ANG╚LICO agg./s.m.

0.1 agnelica, anšelica, anšelice, anšelicha, anšelico, angelic', angelica, angelice, angelich', angelicha, angeliche, angelichi, angelici, angelico, angelicu, angeliki, angelleca, angellica, angielica, angielicha, angieliche, angielico, anzelica, anzeliche.

0.2 Lat. angelicus (LEI s.v. angelicus).

0.3 Guido Faba, Parl., c. 1243 (bologn.): 2.4.

0.4 In testi tosc. e toscanizzati: Giacomo da Lentini, c. 1230/50 (tosc.); Rinuccino, Rime, XIII sm. (fior.); Teologia Mistica, 1356/67 (sen.).

In testi sett.: Guido Faba, Parl., c. 1243 (bologn.); Bonvesin, Volgari, XIII tu.d. (mil.); Amore di Ges¨, XIV in. (ver.); Sam Gregorio in vorgÓ , XIV sm. (lig.).

In testi mediani e merid.: Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.); Simone Fidati, Ordine, c. 1333 (perug.); Neri Moscoli, Rime, XIV pm. (castell.); Anonimo Rom., Cronica, XIV; Destr. de Troya, XIV (napol.).

In testi sic.: Giovanni Campulu, 1302/37 (mess.).

0.5 Locuz. e fras. cibo angelico 1.2; vita angelica 2.2.

0.7 1 Proprio dell'angelo. 1.1 [Filos.] [Relig.] L'insieme delle qualitÓ proprie degli angeli, di cui partecipa anche la natura intellettiva, incorruttibile, dell'uomo (rif. a forma, sostanza, virt¨, intelligenza, natura, volontÓ ecc. ). 1.2 Locuz. nom. Cibo angelico: manna. Fig. Appagamento spirituale e contemplativo. 2 Fig. Di bellezza e/o virt¨ degne di un essere puramente spirituale. 2.1 Fig. Di grande santitÓ e dottrina teologica (rif. a santi e dottori della Chiesa: in particolare Tommaso d'Aquino Ŕ detto l'angelico Dottore per antonomasia). 2.2 Fig. Locuz. nom. Vita angelica: condotta di astinenza, castitÓ e preghiera. 2.3 Fig. Di spirituale bellezza e virt¨ quasi soprannaturali (rif. alla donna amata). 2.4 Fig. Soave, celestiale (rif. al parlare e al canto). 3 Fig. Che non conduce una vita attiva, delicato. 4 Fig. Docile, mansueto. 5 Sost. Plur. Setta di eretici adoratori degli angeli.

0.8 Roberto Leporatti 10.03.2000.

1 Proprio dell'angelo.

[1] Poes. an. bologn., XIII, 2, pag. 9: Rayna possentissima, sovr'el cel si' asaltaa. / Sovra la vita anšelica vu sij sanctificaa. / Scala de sap´encia, mare de reverencia, vu si' purificata, / spoxa de Ies¨ Cristo, in celo humil´ada.

[2] ? Tomaso da Faenza (ed. Zaccagnini), XIII sm. (tosc./faent.), 10.9, pag. 238: Se ben discerni di settembre il magio, / ricevon di vegliar soperchio inganno / e pi¨ color e onne suo pensier sanno / volano altier' e del nido no caggio; / che fan di spirti angelica ficura, / visibile, eterna in un movimento.

[3] Laude cortonesi, XIII sm. (tosc.), 34.39, vol. 1, pag. 238: Maravellioso con fervenša / quando verrÓ a iudicare, / con angelica sequenša / Cristo starÓ in su nell'aire...

[4] Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.), 71.37, pag. 300: Cielo umano passa, l'angelico trapassa, / ed entra en la caligine col Figlio della Virgine. / Ed en Deo uno e trino, loco i se mette el frino: / lo 'ntelletto posato, l'affetto addormentato.

[5] Giordano da Pisa, Quar. fior., 1306 (pis.>fior.), 72, pag. 352.18: Dicemmo vie via de' doni de la Vergine Maria per la elezione singulare, diremo ora de la seconda cosa: de la sua dignitade, per l'angelica annunziazione.

[6] Dante, Convivio, 1304-7, III, cap. 6, pag. 185.3: Per˛ quando Ogni Intelletto di lÓ su la mira, non voglio altro dire se non ch'ella Ŕ cosý fatta come l'essemplo intenzionale che della umana essenzia Ŕ nella divina mente e, per quella, in tutte l'altre, massimamente in quelle menti angeliche che fabricano col cielo queste cose di qua giuso.

[7] Amore di Ges¨, XIV in. (ver.), 36, pag. 47: Dondo [en] lo cel e ['n] la corto divina / el Ŕ constituia donna e raina, / e segundo la santa scriptura / sovra tutta l'angelica natura / da pe' del Re del cel el' Ŕ exaltaa, / de la gloria e del honor encoronaa...

[8] Nicol˛ de' Rossi, Rime, XIV pi.di. (tosc.-ven.), Son. 310.6, pag. 198: En la citade del senno, Bologna, / vid'i' Notari, quig da Manšolino, / dig quali vose Dio far lo plu fino / cantatore che nel mondo si pogna, / cum sý dolše nota che poco alogna / da l'anšelico osana, ymno devino; / per excelentia il clam˛ Checholino, / e la rason di šo convien ch'eo spogna...

[9] Cecco d'Ascoli, Acerba, a. 1327 (tosc./ascol.), L. 1, cap. 2.135, pag. 133: Move ciascun'angelica natura / De' nove cieli in dis´osa forma, / Non fatigando lor sostanzia pura.

[10] Jacopo della Lana, Par., 1324-28 (bologn.), c. 28, 97-114, pag. 631, col. 1.15: Nota che la deletatione angelica Ŕ proportionada secondo soa vešuda, e la 'vešuda' e la cognitione si Ŕ in loro una cosa.

[11] Ottimo, Par., a. 1334 (fior.), c. 28, pag. 614.13: L'Autore seguita l'opinione d'Aristotile, che li cieli abbiano per motori le intelligenze angeliche; e vuole che il cielo della Luna abbia per motore un Angiolo, quello di Mercurio uno delli Arcangioli, quello di Venere uno de' Principati, quello del Sole uno delle Potestati, quello di Marte uno delle Virtuti, quello di Giove uno delle Dominazioni, quello di Saturno uno de' Troni, l'ottava spera uno de' Cherubini, la nona uno de' Serafini.

[12] Giovanni Campulu, 1302/37 (mess.), L. 3, cap. 16, pag. 100.11: E fatigandu illi supra stu factu, subitamente e miravillusamente killa petra partiuse da lu munte e cadýu sý ki nŔ lla chella sconczau, nŔ a Martinu toccau: e zo fo factu pir ministeriu angelicu, pir commandamentu de Deu.

[13] Maramauro, Exp. Inf., 1369-73 (napol.>pad.-ven.), cap. 3, parr. 6-9, pag. 128.10: E in questo se conclude la corporal materia de li cieli li quali fuoron creati como questa natura angelica, sý como se nota libro i.o Genesi quando Dio disse: źFiat lux╗.

[14] Sam Gregorio in vorgÓ , XIV sm. (lig.), L. 4, cap. 1, pag. 222.10: ChÚ in lo pareiso l'omo era usao odir le parole de Dee e de goÚ' e, per mundicia de cor e alteša de contemplatium, stÓ' cum li biai spiriti angelici.

[15] Destr. de Troya, XIV (napol.), L. 22, pag. 199.18: Et ad onnuna de quelle colonne, per luongo quanto era zascuna, era formata e descolpita una ymagene angelica in uno piezo et in una integritÓ co la sostantia de quelle colonne...

1.1 [Filos.] [Relig.] L'insieme delle qualitÓ proprie degli angeli, di cui partecipa anche la natura intellettiva, incorruttibile, dell'uomo (rif. a forma, sostanza, virt¨, intelligenza, natura, volontÓ ecc. ).

[1] Brunetto Latini, Tesoretto, a. 1274 (fior.), 551, pag. 194: E comincio da prima / al sommo ed a la cima / de le cose crŰate, / di ragione informate / d'angelica sustanza, / che Dio a Sua sembianza / cr۲ a la primera.

[2] Sermoni subalpini, XIII (franco-piem.), 4, pag. 229.19: Car sola invisibilis substancia voluit per se subsistere; mixta est lutea materia, ut non posset elevari in proterviam, zo est superbia gravata fragili materia. Car la substancia angelica per levitÓ e per la grant beltÓ e per lo sen chai en orgoil.

[3] Dante, Convivio, 1304-7, III, cap. 3, pag. 166.1: E per la quinta e ultima natura, cioŔ vera umana o, meglio dicendo, angelica, cioŔ razionale, ha l'uomo amore alla veritade e alla vertude; e da questo amore nasce la vera e perfetta amistÓ, dell'onesto tratta, della quale parla lo Filosofo nell'ottavo dell'Etica, quando tratta dell'amistade.

[4] Simone Fidati, Ordine, c. 1333 (perug.), pt. I, cap. 6, pag. 620.19: Considera l'angelica natura, creata sanza corpo e sanza veruna gravezza e sanza corruzione, con compiuto cognoscimento a vedere sempre Iddio sanza impedimento, e cognoscere in Dio ci˛ che dee cognoscere meglio che non fa in sÚ.

[5] Teologia Mistica, 1356/67 (sen.), cap. 3 part. 3, pag. 76, col. 1.33: Allora Ŕ veramente ispartito, e tolto acciocchŔ non veggia la gloria di Dio, il quale vivente nel mondo come bestia, non sarebbe giusto giudicio che egli participasse la vita angelica nel cognoscimento della vita eterna, e l'amore della bontÓ increata, nelle quali cose sta la gloria in Cielo.

1.2 Locuz. nom. Cibo angelico: manna. Fig. Appagamento spirituale e contemplativo.

[1] Laude cortonesi, XIII sm. (tosc.), 40.166, vol. 1, pag. 285: Andava pascendo per la landa, / kÚ iÓ non avea altra vivanda: / per misericordia Dio li manda / angelicocibo per gustare, / chÚ sabbato, da vespero innanti, / per li tempi c'Ó sofferti tanti, / li angeli la portavano cum gran canti / a sentire lo dolšore gloriare.

[2] Legg. S. Caterina, XIV in. (tosc.), str. 41.7, pag. 500: Poi che 'l terzo giorno si consuma, / cibo adomanda l'appetito, / sý come natura lo costuma, / come il corpo prima, sta nodrito; / in quella pregione non si abruna / per lo isplendore che v'Ŕ sý chiarito: / da l'angelico cibo si notrica, / credo che la storia lo dica, / amore e riposo di fatica / sor ongni dolzore Ŕ savorito.

[3] Guido da Pisa, Fiore di Italia, XIV pm. (pis.), Rubr. 33, pag. 80.18: Non si spense perci˛ lo mormorio; che, non ostante che Dio li pasceva di manna, pur non si contentavano, anzi cominciaron a biasimare questo angelico cibo, dicendo ricordarsi li pesci, che mangiavano in Egitto ed aveano la carne in grande abondanzia.

[4] Perugia e Corciano, c. 1350 (perug.), cap. 19, pag. 115.20: Mio corpo non vuole pi¨ cose mundane; anche mio espirto se vole partire da mio corpo per avere cibo angelico, e mio corpo non vole pi¨ cibo, anche esso vuole essere cibo de verme, sicchŔ a questa volta pi¨ non bisongna conforto.

2 Fig. Di bellezza e/o virt¨ degne di un essere puramente spirituale.

[1] Guittone, Rime (ed. Egidi), a. 1294 (tosc.), son. 190.6, pag. 242: Figlia spezial di Dio, d'angel sorore, / tu angelica fai umanitate, / celestial vivi in terra; a Re maggiore / tuoi care belle figli' ha'' isposate.

[2] Disputatio roxe et viole, XIII (lomb.), 241, pag. 109: Questo Ŕ segno de forteza e de grande honestÓ / contrastÓ alli vizij e a omicha iniquitÓ, / angelicha esse in ovra no pure in so parlÓ; / Tu e' la vista angelicha, le ovre de falsitÓ...

[3] Cecco d'Ascoli, Acerba, a. 1327 (tosc./ascol.), L. 3, cap. 10.2495, pag. 278: Guardandosi li pie', prende tristezza, / E l'allegrezza sta da lui remota. / Voce ha maligna, capo di serpente, / La penna par d'angelica bellezza, / Li passi, di ladrone frodolente. / ╚ l'uomo pravo simile al pavone, / ChÚ guasta la comune utilitate / Per lo voler che acceca la ragione.

[4] Preghiera alla Vergine, XIV in. (ver.), 94, pag. 89: Vergen bona, / a l'umel vostra angelica persona / e' sý me do e rendo cun gran voja...

[5] Anonimo Rom., Cronica, XIV, cap. 12, pag. 95.10: Avea uno sio figlio cavalieri, iovine de dodici anni, moito agnelica creatura, ma semplice.

2.1 Fig. Di grande santitÓ e dottrina teologica (rif. a santi e dottori della Chiesa: in particolare Tommaso d'Aquino Ŕ detto l'angelico Dottore per antonomasia).

[1] Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.), 61.28, pag. 246: Vidde frate Pacifico la croce de duoi spade / en te, Francesco angelico, degno de granne lade; / le spade so scontrade: l'una da capo a pede, / l'altra en croce se vede per le braccia spiecato.

[2] Off. Flagell. S. M. di Pom., a. 1329 (tosc.occ.), pag. 219.29: Di poi verrai seguitando le s(an)c(t)e virt¨ arai da Dio che Ŕ rimunerato la eterna gloria. Amen. Oratio quando si debbe comunichare facta e chonposta dall' angelico Doctore padre Tomaso d'Aquino inanši alla Comunione.

[3] Ottimo, Par., a. 1334 (fior.), c. 10, pag. 252.4: Questo frate Ŕ si noto per tutto il mondo per le sue mirabile opere, le quali compuose sopra il libro delle scienzie di teologia, e sopra libri di filosofia, e sopra libri morali, che non ha bisogno di dire di lui, il quale per li suoi meriti e manifesti miracoli Ŕ oggi canonizzato per la Chiesa di Roma, e quasi ogni altra autoritade Ŕ posposta; ritenendo ci˛ che disse il detto Tomaso: lo ingegno suo fu angelico, le operazioni mirabili, e la vita santa, della cui fine un poco Ŕ toccato [sopra] capitolo XX Purgatorii.

2.2 Fig. Locuz. nom. Vita angelica: condotta di astinenza, castitÓ e preghiera.

[1] Teologia Mistica, 1356/67 (sen.), cap. 3 part. 1, pag. 58, col. 1.39: E cosý per desiderii d'amore menando vita angelica dica come l'Apostolo: Il mio vivere Ŕ Cristo, e morire Ŕ guadagno.

[2] Petrarca, Canzoniere, a. 1374, 268.57, pag. 338: Donne, voi che miraste sua beltate / et l'angelica vita / con quel celeste portamento in terra, / di me vi doglia, et vincavi pietate...

[3] Novella d'un barone, XIV (fior.), pag. 26.17: E Vergognia, istando con quegli santi monaci, cominci˛ a fare vita angielica di digiuni e di vigilie e d'orazioni e di grande istinenza di suo corpo: e in questa angielica vita istette XI anni, e poi morý in santa pacie, e ' nostro Signore Gieso Cristo lo chiam˛ a sŔ.

[4] Laudario Magliabech., XIV sm. (fior.), 76.3, pag. 347: San Domenico beato, / lucerna rilucente / d'angelich'e d'appostolica vita.

[5] Legg. sacre Mgl. XXXVIII.110, XIV sm. (sett.), 7, pag. 22.11: E la sor Dea comand˛ a tute le sore et a le converse et a tute le altre serviciale del monestero che de queste conse no se disesse mai a tuta la soa vita; e tuta via predicando e amaistrando le soe sorelle et in questa angelica vita vivŔ VII anni, et al so trapassamento ave vita eterna e corona beata.

2.3 Fig. Di spirituale bellezza e virt¨ quasi soprannaturali (rif. alla donna amata).

[1] Giacomo da Lentini, c. 1230/50 (tosc.), [son.] 37.1, pag. 366: Angelica figura- e comprobata, / dobiata- di ricura- e di grandezze, / di senno e d'adornezze- sete ornata, / e nata- d'afinata- gentilezze.

[2] Rinuccino, Rime, XIII sm. (fior.), 10.2.6, pag. 125: Donzella gaia e sag[g]ia e canoscente, / in cui dimora tutora ed avanza / bontÓ e senno e valore valente / e biltÓ tanta, ch'io credo in certanza / che Dio co le suo mani propiamente / formasse voi d'angeli[ca] sembianza, / chÚ non si truova tra l'umana gente / bieltÓ nesuna a vostra somiglianza.

[3] Memoriali bologn., 1279-1300, App. f.6, pag. 98: Da poi che piace all'alto dio d'amore / ch'i' mmi cominci a dire lo gran valore / di quella ch'Ŕ di tutte l'altre 'l flore / di bellezze, / dir˛vi alquante delle sue adorneze / e delle sue angeliche belleze...

[4] Memoriali bologn., 1279-1300, App. h [Cino da Pistoia], 10, pag. 103: Ridendo par ch'allegri tutto loco, / per via passando, angelico diporto, / nobil ne li atti et umil nei sembianti; / tutt'amorosa di solazo e gioco, / Ŕ sagia nel parlar, vit'e conforto, / gioi e diletto a chi le sta davanti.

[5] Federico dall'Ambra, XIII ex. (fior.>ven.), 1.7, pag. 232: S'Amor, da cui procede bene e male, / fosse visibil cosa per natura, / sarebbe senza fallo appunto tale / com'el si mostra ne la dipintura: / garzone col turcascio a la cintura, / saettando, cieco, nudo, ricco d'ale; / dell'ale assembra angelica figura, / ma, chi l'asaggia, egli Ŕ guerrer mortale.

[6] Lapo Gianni, XIII ex./1328 (fior.), 6.81, pag. 583: Cosý a la vostr'angelica piagenza / nulla vert¨ sarebbe a darmi morte, / ancor sentendo ch'i' fosse pi¨ forte, / donna, poi che da voi no mi difendo.

[7] Nicol˛ de' Rossi, Rime, XIV pi.di. (tosc.-ven.), Son. 262.6, pag. 171: Se' tu, Dante, oy anema beata, / che vay cherendo la tua BŰatrice? / Ben so che fosti a la morte feliše / sol per trovalla en cielo coronata. / Ma vÚe che Deo ši l'Ó qui š¨ mandata / cum anšelica forma en sŘa više: / tu no la conoseray, šo me diše / lo core meo, tanto Ŕe purificata.

[8] Boccaccio, Filostrato, 1335-36 (?), pt. 6, ott. 22.4, pag. 182: E non crediate che ne' Greci amore / non sia assai pi¨ alto e pi¨ perfetto / che tra' Troiani; e 'l vostro gran valore, / la gran biltÓ e l'angelico aspetto / troverÓ qui assai degno amadore...

[9] Cino da Pistoia (ed. Contini), a. 1336 (tosc.), 10.2, pag. 643: Una gentil piacevol giovanella / adorna ven d'angelica vertute, / in compagnia di sý dolce salute / che qual la sente poi d' amor favella.

2.3.1 [Detto di singoli atti o attributi della donna, soprattutto del volto].

[1] Monte Andrea (ed. Minetti), XIII sm. (fior.), tenz. 82.7, pag. 234: Vostro angelico viso, lÓ ove apare, / chi 'l vede, sempre Ó gioia ed alegrez[z]a...

[2] Rinuccino, Rime, XIII sm. (fior.), 10.3.3, pag. 127: Gentil e sag[g]ia Donzella amorosa, / in cui Ŕ tutto bono insegnamento, / la vostra cera angelica, gioiosa, / Ŕ som[m]a d'afinato compimento.

[3] Nicol˛ de' Rossi, Rime, XIV pi.di. (tosc.-ven.), Son. 286.7, pag. 186: profetar mi duol de sý šentil cosa, / poy non ti posso clamar źp´etosa╗, / chÚ Amor per tua casone il cor me struše / quante hore l'anšelico volto fuše...

[4] Petrarca, Canzoniere, a. 1374, 292.6, pag. 366: le crespe chiome d'˛r puro lucente / e 'l lampeggiar de l'angelico riso, / che solean fare in terra un paradiso, / poca polvere son, che nulla sente.

[5] Boccaccio, Rime, a. 1375, pt. I, 23.6, pag. 25: Tal mi tien chiuso sotto a mille chiave, / che, con sua faccia angelica e polita, / or pena etterna or dolcezza infinita / mi mostra, or m'assicura ora mi spave.

2.3.2 Fig. Candido, luminoso (detto del corpo o di sue parti).

[1] Bonvesin, Volgari, XIII tu.d. (mil.), Vita beati Alexii, 332, pag. 303: La faza el ge descovre, oi miracol divin, / La faza soa angelica ge lux com cexentil. / Lo peregrin Ŕ morto, lo volt ge resplendeva, / Lo volto sÝ com d'angelo mirabelment aveva...

[2] Amico di Dante, XIII ex. (fior.), Son. 17.5, pag. 735: Tornato v'Ŕ l'angelico colore, / che tanto dolcemente e ben vi stava, / poi si partý lo mal ch'a tutte l'ore / piangere mi faceva...

[3] Fazio degli Uberti, Rime d'amore, a. 1367 (tosc.), 2.62, pag. 6: Vedi ch'ogni suo membro par dipinto, / formoso e grande quanto a lei s'avene / con un colore angelico di perla...

[4] Destr. de Troya, XIV (napol.), L. 23, pag. 206.20: e commo le soy mano ad hora le alzava descippandose quilli suoy capilli non pareano de essere mano de carne, se no angeliche per la soverchya loro blancheze a muodo de lacte.

2.4 Fig. Soave, celestiale (rif. al parlare e al canto).

[1] Guido Faba, Parl., c. 1243 (bologn.), 9 (34), pag. 237.16: Un(de), quando i(n)tese novam(en)te che voi, i(n) cui Ŕ tuta mea spera(n)ša, p(er) la p(ro)videntia de Deo Pare erati electo i(n) vescovo d(e) cutale citÓ, quasi voxe ang(e)l(ic)a d(e) cello veg[n]endo intr˛ i(n) lo core meo (e) allegra la m(en)te mia.

[2] Fr. da Barberino, Regg., 1318-20 (tosc.), pt. 5, cap. 9.36, pag. 132: Chi tti dipinse la candida gola? / Chi diede l'ordine bello a que' denti? / Da chui traesti l'angielica vocie?

[3] Nicol˛ de' Rossi, Rime, XIV pi.di. (tosc.-ven.), Son. 347.10, pag. 217: Cusý smaruto, presi a seguir quella / finchÚ 'l rašo de ley me conducia / denanti ad una donna che venia, / coprendola tutta a modo d'onbrella; / nel cuy conspetto se alegr˛ el cor meo / udendo voše anšelice cantare: / źGloria et laus sit in excelsis Deo╗.

[4] Bosone da Gubbio, Avv. Cic., a. 1333 (eugub.>fior.), L. 3, cap. 12, pag. 404.7: Dopo tali parole la festa s'apparecchia, alla quale intorno al tempio in Banbillonia sono ordinati pi¨ luoghi e spazj da festeggiare, cioŔ da una parte saranno tutte le femmine e giovani e ballatori del paese, dove maravigliosamente si balla di mani e di piedi, mischiate intra queste uomini e femmine e stormenti sonare; e restati i balli cantano; quelle che hanno l'angieliche boci s'udivano.

[5] Petrarca, Canzoniere, a. 1374, 167.4, pag. 223: Quando Amor i belli occhi a terra inchina / e i vaghi spirti in un sospiro accoglie / co le sue mani, et poi in voce gli scioglie, / chiara, soave, angelica, divina, / sento far del mio cor dolce rapina...

[6] San Brendano ven., XIV, pag. 248.25: e tuti cantava plu dolzementre e plu soavementre che nesun de nu', siando bon cantador, poria cantar per canto musico e per terza e per quarta e per quinta e per otava: le suo bˇsie s'iera anzeliche a casion de la zioventude, ond'el'Ŕ clare, soave, alte da oldir.

3 Fig. Che non conduce una vita attiva, delicato.

[1] Milione, XIV in. (tosc.), cap. 148, pag. 220.19: Anco vi dico che tutti li buoni uomini e le donne e li capi maestri no fanno nulla di lor mano, ma stanno cosý dilicatamente come fossono re e le donne come fossono cose angeliche.

4 Fig. Docile, mansueto.

[1] Tesoro volg., XIII ex. (fior.), L. 5, cap. 53, pag. 168.11: E di tali sono che non portano se nonne il loro signore diritto, secondo che fece il cavallo di Giulio Cesare, e Bucefalas d'Alessandro, che in prima si lasci˛ toccare come angelica bestia, e poi che 'l re vi mont˛ suso, e' non degn˛ poi mai di lasciarsi toccare ad altro uomo per cavalcare.

[2] Ottimo, Inf., a. 1334 (fior.), c. 12, pag. 232.15: Era questo Arrigo, sanza mai avere offeso, giovane simple[ce], dolce, e mansueto, e angelico.

[3] Petrarca, Canzoniere, a. 1374, 135.45, pag. 188: ma l'engordo / voler ch'Ŕ cieco et sordo / sý mi trasporta, che 'l bel viso santo / et gli occhi vaghi fien cagion ch'io pŔra, / di questa fera angelica innocente.

5 Sost. Plur. Setta di eretici adoratori degli angeli.

[1] Ottimo, Inf., a. 1334 (fior.), app, proemio c. 10, pag. 593.29: Ora delli eretici alcuni eretici, che si partirono dalla Chiesa, sono appellati dal nome de' suoi prencipali, e sono questi infrascritti, primo si chiama da Simone mago, IJ menandriani da Menandro mago discepolo di Simone predetto ......, XVIJ Angelici perchŔ adorano li Angeli...

[u.r. 05.02.2018]