APPARITA s.f.

0.1 aparita, apparita.

0.2 V. apparire.

0.3 Fr. da Barberino, Regg., 1318-20 (tosc.).

0.4 In testi tosc.: Fr. da Barberino, Regg., 1318-20 (tosc.); Boccaccio, Ninfale, 1344/48 (?).

0.6 N Doc. esaustiva.

0.7 1 L'atto del mostrarsi alla vista; apparizione, comparsa. 2 Appariscenza; fama.

0.8 Raffaella Pelosini; Mariafrancesca Giuliani 11.04.2005.

1 L'atto del mostrarsi alla vista; apparizione, comparsa.

[1] Fr. da Barberino, Regg., 1318-20 (tosc.), Proemio, cap. 7.17, pag. 23: Similgliantemente voi vedrete / Ch'ella m'aparirà in diverse e nuove / Forme e fighure, e quando / Mi mostrerrà una virtù / E quando un'altra, in vostro / Servigio e perchè voi / Le vediate; sì che anco / Nella sua aparita / Chi ss'assottilglierà, / La porrà conosciere...

[2] Boccaccio, Ninfale, 1344/48 (?), st. 216.8, pag. 277: I' vidi com'ella il percosse, / né sí bel colpo vidi alla mia vita, / quanto fe' questa ninfa qui apparita.

[3] Ceffi, Epistole eroiche, 1320/30 (fior.), ep. Oenone, pag. 43.32: Indi guardava io ciascuno giorno per sapere novella di te, e per vedere tornare la tua desiderosa nave; e per poco mi tenni ch'io per troppa gioja non saltai in mare quando, sguardando, vidi la prima apparita della tua nave...

2 Appariscenza; fama.

[1] Sacchetti, Rime, XIV sm. (fior.), 235.11, pag. 277: chi stima alcun per atti e chi per cenni; / i<o> son stimato per grande apparita; / ma, come ch'io mi sia, ma' non ritenni / la penna inver ciascun, che me ne invita, / e sol per apparar da gli altru' senni.

[u.r. 26.09.2007]