APOSTROFARE v.

0.1 apostrofa, apostrofando, apostrofare, appostrofa.

0.2 Da apostrofa.

0.3 Jacopo della Lana, Par., 1324-28 (bologn.): 1.

0.4 In testi tosc.: Ottimo, Par., a. 1334 (fior.).

In testi sett.: Jacopo della Lana, Par., 1324-28 (bologn.).

0.6 N Att. solo in commenti alla Commedia.

0.7 1 [Ret.] Rivolgere il discorso direttamente a qsa (o qno), per lo pi¨ in forma esclamativa o interrogativa, interrompendo una narrazione. 2 [Ret.] Sost. [La figura retorica corrispondente].

0.8 Raffaella Pelosini 27.10.1998.

1 [Ret.] Rivolgere il discorso direttamente a qsa (o qno), per lo pi¨ in forma esclamativa o interrogativa, interrompendo una narrazione.

[1] Gl Jacopo della Lana, Par., 1324-28 (bologn.), c. 9, 1-12, pag. 204, col. 1.7: Da poi che Carlo tuo, bella Clemenza, qui Ŕ da notare che 'l modo del parlare ch'Ŕ ditto 'apostrofare' si Ŕ invento e trovado a suplemento de stile retorico, e per˛ quando Ŕ defettivo in lo conto che se voglia palešare alcuna cosa, non gli Ŕ atta persona a cui se possa o ver dibia determenadamente š˛ rasonare, cusÝ apostrofando ne introduxeno una, e a quella, sÝ come a persona for del šogo, drišcano so sermone.

[2] Ottimo, Par., a. 1334 (fior.), c. 18, pag. 425.3: GiÓ si solea ec.. Ancora apostrofa contra li cherici tacitamente, dicendo che la guerra si solea fare colle spade, cioŔ colla forza manifesta dell'arme, o per difendere le sue cose, o per quelle tolte raddomandare...

[3] Boccaccio, Esposizioni, 1373-74, c. IX (i), par. 39, pag. 480.19: O voi, ch'avete gl'intelletti sani. Apostrofa qui l'autore e, lasciata la principal materia, interpone, parlando a coloro li quali hanno discrezione e senno...

2 [Ret.] Sost. [La figura retorica corrispondente].

[1] Gl Jacopo della Lana, Par., 1324-28 (bologn.), c. 9, 1-12, pag. 204, col. 1.3: Da poi che Carlo tuo, bella Clemenza, qui Ŕ da notare che 'l modo del parlare ch'Ŕ ditto 'apostrofare' si Ŕ invento e trovado a suplemento de stile retorico, e per˛ quando Ŕ defettivo in lo conto che se voglia palešare alcuna cosa, non gli Ŕ atta persona a cui se possa o ver dibia determenadamente š˛ rasonare, cusÝ apostrofando ne introduxeno una, e a quella, sÝ come a persona for del šogo, drišcano so sermone.

[u.r. 03.06.2009]