AMICO (1) s.m.

0.1 admici, ami, amì, amic', amicci, amichi, amicho, amici, amiçi, amicie, amico, ämico, amicu, amig, amigho, amigli, amigo, amiko, amis, amis', amisi, amissi, amix, amixe, amixi, amixy, ammici.

0.2 Lat. amicus (LEI s.v. amicus/amica).

0.3 Proverbia que dicuntur, XII u.q. (venez.): 1. || Per attestazioni anteriori in nome di persona v. 0.6.

0.4 In testi tosc.: Ritmo lucchese, 1213; Ruggieri Apugliese (ed. Contini), XIII m. (sen.); Brunetto Latini, Rettorica, c. 1260-61 (fior.); Doc. pis., 1264 (3); Restoro d'Arezzo, 1282 (aret.); Doc. pist., 1296-97; Doc. prat., 1296-1305; Doc. volt., 1306; Lett. garfagn., 1328/32.

In testi sett.: Proverbia que dicuntur, XII u.q. (venez.); Uguccione da Lodi, Libro, XIII in. (crem.); Guido Faba, Parl., c. 1243 (bologn.); Lett. mant. 1282-83 (?);Caducità , XIII (ver.); Poes. an. bergam., XIII ex.; Anonimo Genovese (ed. Cocito), a. 1311; Doc. udin., 1354; Dondi dall'Orologio, Rime, XIV (padov.); Esercizi cividal., XIV sm.

In testi mediani e merid.: St. de Troia e de Roma Amb., 1252/58 (rom.); Proverbia pseudoiacop., XIII (abruzz.); Poes. an. urbin., XIII; Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.); Giostra virtù e vizi, XIII ex. (march.); Simone Fidati, Ordine, c. 1333 (perug.); Bosone da Gubbio, Spir. Santo, p. 1345 (eugub.); Neri Moscoli, Rime, XIV pm. (castell.); Detto dei tre morti, XIV pm. (camp.); Buccio di Ranallo, Cronaca, c. 1362 (aquil.); Destr. de Troya, XIV (napol.).

In testi sic.: Giovanni Campulu, 1302/37 (mess.); Stat. palerm., 1343; Simone da Lentini, 1358 (sirac.); Lett. catan. (?), 1370/79 (2).

0.5 Locuz. e fras. amico comunale 3.3; amico comune 3.3; amico di mezzo 3.4; amico mezzano 3.4; avere ad amico 6; avere per amico 6; eleggere in amico 6.1; eleggere per amico 6.1; farsi ad amico 6.2; recare ad amico 6.2; ricevere ad amico 6.3; ricevere per amico 6.3; richiedere gli amici 3.2; tenere ad amico 6; tenere per amico 6.

0.6 A Doc. pis., XII pm.: Ad Amico sol. xx.; Doc. cors., 1248: la rede di Iani di Amico; Doc. sen., XIII m.: Bartalomeo Amichi da Percena; Doc. fior., 1279-80: Guidone di Martino d'Amicho de la Serra San Chilicho.

0.7 1 Chi è legato a una o più persone da un rapporto di affetto, solidarietà e stima. 1.1 Amico antico: di vecchia data. 1.2 Amico carnale: parente. 1.3 Amico falso. 1.4 Amico intimo. 1.5 Amico perfetto. 1.6 Amico singolare. 1.7 Amico speciale. 1.8 Amico stretto. 1.9 Amico di ventura. 1.10 Amico vero / verace. 1.11 Bell'amico, bel dolce amico (in formule allocutive). 1.12 [Prov.]. 2 Amante, innamorato; compagno, convivente non sposato. 3 Alleato, fautore, partigiano, sostenitore di uno stato, una fazione, una persona. 3.1 [In formule di riconoscimento di tipo militare]. 3.2 Fras. Richiedere gli amici: chieder assistenza ai propri alleati. 3.3 Locuz. nom. Amico comune, comunale: arbitro imparziale. 3.4 Locuz. nom. Amico di mezzo o mezzano: lo stesso che amico comune. 4 Seguace, servo. 4.1 [In formule di cortesia (e simili), in iunctura con servo o servitore]. 5 Amico di Dio o Cristo: buon cristiano. 5.1 [In iunctura con servo]. 5.2 Amico del mondo o del demonio: cattivo cristiano. 6 Fras. Avere (tenere)per amico o ad amico qno, considerarlo amico. 6.1 Fras. Eleggere qno in amico o per amico, accoglierlo come amico. 6.2 Fras. Farsi o recare qno ad amico, farlo diventare amico. 6.3 Fras. Ricevere per amico o ad amico qno, accoglierlo come amico. 7 [Di piante:] bisognoso di o compatibile con qsa. 8 [Rif. a oggetti astratti:] cultore, fautore, seguace, sostenitore. 9 [Di soggetti astratti o inanimati:] affine, compatibile, favorevole. 9.1 [Astr.] Favorevole.

0.8 Pär Larson 17.04.2001.

1 Chi è legato a una o più persone da un rapporto di affetto, solidarietà e stima.

[1] Proverbia que dicuntur, XII u.q. (venez.), 596, pag. 548: L'amor q'ele li porta no li pasa li denti, / ké mile volte al çorno a le[r] se mua talenti: / no se 'n pò enfïare amisi né parenti.

[2] Uguccione da Lodi, Libro, XIII in. (crem.), 383, pag. 613: dise l'un contra l'autro: «Sai que m'è ensegnadho / d[a] [u]n me' bon amigo q'è ben enleteradho?

[3] Giacomo da Lentini, c. 1230/50 (tosc.), [son.] 38.1, pag. 371: Quand'om à un bon amico leiale / cortesemente il de' saper tenere, / e no ·l de' trar sì cort'o delïale / che si convegna per forza partire.

[4] Bonagiunta Orb. (ed. Parducci), XIII m. (lucch.), disc. 2.52, pag. 70: Né non dico, / né disdico, / né non faccio dimostranza / né amico, / né nemico / per la mia dolze speranza.

[5] Ruggieri Apugliese (ed. Contini), XIII m. (sen.), 2.2, pag. 890: Tant'aggio ardire e conoscenza / ched ò agli amici benvoglienza / e i nimici tegno in temenza...

[6] St. de Troia e de Roma Amb., 1252/58 (rom.), pag. 145.19: E tucti li parenti e li amici diceano a Regolo ke nnon tornasse e Regolo apostucto volse tornare.

[7] Gl Brunetto Latini, Rettorica, c. 1260-61 (fior.), pag. 13.17: Che è amico . - Amico è quelli che per uso di simile vita si congiugne con un altro per amore iusto e fedele. Verbigrazia: Acciò che alcuni siano amici conviene che siano d'una vita e d'una costumanza, e però dice «per uso di simile vita»; e dice «giusto amore» perché non sia a cagione di luxuria o d'altre laide opere...

[8] Doc. pis., 1264 (3), 41, pag. 391.2: Et sia licito a ciascheduno Pisano che diricto de le suoie cose abbia pagato lassare (et) accomandare le suoie cose ad alchuno suo parente ut amico de la sua gente.

[9] Bonvesin, Volgari, XIII tu.d. (mil.), De die iudicii, 266, pag. 205: Dolenti nu gramissimi, nu misri venenenti, / O è le nost richeze, i amis e li parenti, / Possessïon, palasij, castel e guarnimenti, / Li ris e li conforti, li canti e li instrumenti?

[10] Lett. mant. 1282-83 (?), 1, pag. 13.7: Anchora sapiè che laxè lo fero in Ferera et ordenè cun uno vostro amigo et meo che çeso in Venexia per saver cum e' lo poievo desbrigà in Venexia seguramento.

[11] Sermoni subalpini, XIII (franco-piem.), 7, pag. 238.5: L'un era ric, e l'autre era ric, mas non era si ric cum era lo premer. Lo terz era povre. Or quest bon hom, qui avia questi trei amì, si era gastaldo d'un alt hom.

[12] Caducità , XIII (ver.), 141, pag. 659: un sol dì tu no<n> ài pax perfecta: / ancoi tu e' san, doman te dol la testa; / una vil fevra en lo leto te çeta, / de dì en dì la morto sì t'aspeta. / I amisi ven e corro li parenti, / pur a la roba tuti sta ententi; / se for de leto vivo mai tu ensi, / tal ne par 'legri ke 'n serà dolentri.

[13] Poes. an. abruzz.>march., XIII sm., 265, pag. 127: Entrasti ad fare sì grande onore; / Or è voltatu en gran desonore; / Non ài amici, oi caru amore, / Onn' omo te dici et fai dolore!

[14] Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.), 27.24, pag. 102: La mia cattivanza l'alma ha menata / là 'v' è predata da tre nimici, / e lo più forte la tene abbracciata / e 'ncatenata, e mustranse amici: / donno ferite nascoste e coprite, / le qual voi vedite che me metto en erranza.

[15] Poes. an. bergam., XIII ex., 64, pag. 68: La cinquina zaschun intenza: / quaranta dì in gran beleza / plusor fiada con dolzeza / ay so amis' / sì se demostrà molt de vis / quel ch'è senior dol Paravis, / volse tornar in so pais / al Padr'in gloria...

[16] Buccio di Ranallo, S. Caterina, 1330 (aquil.), 816, pag. 384, col. 2: Un altro disse: 'Io dico / ad ciaschuno mio amico / che ad ella ne acostemo / che llo insigno paremo / della sua sancta fede...

[17] Lett. garfagn., 1328/32, pag. 258.19: ella àe più ragione (e) caxone d(e) venire quassuso, p(er)ché ella v'àe molti parenti (e) amici, (e) ancho àe deli soi rendetali che no(n) la videro ancho.

[18] Simone Fidati, Ordine, c. 1333 (perug.), pt. I cap. 5, pag. 618.35: sí degli apostoli, sí de' martiri, sí delle vergini, i quali e le quali lasciarono il mondo, lasciarono padre e madre, parenti e amici, ed ogni altro diletto e loro medesimi, e con desiderio andavano a morire.

[19] Bosone da Gubbio, Spir. Santo, p. 1345 (eugub.), 15, pag. 114: Ma ciaschun col voler constante e forte / lasciando 'l padre, i filgluoli, e' neputi, / e la mogliera, l'amicho, e 'l consorte, / e fansi noti de cui non son noti...

[20] Lett. palerm., 1349, pag. 88.1: Amichi karissimi. Eccu ki lu magnificu Richardu Abbati sia insembli izà cu nui in serviciu di lu signuri Re, e Birardu di Castru Iohanni castillanu seu di Chifalà avissi vindutu una quantitati di frumentu...

[21] Detto dei tre morti, XIV pm. (camp.), 38, pag. 410: so tornatu lurdura, li vermi me so segnore, / li parenti me cazcano, l'amichi me so dure: / [s]e li mei [...] fossero state mundi e puri / no staria in queste pene d'esti lochi scuri».

[22] Gramm. lat.-aret., XIV m., pag. 30: Istud vulgare a est sensus dativi: ut io servo a Pietro dicatur "servio Petro"; sono amico a te, "sum amicus tibi".

[23] Doc. udin., 1354, pag. 328.22: e di tuta la cort di cel, da li quali sì diven tuti li donoi e tul [sic] beni e tute le gratie chi noi avemo in questo mondo e po si è stado piasamento dali amisi da una parte e dal altra a qua al honor di Dio e dela mare soa congregadi e asunadi...

[24] Simone da Lentini, 1358 (sirac.), cap. 4, pag. 13.3: di notti si parteru et senza nullu periculu passaru lu Faru di Missina et foru in Calabria, non pensandu Maniachi zo chi li potia intraviniri, ma cum li soy amichi sindi ridia.

[25] Gl Matteo Corsini, 1373 (fior.), cap. 43, pag. 58.5: che se tu hai niuna persona la quale tu te la reputi amico, alla quale tu non creda come a te medesimo, fortemente erri, e non conosci ancora che venga a dire amico: però che amico viene a dire animi custos; cioè, guardia dell'animo: sicchè l'uno amico dell'altro debbe sapere el cuore del corpo, l'uno dell'altro.

[26] Laud. Battuti Modena, a. 1377 (emil.), 4.4.2, pag. 14: Anchora nu pregaren per le aneme di nostri padre, / de parente e d'amixe e de le nostre madre, / per tute le aneme chi èn d'esta vita andà, / che Deo le conduga tute al so regno bià...

[27] Lett. catan. (?), 1370/79 (2), pag. 160.4: Duy mei frati carnali ki eu aiu et li atri mei parenti et amichi, li quali tene .... sì mi amanu multu, sì mi riprindianu pirkì eu portava tanti affani et non fachia la stabilitati et non tantu li parenti ....

[28] Destr. de Troya, XIV (napol.), L. 24, pag. 208.35: a la fine resposse a la regina Ecuba in questa maynera: «O quanto me pare duro, regina, de volere recipire quillo per amico, lo quale me ave offiso sì gravemente con odio de nemestate crodele...

[29] Esercizi cividal., XIV sm., 73, pag. 116.2: Lu pecat, molt pluy negri degl carbons, no ueglo dio alegrà gli mye amis, lis cuy animis saran salvis, s'egl faran ben. Peccato, nigerimo carbonum, apsit gaudere meos amicos, anime quorum erunt salve,si ipsi bene facient.

1.1 Amico antico: di vecchia data.

[1] Anonimo Genovese (ed. Cocito), a. 1311, 129.2, pag. 504: A voi, como antigo / amigo e car segnor, / una privanza digo / de grande amor, / d'una grande dona mea: / un poco è insocia, / e in chi me intendea / senza vilania.

[2] Lett. volt., 1348-53, pag. 183.23: ti rispondiamo che mai per lui nè per li suoi, nè per noi nè per nostri, si fece cosa per che ci dovesse essere salvatichecça; anco semo stati antichi amici e parenti, e così intendiamo d'essere per innançi e richiedere lui come fratello...

[3] Boccaccio, Decameron, c. 1370, X. 8., pag. 672.27: avendo un suo figliuolo, Tito Quinzio Fulvo nominato, di maraviglioso ingegno, a imprender filosofia il mandò a Atene e quantunque più poté il raccomandò a un nobile uomo chiamato Cremete, il quale era antichissimo suo amico.

[4] Matteo Corsini, 1373 (fior.), cap. 44, pag. 59.3: Dice: Non lasciare mai il tuo amico antico, però che el nuovo non gli sarà mai simile.

1.2 Amico carnale: parente.

[1] Trattato di virtù morali, XIII/XIV (tosc.), cap. 18, pag. 56.9: Inperciò ci dovemo noi guardare di fare torto a li nostri carnali amici; chè neuno non dee amare l'omo che odia lo suo lingnagio. Che fidanza posso io avere in colui che fa male a suo padre et a la sua madre?

[2] Comm. Rim. Am. (B), a. 1313 (fior.), ch. 165, pag. 872.11: elle sono lusinghe, e certo e' mi pare pur ch'elli dica vero, però ch'io vedo che 'l carnale e intimo mio amico, ch'è dinanzi, per nulla così ti direbbe, ma con opera il mostrerebbe.

[3] Buccio di Ranallo, Cronaca, c. 1362 (aquil.), 2345, DXCIII, pag. 133: Ser Lalle prima, et li altri, dico, li caporali, / Non lassava li captivi gire facendo mali, / Non tanto per la terra, ma fore per li casali; / Anchi li gea accollendo como amicicarnali.

[4] Tristano Veneto, XIV, cap. 408, pag. 372.22: li morti, et li navradi fese montar a chavalo al megio qu'eli puote, et sì se mete alo chamin et chavalchà tanto qu'eli fo vignudi in l'ostel de Morgana. Et quando li amisi carnali deli morti li have vezudi, eli fese uno dolor sì grande che questo era una gran pietade a regardar...

1.3 Amico falso.

[1] Trattato di virtù morali, XIII/XIV (tosc.), cap. 5, pag. 28.21: Ma li falsi amici, che serveno di lusingha in luogo di consiglio, elli non guardano se non a ingannare, lusingando.

[2] Jacopo Passavanti, Specchio, c. 1355 (fior.), prologo, pag. 3.29: per voraggine di pelago profondo, o per iscurità di tenebrosa notte, o per ispaventamento delle fiere bestie, o per lo dolce canto delle sirene vaghe, o per assalimento di crudeli piratti, o per inganno degli amicifalsi...

[3] Boccaccio, Epist., 1361, pag. 1137.7: la moglie, non superflua né noiosa, ma utile giudicate, contento che l'infortunio v'abbia parimente fatto conoscere i falsi amici da' veri e quanta sia la 'ngratitudine de' nostri cittadini...

[4] Sposiz. Pass. s. Matteo, 1373 (sic.), cap. 1, par. 3, vol. 1, pag. 67.6: volsi insignari, comu Adam in paradiso fu tradutu da lu dimoniu in forma di falsu amicu parlandu, cussì Iesu Cristu...

1.4 Amico intimo.

[1] Giordano da Pisa, Quar. fior., 1306 (pis.>fior.), 84, pag. 409.11: Nulla cosa si fa così tuo come 'l cibo, che ssi converte in tua substanzia, ché se 'l cibo potesse favellare e essere amico, sarebbe il più intimo tuo amico.

[2] Chiose Selmiane, 1321/37 (sen.), cap. 12, pag. 65.3: prese tanta sospeccione di sè medesimo, che quasi in niuno si fidava, e per questo rimosse da sè egl'intimi amici e quali erano a la sua guardia, e in loro luogo mise ferocissimi barbari...

[3] Lett. volt., 1348-53, pag. 183.2: Vanni di Locto da Montecchio ci à molto strecti da vostra parte che vi riceviamo per intimi amici e confidenti...

[4] Destr. de Troya, XIV (napol.), L. 19, pag. 182.16: plu mayuremente so' adolorato quando penso a la morte de quillo buon prencipe Patrodo, intimo amico mio, lo quale tu mme occidiste et ayme spartuto da lluy, lo quale non amava manco de me.

1.5 Amico perfetto.

[1] Sonn. ann. Vat.Lat. 3793, XIII/XIV (tosc.), 7.2, pag. 42: Nesun tesauro in terra nonn ha pare / de li perfetti amici, a le fiate...

[2] Giovanni da Vignano, XIII/XIV (bologn.>ven.), cap. 33, pag. 272.20: dice Seneca: «La veraxe amistae se prova in un volere», avemo raxom de tinire loro per amixi perfecti.

[3] Lett. volt., 1348-53, pag. 175.15: fai come fanno e perfecti e veri amici per lo stato del'amico loro...

[4] Braccio Bracci (ed. Sarteschi), 1375-78 (tosc.), 2.31, pag. 36: i' veggio che la fede in te s'alletta / con molte donne e già non è soletta: / speranza e carità le fan compagna; / nel suo fonte si bagna / la largità che fal perfetto amico: / secondo il detto antico...

[5] A. Pucci, Centiloquio, a. 1388 (fior.), c. 31, terz. 80, vol. 2, pag. 86: Stu fai ch'io sia Padre Santo, / i' sarò medicina de' tuo' mali, / contro a colui, che ti nimica tanto. / E Carlo fe, che' nuovi Cardinali, / ed alcun altro amicosuo perfetto, / promiser dargli le boci leali.

[6] Arrighetto (ed. Battaglia), XIV (tosc.), L. IV, pag. 251.12: Nè non credere che i grandi soli sieno da temere; egli è da temere il fedele compagno e lo amante amico: maggiore onore si è il perfetto amico temere e 'l caro compagno, che gli re o gli imperadori.

1.6 Amico singolare.

[1] Cavalca, Vite eremiti, 1321-30 (pis.>fior.), cap. 5, pag. 170.9: in tanta gloria era venuto appo Dio e appo le genti, che eziandio santo Antonio volontieri gli scrivea e ricevea sue lettere, come da singolare amico e figliuolo.

[2] Boccaccio, Filocolo, 1336-38, L. 5, cap. 75, pag. 649.27: - O singulare amico a me intra molti, a cui le mie avversità sempre furono tue, dove se' tu?

[3] Teologia Mistica, 1356/67 (sen.), cap. 1 part. 2, pag. 37, col. 2.6: e tutti li ricomperò, così tutti senza distinzione degni d'avere misericordia, seguitando colui che tutti li creò e tutti li ricomperò, avvegnachè alcuna volta possa pregare in ispecialità per se, e per suoi singulari amici.

[4] Sam Gregorio in vorgà , XIV sm. (lig.), Prologo, pag. 71.12: E mentre che così monto afrito e cum dolor qui seçea, lo dilectissimo me' fiio e carissimo me' compagnum in santo studio e singular amigo fim da la soa zoventura Pero diacano me fu çunito davanti...

1.7 Amico speciale.

[1] Guido Faba, Gemma, 1239/48 (bologn.), pag. 8.23: XIII. Em per quello che tu èi omo digno de multo onore e sempre fuisti nostro amigospeciale, volemo a li toi pregi e domandasone satisfare voluntera.

[2] Bonvesin, Volgari, XIII tu.d. (mil.), Vulgare de passione sancti Iob, 202, pag. 284: Stagand messer san Iob in tal conditïon, / Tri soi amis special intesen la rason, / Li que in divers contrae havean le soe mason, / E 's mandan l'un a l'oltro de quest conditïon.

[3] Sommetta, 1284-87 (fior.), pag. 197.24: Al suo spetialissimo amico vel karissimo vel dilectissimo vel peramabile amico, molto da amare e da pregiare P., L. salute e buono amore...

[4] Matteo dei Libri, XIII sm. (bologn.), 65, pag. 180.9: conviene che io dovesse avere voi per li più miei amicispetiali et signori, et in cui tucta mia sperança riposa, sappiendo certamente che sopra quella vicenda, la quale io spero compiere con l'aiuto di Dio nostro signore, voi mi darete quello consiglo...

[5] Lett. sang., 1331, App. 3., pag. 151.15: la quale per loro ci fu porta, ciò è del monasterio nostro di San Victorio, alla quale vi rispondemo che paravule ce ne sono state facte fare e preghieri n'abiamo ricevuti da certi nostri amici spetiali.

[6] Doc. aret., 1337, 772, pag. 660.8: fidandoci de voi come de spetiali amici avemo deliberato de remettare in voi e in Regolino Tholomei e remettemo tutto questo facto...

[7] S. Caterina, Epist., 1367-77 (sen.), lett. 48. (1375), pag. 185.2: vuoli che per loro preghiamo come per spetiali amici, che ci dànno buono e grande guadagno, e non solo nelle ingiurie e danni temporali, ma generalmente in ogni cosa la quale sia contro la mia volontà...

1.8 Amico stretto.

[1] Boccaccio, Filocolo, 1336-38, L. 2, cap. 61, pag. 219.23: d'altra parte, io sono distrettissimo e caro amico di Florio, e ella per amore di lui mi priega ch'io l'aiuti e difenda nella ragione...

[2] Boccaccio, Filocolo, 1336-38, L. 5, cap. 64, pag. 637.21: E io ci prenderò modo utile e presto, come tu vedrai, però che Quintilio è a me strettissimo amico, né niuna cosa voglio che egli similemente non voglia, per che di leggiere la loro pace avrai.

[3] Giovanni Villani (ed. Porta), a. 1348 (fior.), L. XI, cap. 87, vol. 2, pag. 627.20: E poco innanzi a la sua morte conoscendosi morire, disse a più de' suoi distretti amici: «Io mi veggo morire, e morto me, vedrete disasseroncato»...

1.9 Amico di ventura.

[1] Brunetto Latini, Favolello, 1260/66 (fior.), 72, pag. 280: Così ho posto cura / ch'amico di ventura / come rota si gira, / ch'ello pur guarda e mira / come Ventura corre: / e se mi vede porre / in glorïoso stato, / servemi di buon grato... || Si tratta di una parafrasi di Boncompagno da Signa, De amicitia, 27,1: «Amicus fortune tamquam rota volvitur et iudicat secundum casum...».

[2] Dante, Commedia, a. 1321, Inf. c. 2.61, vol. 1, pag. 28: "O anima cortese mantoana, / di cui la fama ancor nel mondo dura, / e durerà quanto 'l mondo lontana, / l'amico mio, e non de la ventura, / ne la diserta piaggia è impedito / sì nel cammin, che vòlt'è per paura...

[3] Ottimo (sec. red.), a. 1340 (fior.), c. 2, pag. 444.14: E vero dice: chè chi è amico di ventura tanto basta quanto la prosperitade a l'amico; ma chi è amico per virtù, come trallo studente diritto e lla sciença, per nul[l]o caso tale amistade mai abandona.

[4] A. Pucci, Libro, 1362 (fior.), cap. 35, pag. 244.9: Mentre che sarai bene aventurato avrai molti amici, e questi sono amicidi ventura, però che tanto stanno teco quant'ella.

1.10 Amico vero / verace.

[1] Patecchio, Splanamento, XIII pi.di. (crem.), 4, pag. 573: No sea hom cui desplaça 'sto dir per tropo longo; / d'amig e d'amistad, a quest, altro ve çongo, / ço è la meior cossa q'en questo mondo sia: / qi à 'l veras amigo fa tenir dreta via.

[2] Andrea da Grosseto (ed. Selmi), 1268 (tosc.), L. 3, cap. 27, pag. 282.13: Queste cose che io t'ò dette son da intendere di veri e di provati amici; e se tu dubiti de l'amico se elli è buono o rio, non ricevere più in tua amistà...

[3] Bonvesin, Volgari, XIII tu.d. (mil.), Vulgare de passione sancti Iob, 235, pag. 286: San Iob il soe angustie, il grev conditïon / Pugnó per l'arma soa a moho de bon campion, / E fo provao in De verax amig e bon, / E k'el no amava De per simulatïon.

[4] Guittone, Lettere in prosa, a. 1294 (tosc.), 29, pag. 347.2: Amico d'onni tenpo, amico vero, don Petro, etc. Carissimo, conciosiaché in fare amico homo come nemico quazi guardar dea, grasia grande tu' à retto vizo...

[5] Matteo dei Libri, XIII sm. (bologn.), 56, pag. 159.9: E ki m'aiutarà qui, cognoscerollo per amico verace; e ki m'abandonarà, avraiolo per tale commo devraio.

[6] Dante, Convivio, 1304-7, I, cap. 10, pag. 42.11: quella della virtuosa operazione, che è sua propia bontade; per la quale le grandezze delle vere dignitadi, delli veri onori, delle vere potenze, delle vere ricchezze, delli veri amici, della vera e chiara fama e acquistate e conservate sono.

[7] Bart. da San Concordio, 1302/08 (pis.>fior.), dist. 18, cap. 1, par. 1, pag. 303.2: I veri amici sono una cosa insieme. || Traduce il lat. «Veri amici unum sunt invicem».

[8] Nicolò de' Rossi, Rime, XIV pi.di. (tosc.-ven.), Son. 315.11, pag. 201: O buon Comune, ov'è lo tuo sforço? / O furor di popolo, ov'è tua sevitia? / Come çascuno de vuy non punisse / la enorme perfidia, quanta si trova / ne l'homo che 'l vero amico tradisse?

[9] Cecco Nuccoli (ed. Marti), XIV pm. (perug.), Son. 18.1, pag. 711: Niccolò, io vero amico te conseglio / che tu ti guardi innanti che ti attacche, / per che l'onor de toi vertute affiacche / e cange l'ordo nero e 'l bel vermeglio.

[10] Giovanni Colombini, a. 1367 (sen.), lett. 96, pag. 234.20: Conoscesi per noi che voi fate come e veri amici, che, quando vedete il bisogno, socorite valentemente...

- [Relig.] Rif. a Dio o a Cristo.

[11] Andrea da Grosseto (ed. Selmi), 1268 (tosc.), L. 2, cap. 14, pag. 76.14: E de' domandare dagli amici tuoi solamente le cose oneste; [e] molto magiormente in Dio, ch'è verace amico e guardia dell'anime nostre, de' uomo osservare queste cose.

[12] <Zucchero, Esp. Pater, XIV in. (fior.)>, pag. 64.28: Così sente l'anima gran dolzore ne' buoni consigli e nelle buone parole del verace amico Iesù Cristo, cioè ch'elli ama più in avversità che in prosperità, e al bisogno si conosce che amico gli è.

1.11 Bell'amico, bel dolce amico (in formule allocutive).

[1] Brunetto Latini, Tesoretto, a. 1274 (fior.), 1599, pag. 231: Ma a te, bell'amico, / primeramente dico / che nel tuo parlamento / abbi provedimento...

[2] Guittone, Lettere in prosa, a. 1294 (tosc.), 1, pag. 5.20: Perché dunque, perché, bel dolcie amico, esti terreni beni desiderare? Non, quanto deçìa, l'omo deçìa solamente che pro, honore e ghaudio atenda d'esso?

[3] Sermoni subalpini, XIII (franco-piem.), 7, pag. 238.16: Anè a sun premer amì, qui era munt ric, e si li coitè tut si cum li era avenù, e que il li ahies. E quel li respondè: Bel amì, e' no soi aizià de doner te nient aora a questa fiaa. Mas tant te farai: manger e beivre te darai.

[4] Poes. an. urbin., XIII, 29.5, pag. 603: O bell'amico, / guarda non si' ingannato, / ka lo Nemico / è fforte vitïato / e pper antico / coll'omo à guirrïato: / guarda!

[5] Conti morali (ed. Zambrini), XIII ex. (sen.), 10, pag. 75.20: E quando fue la mattina, lo cavaliere andoe al papa, e pregollo che li desse penetenza, e mandassenelo. Il papa li disse: bello amico, in grande pena et in grande travallio vi site messo per lo vostro mesfatto; e sapiate per fermo, non v'è bisogno di dottare...

[6] Giudizio universale, XIV in. (ver.), 28, pag. 57: per redur lo corpo tristo / a servir lo segnor Jesù Cristo / ella sì ge parla e così ge diso: / «Or m'entendi per Deo, bel dolç'amigo, / quando me penso e vólçome d'atorno / quanto serà fer e forto lo çorno, / quando Fiol de Deo omnipotento / verà da cel per çuigar la çento...

[7] Tristano Veneto, XIV, cap. 298, pag. 269.2: Et alora la raina disse: «Hai bello amigo e dolce, nui semo avaitadi; e però parti-te tosto de qua, et andé-ve tosto in lo vostro letto al plui 'scosamentre che vui poré, et io penssarò ben come io meterè questa cossa a fin...

- [In senso iron.:] persona malfida.

[8] Velluti, Cronica, 1367-70 (fior.), pag. 67.14: Di che, tracciando ciò, i begli amici se n'avvidono; e trovando che 'l detto Giunta avea avuto bando, ed era ribandito, e non s'avea fatto cancellare, feciono levare il bando suo, e procacciaronlo d'uccidere.

[9] Sacchetti, Trecentonovelle, XIV sm. (fior.), 154, pag. 363.34: costui, che a quest'altre sere è stato così volonteroso, istasera, quando è il tempo d'essere con la sua donna com'elli desiderava, non si truova? - Domanda di qua, cerca di là, il bell'amico non si trovava, che forse otto miglia o più era di lunge.

1.12 [Prov.].

[1] Fiori di filosafi, 1271/75 (fior.), pag. 120.5: Co li amici si conviene brieve parlare e lunghe amistadi.

[2] Fiori di filosafi, 1271/75 (fior.), pag. 120.11: L'amico di rado s'acatta e legiermente si perde.

[3] Garzo, Proverbi, XIII sm. (fior.), 35, pag. 297: Amico fidato, / ch'al bisogno è provato.

[4] Dante, Convivio, 1304-7, IV, cap. 1, pag. 261.7: in greco proverbio è detto: «Delli amici essere deono tutte le cose comuni».

[5] Ristoro Canigiani, 1363 (fior.), cap. 5.40, pag. 24: L'amico, l'olio, il pesce, il vin si sente / Esser migliore quanto più è antico; / Però che de' aver virtù possente.

[6] Andrea Cappellano volg., a. 1372 (fior.), L. 3, pag. 369.2: A questo si fa quello antico proverbio: Nel tempo prospero amici sono molti, e nello averso si truova solo l'uomo.

[7] Paolo da Certaldo, XIV sm. (tosc.), cap. 31, pag. 68.6: Le dolci parole multipricano amici e menovano nimici, e l'aspre parole, cioè le ree, fanno il contrario.

2 Amante, innamorato; compagno, convivente non sposato.

[1] Libro dei Sette Savi, XIII ex. (tosc.), pag. 34.8: Avenne che questa giovane donna avea data pòsta una notte all'amico suo; e quella notte era scura. Ella si coricò allato al marito, e quando ella si ricordò della pòsta ch'ella avea dato all'amante suo, ella fecie viste d'esser malata al suo marito, e levosseli dal lato...

[2] Questioni filosofiche, p. 1298 (tosc. sud-or.), L. IV, pt. 4, cap. 7, pag. 129.8: vole provare se 'l marito o amico li vole bene per manifestarli le sue secrete (et) però sempre, se lli odono dire, quando si tengono, de non manifestare: "Veggio ke tu non m'ami".

[3] Fatti di Cesare, XIII ex. (sen.), Sal. L. 1, cap. 10, pag. 14.2: Catellina penandosi d'ardere la terra, sì ordenò che Cornillo e Luccio Vergenteo senatori, andassero a la casa di Cicerone per ucciderlo. Ma Quinto Currio, l'amico de la donna, li li fece assapere...

[4] Stat. pis., 1321, cap. 84, pag. 268.33: Et che nullo venditore u venditrice possa alcuna cosa vendere al suo marito u amico, a la pena di soldi XX per ciascuna volta per la quale contrafato fusse; et oltra, a volontà dei consuli.

[5] Dante, Commedia, a. 1321, Purg. c. 9.3, vol. 2, pag. 137: La concubina di Titone antico / già s'imbiancava al balco d'orïente, / fuor de le braccia del suo dolce amico...

[6] Jacopo della Lana, Purg., 1324-28 (bologn.), c. 9, 1-12, pag. 151, col. 1.18: la concubina de Titon sí s'imbiancava in l'oriente, çoè che l'aurora che ven cum la luna commençava apparere cum l'oriente. Dolce amico, ... 'so amigo', e no 'so marido'; quasi a dire: 'alcun vapor ce contrastava, che non ce fosse palexe soa chiareça'...

[7] Ottimo, Purg., a. 1334 (fior.), c. 25, pag. 477.4: 128. Gridavano ec.: Virum non cognosco ec. Qui dà ad intendere l'Autore, che qui si purgano le femine, che assolute lussuriano con loro amici, in ciò che dice virum; chè, avvegnachè vir sia a dire uomo, in questa parte s'intende propriamente marito, dinominando questo vocabolo vir da virtute: poi ricominciavano l'orazione.

[8] Comm. Arte Am. (B), XIV pm. (fior.), ch. 440, pag. 781.4: ella, sì come è tocco in un'altra ghiosa, fece con Egisto, prete d'Apolline e suo amico e bagascione, che egli uccise Agamenon.

[9] Andrea Cappellano volg., a. 1372 (fior.), L. 1, pag. 173.16: Intra non congiugati non può essere falsa gelosia: e poi, non saranno detti amanti, ma chiamati saranno amico e amica».

[10] Maramauro, Exp. Inf., 1369-73 (napol.>pad.-ven.), cap. 20 parr. 18-21, pag. 325.20: Urifile, per cupiditia d'uno monile acusò lo marito: el qual monile avea fato Vulcano a richesta de Venus con tal fatamento - però che era [per la] figlia de Marte amico de Venus, e 'l marito era Vulcano - che qualunche lo portava poco tempo stava che perdea lo marito.

[11] Tristano Veneto, XIV, cap. 294, pag. 264.17: questo corno sè tanto maraveyoso che çaschun homo può chognoser le done le qual ha amisi e che ama altrui cha li suo' maridhi, e chussì per lo simel può chognoser le done che de niente se abia omfeso in desonor né de manaçe deli soi maridi.

3 Alleato, fautore, partigiano, sostenitore di uno stato, una fazione, una persona.

[1] Ritmo lucchese, 1213, 23, pag. 46: Ebbevi 'l Vescovo un suo frate / che no diede delle spade; / fece sì come nimico; / di Lucca non fu unque amico; / perciò sempre fu mendico.

[2] Lett. sen., 1260, pag. 271.26: sì avemo novella chomo Monte Pulciano (e) era choncio (e) aveva fata la fedeltà a messere lo re Manfredi (e) <fa> di Siena; (e) farà oste (e) chavalchata a chui noi voremo, (e) ' nostri amici terà p(er) amici, (e) ' nemici terà p(er) nimici.

[3] Brunetto Latini, Rettorica, c. 1260-61 (fior.), pag. 7.13: E poi si n'andò in Francia per procurare le sue vicende, e là trovò uno suo amico della sua cittade e della sua parte, molto ricco d'avere, ben costumato e pieno de grande senno, che lli fece molto onore e grande utilitade...

[4] Bonvesin, Volgari, XIII tu.d. (mil.), De Sathana cum Virgine, 412, pag. 44: Farò tal guerra al mondo, sí dura e sí malvax, / Ke quii k'en toi amisi no i lassarò stá im pax. / Sapli ke a to inodio omiunca mal farò, / Quii k'an ess toi amisi fortment scombaterò...

[5] Serventese Lambertazzi, XIII u.v. (bologn.), 11, pag. 846: perdé la força e la potença / e lo gram senno cum la provedença / ch'aver solea: / ché per lo mondo era chiamada rayna, / fontana de le altre e medexina, / ché tuti li soi amixi soccorea / in ogni lato.

[6] Doc. prat., 1296-1305, pag. 411.23: Frate Toto e Bigo(n)gia e s(er) Beni[n]chasa ispesero, qua(n)do a[n]darono a favellare a Guido ed a' suoi amicci p(er) lo fato d(e)l molino, p(er) quatro volte, s. XIIIJ d. VJ.

[7] Fr. Grioni, Santo Stady, a. 1321 (venez.), 2155, pag. 106: Presto e guarnido è ad aydar-ve / Et a so possa liberar-ve / Da tuti li vostri innemixi / Con la força delly vostry amixi.

[8] Stat. pis., 1330 (2), cap. 55, pag. 493.1: chi avesse alcuno nimico per cagione di maleficio per lo quale fusse in carcere, sensa volontà del nimico suo. Et chi altra volta in simile modo sarà stato per mizericordia liberato; et chi non sia amico del Comuno di Pisa et del populo.

[9] Doc. aret., 1337, Risposta ai capitoli riveduti., pag. 655.42: Ancho cum ciò sia cosa che li huomeni e Comune d'Anghiari sieno tutti ghibellini e amici e segueto e grandeza de Nieri da Fagiola...

[10] Doc. sic., 1349-51, (1350) 2, pag. 226.2: Li capituli sucta li quali la pachi intra lu nobili conti Blascu di Alagona etc. et altri nobili soy amichi (et) accustati ex una parte et intra lu nobili conti Matheu di Palici etc. et altri nobili soy amichi et accustati, li quali capituli princhipalimenti foru trattati p(ir) li nobili di Claramunti...

[11] Lett. volt., 1348-53, pag. 174.15: vi rispondiamo che a noi e a' nostri serebbe grandissimo piacere che la questione di Montealbano si levasse, acciò che ' cittadini di Volterre fusseno amici e figliuoli del comune di Siena come sono e nostri...

[12] Simone da Lentini, 1358 (sirac.), cap. 30, pag. 142.13: Quisti missagi vinendu a lu Conti foru sollepnimenti ascuntrati. Et ritinenduli cum sì, lu Conti ni mandau autri, soy missagi, per fini a Scavunia, a li princhipi di quillu paysi soy amichi...

[13] Maramauro, Exp. Inf., 1369-73 (napol.>pad.-ven.), cap. 1 parr. 114-119, pag. 107.5: E per alcun caso, como li fati dano ordine, se mosse una mortal guera tra 'l dicto re Latino ed Enea, tanto che li amici del dicto re Latino andaro al secorso contra Enea.

3.1 [In formule di riconoscimento di tipo militare].

[1] Lio Mazor (ed. Elsheikh), 1312-14 (venez.), 17, pag. 44.10: He' dis: "Sì savrò, ben è trop straisora!". E così ge cesem e clamasem ena(n)ço che nu entrasem en casa; (e) ela dis: "Chi doma(n)da?". (E) nu diesem: "Amisi!". E così fosemo-nu denter, (e) cu(m) nu fosem denter (e) ela com(en)çà cridar, (e) dis: "Andà-ne de casa!".

[2] Buccio di Ranallo, Cronaca, c. 1362 (aquil.), CXVI, pag. 23: Respusero le guardie: «Per re Carlo se tene, / Che Deo li dea victoria quanto in piacer li ène! / Or me dì, chi si tune et chi con teco vene?» / «Amici semo vostri; fa che guardete bene!»

[3] Sacchetti, Trecentonovelle, XIV sm. (fior.), 49, pag. 110.24: s'abbatterono nel cavaliero del podestà che andava alla cerca; il quale comincia a dire: - Che gente siete voi? - Risposono: - Amici, messere. - Passate innanzi; quanti siete voi? - Dissono: - Vedetelo.

3.2 Fras. Richiedere gli amici: chieder assistenza ai propri alleati.

[1] Bono Giamboni, Orosio, a. 1292 (fior.), L. 1, cap. 21, pag. 61.11: La terza volta quelli di Messenia ricominciaro battaglia; e quelli di Lacedemonia, d'ogni parte richiesti gli amici, raunaro grande oste.

[2] Distr. Troia, XIII ex. (fior.), pag. 165.28: e non ci à più a ffare, se non di pensare quale sia soficiente d'andare a rrichiedere li nostri amici, che vengnano al nostro soccorso. - Per consentimento di tutti, fu l'accordo che 'l valentre Ettor andasse a rrichiedere gli amici; il quale richiese amici, parenti e ssuoi subbietti, e sommosse re, duchi, conti, prenzi, marchesi, primati, baroni, chastellani, visconti, ricchi chavalieri e valentri donzelli e aprovati sergienti per diverse contrade...

[3] Dino Compagni, Cronica, 1310-12 (fior.), L. 3. 3, pag. 184.12: Messer Corso, non volendosi lasciare sforzare, richiese gli amici suoi; e molti sbanditi raccolse; e venne in suo aiuto messer Neri da Lucardo, valente uomo d'arme.

[4] Lett. pist., 1320-22, 11, pag. 50.9: E però questo fatto prochaccia sollicitamente di dì e di notte, e gosti che puote abilo tuo. E ora è tempo da richiedere l'amicci; e ora conoscerai chi ti fie amicho e chi no.

[5] Lett. volt., 1348-53, pag. 183.5: noi, considerando l'antica amistà stata da' vostri passati e ' nostri e da voi e noi, e volendo piacere a Vanni in ogni caso, non obstante alcuna cosa passata intendiamo d'avervi per cari amici, e siguramente richiedervi in ogni cosa che bisognasse, come già avemo facto e come richiedessimo Vanni o qualunque altro amico aviamo...

[6] Cronaca sen. (1202-1362), c. 1362, pag. 123.16: Esendo nel tenpo de' signori Nove el chomuno di Siena in pace e in amicizia, el chomuno di Fiorenza andoro richiedendo tutti e' loro amici, e' quali lo' poteseno dare alchuno aiuto; e mandoro a Siena per II cento chavalieri, V cento fanti, e' quai andaseno a Fiorenza per alchuno provedimento fatto infra loro...

3.3 Locuz. nom. Amico comune, comunale: arbitro imparziale.

[1] Stat. sen., 1298, dist. 2, cap. 18., pag. 213.20: sien constrecte le parti, a petizione di chiunque l'addima[nda]sse, d'eleggere due arbitri et amici comuni, cioè ciascheuna parte uno, sottoposti de la detta Arte, o vero altri, di ragione et di facto; et in essi compromettere d'ogne et sopr'ogne lite et questione...

[2] Doc. lucch., XIII sm., pag. 6.35: da vendere, e contento che fu d'ugnia cosa et neuna cosa mainò mi dimandò, se non posa che facemmo la posta in voi: e questa concordia e barato fece meco con consilio di nostri amici comunali.

[3] Stat. fior., 1334, L. I, cap. 47, pag. 232.27: non siano tenuti di pagare alcuna cosa, per cagione, di quantità di pecunia, o di cose d'onde si domanda di fare divisione; se per amico comune o per Consoli amichevolemente diviso, o sentenziato fosse.

[4] Deca prima di Tito Livio, XIV pm. (fior.), L. 8, cap. 23, pag. 257.20: E appellandosi gli ambasciadori di Roma dinanzi ad amicicomuni per difinire la quistione, «Che andiamo noi, disse il Sannito, copertamente parlando? La nostra quistione, o Romani, non sarà determinata per parole d'ambasciadori... || Cfr. Liv., VIII, 23: «Cum Romanus legatus ad disceptandum eos ad communes socios atque amicos vocaret...».

[5] Doc. moden., 1374, par. 3, pag. 154.1: Danançe da vue mes. Jacomo de Sarafino Nane di Atuline Nasinbem di Spicia' arbitri et arbitratrie et amigheveie componidore et comuna amixe entro Jacomo et Nicholò frade' et fioe de choçaindrè de mes. Alberto Fornaxaro e Cichino et Thomaxino frade' et fio' de choçaindrè de mes. Bertholam. Fornaxaro è scripto per Zoane di Lanfranchoci nodaro.

3.4 Locuz. nom. Amico di mezzo o mezzano: lo stesso che amico comune.

[1] Novelle Panciatich., XIV m. (fior.), 142, pag. 150.2: so bene che lungo tempo m'avete portato amore, et io a voi il somigliante; et però non ci volglio altro sensale od amicho di mezzo, se non che io voglio, quando a voi piaccia, essere vostra moglie, et voi siate mio sengnore et marito.

[2] Doc. fior., 1360 (8), pag. 202.14: concordia insieme di chiarire per una scritta come la metà fosse nella verità nostra, non ostante che avesse carta di tucta, e l'altra metà sua e de' fratelli, la quale scritta dovea tenere alcuno amico mezano.

4 Seguace, servo.

[1] Giovanni Villani (ed. Porta), a. 1348 (fior.), L. IX, cap. 49, vol. 2, pag. 77.18: In questo romore messer Corso de' Donati, il qual era isbandito e rubello, com'era ordinato, il dì medesimo venne in Firenze da Peretola con alquanto séguito di certi suoi amici e masnadieri a piè...

[2] Giovanni Villani (ed. Porta), a. 1348 (fior.), L. IX, cap. 72, vol. 2, pag. 136.11: che dovessono venire dinanzi a llui sotto pena di scomunacazione e privazione di loro beni; i quali obbedienti incontanente v'andaro con grande compagnia di loro amici e famigliari molto onorevolemente, e furono più di CL a cavallo, per iscusarsi al papa di quello che 'l cardinale da Prato avea loro messo adosso.

[3] Cronaca sen. (1202-1362), c. 1362, pag. 114.29: E udito ser Deio chome la chosa pasava; prese per partito d'andarsi chon Dio, e manifestò questo a tutti i suoi amici e seghuaci, e cho' misere Sozo insieme se n'andoro e non volseno stare a baraghone.

[4] Cicerchia, Passione, 1364 (sen.), ott.218.1, pag. 363: Con lor menar certi amici e sergenti / devoti di Iesù: con lor andaro / facendo 'nsieme sospiri dolenti, / finché pervenner a monte Calvaro.

[5] Matteo Corsini, 1373 (fior.), cap. 45, pag. 60.9: Abbiamo esemplo d'uno Romano, il quale fu assediato dai nimici a casa, e non potendo campare per niuna via, uno suo amico, o vero servo, si vestì e' panni suoi, e mostrossi con elli.

4.1 [In formule di cortesia (e simili), in iunctura con servo o servitore].

[1] Cecco Angiolieri, XIII ex. (sen.), 110 (A Dante).1, pag. 229: Dante Alighieri, Cecco, 'l tu' serv'e amico, / si raccomand'a te com'a segnore...

[2] Lett. gen., 1356, (1356), pag. 25.5: Ancor sì inteisemo in quella vostra letera de lo servixo de Filipo Demerode e Bonefatio da Sori, servioi e amixi vostri...

[3] Boccaccio, Decameron, c. 1370, X. 9., pag. 701.34: per più d'un messo significata la sua felice repatriazione al Saladino, suo amico e suo servidor ritenendosi, più anni con la sua valente donna poi visse, più cortesia usando che mai.

[4] Ingiurie lucch., 1330-84, 221 (1369), pag. 64.4: Tu di' viro ch'io era amicho di quigli dal Nichio e sono, ma io sono e s(er)ò chusì amico et s(er)vidore del comuno de Luca chome tu.

5 Amico di Dio o Cristo: buon cristiano.

[1] Andrea da Grosseto (ed. Selmi), 1268 (tosc.), L. 3, cap. 18, pag. 249.12: Il Profeta, volendo essere amico di Dio, sappiendo che gli amici provati son migliori che gli altri, disse: così o Domenedio provami e temptami e scalda 'l cuor mio e le reni miei.

[2] Bonvesin, Volgari, XIII tu.d. (mil.), De anima cum corpore, 530, pag. 76: Zascú ke oe quest parolle se guard inanz e indré: / No stia entri peccai, ma sia amig de De.

[3] Bono Giamboni, Trattato, a. 1292 (fior.), cap. 6, pag. 127.30: E però dice di recarsi a memoria li anni passati, per vedere l'opere sue, per le quali conoscerà e potrà giudicare le cose presenti, cioè se è o non è amico di Dio -.

[4] Sermoni subalpini, XIII (franco-piem.), 1, pag. 222.47: Or gart chascuns chrestian, qui vol eser amì de Deu, que el dun ben desma senz felonia...

[5] Bestiario toscano, XIII ex. (pis.), cap. 18, pag. 39.33: lo sponitore disse: Per lo cielo dovemo intendere li amicide Dio che ardeno in amore del spirictu santo; per la terra devemo intendere quelli che ardeno di carnalitade.

[6] Conti morali (ed. Zambrini), XIII ex. (sen.), 1, pag. 5.14: E costoro insiememente fecero loro orazione; e Domenedio udie la preghiera de' suoi amici; e, vegente tutti e' frati, la colomba venne presso a lo romito, et introvi sì come n'era uscita.

[7] Anonimo Genovese (ed. Cocito), a. 1311, 56.225, pag. 338: Quelo amigo de De' biao, / stagando in un logo privao, / en sante ovre encernue, / finì con insegne e con vertue.

[8] Doc. bologn., 1287-1330, (1309) 11, pag. 73.4: de blava, de farina, de pane, de vitualie, de vino e de salle, de bona chavalaria e de bono povollo, a suficientia bene apareclay e guarnì per contrastare a i nimixi et servire a gl' amixi de Deo.

[9] Simone Fidati, Ordine, c. 1333 (perug.), pt. I cap. 9, pag. 623.28: E se tante belle cose posseggono i mortali, i nimici di Cristo, i giudei, i saracini; quanto sono piú belle quelle, che posseggono gli smortali, gli amici di Cristo, gli angeli?

[10] Giovanni Campulu, 1302/37 (mess.), L. 2, cap. 37, pag. 74.14: killu sì lloru dichìa: 'Kista via sì este pir la quale lu amicude Deu - zo è sanctu Benedictu - sì munta[u] in chelu'.

[11] Stat. cort., a. 1345, cap. 19, pag. 139.23: Decimo nono Capitolo, sotto questo sengno de recevemento de li amicide Dio, cioè de quelli de la conpagnia.

[12] Purgatorio S. Patrizio, XIV sm. (mil./com.), cap. 1, pag. 24.15: e le alegreze e le consolatione che avevano li boni, per ke eli no volevano stare in tuto a le parole del beato scanto Patritio, né a le soe promisione. Lo qual santo era molto amigo de Deo.

[13] Stat. castell., XIV sm., pag. 152.1: Dicemo e ordenamo che quando alcuno amicho de Dio, el quale fosse de questa santa desceplina e venisse ala nostra fratenita po(r)tando lectare o altro sengno p(er) lo quale fosse a noi certo d'essare de q(ue)ssta desceplina, quello cotale sia receuto.

5.1 [In iunctura con servo].

[1] Ottimo, Par., a. 1334 (fior.), c. 11, pag. 278.19: Francesco, servo ed amico dell'Altissimo, nato nella città d'Ascesi, mercatante infino ai XX anni, o, come alcuno dice, alli XXV della sua etade, consumòe il tempo suo vanamente...

[2] Boccaccio, Decameron, c. 1370, III. 8., pag. 241.32: Va dunque, figliuolo, poscia che Idio t'ha qui rimandato, e consola la tua donna, la quale sempre, poi che tu di questa vita passasti, è stata in lagrime, e sii da quinci innanzi amico e servidor di Dio.»

[3] Boccaccio, Esposizioni, 1373-74, c. XV par. 75, pag. 680.33: per vera umiltà si pose san Grigorio primo, essendo papa, conoscendo che a lui e a ciascun, che nella sedia di san Piero siede, s'apartiene di ministrare e di servire nelle cose spirituali agli amicie servi di Dio, quantunque menomi...

[4] San Brendano tosc., XIV (ven.>tosc.), pag. 257.13: Ancora disse così a San Brandano: "Amico di Dio e suo servo, questa si è quella preziosa terra la quale voi siete andato cercando molto tempo di dì e di notte...

[5] San Brendano ven., XIV, pag. 158.26: eli oldì una bósie che sonava dir molto dolorosamente: "O santo pare, lo qual è servo de Dio e amigo, ora per mi topin...

5.2 Amico del mondo o del demonio: cattivo cristiano.

[1] Cavalca, Specchio de' peccati, c. 1340 (pis.), cap. 1, pag. 9.30: come dice s. Iacopo, le amistadi di questo mondo sono nimistadi di Dio; e chi vuole esser amico di questo mondo è bisogno che diventi nemico di Dio.

[2] Cavalca, Specchio di croce, a. 1342 (pis.), cap. 47, pag. 226.10: Nella quale parola mostra Cristo, che pericolosa cosa è la domestichezza degli parenti e degli amici del mondo.

[3] S. Caterina, Libro div. dottr., 1378 (sen.), cap. 156, pag. 370.14: Halli tratti della via della veritá e menali per la via della bugia, facendosi servi e amici delle dimonia, e con loro insieme, se non si correggono con l'obbedienzia, vanno co' loro signori dimòni all'eterno supplicio..

6 Fras. Avere (tenere) per amico o ad amico qno, considerarlo amico.

[1] Brunetto Latini, Favolello, 1260/66 (fior.), 160, pag. 284: Qui ti saluto ormai: / e quel tuo di Latino / tien' per amico fino / a tutte le carrate / che voi oro pesate.

[2] <Egidio Romano volg., 1288 (sen.)>, L. 3, pt. 2, cap. 9, pag. 249.17: i re e i prenzi si debbono avvenevolmente mantenere contra Dio, e la ragione si è, che se i re e i prenzi ànno Dio per amico, la provvidenza di Dio, che sa ogne cosa ed ogne cosa conosce, farà ch'elli avrà grandissimi beni in questo mondo...

[3] Legg. G. di Procida, 1282-99 (tosc.), pag. 51.30: e hacci dato mess. Pero re di Raona per capitaneo e ha giurata teco compagnia a vita e morte, ed avendo ad amici i tuoi amici e a nimici i tuoi nimici, e però vedi se quello ch'io te prometto viene fatto tutto!

[4] Bestiario moralizz., XIII (tosc./aret.-castell.), 61.12, pag. 862: Per la vipera entendo lo Nemico, / per l'omo einudo Cristo crucifixo, / da lo quale fo vincto e iudicato. / No lo voliate avere per amico: / ki mellio se credesse d'aver d'esso, / ne sirea più destructo et desolato.

[5] Caducità , XIII (ver.), 325, pag. 666: Façando ço, Deo t'avrà per amigo, / né parto en ti çà no avrà l'enemigo, / de lo qual Iesù Cristo ne [de]livro, / e poi corona ne dea en paraìso.

[6] Bind. d. Scelto (ed. Gorra), a. 1322 (sen.), cap. 359, pag. 425.4: Sì vi dico, dama, che se voi l'avete ad amico, voi non trovarrete giamai uomo che in vostro paese entri per voi gravare di nulla cosa vivente.

[7] Bosone da Gubbio, Avv. Cic., a. 1333 (eugub.>fior.), L. 2 osservazioni, pag. 335.8: E ciò fu segnio di fortezza, che prima volle prenderne il dubbio che mostrare di dubbiare, e per mostrare la sicurtà di fidanza che aveva nel suo medico, il quale molto per amico teneva.

[8] Cavalca, Esp. simbolo, a. 1342 (pis.), L. 2, cap. 5, vol. 2, pag. 181.18: Concludo dunque insomma, che Cristo richiede servi fedeli di se, cioè, che cerchino lo suo onore, e guardinsi dal contrario; e abbiamo li suoi amici, per amici, e così gl'inimici per inimici.

[9] Tavola ritonda, XIV pm. (fior.), cap. 93, pag. 356.35: Palamides disse: - Certo, Tristano, egli è ben folle chi vi puote avere per amico e sìe vi voglia per nimico. Imperò io vi voglio pregare che 'n fra noi sia pace e buona amistanza -.

6.1 Fras. Eleggere qno in amico o per amico, accoglierlo come amico.

[1] Ottimo, Purg., a. 1334 (fior.), c. 22, proemio, pag. 403.1: Tulio in quello medesimo: «In questo avanza l'amistade il parentado, che del parentado si puote torre la benivolenzia, e rimane il parentado, ma non dall'amistade». E ad eleggere alcuno in amico sono da attendere IIIJ cose.

[2] Matteo Corsini, 1373 (fior.), cap. 43, pag. 58.11: E però dice Seneca: Ogni cosa si debbe deliberare con l'amico; ma prima debbi eleggiere sì fatto uomo per amico, che tu li possi dire ogni secreto, et ogni gran fatto.

6.2 Fras. Farsi o recare qno ad amico, farlo diventare amico.

[1] Proverbia que dicuntur, XII u.q. (venez.), 206, pag. 531: E de la emperatrice questo ensteso ve dico, / ke se fe' un cavalier borgoignon per amico / e poi fuçì com elo...

[2] Giovanni Villani (ed. Porta), a. 1348 (fior.), L. VII, cap. 45, vol. 1, pag. 337.25: E quando il detto Manfredi si vide in gloria e inn istato, si pensò di farsi fare re di Cicilia e di Puglia, e perché ciò gli venisse fatto, si recò ad amici con ispendio, e doni, e promesse, e ufici, i maggiori baroni de Regno.

[3] Giovanni Villani (ed. Porta), a. 1348 (fior.), L. IX, cap. 80, vol. 2, pag. 160.1: pregando il re di Francia per lo tinore delle loro lettere che s'egli volesse racquistare suo stato in santa Chiesa, e rilevare i suoi amici Colonnesi, che 'l nimico si facesse ad amico, ciò era messer Ramondo del Gotto arcivescovo di Bordello...

[4] A. Pucci, Centiloquio, a. 1388 (fior.), c. 82, terz. 63, vol. 4, pag. 84: quattordici d'Aprile. / Così i Marchesi rimaser felici, / e tennero il Legato, e 'l Re a vile, / ed arricchiron di quel de' nemici; / i Bolognesi, ed altri al lor viaggio / lasciaro andar, per farglisi ad amici.

6.3 Fras. Ricevere per amico o ad amico qno, accoglierlo come amico.

[1] Pistole di Seneca, a. 1325? (fior.), 9, pag. 16.14: E queste sono amistadi temporali, perocchè colui, che è ricevuto ad amico per trarre di lui utile, tanto sarà piacevole, quanto sarà l'utile; egli è di necessità, che il cominciamento, e 'l fine s'accordino. Dunque perchè farò io amistà? certo i' la farò per avere...

[2] Libro fiesolano, 1290/1342 (fior.), pag. 57.22: E poi che ll'ebe assai losegnati con molte cortesie e con disidarosi conviti, concordevele mente lo ricivettaro ad amico e menarlo dentro la terra, avegnia che dimostrasse di non volervi entrare, e stette ne la terra honesta mente gran tempo...

[3] Destr. de Troya, XIV (napol.), L. 24, pag. 208.35: a la fine resposse a la regina Ecuba in questa maynera: «O quanto me pare duro, regina, de volere recipire quillo per amico, lo quale me ave offiso sì gravemente con odio de nemestate crodele...

[4] Gid. da Sommacamp., Tratt., XIV sm. (ver.), cap. 13, par. 14, comp. 78.83, pag. 180: «Se li Visconti gli faranno honore / per le lor terre, non ti niego questo, / ma se questo tuo galico signore / vorà passar in Toscana modesto / molti lo recevranno per amico, / ché per sua força no ·l temeno un fico».

7 [Di piante:] bisognoso di o compatibile con qsa.

[1] Boccaccio, Teseida, 1339-41 (?), L. 11, ott. 24.6, pag. 611: Tagliato fuvvi l'audace abete, / e 'l pin similemente, che odore / dà dalle tagliature, com sapete; / il fragil corilo e il bicolore / mirto, e con questi l'alno senza sete, / del mare amico...

[2] Palladio volg., XIV pm. (tosc.), L. 3, cap. 33, pag. 125.5: Il moro è amico della vite. Nascono i mori di seme, ma tralignano nel pome, e nell'arbore.

8 [Rif. a oggetti astratti:] cultore, fautore, seguace, sostenitore.

[1] Guido Cavalcanti (ed. Contini), 1270-1300 (fior.), 27.34, pag. 526: Non è vertute, ma da quella vène / ch'è perfezione (ché si pone tale), / non razionale, ma che sente, dico; / for di salute giudicar mantene, / ché la 'ntenzione per ragione vale: / discerne male in cui è vizio amico.

[2] Dante, Convivio, 1304-7, III, cap. 11, pag. 220.9: Né si dee chiamare vero filosofo colui che è amico di sapienza per utilitade, sì come sono li legisti, medici e quasi tutti religiosi, che non per sapere studiano ma per acquistare moneta o dignitade...

[3] Fr. da Barberino, Regg., 1318-20 (tosc.), pt. 6, cap. 10.70, pag. 234: Ma sovra tutte cose faccia loro / Amicidi ragione e di giustitia, / E che canminin per la via d'Iddio, / Facciendoli correggiere al maestro...

[4] Cavalca, Vite eremiti, 1321-30 (pis.>fior.), cap. 2, pag. 100.27: E domandandolo Antonio chi egli fosse, che così parlava, rispuose: «Io sono amico della fornicazione, lo quale pugno contro ai giovani per varî modi e ingegni.

[5] Pieraccio Tedaldi, XIV pm. (fior.), 27.11, pag. 743: Onde ciascuno io ammonisco, e dico / che lassi stare il dado e nol trassini, / se vuol de le virtù essere amico.

[6] Matteo Corsini, 1373 (fior.), cap. 36, pag. 52.7: vera innocenzia, la quale non fa male a se nè altrui; cioè, che si conserva sì pura da i vizii, che non opera se non bene; in sì fatta forma che ogni persona li diventa amico.

[7] Arrighetto (ed. Battaglia), XIV (tosc.), L. IV, pag. 253.4: Sie nimico alle liti, sie nimico a' peccati; a tutte quelle cose che nuocono sie nimico. Sie amico della ragione, amico dell'onore e dell'onestà ; e di tutte quelle cose che fanno i giusti sie amico.

9 [Di soggetti astratti o inanimati:] affine, compatibile, favorevole.

[1] Restoro d'Arezzo, 1282 (aret.), L. I, cap. 19, pag. 29.23: e trovamo doi [[scil. elementi]] che so' amici de li altri doi, e comunicanse e stano volentieri asieme, come lo foco coll'aere, e l'acqua colla terra...

[2] Dante, Vita nuova, c. 1292-93, cap. 29, par. 2, pag. 124.10: questo numero fue amico di lei per dare ad intendere che ne la sua generazione tutti e nove li mobili cieli perfettissimamente s'aveano insieme.

[3] Regimen Sanitatis, XIII (napol.), 418, pag. 575: Vino blanco poco aspero eo pono lo prim[a]ro, / si ene odorifero, suctile e bene claro; / ad homo ch'è colerico no se le trova paro, / amicoè de lo stomaco e de lo fecato caro...

[4] Paolo Gherardi, Corso luna e sole, XIV po.q. (fior.), pag. 75.3: chatuno lunare, et quanti die et hore et punti starà in chatuno singnale, et quale chose sono buone a ffare, e qualj nell'uno singnale, et quali nell'altro, et qualj de' singnj è suo amico spetiale, e quale è sua chosa, e quale è suo chontrario...

9.1 [Astr.] Favorevole.

[1] Restoro d'Arezzo, 1282 (aret.), L. II, dist. 2, cap. 4, pag. 84.2: E s'elli se giognesse cum stelle calde e secche, come Mars lo quale, secondo che ponono li savi, è suo amico, e non avesse altro contrario d'altre stelle fredde, come Venere e la luna e l'altre, avaremmo calore smesurato e parrea ch'ardesse tutta la terra...

[2] Chiose falso Boccaccio, Purg., 1375 (fior.), c. 9, pag. 336.8: E prima discrive l'ora della sera, quando egli s'addormentò, ch'era du' ore di notte e che lla luna era allora nel segnio di Schorpione e 'l sole, che è amicho della luna, era allora nel segnio del Montone e discrivelo l'altore nel modo che chomincia questo chapitolo.

[u.r. 17.01.2018]