APPRESSARE v.

0.1 adpressase, adpressata, adpressato, adpressete, adpressòse, appresandoli, appresandosi, appresantesi, apprescha, appresciava, appress', appressa, appressai, appressami, appressammo, appressando, appressandolo, appressandomi, appressandomisi, appressandose, appressandosi, appressandosili, appressandoti, appressano, appressansi, appressantemi, appressantesi, appressar, appressarà , appressarci, appressare, appressarla, appressarlosi, appressarmi, appressarne, appressaro, appressaron, appressarono, appressaronsi, appressarse, appressarsi, appressarvisi, appressasi, appressass', appressasse, appressassero, appressassi, apressassono, appressaste, appressasti, appressata, appressate, appressatevi, appressati, apprèssati, appressatisi, appressato, appressatoselo, appressatosi, appressava, appressavamo, appressavan, appressavano, appressàvanose, appresse, appresserà , appresserae, appresserai, appresseranno, appressera'ti, appresserete, appressi, appressiamo, appressino, appressinsi, appressisi, appresso, appressò, appressoe, appressòe, appressòno, appressoronsi, appressossi, apresandose, apresare, apresaro, apresarsi, apresasse, apresava, apress', apressa, apressando, apressandosi, apressano, apressar, apressarci, apressârcisi, apressare, apressareanose, apressaro, apressaronsi, apressarsi, apressarti, apressasse, apressassono, apressata, apressati, apressato, apressava, apressavano, apressàviti, apresse, apresserà , apresseranno, apressi, apresso, apressò, apressonno, apressono, apressossi, aprexa.

0.2 Da appresso 1.

0.3 Proverbia que dicuntur, XII u.q. (venez.): 1.

0.4 In testi tosc.: Fiori di filosafi, 1271/75 (fior.); Restoro d'Arezzo, 1282 (aret.); Panuccio del Bagno, XIII sm. (pis.); Inghilfredi, XIII sm. (lucch.); Conti morali (ed. Zambrini), XIII ex. (sen.).

In testi sett.: Proverbia que dicuntur, XII u.q. (venez.); Memoriali bologn., 1279-1300.

In testi mediani e merid.: St. de Troia e de Roma Laur., 1252/58 (rom.); Jacopone (ed. Contini), XIII ui.di. (tod.); Simone Fidati, Ordine, c. 1333 (perug.); Neri Moscoli, Rime, XIV pm. (castell.); Buccio di Ranallo, Cronaca, c. 1362 (aquil.).

In testi sic.: Giovanni Campulu, 1302/37 (mess.).

0.7 1 [Nello spazio:] muovere, muoversi (verso un termine) riducendo la distanza; avvicinare, avvicinarsi (anche pron.); seguire da vicino, incalzare. 1.1 Fig. [A termini astratti, alla divinità]. 1.2 Fig. [Con soggetti astratti, in part. malattia, dolore, fame:] venire addosso o incombere su qno per procurare danno, dolore, afflizione. 1.3 Offrire qsa in regalo, donare. 1.4 [Con signif. sessuale:] accostarsi, fare un approccio; avere un rapporto. 2 [Nel tempo:] Divenire o rendere più prossimo, imminente (anche pron.). 3 Sost. Avvicinamento.

0.8 Fabio Romanini 17.11.1999.

1 [Nello spazio:] muovere, muoversi (verso un termine) riducendo la distanza; avvicinare, avvicinarsi (anche pron.); seguire da vicino, incalzare.

[1] Proverbia que dicuntur, XII u.q. (venez.), 431, pag. 541: La bolpe fai asai boqe a la tana o' conversa, / l'un'ampla, l'autra streta, çascuna fai deversa; / e quando lo can caçala e 'l caçaor l'apresa, / per una entra, per l'autra esse, così scampa de presa.

[2] Restoro d'Arezzo, 1282 (aret.), L. II, dist. 1, cap. 3, pag. 53.7: E stando lo sole en su lo cerchio de l'equatore, non mutandosene, non farea rapressamento né delongamento a la terra; adonqua pare che se lo sole non se potesse delongare né apressare a le parti de la terra, la generazione perirea, né la terra né l'acqua non potarea fare frutto.

[3] Zucchero, Sfera, 1313-14 (fior.), Pt. II, cap. 3, pag. 114.13: Questo cerchio è detto da Aristotile nel libro di generazione e corruzione circulo torto; nel quale luogo dice Aristotile che, secondamente che 'l sole s'apressa verso di noi o ssi dilunga inverso di noi, in esso cerchio si fanno la generazione e corruzione in queste cose inferiori.

[4] Dante, Commedia, a. 1321, Purg. c. 10.9, vol. 2, pag. 156: Noi salavam per una pietra fessa, / che si moveva e d'una e d'altra parte, / sì come l'onda che fugge e s'appressa.

[5] Cecco d'Ascoli, Acerba, a. 1327 (tosc./ascol.), L. 4, cap. 2.46, pag. 330: Rimuovi il vaso ch'io t'ho sopra ditto, / Sì che dal fuoco caldo non riceva, / Ma il suo splendore in lui fiera diritto: / Sentirai caldo se appressi la guancia.

[6] Giovanni Campulu, 1302/37 (mess.), L. 1, cap. 4, pag. 15.19: Juliano videndo lo abbate venire cussì dispectamente, minespreczaulo in suo core, et pensava como li devesse parlare; appressandose lo abbate, tanta pagura prese a Juliano, che ecciamdio non potea dire perchè era venuto, et humiliandose allo abbate, agenuchiause in terra e pregao lo abbate che pregasse a Dio per sè...

[7] Palladio volg., XIV pm. (tosc.), L. 3, cap. 31, pag. 123.29: E se 'l ramuscello è grande, innestasi meglio presso alla radice, là ove la corteccia, e 'l legno per beneficio della terra, che vi s'appressa, prende umore.

[8] Perugia e Corciano, c. 1350 (perug.), cap. 19, pag. 114.11: - Molte annimale hanno la vita che nonn avete loro voluto ofendere. - E Vivante se viene a loro apressando. Ello avea suo colore cambiato e era molto cambiato e rosso per lo colore de sua febre e tantosto se ne va a sua çambra.

[9] Buccio di Ranallo, Cronaca, c. 1362 (aquil.), CDLVI, pag. 105: Tucto quisto castello fecero guastare, / Et poy a Ccollefecato fecero l'oste menare; / Menaro lo capetano per Fidanza pilliare. / Assediarolo intorno et poi lo comattero; / Fidanza era ben fornito et ben se defendero, / Et de quilli che appressàvanose parichi ne ferero...

[10] Boccaccio, Decameron, c. 1370, VII, 3, pag. 458.11: Comare, questi son vermini che egli ha in corpo, gli quali gli s'appressano al cuore e ucciderebbolo troppo bene...

[11] Deca terza di Tito Livio, XIV (fior.), L. 7, cap. 32, pag. 249.19: Il primo dì, nel quale essi entrarono nelle fini de' nemici, rubando e guastando consumarono. Il dì seguente, ordinata la battaglia, alla città s'appressarono, mandati avanti i cavalieri, li quali cavalcando in su le porti la pronta generazione degli Etoli alle scorsioni provocassono.

- [Con punto di vista rovesciato, adynaton].

[11] Dante, Commedia, a. 1321, Inf. c. 8.68, vol. 1, pag. 135: Lo buon maestro disse: «Omai, figliuolo, / s'appressa la città c'ha nome Dite, / coi gravi cittadin, col grande stuolo».

[12] Dante, Commedia, a. 1321, Inf. c. 23.134, vol. 1, pag. 396: Rispuose adunque: «Più che tu non speri / s'appressa un sasso che da la gran cerchia / si move e varca tutt'i vallon feri, / salvo che 'n questo è rotto e nol coperchia; / montar potrete su per la ruina, / che giace in costa e nel fondo soperchia».

1.1 Fig. [A termini astratti, alla divinità].

[1] Fiori di filosafi, 1271/75 (fior.), pag. 121.4: L'uomo presente non si conviene lodare. Non t'apressi a la lingua, ma stea sopressata nel cuore la parola che serà parlata a te solo sanza più.

[2] Meo Abbracc., Lett. in prosa, a. 1294 (pist.>pis.), lett. 33, pag. 384.3: Onne operassione vole mizura, e fôr d'essa visio si trova; e quanto meno ènde fôri, meno àve visio podere. Donque, se mizurare homo non puote volontà carnale, apressi quanto pote a mizora.

[3] Bart. da San Concordio, 1302/08 (pis.>fior.), dist. 21, cap. 3, par. 9, pag. 345.7: Dalle conversazioni si prendono i costumi; e siccome certe infermità al toccamento del corpo s'appiccano, così l'animo appicca i suoi mali a chi a lui s'appressa.

[4] Giordano da Pisa, Pred. Genesi, 1309 (pis.), 9, pag. 101.8: In del terso modo diventa l'omo Dio ratione humilitatis sive nullitatis, cioè faccendosi nulla, abbassandosi. Et questo è mirabile modo a ddire che l'omo s'appressi a dDio, lo quale è in alto, abbassandosi!

[5] Pistole di Seneca, a. 1325? (fior.), 72, pag. 176.13: Tale differenza è tra l'uomo perfettamente savio, e colui, che s'appressa a sapienza, come è tra colui, ch'è sano, e atante, e colui, che comincia a guerire d'una grande infermità, al quale un riscaldamento più leggiero gli è quasi in luogo di santade.

[6] Nicolò de' Rossi, Rime, XIV pi.di. (tosc.-ven.), Son. 326.5, pag. 206: Se per la sua venuta la contessa / non pacifica l'odio di sta terra, / parmi veder multiplicar gran guerra, / e tutta la cità stutta e malmessa; / ché l'un voler cum l'altro non s'apressa / et, ensalvatechito, çaschun erra; / gli citadini ensieme poco serra / e 'l contado di calcitrar non cessa.

[7] Alberto della Piagentina, 1322/32 (fior.), L. 4, cap. 7, pag. 172.1: Ed ella: «Vuogli adunque, che un pochetto noi ci appressiamo a' parlari del vulgo, acciò che noi non paiamo esser partiti troppo quasi dall'uso dell'umanitade?».

[8] Pegolotti, Pratica, XIV pm. (fior.), pag. 374.6: Fusti di gherofani vogliono essere del colore de' gherofani, ed alcuna cosa più chiaretti sono di colore che gherofani, e vogliono essere netti di cotali fusti di loro medesimi che sono guasti e che biancheggino, sicchè quanto più sono in colore che s'appressi al colore de' gherofani e che meno tengono di fusti bianchigiani tanto sono di migliori...

[9] Libro del difenditore della pace, 1363 (fior.), diz. 2, cap. 13, par. 33, pag. 262.29: Ora al principale proposito apressando, volgliamo mostrare Giesù Cristo viandante sovrana spezia di meritoria povertà in maniera avere guardata.

[10] Pass. e Risurrez. udinese, XIV (ven.), 153, pag. 196: Mo ie ven a contraria e si i è fata dura, / ke 'l vin diven aset cum fel en bevadura; / però non è maraveia se la dona lo plura: / ke 'lla ve' la sancta faça c'a poc a poc se scura / per la mort ke l'apressa par ke 'l ser so fat non dura.

1.2 Fig. [Con soggetti astratti, in part. malattia, dolore, fame:] venire addosso o incombere su qno per procurare danno, dolore, afflizione.

[1] St. de Troia e de Roma Laur., 1252/58 (rom.), pag. 143.12: Et aberanno vicqua quasi tutta Africa, se non forse ke lo exercito de Roma fo appressato de granne fame.

[2] St. de Troia e de Roma Amb., 1252/58 (rom.), pag. 204.20: E Maximissa lassao per suo testamento se Micissa suo filio morisse, Cauda suo nepote fossi soa rede et abesse tucto lo regno, ma fo appressato de morbo, Cauda morio e privao Gigurta, filio de Manastabile, suo avoltrino de tucto suo regno e de tucta soa ereditate.

[3] Distr. Troia, XIII ex. (fior.), pag. 169.24: Ora s'apressa il dolore, il tormento, la 'ngoscia, lo struggimento, la mortale uccisione del lengniaggio di Dardano e della riccha cittade di Troia.

[4] Pistole di Seneca, a. 1325? (fior.), 67, pag. 156.26: Lucillo, chiarisci queste cose, sì conoscerai, che tra loro è alcuna cosa, che sì dee disiderare. Io vo bene, che' tormenti non mi s'appressino, ma s'egli mi pur conviene sofferire, io desidero potermi portare coraggiosamente, e onestamente.

[5] Bibbia (04), XIV-XV (tosc.), 2 Par 28, vol. 4, pag. 266.14: 11. Ma intendete il mio consiglio, e rimenate i prigioni che voi avete menati de' vostri fratelli; però che grande furore del Signore s'appressa a voi.

1.3 Offrire qsa in regalo, donare.

[1] Valerio Massimo, prima red., a. 1338 (fior.), L. 4, cap. 3, pag. 285.5: Li quali mandati ambasciadori a Tolomeo re, portarono nella camera del comune quelli doni, che Tolomeo avea dati per loro doni proprii. E questo fecero li ambasciadori prima che al senato ritraessero loro ambasciata, giudicando che dall'officio del comune nulla cosa si dee a nessuno appressare se non laude di bene amministrato ufficio.

1.4 [Con signif. sessuale:] accostarsi, fare un approccio; avere un rapporto.

[1] Cronica fior., XIII ex., pag. 120.15: - Gentile huomo, io ti priego per cortesia che ttu non mi debbie apressare né fare villania, sapiendo che tu se' ingannato, k'io non sono né posso essere tua molgle, anzi sono molgle del più savio e milglore chavaliere della provincia d'Italia, cioè messer Neri Piccolino delli Uberti di Firenze .-

[2] Fr. da Barberino, Regg., 1318-20 (tosc.), pt. 16, cap. 8, par. 2, pag. 364.29: Elgli à due augielli nel Paradiso Terreste: l'uno è maschio, e l'altra è fenmina. Quando volgliono stare insieme per fare poi dell'uova, stanno sette dì che non s'apressono; e lla loro penna è tutta bianca.

[3] Comm. Arte Am. (B, Laur. XLI 36), XIV td. (fior.), Ch. 44, pag. 822.24: Questa lettera è aperta: elli c'insegna trovare materia d'apressare a la donna.

[4] Valerio Massimo, prima red., a. 1338 (fior.), L. 2, cap. 1, pag. 113.16: Ma acciocchè l'onore delle donne fosse più sicuro per fornimento di vergogna, a chiunque si richiamava di donna non li era conceduto d'appressarla acciò che la violenta mano si sofferisse di toccare li altrui casti drappi.

[5] Tavola ritonda, XIV pm. (fior.), cap. 64, pag. 240.16: e la reina cosìe fae, dicendo: - Io giuro sopra queste sante orlique, che mai a me non si appressòe niuna persona la quale di mio corpo usasse niuna villania, se non se voi re Marco, e lo pellegrino ch'era al porto, e cotesto folle che voi vedete costì...

[6] Jacopo Passavanti, Specchio, c. 1355 (fior.), dist. 5, cap. 4, pag. 136.5: Dunque, disse il confessoro, se' tu vergine? - Rispose la donna: - Ben sapete voi che sì, da che uomo non mi s'appressò.

[7] A. Pucci, Libro, 1362 (fior.), cap. 28, pag. 200.8: Allora Iupitere la pregò ch'ella non domandasse questo, perché sapeva che usando co·llei a quel modo ella morrebbe; ond'ella disse che pur voleva e ch'egli l'attenesse la promessa, di che Iupiter fu cruccioso perché l'amava molto, ma perché avea giurato di fare ogni cosa di che fosse richiesto, non possendo altro fare, tolse una saetta cola quale si congiugnea con la moglie e com'elli s'appressò a Semele incontanente di foco e fiamma tutta arse...

[8] Boccaccio, Decameron, c. 1370, III, 6, pag. 216.29: Tu se' bene oggi, can rinnegato, stato gagliardo, che a casa ti suogli mostrare così debole e vinto e senza possa! Ma lodato sia Idio, che il tuo campo, non l'altrui, hai lavorato, come tu ti credevi. Non maraviglia che stanotte tu non mi ti appressasti! tu aspettavi di scaricare le some altrove e volevi giugnere molto fresco cavaliere alla battaglia...

2 [Nel tempo:] Divenire o rendere più prossimo, imminente (anche pron.).

[1] Inghilfredi, XIII sm. (lucch.), 7.6, pag. 133: Dogliosamente e con gran malenanza / conven ch'io canti e mostri mia grameza, / ca per servire sono in disperanza: / la mia fede m'ha tolta l'allegreza. / Però di canto non posso partire, / poi c'a la morte mi vado appressando, / sì come il ciecen che more in cantando: / la mia vita si parte e vo' morire.

[2] Tristano Ricc., XIII ex. (tosc.), cap. 66, pag. 122.2: E molto grande gioia ne menano le donne di Cornovaglia. Lo giorno dele nozze sì s'apressa, che lo ree Marco sì dee incoronare madonna Isotta der reame di Cornovaglia.

[3] Fatti di Cesare, XIII ex. (sen.), L.Luc. 2, cap. 4, pag. 92.6: Catone ebbe pietà de la moglie, e si lassò venciare a sua richiesta, tutto non fusse tempo convenevole a fare nozze, per ciò che la battallia s'appressava tuttavia.

[4] Dante, Convivio, 1304-7, IV, cap. 23, pag. 412.6: Intorno alle parti del giorno è brievemente da sapere che, sì come detto è di sopra nel sesto capitolo del terzo trattato, la Chiesa usa, nella distinzione delle ore del die [ore] temporali, che sono in ciascuno die dodici, o grandi o picciole secondo la quantitade del sole; e però che la sesta ora, cioè lo mezzo die, è la più nobile di tutto lo die e la più virtuosa, li suoi officii appressa quivi da ogni parte, cioè da prima e di poi, quanto puote.

[5] Ceffi, Epistole eroiche, 1320/30 (fior.), ep. Canace, pag. 103.39: Già era rinovellata nove fiate l'altissima serocchia del Sole; ed entrando nel decimo suo mese, movea li suoi lucenti cavalli; ed io, non sappiendo qual cagione mi costrignesse alli nuovi dolori, m'appressava al parto...

[6] Giovanni Villani (ed. Porta), a. 1348 (fior.), L. IX, cap. 20, vol. 2, pag. 40.24: Lo re di Francia perché s'appressava il verno, e avea novelle come il re Carlo di Puglia venia in Francia in servigio del re d'Inghilterra, e per commessione del papa, per mettere accordo intra llui e re Adoardo, suoi congiunti, parenti, e amici, sì ssi tornò in Francia...

[7] Sacchetti, La battaglia, 1353 (fior.), cant. 3, ott. 16.1, pag. 43: Molto s'apressa la vostra vittoria / che Venus ci ha promesso veramente; / ma per piú pregio di viva memoria / parmi che manchi a nostro convenente, / non giá per tema, ma per crescer gloria, / in ciascun ch'è d'amor fedel servente, / il caro duca de' leali amanti.

[8] Maramauro, Exp. Inf., 1369-73 (napol.>pad.-ven.), cap. 33, parr. 18-26, pag. 477.23: Ben se' crudele, se tu non ti duoli pensando quello che se anunciava al mio core». E l'altro è chiaro, idest che la ora se appressava che li solea essere portato da mangiare, e ciascuno dubitava per lo sogno ch'elli erano sompniati.

3 Sost. Avvicinamento.

[1] Fr. da Barberino, Doc. Am., 1314 (tosc.), pt. 7, docum. 9.203, vol. 3, pag. 140: E se tu in nave vai / l'alto mar seguirai, / ché l'appressare a terra / a nave è mortal guerra.

[2] Pistole di Seneca, a. 1325? (fior.), 82, pag. 223.22: E' si conviene fermare l'animo per grande esercizio, acciocchè sostenga la veduta, e l'appressarsi della morte. E vuolsi spregiarla più, ch'ella non suol essere spregiata, conciossiacosachè noi abbiamo creduto molte cose di lei.

[3] Petrarca, Disperse e attribuite, a. 1374, componim. 151.72, pag. 215: Deh, perchè (dico allora) un solo volo / Non posso fare dove amor mi prese; / Poi ritornar co' le medesim'ale / Ne l'usato mio male, / Poi che fortuna mi ha tolto il potere / Di star dove menai già lieta vita? - / Ma poi che notte a ritornar m'invita, / Non mi fa l'appressarmi tal piacere / Quanto m'è 'l dispiacere / Di dilungarmi da tal bene e gioia, / Ch'ogn'altro bel piacer m'è grave noia.

[u.r. 05.02.2018]