AMISTÀ s.f.

0.1 amestate, amista, amistà , amistá, amistad, amistade, amistadhe, amistadi, amistae, amistàe, amistai, amistat, amistate, ämistate, amistati, ammistati, mistà , 'mistá, 'mistate.

0.2 Lat. volg. *amicitas (GDLI s.v. amistà ). || Castellani, Gramm. stor., pp. 128-29, argomenta a favore di una derivazione diretta dal lat., piuttosto che per un prestito dall'occit. amistat: in tal caso si tratterebbe di una forma originariamente it. sett.

0.3 Patecchio, Splanamento, XIII pi.di. (crem.): 1. || Come nome di persona Amistade (genit. ‑i) compare in tre carte lucch. degli anni 1148, 1186 e 1190: cfr. GDT p. 35.

0.4 In testi tosc. e toscanizzati: Giacomo da Lentini, c. 1230/50 (tosc.); Brunetto Latini, Rettorica, c. 1260-61 (fior.); Restoro d'Arezzo, 1282 (aret.); <Egidio Romano volg., 1288 (sen.)>; Folgóre, Mesi, c. 1309 (sang.); Cronichetta lucchese (1164-1260), XIII/XIV; Lett. volt., 1348-53; Cavalca, Esp. simbolo, a. 1342 (pis.).

In testi sett.: Patecchio, Splanamento, XIII pi.di. (crem.); Guido Faba, Parl., c. 1243 (bologn.); Pamphilus volg., c. 1250 (venez.); Bonvesin, Volgari, XIII tu.d. (mil.); Lett. ver., 1297; Belcalzer (ed. Ghinassi), 1299/1309 (mant.); Anonimo Genovese (ed. Cocito), a. 1311.

In testi mediani e merid.: St. de Troia e de Roma Laur., 1252/58 (rom.); Poes. an. urbin., XIII; Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.); Legg. Transito della Madonna, XIV in. (abruzz.); Simone Fidati, Ordine, c. 1333 (perug.); Destr. de Troya, XIV (napol.).

In testi sic.: Giovanni Campulu, 1302/37 (mess.); Simone da Lentini, 1358 (sirac.).

0.5 In due casi si osserva lo spostamento dell'accento per ragioni di rima (se non si tratta di rime per l'occhio): trista: a[c]quista: amista (Fiore, XIII u.q. (fior.), 89.7, pag. 180), vista : lista : amista (x Petrarca, Disperse e attribuite, a. 1374, p. 104.12).

Locuz. e fras. amore di amistà 3.1; carnale amistade 1.8; dare per amistà 1.6; richiedere l'amistà 6.2.

0.6 A Doc. prat., 1285-86: Anche ci diede Amistade...; Doc. cort., 1315-27: Amistà de Conpagnio da Bacialla. || Cfr. sopra, 0.3.

0.7 1 Sentimento di affetto, solidarietà e stima tra due o più persone; rapporto basato su tale sentimento, dimestichezza, familiarità. 1.1 [Prov.]. 1.2 In formule epistolari di saluto (traduzione del binomio lat. salutem et amorem). 1.3 Rif. al trattato ciceroniano De amicitia. 1.4 [Preceduto da pron. poss.:] come termine di cortesia, metaf. per la persona cui ci si rivolge. 1.5 Fig. Atto cortese, dimostrazione di amicizia. 1.6 Fras. Dare qsaper amistà : distribuirla solo ai propri amici. 1.7 [Con valore collettivo:] amici. 1.8 Locuz. nom. Carnale amistade: parentela? 2 Come concetto astratto personificato (nome di una virtù). 3 Rapporto amoroso. 3.1 Locuz. nom. Amore di amistà . 3.2 Intimità sessuale. 3.3 Fig. Persona amata. 4 [Relig.] Il rapporto del fedele con Dio; l'amore di Dio per i fedeli. 5 [Di sost. astratti o inanimati:] affinità. 6 Alleanza politica o militare. 6.1 Fig. Alleato. 6.2 Fras. Richiedere l'amistà : chiamare i propri alleati.

0.8 Pär Larson 19.04.2001.

1 Sentimento di affetto, solidarietà e stima tra due o più persone; rapporto basato su tale sentimento, dimestichezza, familiarità.

[1] Patecchio, Splanamento, XIII pi.di. (crem.), 2, pag. 573: Mo parl-elo d'amigo e d'amistate. No sea hom cui desplaça 'sto dir per tropo longo; / d'amig e d'amistad, a quest, altro ve çongo, / ço è la meior cossa q'en questo mondo sia: / qi à 'l veras amigo fa tenir dreta via.

[2] Guido Faba, Parl., c. 1243 (bologn.), 3 (9), pag. 234.5: No è thesoro k'eo potesse avere guadagnato scì p(re)cioso e gracioso como fo quando eo avi la vostra amistà , in la quale e' ò trovà p(er) me e p(er) li mei amise vero consiglo, grando aitu(r)io, firmo amore (e) certa sperança...

[3] Giacomo da Lentini, c. 1230/50 (tosc.), [son.] 38.9, pag. 371: Che d'aquistar l'amico poco vale, / da poi che no lo sa ben mantenere: / che lo de' conoscere bene e male, / donare e torre, e saperl'agradire. / Ma molti creden tenere amistade / sol per pelare altrui a la cortese...

[4] Brunetto Latini, Rettorica, c. 1260-61 (fior.), pag. 13.25: Et così pare manifestamente che quella amistade ch'è per utilitade e per dilettamento nonn è verace, ma partesi da che 'l diletto e l'uttilitade menoma.

[5] Brunetto Latini, Favolello, 1260/66 (fior.), 30, pag. 279: Così in molte guise / son l'amistà divise, / perché la gente invizia / la verace amicizia: / ch'amico che maggiore / vuol essere a tutt'ore, / parte come leone; / amor bassa e dispone, / perché in fin'amanza / non cape maggioranza.

[6] Fiori di filosafi, 1271/75 (fior.), pag. 160.9: L'amistade è da antiporre a tutte le cose mondane. L'amistade nonn è altro se non caritade e benivoglienza e consentimento di tutte le cose divine e umane. L'amistade è di grande guardia e malagevolemente si mantiene insino a la morte, ché spesse volte si parte per contenzione d'amore di femina o di guadagno d'avere o d'altra utilitade che catuno la disidera e non si puote avere a comune.

[7] Bonvesin, Volgari, XIII tu.d. (mil.), Vulgare de elymosinis, 361, pag. 250: Marta e de Maria, / Le que albergavan Criste con söa compania. / Entramb con Crist avevano mirabel amistá, / Sovenzo l'albergavano e 'g fevan caritá...

[8] Meo Abbracc., Lett. in prosa, a. 1294 (pist.>pis.), lett. 31, pag. 365.7: S'amore crea solo di piacere, e piacere solo di bono, temo di convenire a vostr'acontanssa, perché non è fôr d'amore amistate, ned amore fôr simile di vertù infra li amici.

[9] Bestiario moralizz., XIII (tosc./aret.-castell.), 26.14, pag. 792: força de bocca: la golositate / kon ke fa fare a li omini tal salto, / tardo si ne restora poi lo danno: / però folle è ki tene sua amistate.

[10] Poes. an. urbin., XIII, 17.35, pag. 577: Fai lo core amoroso, / famolent'e angossoso, / e cquasi desïoso / fin a lo consumare. / Poi lo vèni e delati, / tanto cu· llui T'affrati, / e ttuct'altre ammistati / li fai dementecare.

[11] Jacopone (ed. Contini), XIII ui.di. (tod.), 1.32, pag. 68: L'omo c'ha santetate / trova granne amistate: / se i ven la tempestate, / rompeglisi la trama.

[12] Folgóre, Mesi, c. 1309 (sang.), 14.6, pag. 419: eo so' [a]concio a tut[t]i soi servisi; / e più m'è caro che no[n] val Parisi, / d'aver[e] sua amistade e contezza: / se[d] ello aves[s]e e[m]perïal ric[c]hezza, / star[i]eli me' che San Francesco en 'Sisi.

[13] Legg. Transito della Madonna, XIV in. (abruzz.), 327, pag. 30: Respuse sanctu Petru: «Certe, madompna mea, / l'amistade ène tanta, che crescere no potea».

[14] Anonimo Genovese (ed. Cocito), a. 1311, 140.248, pag. 583: nisun tesoro tanto var / como l'amigo bon e lear; / amalo como ti mesteso, / servilo ê vero speso, / cossa te guarda far e dir / che l'amistai posa patir.

[15] Paolino Minorita, 1313/15 (venez.), cap. 33, pag. 44.17: Amistade sovra tute ste cose açonçe cambio d'amor lo qual sia palese, ke se uno homo ama un oltro, no d'è perciò amistade; ancora, s'elli è .IJ. ke se ama l'un l'oltro e l'un no sepa dell'amor de l'oltro no 'nde sè amistade.

[16] Fr. da Barberino, Regg., 1318-20 (tosc.), pt. 18, cap. 3, par. 7, pag. 413.10: Amistà è uno amore temporale tra due iguali in grado, che trae il grande al piccolo e 'l piccolo al grande, d'ongni inparità nimico.

[17] Simone Fidati, Ordine, c. 1333 (perug.), pt. II cap. 1, pag. 652.9: gli conviene conformare con Cristo nella povertá di possessioni e di pecunia, che non abbi propria casa, né propria masserizia, né propria cittade, non amistadi temporale studievolemente procurare, non confidenza di parenti né d'altri amici...

[18] Giovanni Campulu, 1302/37 (mess.), L. 4, cap. 32, pag. 156.3: Deu mi mandau unu bonu vitranu lu qualj si chamava De[u]tidedi. Kistu vitranu avia amistati cum multi nobili hominj de Ruma».

[19] Stat. lucch., XIV pm., pag. 85.6: lo priore della chiesa et uno frate cavalieri et uno frate che non sia chavalieri [[...]] eleggano del capitulo tanti frati che siano intra loro in tucto dodici nello sguardo li quali tutti et dodici secondo Dio et secondo ragione, et non per amistà overo per nimistà , elegghano lo maestro.

[20] Lapidario estense, XIV pm. (trevis./friul.), cap. 1, pag. 145.12: E questa petra si à vertù in dare victoria contra i suoi nimici in bataglia. E ciascuna mesclà' si à vertute in acatare nouvele amistate, sì de femine come de mascli.

[21] Lett. volt., 1348-53, pag. 195.18: Giovanni come molto savio volendo mantenere el parentado e amistà antica sempre stata da quelli dela casa sua a quelli dela nostra, e per nostro amore e per promessa di questi facti a voi facta per lui, rispuose ch'era contento...

[22] Gl Ristoro Canigiani, 1363 (fior.), cap. 5.2, pag. 23: L'amor che tra' compagni si concrea / È Amistà , o compagnía chiamato; / E può venir da mente buona e rea.

[23] Anonimo Rom., Cronica, XIV, cap. 26, pag. 228.25: Era incarnato con Forlivesi, amato caramente. Demostrava muodi como de pietosa caritate. Maritava orfane, allocava poizelle, soveniva a povera iente de soa amistate.

[24] Destr. de Troya, XIV (napol.), L. 4, pag. 69.3: una provincia delle pertinentie de Grecia, la quale se clamava Pilona; la quale tenea in signoria uno signore de Grecia richo e potente che se clamava lo duca Nestore, co lo quale Hercules avea avuto continua canoscenza et amestate...

1.1 [Prov.].

[1] Andrea da Grosseto (ed. Selmi), 1268 (tosc.), L. 3, cap. 19, pag. 255.8: Onde disse 'l Savio: cogli amici si convengono picciole ragioni e lunghe amistà . || Cfr. Albertano, De amore et dilectione Dei, cap. XII: «Cum amicis rationes breves, amicitias longas oportet».

[2] Fiori di filosafi, 1271/75 (fior.), pag. 120.5: Co li amici si conviene brieve parlare e lunghe amistadi.

[3] <Egidio Romano volg., 1288 (sen.)>, L. 3, pt. 2, cap. 16, pag. 258.1: a l'amico crede l'uomo per due ragioni. L'una perciò che non li fallirebbe, l'altra perciò che le suo parole non fuorano sì folli che savie non li paressero, e perciò ciò si dice in proverbio che l'amistà fa fratelli.

[4] Guittone, Lettere in prosa, a. 1294 (tosc.), 38, pag. 427.9: Ma io, considerando a quello sinicile mocto: «Ove parole corte, longa amistate lauda», poco audire e men dire agio in amore, conn operando assai e più amando...

[5] Garzo, Proverbi, XIII sm. (fior.), 224, pag. 303: 104. Kastello con cittade / poc'ha amistade.

[6] A. Pucci, Libro, 1362 (fior.), cap. 35, pag. 246.1: Cogl'amici si conviene corto parlare e lunga amistade.

1.2 In formule epistolari di saluto (traduzione del binomio lat. salutem et amorem).

[1] Sommetta, 1284-87 (fior.), pag. 197.25: Come si scrive al amico. Al suo spetialissimo amico vel karissimo vel dilectissimo vel peramabile amico, molto da amare e da pregiare P., L. salute e buono amore, vel salutem et ogni buono accrescimento d'amistà d'amico, vel salutem con perpetuale fermeçça d'amistà , vel salutem et ogni bene avere con dirittura...

[2] Lett. ver., 1297, pag. 537.7: A vui meser Yvano. Eo dum Guioto vostro s(er)vo (e) fidelo amigo mando a vui salú (e) amistà quanto mai e' posso.

1.3 Rif. al trattato ciceroniano De amicitia. || Cfr. amicizia 1.1.

[1] Andrea da Grosseto (ed. Selmi), 1268 (tosc.), L. 3, cap. 4, pag. 190.1: Et Tullio, dell'Amistà , [comendò] la fede e disse: la fede che noi portiamo nell'animo è fermo e forte fermamento; però che lo 'ngiegnio doppio e torto non può essere fidato o· ffedele.

[2] Dante, Convivio, 1304-7, II, cap. 12, pag. 117.16: E udendo ancora che Tulio scritto avea un altro libro, nel quale, trattando dell'Amistade, avea toccate parole della consolazione di Lelio, uomo eccellentissimo, nella morte di Scipione amico suo, misimi a leggere quello.

[3] Ottimo, Purg., a. 1334 (fior.), c. 22, proemio, pag. 402.29: Tulio medesimo, nel libro dell'Amistade: «Amistade non è altro, che uno consentimento di cose divine ed umane, con benivolenzia e caritade».

[4] Comm. Arte Am. (B), XIV pm. (fior.), ch. 296 P 1, pag. 738.22: nota che Tulio, infra le fedeli amistà, che furono cinque, secondo ch'egli ne· libro de l'Amistade narra, annovera quella d'Oreste e di Pilades essere una e quella di Peritoho e di Teseo l'aultra.

[5] Andrea Cappellano volg., a. 1372 (fior.), L. 3, pag. 369.4: Quanto vaglia l'amico vero è dimostrato da Tullio nel libro dell'amistà .

1.4 [Preceduto da pron. poss.:] come termine di cortesia, metaf. per la persona cui ci si rivolge.

[1] Guido Faba, Parl., c. 1243 (bologn.), 13 (50), pag. 240.1: La v(ost)ra bontà e p(re)clara amistà no sa p(er)ché noi semo venuti d(e)nançe da voi, se noi no v(e)l dicemo.

[2] Guido Cavalcanti (ed. Contini), 1270-1300 (fior.), 35.27, pag. 542: Deh, ballatetta mia, a la tu' amistate / quest'anima che trema raccomando: / menala teco, nella sua pietate, / a quella bella donna a cu' ti mando.

[3] Memoriali bologn., 1279-1300, 29.1, pag. 55: Vostr'amistate, per rason, m'asegna, / per laude che me fati, beninenza, / ché la proferta di om che me degna / supra 'l tenorio de vostra plaenza.

[4] Lapo Gianni, XIII ex./1328 (fior.), 6.63, pag. 583: Se Sofferenza mi venisse meno, / sappiate, donna, che le mie fortezze / non dureranno contra vostr' altezze; / dunque la Morte avrà di me pietate, / ed io ne prego la sü' amistate / che mi riceva senza dar fatica.

[5] Ceffi, Dicerie, XIV pm. (fior.), cap. 8, pag. 34.20: Il nostro comune divotamente priega per noi la vostra reale amistade che costrignate il facitore dell'ingiuria a ragionevole ammenda e a giusta punizione...

[6] Lett. volt., 1348-53, pag. 164.27: Petrino Naddini de Senis amico karissimo. Mandiamo ala cara amistà vostra frate Niccholao del'ordine de' Minori di Sancto Francesco, dilecto nostro ambaxiadore e secretario, al quale vi piaccia dare piena fede.

[7] Sacchetti, Rime, XIV sm. (fior.), 174.12, pag. 184: Vostra amistà paterna m'è sì a grado / che per vertù apprender già n'essalto, / sperando nel seguir che più riluca.

1.5 Fig. Atto cortese, dimostrazione di amicizia.

[1] Jacopo della Lana, Purg., 1324-28 (bologn.), c. 21, 1-15, pag. 424, col. 1.10: la terça toca la conformitade della voluntà delle anime cum la iustisia de Deo; la quarta toca della condicione c'ave Stazio in la prima vitta, po' in la seconda vitta fino a quel'ora; la V e ultima compiando so cap. denota le amistade e le reverenzie che fe' Stazio a Virgilio.

[2] Chiose Selmiane, 1321/37 (sen.), cap. 18, pag. 90.8: Sappi che, in questa prima bolgia de la fraude, si punischono ancho e ruffiani e le colpe loro, le quali si commettono in due modi: primo si è di conduciare e subduciare la femmina a pecchare con altrui per via di luxuria, per muneta o per altra amistà , promettendoli e facendoli vedere fallaci cose...

1.6 Fras. Dare qsa per amistà : distribuirla solo ai propri amici.

[1] Dom. Benzi, Specchio umano, a. 1347 (fior.), pag. 329.30: Pigliarono questo ordine per lo mellio, ma e' non poterono rispondere a' comperatori, imperciò che lle merchata di fuori non rispondeano, e ogni persona del contado e della città, chiunque n'avea fiore, sì llo tenea celato e davallo per amistà a' loro amici.

[2] Dom. Benzi, Specchio umano, a. 1347 (fior.), pag. 389.1: i detti Sei sì feciono peggiorare il pane in questo modo: che si stacciava con certi vagli che non riteneva altro che la cruscha bene grossa, e 'l grano è macinato trito e fassene assai più pane, ed era di peso once VJ in mezzo il pane. Molto se ne dava per amistà ed avevavi molta gente, imperò che grano non veniva nella piazza.

1.7 [Con valore collettivo:] amici.

[1] Bonvesin, Volgari, XIII tu.d. (mil.), Vulgare de elymosinis, 918, pag. 271: L'amigo k'el amava com si medhesmamente / Sí è fïoi, fraei e l'amistá presente, / Dond el no ha secorso davanz lo rex poënte, / Ni curan de scamparlo da la preson ardente.

[2] Matteo dei Libri, XIII sm. (bologn.), 42, pag. 118.14: è stato amatore del bene et à odito lo mal, et è stato homo de gran possança e [de] gran parentato et de gran amistate e quello k'avrebe possuto e dicere et operare quello ke per altro grand homo de questa terra potrebo esser fato.

1.8 Locuz. nom. Carnale amistade: parentela?

[1] Bosone da Gubbio, Avv. Cic., a. 1333 (eugub.>fior.), L. 1, cap. 6, pag. 126.1: abbiendo ogni mormorio con silenzio comandato disse così: «O Gentili! i quali per congiungimento di carnale amistade siete ragunati con meco insieme in questo luogo, e per fortezze delle vostre virtudi insiememente con la mia persona e con gli miei Arabi disiderate abbattere la signoria di Tunisi, e provocarla nella mia propria persona...

2 Come concetto astratto personificato (nome di una virtù).

[1] Andrea da Grosseto (ed. Selmi), 1268 (tosc.), L. 4, cap. 22, pag. 345.10: Et àne la benignità sette specie, cioè, religione, pietà, innocenzia, reverenzia, misericordia, amistà e concordia.

[2] Matteo dei Libri, XIII sm. (bologn.), 52, pag. 152.11: voi aviti in voi quelle virtute, per le quale deviti esser benigno sopra tuti l'altri signori ke sia, çoè religione, pietate, innocencia, reverentia, amistate, concordia e misericordia...

[3] Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.), 43.443, pag. 171: Prudenza e Senno hanno fatto piglio, / Fame de iustizia hanno apportato. / E la Temperanza e Pietate, / la Misericordia ne è nata; / de lo 'ntelletto, Spene e alta Amistate / Mundicia de core ò generata; / de la Sapienzia e Caritate / la Pace 'n core sì è tranquillata.

[4] <Zucchero, Esp. Pater, XIV in. (fior.)>, pag. 42.4: or diremo de' rami di questo albero i quali sono sette virtudi principali che rispondono a sette vizi, siccome fa la vertude di umilitade contra orgoglio, la virtude di amistà contra 'l peccato d'invidia, la vertù d'amistà contra 'l peccato di fellonìa...

3 Rapporto amoroso. || Talvolta in iterazione sinonimica con amore.

[1] Patecchio, Splanamento, XIII pi.di. (crem.), 56, pag. 575: Rari è quig amisi qe sì bona fe porte, / se dura un an o doi, qe dur fin a la morte. / De dar mançar ad altri sì se truova bon nom; / la sovran'amistad è femena con hom.

[2] Giacomo da Lentini, c. 1230/50 (tosc.), [canz.] 4.49, pag. 66: e però s'a voi paresse / altro ch'esser non dovesse / per lo vostro amore avere, / unque gioi non ci perdiate. / Cusì volete amistate? / Inanzi voria morire.

[3] Pamphilus volg., c. 1250 (venez.), [Galatea], pag. 61.13: E Panfilo sì damanda et à damandad a mi novelamentre lo meu amore, et eu te digo qe verasia amistade noi à conçonti ensenbre. || Traduce il lat. vera amicicia.

[4] <Egidio Romano volg., 1288 (sen.)>, L. 2, pt. 1, cap. 17, pag. 152.33: Appresso l'uomo die tenere ed usare conversazione convenevole con la moglie; e ciò si fa quando l'uomo le mostra convenevoli segni d'amistà e d'amore; e quando l'uomo l'ammaestra e la gastiga, e le insegna l'opere che ella die fare.

[5] Rinuccino, Rime, XIII sm. (fior.), 8d.13, pag. 81: E già nonn era lo mio intendimento / c'Amor guardi ricor né potestate, / ca non vol più che 'l core inamorato, / ma con par grado stesse lo talento / de' due amanti, con pura amistate: / di que' il deo d'amore avea precato.

[6] Dante, Convivio, 1304-7, IV, cap. 1, pag. 260.18: Amore, secondo la concordevole sentenza delli savi di lui ragionanti, e secondo quello che per esperienza continuamente vedemo, è che congiunge e unisce l'amante colla persona amata; onde Pittagora dice: «Nell'amistà si fa uno di più».

[7] Poes. an. umbr., XIII/XIV, 13, pag. 101, col. 2: Con tuoi senbianti, guardandol nascoso, / venne amoroso de la tua amistate, / alora che trass[es]i teco a la dança.

[8] Pistole di Seneca, a. 1325? (fior.), 9, pag. 16.22: E senza fallo l'amistà verace s'assomiglia alquanto al folle amore degli amanti, sicchè potrebbe chiamare quelle degli amanti, amistà pazza, perocchè l'uno amante non ama l'altro per cupidigia di moneta, nè di gloria, ma l'amore spregiando per se tutte l'altre cose, infiamma gli animi di cupidigia di bellezza, con isperanza di comune caritade.

[9] Ottimo, Purg., a. 1334 (fior.), c. 22, proemio, pag. 402.9: E qui è un poco da toccare della amistade, o vero amore, per la quale e per lo quale la dile[tta]zione intra le persone trapassa li termini della corporale vita; ed un poco del vizio della prodigalitade, della quale un poco fue bagnato Stazio.

[10] Tavola ritonda, XIV pm. (fior.), cap. 124, pag. 481.21: E avendo Tristano inteso la donzella, non si accôrse delle parole ch'ella disse; ma cominciò molto a pensare che amistà era in fra lo re Marco e la fata Morgana; e di ciò molto si maravigliava.

[11] Boccaccio, Corbaccio, 1354-55, parr. 341-50, pag. 101.16: contraria medicina sarebbe alla infermità la quale io son venuto a curare, conoscendo io che tanto quanto coloro che l'amistà delle femmine desiderano più focose le sentono, più di speranza prendono e per consequente più di nutrimento aggiungono al loro amore.

[12] Andrea Cappellano volg., a. 1372 (fior.), L. 1, pag. 167.25: Adunque, tale diferenzia è intra' congiunti amanti che è tra' congiugati in parentale desiderio, siccome tra padre e figliuolo: ma intra gli amanti è amistà vera.

3.1 Locuz. nom. Amore di amistà .

[1] Giordano da Pisa, Quar. fior., 1306 (pis.>fior.), 62, pag. 310.32: Ben è vero che l'amore diritto, che 'l chiamano i savi amore d'amistade, non dee essere per utilitade che nn'abbi o che nne astetti di lui, ma déilo amare in sé, cioè di volere ch'abbia bene egli.

[2] Paolino Minorita, 1313/15 (venez.), cap. 32, pag. 43.17: Ancora se parte amor in amor de amistà et amor de concupiscencia, kè amar non è oltro ka [voler] alguni beni a colu' lo qual ven amado, o sia ke colu' lo qual è amado sia enstesso colu' ke ama o sia algun oltro. E segondo çò l'amor à principalmente respecto all'amigo overo a colu' lo qual è amado principalmente; e questo cotal amor è dito amor de amistade.

[3] Paolino Minorita, 1313/15 (venez.), cap. 32, pag. 44.1: Segondario respeto à ll'amor a quelli beni li quali l'omo desidera a colu' lo qual si è amado; e questo amor è dicto amor de concupiscencia. Onde se tu voravis k'el to amigo fosse ricco, tu amis lo to amigo d'amor de amistade; le richeçe tu le amis de amor de concupiscentia.

[4] Leggenda Aurea, XIV sm. (fior.), cap. 168, S. Caterina, vol. 3, pag. 1492.14: Ma io ti confesso la mia generazione non per enfiamento di superbia, ma per amore d'amistà . Io sono Caterina figliuola del re Costo, la quale avvegnadio ch'io sia nata in porpora e ammaestrata de l'arti liberali convonevolemente, ma io abbo spregiato tutte queste cose e sommi fuggita a Messere Jesù Cristo.

3.2 Intimità sessuale.

[1] Cavalca, Esp. simbolo, a. 1342 (pis.), L. 2, cap. 5, vol. 2, pag. 176.29: E se veggiamo, che li signori mondani fanno grandi vendette di quelli, li quali prendono mala amistà con le loro spose, ben è da credere, che molto più duro giudizio farà Cristo di quelli, che le sue spose deviano, e per contrario grande onore, e premio renderà a quelli, che ben gli le guardano.

[2] Andrea Cappellano volg., a. 1372 (fior.), L. 1, pag. 81.20: Come parli lo gentile uomo alla plebea. Se nobile vuole avere amistà di [femmina] popolare, de' la trarre con sì fatte parole.

3.3 Fig. Persona amata.

[1] Rinaldo d'Aquino (ed. Panvini), XIII pm. (tosc.), [canz.] 5.51, pag. 108: Le navi sono collate, / in bonor possan andare / con elle la mia amistate / e la gente che v'à andare! / [Oi] padre criatore, / a porto le conduci, / ché vanno a servidore / de la santa cruci.

[2] Chiaro Davanzati, XIII sm. (fior.), son. 34.9, pag. 251: dunqua, come vivrag[g]io infra la gente? / Ch'i' ho perduta donna ed amistate / e avere e gaudimento e benenanza, / contigia de' valenti e mia bontate, / e son venuto in doglia ed i[n] pesanza...

[3] Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.), 33.25, pag. 118: Amor senza speranza non vene a veretate: / non pò veder la luce chi fuge claretate. / Co pò amar lo cielo chi en terra ha sua amistate? / Non dica libertate om senza legge stare.

[4] Dante, Convivio, 1304-7, III, cap. 11, pag. 224.7: sì come cotidianamente dicemo, mostrando l'amico, 'vedi l'amistade mia', e 'l padre dice al figlio 'amor mio'), per lunga consuetudine le scienze nelle quali più ferventemente la Filosofia termina la sua vista, sono chiamate per lo suo nome.

[5] Sonn. ann. Vat.Lat. 3793, XIII/XIV (tosc.), 23.6, pag. 81: Tanto mi stringe vostra benvoglienza, / non m'è 'n plagenza - nul'altr'amistate; / ed io, madonna, faccio soferenza, / per c'ho temenza - che voi lo vogliate.

4 [Relig.] Il rapporto del fedele con Dio; l'amore di Dio per i fedeli.

[1] Legg. S. Caterina, XIV in. (tosc.), str. 1.6, pag. 485: e so che d'esto mondo poco cura / chi con Dio tiene amistade, / come la beata Caterina / martire e vergine di terra alexandrina, / figluola fu di re e di reina, / per Dio conservò virginitade.

[2] Amore di Gesù, XIV in. (ver.), 194, pag. 52: Eciamde, dolço misser Jesù, / no te bastà pur questo a far per nui, / mo sì volis' esro en la crox claudà / per farn'aver la toa dolçe amistà , / en recevro morto e passion / per dar a nui complia devotion; / dond' ell'è mato e follo ke la refua / sì dolçe amistà cum è lla toa, / sença dubio ell'è ben mato e follo / e meg[i]o ge fos aver speçà lo collo / la sasum, lo tempo e lo dì, / lo qual algun se vol partir da ti...

[3] Teologia Mistica, 1356/67 (sen.), cap. 2 part. 3, pag. 53, col. 2.38: O quando adunque, o buono Signore, veramente t'amerò con tutto il cuore, e a te congiunto per amistà d'amore, a te solo acconsentirò?

[4] Sacchetti, Sposizioni Vangeli, 1378-81, (fior.), Sp. 38, pag. 240.24: chi ama una persona, diciamo una donna, in questa vita, e essendo amata da un altro, teme che quello amore non diminuisca in lui e vada in altrui da la parte de la persona amata; ma colui che ama Dio, vede che, amandolo tutto il mondo, a lui non può essere levata né de la gloria né de l'amistà di Dio, ché tanta è la gloria di Dio...

5 [Di sost. astratti o inanimati:] affinità.

[1] Restoro d'Arezzo, 1282 (aret.), L. II. dist. 3, cap. 2, pag. 103.8: e questa spera d'aiere per èssare amica de la spera del foco sarà calda, e per èssare amica de la spera de l'acqua sarà umeda. Adonqua la spera de l'aere sarà calda e umeda: calda per l'amistà del foco e umeda per l'amistà de l'acqua.

[2] Pistole di Seneca, a. 1325? (fior.), 109, pag. 361.26: Il calore non è atato per altro calore, ma il savio non può mantenersi nell'abito, e nello stato della sua mente, se non ha seco alcuni amici tali chent'egli, co' quali e' faccia comuni le sue vertudi. Aggiugni a questo, che tutte le vertudi hanno amistà fra loro. Dunque colui fa pro, ch'ama le vertù siccome sue parti, e proffera simiglianti le sue ad amare.

[3] Boccaccio, Esposizioni, 1373-74, c. IV (i), par. 287, pag. 241.26: E questo chiamava «odio», in quanto le cose che nascevano dal lor principio, sì come da nimico, si separavano; poi, dopo certo spazio di tempo corrompendosi, tutte si ritornavano in questa materia chiamata «caòs», e questo apellava «tempo d'amore e d'amistà »: e così teneva questi esser due princìpi formali, essendo questo caòs principio materiale.

6 Alleanza politica o militare.

[1] St. de Troia e de Roma Laur., 1252/58 (rom.), pag. 136.20: In quello tempo Tolomeus, rege de Egypto, fece pace co li Romani et venne in granne amistate co li Romani.

[2] Bono Giamboni, Orosio, a. 1292 (fior.), L. 3, cap. 12, pag. 148.25: Il quale Aruba credendo istendere la sua segnoria, perchè col re di Macedonia avea fatto amistà e parentado, ingannato, il regno perdeo, e invecchiò stando isbandito.

[3] Serventese Lambertazzi, XIII u.v. (bologn.), 295, pag. 858: or ascoltati: / ch'el ve piaça per la vostra bontà / de mantegnire in bona voluntà / e no guastare la vostra amistà / che fata aveti; / sì ve recordo che compromessi siti, / ostadixi e segurtà dato aveti / de mantenire liança e eser amici / a tute l'ore».

[4] Cronica deli imperadori, 1301 (venez.), pag. 240.35: Soto lo re de Bohemi, el qual avea abiù vitoria, e era intrado in Ungaria, el re de Ungaria demandà paxe; e le terre, le quale era stade caxon dela discordia, ello le restituì e confirmà amistade per lo tempo che devea vegnir, amezando el matrimonio.

[5] Belcalzer (ed. Ghinassi), 1299/1309 (mant.), pag. 170.11: E fi credù che Hercules imprima domò la ferità de queste Amazone, e po la domò Achil; ma zo fo maiorment per amistà cha per forza.

[6] Annali e Cron. di Perugia, c. 1327-36 (perug.), pag. 194.19: messer Pylippo prencepo de Tarento, figluolo che fo de messer lo re Carllo re de Pugla, e messer Piero suo fratello e messer Carllo figluolo de messer Phylippo con certa loro gente e Fiorentine guellfe e con certa gente de amistade guelfa...

[7] Boccaccio, Teseida, 1339-41 (?), L. 1, ott. 17.2, pag. 260: Commossi adunque i popoli dintorno, / qual per dovere e qual per amistate, / tutti ad Attene in un nomato giorno / si ragunar, con quella quantitate / ch'ognun poteva...

[8] Jacopo Passavanti, Tratt. scienza, c. 1355 (fior.), pag. 314.19: uno libro che si chiama l'Arte notoria, della quale pruova san Tommaso, ch'è interdetta e vietata come gli altri libri magici e diabolici; imperò che contiene caratteri e figure de' patti taciti fatti col diavolo, col quale non è licito d'avere patto o convegna o compagnia o amistà alcuna; anzi ci è comandato da Dio che l'abbiamo per isfidato nimico.

6.1 Fig. Alleato. || Anche al sing. con valore collettivo.

[1] Novellino, XIII u.v. (fior.), 81, pag. 314.4: Quando i figliuoli del re Priamo ebbero rifatta Troia (ché l'aveano i Greci disfatta; et avea[n]ne menato - Talamone et Agamennon - la lor suora Esionam) e fecero li Troiani ragunanza di loro grande amistade, e' parlaro così in tra lli amici...

[2] Fatti di Cesare, XIII ex. (sen.), Luc. L. 2, cap. 10, pag. 99.18: A Brandizio pensò Pompeo di vernare, et in quello anno mandare per tutto lo sforzo de l'amistade sua e de la città di Roma.

[3] Cronichetta lucchese (1164-1260), XIII/XIV, pag. 247.20: 1223. Li Pisani e la loro amistade funno isconfitti a Cerasomma a dì XI Marzo.

[4] Jacopo della Lana, Inf., 1324-28 (bologn.), c. 28, 7-21, pag. 662, col. 1.15: Coradino fiiolo che fo del re Corado, figliolo legittimo dello imperadore Federigo preditto, odando che le amistà del so avo erano malmenade per li Pasturi della Chesia in le parte d'Ytalia, ... sí se mise cum so guarnimento a venire...

[5] Simintendi, a. 1333 (tosc.), L. 14, vol. 3, pag. 176.5: Tutta Tirrenia si raunò in Italia: l'alta vittoria fu domandata lungo tempo dalle sollecite armi. L'uno e l'altro accresce le sue forze colle amistà di fuori: molti difendono i Rutoli, e molti le schiere Troiane.

[6] Annali e Cron. di Perugia, c. 1327-36 (perug.), pag. 214.28: MCCCXXVIJ In quisto millesimo, die XXJ de ottovre, cavalcaro e cavaliere de la cavalata con grande quantità de pedone de Peroscia e del contado e fante a soldo e co nostra amistà : giero al Castello de la Fratta e de Montone.

[7] Giovanni Villani (ed. Porta), a. 1348 (fior.), L. VII, cap. 47, vol. 1, pag. 341.9: Negli anni di Cristo MCCLI i signori della casa degli Ubaldini co· lloro amistadi di Ghibellini e di Romagnuoli aveano fatta gran raunanza in Mugello per fare oste a Monte Accianico, che ancora non era loro.

6.2 Fras. Richiedere l'amistà : chiamare i propri alleati.

[1] Bono Giamboni, Vizi e Virtudi, a. 1292 (fior.), cap. 48, pag. 83.10: E fue consigliata che [[la Fede Cristiana]] tornasse nel campo a combattere co la Fede Pagana, e che rinchiedesse tutte le sue amistadi, ch'a certo tempo la venissero ad atare, ché non era versimile che Dio onnipotente la Fede ch'avea data per lo suo figliuolo Gesú Cristo cosí al postutto lasciasse perire.

[2] Simintendi, a. 1333 (tosc.), L. 7, vol. 2, pag. 93.7: Come Minos richiede amistade, per fare guerra agli Atteniesi, che gli aveano morto Androgeo suo figliuolo.

[3] Chiose Selmiane, 1321/37 (sen.), cap. 28, pag. 143.15: Unde che 'l figliuolo del Re si partì, e richiese sua certa amistà e cominciò una guerra contra al padre molto forte, e per lo consiglio del detto Beltramo, tutta l'Inghilterra si partì...

[4] Tavola ritonda, XIV pm. (fior.), cap. 134, pag. 515.6: egli fu lo più dolente re del mondo; e tanto tosto fece bandire e comandare e mandare richiedendo tutti gli suoi baroni e sua amistà : imperò ch'egli era allora i' grande possanza...

[u.r. 17.01.2018]