APPO prep.

0.1 adpo, apo, apo', appo, appo', appò, apu, oppo.

0.2 Da lat. ad post, almeno con influsso di apud (se non direttamente dal medesimo; cfr. LEI s.v. ad post).

0.3 Guido Faba, Parl., c. 1243 (bologn.): 2.3.

0.4 In testi tosc.: Lett. sen., 1253 (3); Brunetto Latini, Rettorica, c. 1260-61 (fior.); Restoro d'Arezzo, 1282 (aret.); Doc. pis., 1298 (2); Doc. prat., 1296-1305; Doc. pist., 1294-1308; Doc. volt., 1322; Stat. collig., 1345; Stat. lucch., XIV m.

In testi sett.: Guido Faba, Parl., c. 1243 (bologn.); Doc. moden., 1374.

In testi mediani e merid.: Miracole de Roma, XIII m. (rom.); Jacopone, Laud. Urbinate, XIII ui.di. (tod.); Annali e Cron. di Perugia, c. 1327-36 (perug.); Stat. castell., XIV pm.; Buccio di Ranallo, Cronaca, c. 1362 (aquil.).

Locuz. e fras. appo a 2.1; appo di 2.2.1.

0.7 1 Di seguito a, dopo. 1.1 In più di. 2 Presso (un luogo). 2.1 Locuz. prep. Appo a. 2.2 Alla presenza di, presso; al cospetto di; nei confronti di. 2.3 [Di ciò che avviene entro un insieme di persone, un popolo, una setta ecc.]. 2.4 In possesso di. 2.5 [Nell'opera o nel pensiero di un autore; in una dottrina filosofica o religiosa; nella consuetudine]. 2.6 Fig. [Rif. ad astratti: virtù, sentimenti, facoltà intellettive]. 2.7 A favore di. 3 Rispetto a, a confronto di.

0.8 Fabio Romanini 06.07.1999.

1 Di seguito a, dopo.

[1] Valerio Massimo, prima red., a. 1338 (fior.), L. 8, cap. 1, pag. 540.4: Lucio Scipione, appo il nobile trionfo ch'ebbe del re Antioco, fu condannato sì come da lui avesse ricevuto moneta.

[2] Cavalca, Esp. simbolo, a. 1342 (pis.), L. 2, cap. 10, vol. 2, pag. 222.11: Così dunque dice s. Gregorio, che appo l'esamine del distretto giudice muta li meriti dell'ordine, e la qualità delle opere; ciò vuol dire, che nel minore stato può essere, ed è alcuno più perfetto, che molti nel maggiore.

[3] Stat. perug., 1342, L. 1, cap. 56, par. 11, vol. 1, pag. 227.3: Ei pengnora ei quagle receveronno ei bailie per loro salarie deponere deggano en casa d'alcuno vecino del pengnorato, la quale casa non sia de lungne da la casa del pengnorato oltra tre case en contado, atantoché ei pengnora ei quagle torrà el bailio en contado, sì a le singolare persone co' ai scendeche overo vicarie overo uneversetade, depona apo persona de fede dengna e raporte enfra terço dì apo el quale depuse e que depuse e a cuie tolse...

[4] Bibbia (04), XIV-XV (tosc.), Est 10, vol. 4, pag. 654.15: 2. La fortezza dello quale e lo imperio, e la dignità e la grandezza con la quale esaltò Mardocheo, sono scritte nel libro de' Medi e de' Persi; 3. e a che modo Mardocheo della schiatta dei Giudei fu il secondo appo il re Assuero, e grande appo i Giudei, e accetto alla plebe de' suoi fratelli...

1.1 In più di.

[1] Bono Giamboni, Orosio, a. 1292 (fior.), L. 2, cap. 11, pag. 96.11: Oh tempi molto degni da farne memoria, i quali a noi sono preposti per guardarli! nei quali, in brevissimo spazio di tempo, del corpo di uno regno, diciannove centinaia di migliaia d'uomini, appo tre prossimi re, in tre battaglie, fuoro morti da' benavventurati Greci...

2 Presso (un luogo).

[1] Lett. sen., 1253 (3), pag. 210.4: Arigo Achatapane (e) Aldob(randino) Iachomi si[n]dachi del comune apo Peroga vo si ma[n]dano racoma[n]da[n]do.

[2] Bono Giamboni, Orosio, a. 1292 (fior.), L. 4, cap. 15, pag. 239.6: e, appo Ticino commessa la battaglia, fue Annibale agramente fedito per Scipione figliuolo del detto consolo...

[3] Stat. pis., 1318-21, cap. 23, pag. 1100.17: Item, faremo fare e tenere in della festa di Santa Maria Anunsiata, del mese di marso, appo la ecchiesa di Santa Maria di Porto, luminara di tucti gli omini iurati del Porto soprascripto di Kallari, sì degli artefici come de' mercatanti...

[4] Stat. pis., 1330 (2), cap. 91, pag. 532.3: Lo ponte nuovamente edificato appo la Spina, con tutte suoi ragioni et beni, conceduti et che si concedranno ad quel ponte, et al pontonaio di quel ponte Nuovo...

[5] Annali e Cron. di Perugia, c. 1327-36 (perug.), pag. 170.18: MCCCIIIJ In quisto millessimo pasòne de quista vita de morte naturale in Peroscia papa Benedetto undecemo, el quale fo sepelito apo la chiesia degl frate de san Domeneco in Peroscia.

[6] Stat. pis., 1322-51, cap. 86, pag. 537.28: Et etiamdio, infra lo predicto termine, fare facciano Brevi du', volgarmente scripti, in simiglianti carte et coverte, alle spese de li mercanti del porto di Callari et del comune di Piombino (de li quali uno mandino in Castello di Castro, lo quale dimori in de la corte di Castello di Castro; et l'altro a Piombino, lo quale debi dimorare apo la terra di Piombino), dell'ordine del Mare: sotto saramento et pena predicta.

2.1 Locuz. prep. Appo a.

[1] Stat. sen., 1309-10 (Gangalandi), dist. 4, cap. 107, vol. 2, pag. 205.32: publicati per mano di Ranieri, notaio filliuolo che fu di Talomeo, et per lo consèllio d'essi signori consoli et savi huomini a capitolo a capitolo, al segreto, a bossoli et pallocte, a Siena, apo a la chiesa di Sancto Paulo, nel luogo 've si fanno li consèlli de la Mercantia...

2.2 Alla presenza di, presso; al cospetto di; nei confronti di.

[1] Guido Faba, Parl., c. 1243 (bologn.), 10 (38), pag. 238.3: Quanto amore scia tra noi no èe mistero che -l diga, cha ello è manifesto appo quelle p(er)sone che noi conose...

[2] Miracole de Roma, XIII m. (rom.), 46, pag. 582.33: Et esso deo habere guardia de li clavi de lo palazo, et deo essere honorato adpo lo imperatore.

[3] Doc. pis., 1298 (2), pag. 197.3: Nighossantte vettorale da Santa Crocie mi de' dare s. XXXVII per resto di cascio che li diei d'aprile, chartta per Charino not. d'aprile MCCLXXV, abo la charta apo mei.

[4] Jacopone, Laud. Urbinate, XIII ui.di. (tod.), 14.27, pag. 530: Quell' omo argolloso, / quando la morte l' alma ne departe, / poi lo fa sì anguscioso, / or perké nno s' aiuta cu la parte? / perké le false carte / appo iusto Signor non ò bastança.

[5] Doc. prat., 1296-1305, pag. 414.19: It(em) a Bonamotta p(er)ché stagio q(ue)lli due stagime(n)ti, (e) ciò fue apo mo(n)na Tobbia (e) Guiduccio di Daddo, s. IJ.

[6] Giordano da Pisa, Quar. fior., 1306 (pis.>fior.), 14, pag. 68.16: E se 'l cardinale scomunica o proscioglie, così è apo 'l papa...

[7] Doc. pist., 1294-1308, pag. 138.27: apo me òe la carta e di questo aficto non è carta.

[8] Stat. pis., 1321, cap. 72, pag. 251.31: Et le chiave del sopidiano et dello scrigno in de li quali si tegnano li acti et le scripture della dicta corte, essere et stare faccia apo lo notaio della corte.

[9] Doc. volt., 1322, 8, pag. 19.2: e quessto fae perch'io mi ricomperi da llui, e di quessto mese di ferraio à posto richiamo dele redi del decto Nocto apo Petrino camarlingo per fare excussione et dimandare ad me.

[10] Cavalca, Vite eremiti, 1321-30 (pis.>fior.), cap. 17, pag. 146.1: Le quali lettere l'imperadore ricevendo, fecene e mostronne gran letizia, e confermandosi nell'amore della fede, e nella reverenzia d'Antonio; lo quale per la sua affabilità e benigna ricevuta, che faceva a chi 'l visitava, era appo tutto il mondo quasi nominato e famoso e in tanta reverenzia, che assai si reputava ingentilito cui Antonio chiamava figliuolo.

[11] Stat. collig., 1345, cap. 15 rubr., pag. 14.3: Che neuno dela decta arte debbia accomandare panno o alcuna altra cosa oppo alcuno sartore, farsectaio e calçeptaio se non nell'infrascripto modo.

[12] Boccaccio, Esposizioni, 1373-74, c. III (i), par. 26, pag. 145.20: Degli angeli. Questo nome «angelo» è derivato da uno nome greco, cioè «aggelos», il quale in latino viene a dire «nunzio» o «ambasciadore» o «messo»: e per ciò che essi quello officio appo il diavolo fanno, cioè d'esser mandati, che appo Idio fanno i buoni angeli, quel nome antico d'angeli sempre ritenuto s'hanno e ritengono, quantunque sieno divenuti dimoni...

- Appo li orecchi di.

[13] Valerio Massimo, prima red., a. 1338 (fior.), L. 7, cap. 2, pag. 484.22: Aristotile, mandando Calistene suo discepolo ad Alessandro, l'ammonìo che con Alessandro o non mai, o rado, o allegrissimamente parlasse, acciò che per questa cosa appo li orecchi del re o per silenzio fosse più sicuro, o per parlare più accettevole.

2.2.1 Locuz. prep. Appo di.

[1] Valerio Massimo, prima red., a. 1338 (fior.), L. 3, cap. 1, pag. 189.6: Imperò che essendo nutricato ne la casa di Marco Druso suo zio, e venuti a lui, il quale era tribuno del popolo, li Latini, per volere che a loro fosse conceduto cittadinanza romana, pregato Cato da Quinto Popedio principe de' Latini, il quale era albergato in casa di quello Druso, ch'elli l'ajutasse apo del suo zio, rispuose Cato con fermo viso, che nollo farebbe.

[2] Doc. moden., 1374, par. 3, pag. 154.13: Anchora una cultra de pano endego de tre pecie frodà de panno biancho la quale coltra el dito Jacomo ave pignà da Nicholò de Carello per uno quarto de legne e la quale cultra foe sasie apo del dito Jacomo a domandaxone de mes. Jacomo de Sarafino per uno lignaro de legne le que' de' recevere ed ave[r] lo dito Jacomo dal dito Nicholò de Car[e]lo la quale coltra poe esre de la stimaxone e valore de XXXV s..

2.3 [Di ciò che avviene entro un insieme di persone, un popolo, una setta ecc.].

[1] Brunetto Latini, Rettorica, c. 1260-61 (fior.), pag. 182.20: Così disse Catellina contra ' Romani: «Appo loro sono li onori e le potenzie, ma a nnoi ànno lasciati i pericoli...

[2] Cavalca, Ep. Eustochio, a. 1342 (pis.), cap. 12, pag. 430.8: Che per certo sappi, che fuori della Chiesa santa non è salute. Onde quelle vergini, le quali sono appo li Manichei, e appo molti altri eretici, e appo li pagani, in comparazione delle cattoliche vergini sono da reputare meretrici, e non vergini.

[3] Comm. Arte Am. (B), XIV pm. (fior.), ch. 86, pag. 697.19: e poi, poco indi di lungi, Surena uccise Crasso, onde il nostro romano imperio molto s'abatteo e l'aguglie apo li Parthi vilmente furo trattate.

[4] Boccaccio, Esposizioni, 1373-74, c. V (i), par. 23, pag. 285.29: Ed è Minòs per ciò stato detto da' poeti esser giudice in inferno, per ciò che noi mortali, avendo rispetto a' corpi superiori, ci possiam dire essere in inferno: ed esso, come detto è, appo i mortali compose le leggi e rendé ragione a' domandanti; nelle quali cose esso essercitò uficio di giudice.

2.4 In possesso di.

[1] Bono Giamboni, Orosio, a. 1292 (fior.), L. 6, cap. 19, pag. 413.1: In questo die di prima fue salutato per Augusto, cioè accrescitore. Il quale nome neuno ebbe anche, ed infino ad ora neuno ardito fue di così farsi chiamare; e preso licitamente da coloro che sono del mondo segnori la grandezza dello imperio mostra; e ancora da quello die la segnoria di tutte le cose del mondo, e fue appo uno e permanse, la quale i Greci chiamano monarchia.

[2] Stat. sen., 1298, dist. 1, Rubricario, pag. 131.28: LIII. Quando bisognasse ai signori di dare o ricolte o pegnora. LIV. Che li signori debbiano avere appo sè tutti li capitoli del Costoduto del Comune di Siena, che favellano di ridúciare l'acque in Fonte Branda.

[3] Stat. sen., c. 1303, cap. 37, pag. 96.16: Et dividansi li detti bandi in questo modo, cioè: che la decima parte de' detti bandi debia essere apo 'l Comune de la detta Compagnia per sodisfacimento de le spese de' messi e de la corte per li detti bandi ricòlliare; e lo rimanente debia essere diviso per mezo intra 'l Comune del detto Padule e lo detto campaio.

[4] Ottimo, Par., a. 1334 (fior.), c. 6, pag. 165.3: La signoria di tutte le cose del mondo da quello die fue, e apo uno permanse, la quale li Greci chiamano monarchia.

[5] Stat. castell., XIV pm., pag. 209.12: le quale cose perducte ad effecto, se al cotale piacerà, secundo questo muodo sia vestito, et de le cose altrui se alcune ne siranno apo esso sì le debia satesfare em pecunia numerata overo secundo data cautione de pegno...

[6] Stat. lucch., XIV m., pag. 209.25: Anco ordiniamo et amoniamo et comandiamo alla badessa et a ciascuna monaca, socto pena di scomunicatione qual farà contra le 'nfrascripte cose o lascierà di fare quello che si comanda, che ciasscuno anno debiano fare una loro depositaria appo la quale per schifare lo vitio della propietade si debbia serbare e diporre in luogo aconcio e seguro, con cosciensa e saputa della badessa, ongna cosa...

2.5 [Nell'opera o nel pensiero di un autore; in una dottrina filosofica o religiosa; nella consuetudine].

[1] Restoro d'Arezzo, 1282 (aret.), L. II, dist. 5, cap. 9, pag. 130.7: E noi trovamo, e è manifesto appo tutti li savi, che 'l cielo è diviso a li planeti en certe parti da l'uno polo a l'altro, come le provinzie a li signori...

[2] Dante, Convivio, 1304-7, IV cap. 15, pag. 356.16: E questo è falsissimo appo lo Filosofo, appo la nostra Fede che mentire non puote, appo la legge e credenza antica delli gentili.

[3] Comm. Rim. Am. (B), a. 1313 (fior.), ch. 188, pag. 877.8: Appo lo nostro poeta Caridde fu una vec[c]hia al tempo d'Ercule, onde costei embolava le vac[c]he ad Ercule e divoravale.

[4] Ottimo, Par., a. 1334 (fior.), c. 18, pag. 421.3: Diligite justitiam; e dice, che furono verbo e nome, però che diligite, che viene a dire amate, [è] verbo apo li gramatici, e justitiam è nome.

[5] Boccaccio, Esposizioni, 1373-74, c. V (i), par. 53, pag. 293.6: Ella è Semiramìs. Poi che detto ha il vizio nel quale corrotta fu, la nomina: Semiramìs; di cui si legge, appo molti antichi istoriografi, Che succedette a Nino, suo marito, dopo la morte di lui, nel regno, e fu sua sposa, mentre esso Nino visse.

2.6 Fig. [Rif. ad astratti: virtù, sentimenti, facoltà intellettive].

[1] Guittone, Lettere in prosa, a. 1294 (tosc.), 26, pag. 323.10: Ma non già meraviglio, ché senpre apo bonità fu humelità; e, como in vostra grandessa humilità credo, la laudo e la conforto crescere e mantenere sor tutte bonitade e vertù vostre, ché non è bono sensa bono d'umelità.

[2] Alberto della Piagentina, 1322/32 (fior.), L. 1, cap. 3, pag. 22.2: Certo, alla Filosofia non era licito scompagnato l'andamento dello innocente abbandonare. Temere' io la mia accusa, e quasi nuova cosa avvenuta, spaurirei? Giudichi tu ora di prima appo gl'improbi costumi essere con pericoli la sapienzia lacerata?

[3] Ottimo, Par., a. 1334 (fior.), c. 4, pag. 89.20: 127. Posasi in esso ec.. Qui vole mostrare che apo lo intelletto umano, perchè non agiugne tanto alto, tuttavia desidera il fine finale, al qual[e] le sue propie e naturali azioni ello dirizza, od in quello fine giunto posa e quieta.

[4] Cino da Pistoia (ed. Marti), a. 1336 (tosc.), 106.46, pag. 672: O canzonetta mia, tu starai meco, / a ciò ch'eo pianga teco, / ched eo non so là 've tu possa andare, / ch'appo lo meo penare / ciascun altro ha gioia: / non vo' che vade, altrui facendo noia.

[5] Valerio Massimo, prima red., a. 1338 (fior.), L. 6, cap. 9, pag. 460.3: Se alcuno appo il suo animo vorrà dispensare con attenta simiglianza e pareggiamento queste cose così diverse e cotanto contrarie intra , crederae due Sille essere stati in uno uomo, cioè uno sconcio giovanetto et uno uomo, io direi forte, se elli medesimo non avesse voluto essere chiamato Felice.

[6] Cavalca, Dialogo S. Greg., a. 1342 (pis.), L. 3, cap. 15, pag. 159.5: Per qual virtù o per qual merito speziale che in costui fosse, l'onnipotente Dio così sempre lo esaudiva? Appo la singolare mondezza e semplice natura dell'onnipotente Dio molto, Pietro, vale e molto piace la mondezza e la semplicità del cuore umano.

[7] Jacopo Passavanti, Tratt. vanagl., c. 1355 (fior.), cap. 1, pag. 261.18: E però questo nome gloria importa propiamente uno manifestamento d'alcuna cosa che appo l'oppenione delle genti sia o paia buona e bella e dicevole, chente che quella cosa si sia, o corporale o spirituale, pure ch'ella sia onorevole e degna di loda.

2.7 A favore di.

[1] Valerio Massimo, prima red., a. 1338 (fior.), proemio, pag. 41.17: Adunque, Cesare, salute certissima della romana patria, te invoco a questo mio principio. Appo il quale Cesare è il consentimento delli dii e delli uomini, et appo il quale è voluto essere il regimento del mare e della terra.

3 Rispetto a, a confronto di.

[1] Andrea da Grosseto (ed. Selmi), 1268 (tosc.), L. 2, cap. 43, pag. 143.5: Rispose Melibeo e disse: advegna che gli adversari miei siano più potenti di me di persona, io son più potente di loro di ricchezze, und'è cierto, eglino son poveri appo me.

[2] Chiaro Davanzati, XIII sm. (fior.), canz. 3.26, pag. 16: Ma poi, perseverando, / m'ha ffatto conoscente / ch'io lo credea neiente / apo ch'io trovo amando; / lo primo e 'l mez[z]o fue neiente a dire / apo la fine, tant'è lo gradire.

[3] Guittone, Rime (ed. Egidi), a. 1294 (tosc.), Son. 145.4, pag. 215: Sí come no a corpo è malattia / disorrata né ria, / inver di lebbra, non a spirto è nente / ontosa e perigliosa appo eresia; / e quanto spirto è via / maggio di corpo, mal fa malamente.

[4] Giordano da Pisa, Quar. fior., 1306 (pis.>fior.), 15, pag. 71.16: Or non vedi quando è un malo omo, poi ne viene un pessimo, dice l'uomo: 'Questi ha santificato quegli', cioè ch'è tanto più reo questi che quegli è santo apo questi? A questo modo giudicheranno i peccatori tutti l'uno l'altro.

[5] Jacopo della Lana, Par., 1324-28 (bologn.), c. 4, 13-27, pag. 88, col. 2.16: Tratterò quella. Nota che, avegna che secondo l'Autor li preditti dubii fosseno equai, apo lo vero illi erano desoguai, imperçò che 'l dubio, che pò generare risía, è troppo piú crudo et amaro che gli altri...

[6] Nicolò de' Rossi, Rime, XIV pi.di. (tosc.-ven.), Son. 320.6, pag. 203: Ciego Amore e ciega la Fortuna / ugualmente per rason se depinçe, / ché la rota lo basso en alto pinçe / e di botto gli tol ço che raüna; / cusì l'aurea saetta appar comuna / apo quella di plonbo, quando strinçe, / e qual di l'una o l'altra no se finçe, / mobelle stato vi trova en çaschuna.

[7] Giovanni Villani (ed. Porta), a. 1348 (fior.), L. VIII, cap. 102, vol. 1, pag. 565.17: Lo re Piero d'Araona sentendosi venire adosso sì fatto esercito, si provide di non mettersi a battaglia campale, però che lla sua forza era niente apo quella del re di Francia; ma di stare alle difese, e guardare i passi...

[8] Buccio di Ranallo, Cronaca, c. 1362 (aquil.), quart. 395, pag. 89: De ciò che agio dicto non me pare niente / Adpo l'altro male che fo poy commenente...

[9] Anonimo Rom., Cronica, XIV, cap. 14, pag. 129.22: Respuse lo re: «Dunqua voi non site li figli de quelli doi miei amici li quali fuoro li più prodi che fussino in la Alamagna». Respusero li doi baroni: «Prodezze non bisogna, ca non simo cobelle appo·lli nimici».

[u.r. 05.02.2018]