APPORTARE (1) v.

0.1 aporta, aportà , aportadhi, aportadi, aportado, aportai, aportalla, aportando, aportano, aportante, aportar, aportare, aportaro, aportarono, aportase, aportasse, aportasti, aportata, aportate, aportati, aportato, äportato, aportava, aportavano, aporte, aporté, aporté-me, aporterà , aporti, aporto, aportò, aportoe, aportòe, aportollo, apporta, appo-rta, apportami, apportammo, apportamo, apportano, apportante, apportanti, apportar, apportarà , apportaranno, apportare, apportarli, apportarlo, apportaro, apportarongli, apportarono, apportasse, apportassero, apportata, apportate, apportateci, apportati, apportato, apportava, apportavano, apporte, apporterà , apporterai, apporteranno, apporteròe, apporti, apportiamo, apporto, apportò, apportó, apportoe, apportolle, apportrano, appurtau.

0.2 Lat. apportare (LEI s.v. apportare).

0.3 Giacomo da Lentini, c. 1230/50 (tosc.): 1.1.

0.4 In testi tosc. e toscanizzati: Giacomo da Lentini, c. 1230/50 (tosc.); Bonagiunta Orb. (ed. Parducci), XIII m. (lucch.); Lett. sen., 1262; Fiori di filosafi, 1271/75 (fior.); Panuccio del Bagno, XIII sm. (pis.); Distr. Troia, XIII ex. (fior.); Stat. pis., 1321; Mazz. Bell., Storia (ed. Gorra), 1333 (pist.).

In testi sett.: Bonvesin, Volgari, XIII tu.d. (mil.); Jacopo della Lana, Par., 1324-28 (bologn.); Cinquanta miracoli, XIV pm. (ven.); Enrico Dandolo, Cron. Venexia, 1360-62 (venez.).

In testi mediani e merid.: Miracole de Roma, XIII m. (rom.); Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.).

In testi sic.: Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.).

0.7 1 Portare (qsa da un luogo a un altro, o a qno). 1.1 Fig. [Per lo più con oggetto astratto]. 1.2 Portare indietro, riportare. 2 Mettere a disposizione, fornire. 2.1 [Rif. al viso:] mostrare, esibire. 3 Trasportare, traslocare. 3.1 Accompagnare verso una destinazione, condurre. 4 Suscitare una reazione; provocare, causare. 5 Avere come conseguenza; implicare, comportare. 5.1 Importare, interessare. 6 Riportare (una notizia o un sentimento), riferire; citare.

0.8 Fabio Romanini 02.08.1999.

1 Portare (qsa da un luogo a un altro, o a qno).

[1] St. de Troia e de Roma Amb., 1252/58 (rom.), pag. 151.21: Ancora sconfixe Milana e ccon grande preda de li galli e con molta victoria retornao a Rroma. Apportava pro uno signo le vestimenta de Dromallum, rege de li galli, ke avea occiso. || Corrisponde a «cuius spolia [[...]] ad insigne in collo deportauit».

[2] Lett. sen., 1262, pag. 277.25: (E) d'altra parte sì àno una chostuma che mi pare q(ue) ne sia molto..... al tenpo d'ora, cioiè q(ue) chostumano di rendare l'achomande q(ue) ricievono a cholui q(ue) le fa v(e)l a chi aporta le chiavi o la taglia q(ue) ne fuse...

[3] Fiori di filosafi, 1271/75 (fior.), pag. 134.5: Aristotile domandò che li fosse aportato del vino di quelle due terre...

[4] Mare amoroso, XIII ui.di. (fior.), 284, pag. 498: Ch' i' son venuto a tal come lo 'nfermo / che non sa del viver né del morire, / ma per sapere la certanza dritta / si fa aportar la calandrice inanzi...

[5] Detto d'Amore, XIII u.q. (fior.), 309, pag. 503: Ma tutor ti ricorde: / Se ma' meco t'acorde, / Oro e argento aporta; / I' t'aprirò la porta, / Sanza che ttu facci'oste.

[6] Stat. sen./umbr., 1314/16, cap. 101, pag. 45.23: Anco statuto e ordinato si è, che se alcuno recarà o apportarà o recare o aportare farà in Chiarentana alcuna mercantia o alcuna cosa per cagione di vendere che esso la debbia tenere ne la piaçça del Comune a vendare...

[7] Libro vermiglio, 1333-37 (fior.), pag. 33.21: Soma in tutto fior. dugiento tre d'oro di Piemote s. 17 d. sei choronati, i quali aportò Guiglielmo di Nurlidino...

[8] Cinquanta miracoli, XIV pm. (ven.), pt. 4, 45, pag. 76.15: El se leçe che un frar predicador era amalado, lo qual cum grande molestia portava la malatia. Uno die la madre de misericordia li aportà lo so fiol amplagado, reprendando lo frar e digando: «Vedi, misero, e guarda quanto sostene questo mio fiol per ti, e tu non po' sostignir una piçola infirmitade!»...

[9] Novelle Panciatich., XIV m. (fior.), 151, pag. 187.11: noi t'avemo dato de l'acqua a le mani, et apresso la tovaglia e 'l pettine a' tuoi bisongni; e però quella ch'è giaciuta techo t'aporterà uno agho et una aghugliata di seta vermiglia...

[10] Tristano Veneto, XIV, cap. 530, pag. 494.4: Et quando elli vete la volontadhe del so signor, el li convene far lo so comandamento, sì ch'elli li aportà de presente le soe arme e sì lo armà al meio qu'elli pote.

1.1 Fig. [Per lo più con oggetto astratto].

[1] Giacomo da Lentini, c. 1230/50 (tosc.), Son. 31.13, pag. 338: Però conforto grande, dico, prendo: / ancor la mia ventura vada torta / no me dispero certo malamente, / che la ventura sempre va corendo / e tostamente rica gioia aporta / a chiunque [n'] [è] bono sof[e]rente.

[2] Miracole de Roma, XIII m. (rom.), 7, pag. 565.36: Po lo palazo, mo dove stao la conca, fo templo Bellone, là dove era scripto: Roma antiqua foi, ma serraio nova Roma vocata, Et le cose non connoscute ad li non connoscenti aporto ad alto stato.

[3] Andrea da Grosseto (ed. Selmi), 1268 (tosc.), L. 4, cap. 16, pag. 332.10: però che di grande ingegnio è a· llevare la mente da [senni] e da pensieri, e dall'usanze, però che, certo, gravissimo è 'l comandamento dell'usanza, e le perverse cogitazioni [apportano perversi costumi] e sozzano e vituperano gli uomini.

[4] Bonvesin, Volgari, XIII tu.d. (mil.), De scriptura aurea, 56, pag. 153: Dnanz dal patre dolcissimo lo iusto se deporta, / In delectevre gloria festeza e se conforta: / Plasess a Iesú Criste ke foss avert la porta, / Lá sus o è lo iusto ke tal dolzor apporta.

[5] Panuccio del Bagno, XIII sm. (pis.), 7.57, pag. 54: Fèra ragion m'apporta / di sì grave tormento tal chagione, / poi sensa offensïone / tal, o comiz'alcuna 'n lei dogl[i]ensa, / ma senpr'è stat'acorta / e ppreza di voler, l'anima mia, / servir, poi 'n signoria / di lei fui servo intero a sua potensa...

[6] Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.), 43.440, pag. 171: Prudenza e Senno hanno fatto piglio, / Fame de iustizia hanno apportato.

[7] <Zucchero, Esp. Pater, XIV in. (fior.)>, pag. 60.39: Così farà elli al die del giudicio alli cupidi e alli avari, che non avranno il condotto di misericordia, che conduce l'anime in paradiso, e fa lor via a venire dinanzi a Dio, siccome dice la scrittura; così come l'uomo fa via, e apre la porta a colui che bel presente apporta.

[8] Jacopo della Lana, Par., 1324-28 (bologn.), c. 27, 121-138, pag. 613, col. 1.16: Di quel che apporta, çoè della figlia de Cristo, ch'è la Chesia, la quale si è quel sole che ne alumina e ne reschiara e fane perdere omne tenebrositade e scureça, e perçò dixe: 'apporta' mane, çoè luxe, e lassa sira, çoè abbandona scuritate.

[9] Mazz. Bell., Storia (ed. Gorra), 1333 (pist.), pag. 457.22: O infelice Elena, anzi crudele leena, quanti dolori ci apporti!

[10] Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.), L. 4, cap. 2, vol. 1, pag. 159.12: Ca cussì commu se vidi cu alegru vultu lu mari abunazatu poy di la fortuna et lu celu serinu poy di lu nuvulatu, cussì la guerra mutata in paci aporta grandi gauyu.

[11] Deca prima di Tito Livio, XIV pm. (fior.), L. 5, cap. 52, pag. 72.7: Quale cosa fu quella, che alla nostra città gravata della guerra di Veio, dopo il prodigio del lago d'Alba, donò salvamento, altro che lo rinnovamento degli augurii? Noi, ricordandoci delle vecchie religioni, apportammo in Roma Iddii stranii e ne stanziammo di novelli.

[12] Libro del difenditore della pace, 1363 (fior.), diz. 2, cap. 2, par. 5, pag. 135.5: E da chappo ellino istendono, e meno propriamente, questo medesimo nome alle possessioni di quelli e beni tenporali, mobili e non moboli, e alqune rendite tenporali ch'ellino chiamano decime, a quella fine che apportano di quello nome e' sono esenti della reghola delle leggi e de' principanti civilmente.

[13] Deca terza di Tito Livio, XIV (fior.), L. 6, cap. 45, pag. 173.9: fu dato segno a ricolta: la qual cosa non solamente diede speranza agli assediati di presente quiete da tanta battaglia e fatica, ma ancora nell'avvenire, che con iscale e con forza la città prendere non si potesse: l'opere essere malagevoli, e tempo dare ad apportare aiuto a' suoi imperadori.

[14] Deca terza di Tito Livio, XIV (fior.), L. 6, cap. 38, pag. 159.1: Ad Annibale e a coloro li quali eran presenti in quanto la cosa era più audace, meno verisimile parve; ed essere per certo emulazione ed odio, e quella colpa apportare, alla quale perciò che testimonio avere non si potea, essere più libero spazio a colui che la componea.

1.2 Portare indietro, riportare.

[1] Fiore, XIII u.q. (fior.), 64.7, pag. 130: E se con altre don[n]e fosse ancora / Che giocas[s]ero al gioco della palla, / S'andasse lungi, corri ad aportalla: / A lle' servir tuttor pensa e lavora. / E se vien alcun'or ch'ella ti tenza, / Ch'ella ti crucci sì che ttu le dài, / Imantenente torna ad ubidenza...

2 Mettere a disposizione, fornire.

[1] Andrea da Grosseto (ed. Selmi), 1268 (tosc.), L. 3, cap. 15, pag. 236.9: Et Ovidio disse: el dolore aporta chiascheduna arme all'irato.

[2] Guittone, Rime (ed. Egidi), a. 1294 (tosc.), Canz. 8.21, pag. 18: Nostro amor, ch'ebbe bon cominciamento, / mezzo e fine meglior, donna, ne chere; / ché bona incomincianza in dispiacere / torna, se è malvagio el fenimento; / e, lontan stando doe amiche persone / e avendo isconforto, / de ciò ch'è loro apporto / ed agio e cagion de fallire / e d'altra parte gioire, / se par coraggio di perfetto amore...

[3] Monte Andrea (ed. Minetti), XIII sm. (fior.), Tenz. 78.8, pag. 228: Che 'l cor, c'Amor comprende bene a l'argo, / fa ben palese ch'E' ta' vertù gli aporta; / e là ove Amore, di sé, sta da largo, / mostra il contrado, che 'l celar nom porta.

[4] Fiore, XIII u.q. (fior.), 37.14, pag. 76: Ma chi così l'apella fa gran torto, / Ché su' sornome dritto sì è Dolore. / Or ti parti da llui, o tu se' morto, / Né no 'l tener giamà' più a signore, / E prendi il buon consiglio ch'i' t'aporto».

[5] Libro del difenditore della pace, 1363 (fior.), diz. 1, cap. 1, par. 4, pag. 12.16: ma ·lli uomini per la chagione delli uomini, cioè a ·ddi[re] per profittare l'uno all'altro, son creati e ingienerati; e in ciò dovemo noi seguire la natura che ·cci mostra questa via, che 'l comune profitto doven noi proqurare e nel mezzo e in comune apportare».

2.1 [Rif. al viso:] mostrare, esibire.

[1] Bonagiunta Orb. (ed. Parducci), XIII m. (lucch.), ball. 2.29, pag. 74: Maritate e pulzelle / di voi so' 'nnamorate, / pur guardandovi mente. / Gigli e rose novelle / vostro viso aportate / sì smirato e lucente.

3 Trasportare, traslocare.

[1] Boccaccio, Filocolo, 1336-38, L. 5, cap. 49, pag. 611.3: Rimase Caleon col rozzo popolo chiamato Calocepi, e il primo comandamento fatto da lui alla nuova gente fu che da essi fossero tutte le loro case disfatte e che essidentro al cerchio fatto per le mura future dovessero le loro case apportare, e in quello abitare co' loro figliuoli e con le loro famiglie: di che egli fu ubidito sanza niuno indugio...

[2] Ciampolo di Meo Ugurgieri, a. 1340 (sen.), L. 6, pag. 195.10: Qualunque tu se' armato che viene ai nostri fiumi; e già costinci; ferma i passi. Questo è loco d'Ombre, e di Sonno, di Notte gravosa; non è licito aportare i corpi vivi colla nave di Stige.

[3] A. Pucci, Libro, 1362 (fior.), cap. 15, pag. 120.13: E poi partito Enea per andare in Italia, i contrari venti l'aportaro in Africa dove allora si faceva la grande città di Cartagine...

[4] Enrico Dandolo, Cron. Venexia, 1360-62 (venez.), pag. 264.13: Et ivi con tuta la moltitudine della sua gente dela sua cità, che erano rimaxi, se afermono dover habitar aportando sego li corpi venerabili de messer sen Hermacora et Fortunato...

3.1 Accompagnare verso una destinazione, condurre.

[1] Tavola ritonda, XIV pm. (fior.), cap. 57, pag. 209.10: e Tristano disse: - Avventura ci à qui apportati, e siamo cavalieri di lontano paese, agli quali fae mestiere lo albergare...

[2] Tristano Veneto, XIV, cap. 23, pag. 68.26: Merlin disse ala damisela: «Aporté lo fante ala citade d'Albine, inperciò che vui non avé raxion in quello tignir, e vui trovaré so pare, çà sì tosto vigneras».

3.1.1 Fig.

[1] Conti morali (ed. Segre), XIII ex. (sen.), 7, pag. 494.4: Perciò che ciascuno cuore si pruova secondo che 'l senno ch'ène in lui, sì che lo Nemico detiene alcuno per lo suo poco senno, ma 'l franco cuore tuttora si dirizza a fare onore e prodezza e in bene fare diportarsi, sì come la natura l'aporta.

[2] Ottimo, Par., a. 1334 (fior.), c. 29, pag. 638.17: Nelli Angioli non è mai che sieno in potenza ad intendere; sì che non li è bisogno quella virtù che apporti lo intelletto dall'uno termine all'altro; e così si segue, che non hanno intelletto passibile, nè agente, salvo equivocamente.

4 Suscitare una reazione; provocare, causare.

[1] Guittone (ed. Leonardi), a. 1294 (tosc.), Son. 77.3, pag. 231: Deporto - e gioia nel meo core à pporta, / e mmi desporta - al mal c'aggio portato, / ch'e' de porto - saisina aggio, ed aporta / ch'e' 'ntra la porta, - ove fòr gi', è aportato.

[2] Dante, Convivio, 1304-7, IV, cap. 12, pag. 333.9: E per questo modo le ricchezze pericolosamente nel loro acrescimento sono imperfette, che, sommettendo ciò che promettono, apportano lo contrario.

[3] Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.), L. 9, cap. 6, vol. 2, pag. 213.6: Lu amuchatu et insidiusu malu, zò esti perfidia, sia stractu da li soy tani: di la quali li efficacissimi forzi sunu mentiri et inganari, e lu so fructu consisti in far alcuna felunia, et intandu certa quandu issa avi inturniata la crudelitati di malvasi ligami et apporta tantu di dalmayu a lu lignayu humanu quantu di saluti li duna la bona fidi.

[4] Contrasti Laur. XLII.38, XIV (tosc./merid.), 2.34, pag. 13: Intanto gli uscirà il fiato, / bella, se questo gli aporte: / la morte - avarà in presente.

5 Avere come conseguenza; implicare, comportare.

[1] <Zucchero, Esp. Pater, XIV in. (fior.)>, pag. 97.38: Ma questa roba dee avere di sopra la cintura bianca, cioè a dire, che castità de' essere strettamente guardata e ben ristretta per astinenzia tanto come ragione apporta e 'l fermaglio di questa cintura.

[2] <Zucchero, Esp. Pater, XIV in. (fior.)>, pag. 108.3: Lo primo grado di sobrietade è che uomo metta misura in suo intendimento, e spezialmente nell'articoli, e ne' punti della fede, perciò disse San Paulo, che l'uomo non sia più savio che diritta fede apporti, ma per sobrietade secondo la misura della fede, che Dio ci ha data per grazia.

[3] Zucchero, Santà , 1310 (fior.), Pt. 1, cap. 14, pag. 105.11: ciò è a dire, quando l'aire, ch'è chaldo e umido di sua natura nela primavera, sarà più chaldo overo più umido che sua natura nonn aporta, allora sarano le qualitadi chanbiate...

[4] Pistole di Seneca, a. 1325? (fior.), 67, pag. 156.31: Qual uomo dubita, ch'io ami più pace, che guerra? Ma se guerra si muove, io desidero, ch'i' possa sofferire francamente fame, e fedite, e tutto quello, che necessità di guerra apporta.

5.1 Importare, interessare.

[1] Guittone, Rime (ed. Egidi), a. 1294 (tosc.), Canz. 8.50, pag. 18.32: Adonque, dolze amor, viso m'è bene che bon conforto de' porger fra noi ciò, ch'eo posso onne ben sperar de voi, e voi, secondo el parer meo, de mene: ed anco ciò, che valoroso core non si mostra a savere sofrir gioia e piacere, ma noia assai, quando aporta, o' vil cor perde e sconforta.

[2] Schiatta Pallavillani, XIII sm. (fior.), 44a (6).11, pag. 174: Poco ëra la forza di Sansone, / e nominanza ëra a bandimento! / Dunque, [pur] poca vista, che v'aporta? / Co li sembianti, face omo credente / ca vostra mente - sia d'altrui persorta!

6 Riportare (una notizia o un sentimento), riferire; citare.

[1] Conti morali (ed. Zambrini), XIII ex. (sen.), 9, pag. 59.2: E sì, com'elli contiava questa aventura, sì si bagnava tutto di lagrime che li piangeva, che li veniva dal cuore, che·lli aportavano de' suoi peccati, e de la perdita ch'elli vedeva apertamente che·lli veniva da Dio: e tanto fue corruccioso e pieno d'ira, che a pena poteva favellare.

[2] Distr. Troia, XIII ex. (fior.), pag. 179.34: Grande duolo fecie Troylus quando il gharzone gli apportò la contenza e lle novelle di Breseis.

[3] Stat. pis., 1321, cap. 33, pag. 220.16: Et che dei mercati li quali farano et farano fare intra li mercatanti, dirano et apportrano lo vero, sì come fie a loro imposto et dicto dalle parte...

[4] Giovanni Villani (ed. Porta), a. 1348 (fior.), L. VIII, cap. 74, vol. 1, pag. 526.23: se non ci partiano, egli prenderà e arderà tutto nostro navilio sanza nullo riparo, e tu re con tutta tua gente perirai per difalta di vittuaglia; e ciò fia intra tre giorni, secondo m'aporta la mia vera spia: e però non si vuole punto di dimoro...

[5] Tavola ritonda, XIV pm. (fior.), cap. 47, pag. 173.13: Allora egli gli si gittòe a' piedi, e comincia a fare lo maggiore pianto del mondo, e gli baciava i piedi e le mani, dicendo: - Sire, io v'apporto che lo vostro nipote, lo quale fue figlio dello re Meliadus, el quale, per amore ch'egli v'ebbe, a francare voi delle mani di quegli d'Irlanda, egli si è presso alla morte...

[6] A. Pucci, Centiloquio, a. 1388 (fior.), c. 80, terz. 23, vol. 4, pag. 58: Nell'anno, ched iscritto abbiam davante, ci nacque due leon vivi, e non morti, com'hanno detto già persone alquante; ma subito a poppar furono accorti. Ancor Giovanni li vide palesi, siccome par, che 'l suo libro ci apporti.

[7] Deca terza di Tito Livio, XIV (fior.), L. 8, cap. 24, pag. 326.26: Un altro civile furore nacque nel campo a Sucrone. Erano quivi ottomila militi in presidio delle genti, le quali abitano di quà dal fiume Ibero, posti: le menti de' quali furono mosse non allora quando primieramente furono apportati i dubbiosi rumori della vita dello 'mperadore...

[u.r. 05.02.2018]