse vera- in suo stato fermessa, / serea giÓ questo, al mio vizo, mainera / d'avere spera,- aver non mai altessa, / omo ch'Ŕ basso, ma d'aver mizŔra, / e sserea fŔra- sua vita 'n gravessa.

[6] Monte Andrea (ed. Minetti), XIII sm. (fior.), tenz. 84.11, pag. 236: Con umiltÓ merzÚ tanto chiamai / davanti vo´, gentil cr´atura, / che p´etate in voi tanta trovai, / che meve in su la rota di Ventura / in tale altez[z]a coronar dengnaste, / per ch'io sovr'ongn'amante fui gioioso, / sý amorosa gioia mi donaste.

[7] Matteo dei Libri, XIII sm. (bologn.), 18, pag. 58.13: E adevene ke 'l sancto signore per parole ke se dicano maistrovolemente, nÚ per posanša, nÚ per alteša, nÚ per richeša, nÚ grandeša in so animo non reševe quel ke crede o presomi partirse da veritate.

[8] Memoriali bologn., 1279-1300, 30.2, pag. 57: Zascunn omo dÚ avÝ' temperanza / innel'alteza, po' che l'ha 'quistata, / che non disenda sÝ como balanza / da l'una parte ch'Ŕ tropo carcata...

[9] Cronica deli imperadori, 1301 (venez.), pag. 237.32: Questo, dela infancia per la Chiesia sý chomo per mare fo nudrigado, e siando promovesto a l'alteza de l'imperio, don fina tanto che Otto fosse desposto, ello non favorezÓ la Chiesia...

[10] Giordano da Pisa, Prediche, 1309 (pis.), 14, pag. 115.23: In del mondo si perviene ad questa altessa, la quale Ŕ chiamata altessa ma non Ŕ in veritade, per quattro modi. Lo primo si Ŕ imper˛ che in avere altessa di stato l'omo cerca d'aver potentia, avere amici et parenti, u potentia di suo corpo.

[11] Giovanni da Vignano, XIII/XIV (bologn.>ven.), cap. 27, pag. 265.4: E š˛ semo certi chi devene in vue, chi siti nostro segnore e Deo temporale, che per parole chi se digano denanše da vu' magistrevelmente nÚ per posanša nÚ per alteša nÚ per richeša nÚ per grandeša in vostro animo no receveriti quelo chi Ŕ partito de veritÓ...

[12] Fr. da Barberino, Regg., 1318-20 (tosc.), pt. 16, cap. 5. par. 6.2, pag. 353: Non si conviene alle donne pi¨ basse / Usar le veste e ll'altezze e lle spese / Delle maggior che sono in suo paese.

[13] Ant. da Tempo, Rime (ed. Grion), 1332 (tosc.-padov.), 6.1, pag. 83: Umile ne l'altezza non diventa / Colui che šo spaventa / Quando gli Ŕ tutto di miseria pieno...

[14] Mazz. Bell., Storia (ed. Gorra), 1333 (pist.), pag. 454.29: Tu sarai onorata nella tua grandezza come magiore, piena di tutte le divizie e sarai venerata in grandissima altezza, e li prigioni che tu comanderai potranno vivere liberi e sicuri nel regno del mio padre come se fussero ad casa loro abundantemente╗.

[15] Valerio Massimo, prima red., a. 1338 (fior.), L. 8, cap. 16, pag. 598.22: Accostansi a quella voce de l'ultimo Africano VII consolati di Gajo Mario e due trionfi, per˛ che infino all'altezzareale s'Ŕ esaltato con gaudio.

[16] Prov. pseudoiacop. Aggiunte, XIV pm. (umbr.), 271, pag. 57: Non ti dilecti molto la corporal bellešša, / e non sperar soperchio en tua grande ricchešša. / Dio, ventura, follia ad huomo muta altešša: / sacci che tosto passa tucta la tua grandešša.

[17] Sacchetti, La battaglia, 1353 (fior.), cant. 1, ott. 3.3, pag. 4: Egli Ŕ ragion, Signor, che la bellezza, / quando con la virt˙ si vede unita, / sia gloriata con felice altezza, / acci˛ che pi˙ da tutti sia gradita...

2.4.1 Fras. Entrare, montare (o salire), porre, stare in altezza.

[1] Guittone, Rime (ed. Contini), a. 1294 (tosc.), Canz. 4.15, pag. 206: Oh lasso, or quale dia / fu mai tanto crudel dannaggio audito? / Deo, com'hailo sofrito, / deritto pŔra e torto entri 'n altezza? / Altezza tanta ŕlla sfiorata Fiore / fo, mentre ver' se stessa era leale...

[2] Rinuccino, Rime, XIII sm. (fior.), 9m.13, pag. 113: chÚ contro a fino amor non val difesa, / nÚ guernigione alcuna nÚ fortezza, / ca ssuoi colpi non Ónno provedenza. / Per˛, se l'amorosa via Ói presa, / l'umilitate ti por[r]Ó 'n altezza: / ed averai d'amor dritta sentenza.

[3] Jacopone (ed. Contini), XIII ui.di. (tod.), 25.249, pag. 157: Monda sempre permane / mente che Te possede; / per colpa non se lede, / chÚ non ce p˛ salire; / en tanta altezza stane / ed en pace resede, / mondo con vizio vede / sotto sÚ tutto gire...

[4] Fatti di Cesare, XIII ex. (sen.), Sal. L. 1, cap. 6, pag. 10.5: Et ebbevi senatori et uomini di cittÓ e di castella di fuore di Roma, e popolari, tutti uomini per montare in altezza...

[5] Dino Compagni, Cronica, 1310-12 (fior.), L. 1.20, pag. 147.10: onde, veggendo i Cerchi salire in altezza (avendo murato e cresciuto il palazzo, e tenendo gran vita), cominciorono avere i Donati grande odio contra loro.

2.4.2 Appellativo di persona eminente; titolo imperiale o regale o papale; epiteto divino (grande o somma altezza).

[1] Guittone, Lettere in prosa, a. 1294 (tosc.), 18, pag. 231.5: Nobele molto e magnio seculare, d'amore e d'onore fabricatore, Messer Marzucco Iscornigiano, G., vilissimo e picciulo religioso, ai piedi de vostra altessa mette sÚ stesso.

[2] Poes. an. abruzz.>march., XIII sm., 107, pag. 122: No rreconosco la tua blankeša, / Ke avisti nanši, co la rosceša; / Vaitenne? Laxame, oi grande Alteša? / A ccui me lasse, Christu potente?

[3] Libro dei Sette Savi, XIII ex. (tosc.), pag. 3.15: E pertanto voglio che a me questo peso e cura di lui amaestrare sia dato; chŔ sapete bene quanto presto e bene vi consiglio, quando acada la vostra Imperiale Alteza abbi bisogno di parere.

[4] Bosone da Gubbio, Avv. Cic., a. 1333 (eugub.>fior.), L. 2, cap. 1, pag. 165.1: Onde i divotissimi figliuoli di santa Madre Ecclesia [[...]], mand˛ noi, come messaggi e adoratori, ai piedi della Vostra Altezza per ricievere la forma della vostra benedizione...

[5] S. Caterina, Epist., 1367-77 (sen.), lett. 62. (1376), pag. 259.8: Per umilitÓ la somma altezza discese alla bassezza della nostra umanitÓ, e per umiltÓ e amore inefabile, ch'egli ebe a noi, si diÚ l'umanitÓ sua all'obrobiosa morte della croce...

[6] Tristano Veneto, XIV, cap. 609, pag. 556.13: Et perchÚ ello non podeva vignir qua, elo fese vignir le soe arme, et qu'elle io debia presentar ale altece dela Tolla Rodonda in logo de lui, aci˛ che vui fasÚ honor ale soe arme como de lui proprio.

3 Estensione lungo la verticale verso il basso; profonditÓ.

[1] Bono Giamboni, Vegezio, a. 1292 (fior.), L. 4, cap. 10, pag. 156.17: Grande utilitÓ della cittade Ŕ quando vive acque fra le mura si rinchiudono; che se la natura le nega, di quale ti vuoli altezza sono pozzi da cavare, e con funi l'acque attignere.

[2] Fr. da Barberino, Doc. Am., 1314 (tosc.), pt. 7, docum. 8.146, vol. 3, pag. 103: E quando a passar vieni / fiumi, tal modo tieni: / guarda uscita et intrata, / l'alteša e la ferrata, / e s'ello Ŕ saldo il fondo...

[3] Zibaldone da Canal, 1310/30 (venez.), pag. 28.23: Questa sý Ŕ la soa riegolla, che nui devemo moltiplichare la longeša del canevo in si medesimo e puo' molltiplichÚ l'allteša de l'aqua in si medexima e puo' abater questa suma de quella.

[4] Gl Stat. pis., 1322-51, cap. 117, pag. 560.31: Et quello fosso disegnare, cavare fare, et compier fare in altessau vero profonditÓ , larghessa et lunghessa, et in quello modo et forma, et per quelli et sý come et unde, quando et 've a li dicti savi homini parrÓ per lo Comune di Pisa.

[5] Bibbia (03), XIV-XV (tosc.), 3 Re 11, vol. 3, pag. 375.9: 27. E questa fu la cagione della sua rebellione, per˛ che Salomone edific˛ Mello, e agguagli˛ l'altezza della cittÓ di David suo padre. || Cfr. Re, 3, 11.27: źquia Salomon aedificavit Mello, et coaequavit voraginem civitatis David patris sui╗.

3.1 Assol. L'alto mare. || (Mengaldo).

[1] Rustico Filippi, XIII sm. (fior.), son. 41.14, pag. 103: Per˛ perdon dovria trovar del torto; / ma prego la ragion che mi difenda / e de l'altezza mi conduca a porto.

3.2 Fig. Mistero imperscrutabile.

[1] Jacopone (ed. Contini), XIII ui.di. (tod.), 25.417, pag. 163: Tua profonda bassezza / sý alto Ŕ sublimata, / en sedia collocata / con Dio sempre regnare, / e 'n quella somma altezza / en tanto Ŕ 'nabissata, / che iÓ non Ŕ trovata / ed en sÚ non appare. || Cfr. Ageno, Jacopone, p. 389: źla profonditÓ di Dio╗.

[2] Fr. da Barberino, Doc. Am., 1314 (tosc.), pt. 12, docum. 1.23, vol. 3, pag. 394: Ancor vi dico e prego d'una cosa, / che sia vostra mente osa / in non voler cercare, / nÚ troppo assottigliare / de le secrete alteše / di lui che facta m'Ó, senša pŔ, treše. || Cfr. glossa lat.: źseu nimium subtilišare velitis, de illius archanis, qui michi carenti pede, tricciam fabricavit╗ (Egidi, Doc. Am., vol. 3, p. 394).

3.3 Fig. ProfonditÓ di senso.

[1] Laude cortonesi, XIII sm. (tosc.), 33.207, vol. 1, pag. 234: Fervente amore li dńi, Ies¨, / ki canta 'l decto de sý grande alteša: / eĚffine ke vive in terra de qua gi¨, / tu regi la sua vita en gran necteša...

[2] Dante, Convivio, 1304-7, IV, cap. 21, pag. 392.1: Per che io voglio dire come l'Apostolo: źO altezza delle divizie della sapienza e della scienza di Dio, come sono incomprensibili li suoi giudicii e investigabili le sue vie!╗.

[3] Cavalca, Atti Apostoli, a. 1342 (pis.), cap. 22, pag. 125.12: Onde molti di loro non intendendo l'altezza della sua dottrina, se ne faceano beffe, e diceano per dispetto; or che vuol dire questo seminatore di parole?

4 Fig. Eminenza, eccellenza; superioritÓ fisica o morale; avvenenza; elevatezza d'animo, nobiltÓ. [In relazione alla divinitÓ:] preminenza assoluta; perfezione.

[1] Brunetto Latini, Rettorica, c. 1260-61 (fior.), pag. 41.14: Ma anzi che llo sponitore vada pi¨ innanzi, pensando che lla scienza delle cittadi Ŕ parte d'un altro generale che muove di filosofia, sý vuole elli dire un poco che Ŕ filosofia, per provare la nobilitade e l'altezza della scienzia di covernare le cittadi.

[2] Giordano da Pisa, Quar. fior., 1306 (pis.>fior.), 15, pag. 72.33: Questo Ŕ il senno de la parola in grosso, ma se volessimo cercare de la penitenzia pi¨ sottilmente e pi¨ profondamente, potremmo conoscere e vedere de l'altezza e de le virtudi sue...

[3] Giunte a Restoro, XIV in. (it.sett./fior./eugub.), [10], pag. 258.14: la seconda ragione si Ŕ per la nobilitÓ de la sapienzia e per l'altezza sua, la qual'Ŕ mestieri che ss'abbia con molta fatica e con grande difficultade e malagevolezza...

[4] Dante, Commedia, a. 1321, Inf., c. 10.59, vol. 1, pag. 165: źSe per questo cieco / carcere vai per altezza d'ingegno, / mio figlio ov'Ŕ? e perchÚ non Ŕ teco?╗.

[5] Laudario S.M. d. Scala, XIII ex./XIV po.q. (tosc.), 10.13, pag. 96: Transir ti veggio, figliuol di me lassa; / o dolorosa, quando fie ritorno? / La grande altešša di te or m'abassa, / in questo luogo ove teco sogiorno...

[6] Jacopo della Lana, Par., 1324-28 (bologn.), c. 33, 1-21, pag. 730, col. 2.23: In te s'aduna, šoŔ 'in ti Ŕ tute quelle perfetioni che p˛ esser in creatura'. E nota qui che se inchiude anche li angeli, e perš˛ sta sovra tutti li angeli in perfetione et in alteše.

[7] Simone Fidati, Ordine, c. 1333 (perug.), pt. I, cap. 16, pag. 645.15: E considera quanta Ŕ l'altezza e la grandezza, la maiestade, la sapienzia, la bontade, la virt˙, la potenzia di colui a cui tu servi, cioŔ Iddio...

[8] Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.), L. 1, cap. 5, vol. 1, pag. 32.28: A nuy non perteni di fari comparaciuni di nulla cosa intra lu patri et lu fillyu maximamenti ka sou coniunti per alteza di divinitati...

[9] Boccaccio, Fiammetta, 1343-44, cap. 1. par. 14, pag. 32.25: Vedi se l'altezza del tuo parentado, la gran fama della tua virt¨, il fiore della tua bellezza, l'onore del mondo presente [[...]], per questa sola di perdere disideri.

[10] Bart. Cast. Pieve, Due sonn., c. 1370 (tosc./umbr.), La chiara altezza, 1, pag. 129: La chiara altezza de l'ingegno vostro, / la moral vita e la fama eccellente / hann<o> a la penna mia pi˙ reverente / data licenza del presente incostro...

- [Nel linguaggio mistico:] la perfezione della spiritualitÓ.

[11] Teologia Mistica, 1356/67 (sen.), cap. 2, part. 2, pag. 46, col. 2.18: cosý se l'anima in questi movimenti unitivi dell'amore una volta al dý ella non si distende desiderando il bascio dello sposo: appena che ella non diventi tiepida in se medesima, e che ella non perda alcuna cosa del suo cioŔ della sua altezza.

[12] Sam Gregorio in vorgÓ , XIV sm. (lig.), L. 3, cap. 24, pag. 195.13: źE' languţ e infermai e per pu dý╗? Perš˛ che la nostra carne fragil, Pero, non p˛ sostenei' l'alteca de le cose spirituae...

4.1 [Nella lirica amorosa, rif. a madonna:] elevato pregio interiore.

[1] Giacomo da Lentini, c. 1230/50 (tosc.), 11.49, pag. 149: E nulla donna veo / c'aggia tante adornezze / che [...] le vostre altezze / non [...] bassezze,- lÓ unde innamorio.

[2] Guittone, Rime (ed. Egidi), a. 1294 (tosc.), canz. 4.23, pag. 10: chÚ donna, ch'ha bellezze / pi¨ de voi ed altezze, / mi darea di sÚ gioi senza penare. / Ma non po l'omo aver gioia nÚ gioco / de loco altro, che quello / ch'al core piace ed abella...

[3] Tomaso da Faenza (ed. Zaccagnini), XIII sm. (tosc./faent.), son. 9.12, pag. 237: Amor, vedendo cosý bell'altezza, / mi chiama quel che per tema di peggio / di lei pietoso e di me nego (?) e veggio.

[4] Monte Andrea (ed. Minetti), XIII sm. (fior.), tenz. 80.1, pag. 232: Chi ben riguarda, donna, vostre altez[z]e, / e le bellez[z]e- de lo vostri viso; / e le gentili, angeliche fatez[z]e / (l'adornez[z]e,- co' l'amoroso riso!)...

[5] Chiaro Davanzati, XIII sm. (fior.), son. 88.12, pag. 310: S'io fe' follia, Amor mi ci sodusse, / e non son io lo primo 'namorato / a cui Amor le suo vertute adusse. / LÓ ov'Ŕ altezza e 'l pregio sý locato, / non p˛ durare, se pietÓ no Ěl condusse: / io per merzÚ poria esser campato.

[6] Guido Cavalcanti (ed. Contini), 1270-1300 (fior.), 01.17, pag. 491: Tutto lo mondo canti, / po' che lo tempo vŔne, / sý come si convene, / vostr'altezza presiata: / chÚ siete angelicata cr´atura.

[7] Ciuccio, Rime, XIII ex. (umbr.>tosc.), Ball. IV.26, pag. 25: Madonna, volontier non moveria / verso la vostra altezza mio lausore, / da poi ve so' donato: / chÚ non giÓ verisimile parria / che omo sol fosse de ci˛ fattore, / chÚ 'mpos[s]ibile Ŕ dato / a ciascheduno en comunitate.

[8] Lodi Vergine, XIV in. (ver.), Lodi della Vergine, 144, pag. 83: Certo, Madona, l'umana natura / no lo poria exprimero nŔ comprendro / nŔ boca dir nŔ lÚšrose en scriptura; / tant'Ŕ l'alteše vostre ŕl sovran regno.

[9] Nicol˛ de' Rossi, Rime, XIV pi.di. (tosc.-ven.), Son. 19.2, pag. 34: Floruša, come servo tutor guardo / e sempre spero ne la tua alteša / che degni meritarmi, cum legreša / levarmi lo foco dove tuto ardo...

5 AltezzositÓ, atteggiamento borioso; superbia.

[1] Uguccione da Lodi, Libro, XIII in. (crem.), 181, pag. 606: ăamai no cred q'el faša, ben nÚ mal, testamento, / q'abassad Ŕ 'l regoio, l'alteša e l'ardimento...

[2] Pseudo-Uguccione, Istoria, XIII pm. (lomb.), 878, pag. 58: Mo que ie valse la soa grandeša / NÚ la soperbia nÚ l'alteša? / O' Ŕ li vairi e 'l gran tesor / E li vaseli d'aršent e d'or, / Pali, scerlate et armelin, / Riqi cendali e cibilin, / Destrier e muli e palafren, / Casteg e roqe et altro ben?

[3] Bonagiunta Orb. (ed. Parducci), XIII m. (lucch.), disc. 1.47, pag. 68: Rendete le fortesse, / chÚ noi vegnÓn per esse: / non state pi¨ in duresse. / ChÚ l'altesse / son duresse, / che voi dimostrate; / e feresse / e crudellesse, / quando disdegnate.

[4] Guittone, Rime (ed. Egidi), a. 1294 (tosc.), canz. 14.20, pag. 29: E vidi peggio il dibonaire core / ch'umili˛ la vostra altera altezza / a far noi due d'un core e d'un volere, / perch'eo pi¨ ch'omo mai portai ricchezza.

[5] Guido delle Colonne, XIII pm. (tosc.), 4.38, pag. 105: Lo sole Ŕ alto, e sý face lumera, / e tanto pi¨ quanto 'n altura pare: / vostr'argogliare- donqua e vostra altezze / facciami prode e tornimi in dolcezze.

[6] Giordano da Pisa, Quar. fior., 1306 (pis.>fior.), 19, pag. 96.5: Ma i superbi e gli altri sono contastati e percossi. L'umilitÓ non ha contasto eĚ mmei Cristo la sua persecuzione fue per altezza.

[7] A. Pucci, Libro, 1362 (fior.), cap. 13, pag. 105.20: Ed Ŕ superbia secondo Aristotile voler parere ed esser sempre sovra gl'altri; ed Ŕ superbia per tre modi: l'uno Ŕ l'altezza del volere signoreggiare gl'altri...

[8] Maramauro, Exp. Inf., 1369-73 (napol.>pad.-ven.), cap. 27, parr. 37-40, pag. 408.21: [79-84] Ancora dice lo dicto spirito che, quando esso se vide gionto in quella parte de sua etate [[...]], dove ciascuno deve Calar le velle, idest umiliar la soa alteza e lo rigor de sua potentia [[...]], che se fece religioso.

6 [Derivante da errore di traduzione].

[1] Valerio Massimo, prima red., a. 1338 (fior.), L. 6, cap. 9, pag. 462.20: Che addivenne a Crasso? Ora non gli diede la grandezza della pecunia sopranome di ricco? E poi a lui medesimo gli mise sozza povertade con altezza di vituperio. || Cfr. Val. Max., VI, 9, 12: źsed eidem postea inopia turpem decoctoris appellationem inussit╗.

[2] Ciampolo di Meo Ugurgieri, a. 1340 (sen.), L. 7, pag. 220.12: E allora Enea guarda nel mare, e vede una grande foresta. Per la quale passava Tiberino col bello corso di veloce altezza, e rosso di molta rena, prorumpeva in mare. || Cfr. Aen., VII, 30-32: źHunc inter fluvio Tiberinus amoeno / verticibus rapidis et multos flavos harena / in mare prorumpit.╗.

[3] Bibbia (01), XIV-XV (tosc.), Gen. 41, vol. 1, pag. 208.2: 5. E un'altra volta dormendo, vidde un altro sogno: che sette spighe pullulavano in una altezza, piene e formose. || Cfr. Gen. XLI.5: źrursum dormivit et vidit alterum somnium septem spicae pullulabant in culmo uno plenae atque formonsae╗.

[u.r. 17.01.2018]