AMAREZZA s.f.

0.1 amareša, amarešša, amaressa, amareza, amarezza, amarišša.

0.2 Lat. amaritia (LEI s.v. amaritia).

0.3 Guittone, Lettere in prosa, a. 1294 (tosc.): 1.

0.4 In testi tosc.: Guittone, Lettere in prosa, a. 1294 (tosc.); Fatti di Cesare, XIII ex. (sen.); Ser Gaudio, a. 1348 (fior.).

In testi sett.: Anonimo Genovese (ed. Cocito), a. 1311; Ell Dio d'amore, 1310/30 (venez.).

In testi mediani e merid.: Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.).

0.5 Locuz. e fras. ritornare in amarezza 1.1; tornare in amarezza 1.1.

0.7 1 Fig. Sofferenza, dolore. 1.1 Fras. (Ri)tornare in amarezza. 2 Gusto amaro. 2.1 Fig.

0.8 Natascia Tonelli 10.03.1998.

1 Fig. Sofferenza, dolore.

[1] Guittone, Lettere in prosa, a. 1294 (tosc.), lett. 21, pag. 267.23: E voi, se dal principio infine ad ora pasciuto inn- amaressa e in periglio di guerra grande con poco de dolcie mesto, dovereste ora pasciere e sostenere in propia tribulassione; e, se nnon pasciere, almeno non sentire, nŔ dovereste guaire dolere...

[2] Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.), 65.138, pag. 270: En ci˛ sta mio mercato, che tieco voglio fare, / e per ci˛ voglio dare me con tutta riccheza; / de cielo abi ricato tesauro, per cagnare / vita con gloriare per morte d'amareza...

[3] Poes. an. cort./tosc.occ., XIII/XIV, 230 e 231, pag. 416: ma la speranša veggio che m'Ŕ fallata / che so' da longa, et vivo in amarešša. / Con amarešša el sole meco piange, / e 'l mondo n'Ŕ scurato en omni verso.

[4] Ell Dio d'amore, 1310/30 (venez.), 82, pag. 114: Io me lla missi a llegre in quella ora / e la letera dissea: źquesto Ŕ un signore / cllamato per nome deo d'amore / che signoriša. / Done e donšelle, ogn'omo li creša; / a chi dÓ dollše ed amareša, / sovra tuti li alltri i(n)peradori prinšipesa / a la fiata╗.

1.1 Fras. (Ri)tornare in amarezza.

[1] Fatti di Cesare, XIII ex. (sen.), Sal. L. 1, cap. 21, pag. 29.18: Tardate voi, dunque, e dottate che voi dovete fare de' vostri nemici che voi presi avete, e dicete che giovani uomini sono, e che per folle e malvagio consillio e malvagie convotigie ci˛ fecero! Or li lassate andare tutti armati, sý che questa pietÓ torni in misericordia et in amarezza!

[2] Anonimo Genovese (ed. Cocito), a. 1311, 16.356, pag. 193: tute le cosse penssava / chi dao m'avea gram dozeza; / ma tuto zo me retornava / em pu greve amareza.

2 Gusto amaro.

[1] Palladio volg., XIV pm. (tosc.), L. 10, cap. 11, pag. 241.11: La pece sia dolce scelta, perocchŔ spesse volte l'amarezza della pece rende il vino amaro.

2.1 Fig.

[1] Ser Gaudio, a. 1348 (fior.), 10, pag. 102: Bisogn˛ 'l gusto a' suoi consorti, como / Cognoscer per lo dolce l'amarezza / Per far perfecta la sensibil d'omo. / S'el primo transgressor per sua vaghezza / Gustando cadde, noi da ess[o] omo / Siamo amaestrati a non sequir vanezza.

[u.r. 17.01.2018]