APPROPINQUARE v.

0.1 appropinqua, appropinquando, appropinquandosi, appropinquare, appropinquaronsi, appropinquate, appropinquati, appropinquato, appropinquava, appropinqui, appropinquossi, apropinqua, apropinquai, apropinquano, apropinquante, apropinquarsi, apropinquata.

0.2 Lat. appropinquare (LEI s.v. appropinquare).

0.3 Dante, Vita nuova, c. 1292-93: 1.

0.4 In testi tosc.: Dante, Vita nuova, c. 1292-93; Ciampolo di Meo Ugurgieri, a. 1340 (sen.); Cavalca, Esp. simbolo, a. 1342 (pis.).

In testi sett.: Jacopo della Lana, Par., 1324-28 (bologn.).

In testi mediani e merid.: Jacopone (ed. Contini), XIII ui.di. (tod.); Passione cod. V.E. 477, XIV m. (castell.).

0.7 1 Avvicinarsi nello spazio. 1.1 Fig. [A uno scopo]. 2 Avvicinarsi nel tempo (anche pron.). 2.1 Pron. Accingersi.

0.8 Fabio Romanini 22.09.1999.

1 Avvicinarsi nello spazio.

[1] Dante, Vita nuova, c. 1292-93, cap. 16, parr. 1-6, pag. 65.8: La terza si è che quando questa battaglia d'Amore mi pugnava così, io mi movea quasi discolorito tutto per vedere questa donna, credendo che mi difendesse la sua veduta da questa battaglia, dimenticando quello che per appropinquare a tanta gentilezza m'addivenia.

[2] Dante, Convivio, 1304-7, IV, cap. 28, pag. 443.9: Ed è così: [ché], come lo buono marinaio, come esso appropinqua al porto, cala le sue vele, e soavemente, con debile conducimento entra in quello; così noi dovemo calare le vele delle nostre mondane operazioni e tornare a Dio con tutto nostro intendimento e cuore, sì che a quello porto si vegna con tutta soavitade e con tutta pace.

[3] Boccaccio, Filocolo, 1336-38, L. 4, cap. 35, pag. 411.24: avvenne che voltando io gli occhi verso le nitide onde, per quelle vidi subita venire una barchetta, nella quale quattro giovani con un solo marinaio veniano, tanto belle, che mirabile cosa il vederle sì belle mi parve. E essendosi esse già verso di me appropinquate assai, né io però avessi i miei occhi da' loro visi levati, vidi in mezzo di loro un lustrore grandissimo...

[4] Bibbia (08), XIV-XV (tosc.), Dan 6, vol. 8, pag. 60.7: 20. E appropinquando al lago, chiamò Daniele con una voce lacrimabile, e disseli: Daniele, servo di Dio vivente, lo Dio tuo, allo quale tu servi sempre, pensi tu che ti abbi potuto liberare dai leoni?

1.1 Fig. [A uno scopo].

[1] Dante, Commedia, a. 1321, Par., c. 33.47, vol. 3, pag. 547: E io ch'al fine di tutt'i disii / appropinquava, sì com'io dovea, / l'ardor del desiderio in me finii.

[2] Jacopo della Lana, Par., 1324-28 (bologn.), c. 33, 40-54, pag. 736, col. 1.9: Ed io che al fine, çoè, 'et io' A. apropinquai 'al fine' del desiderio, çoè a quella ultima salude, dove sono tutti li desideri in quiete...

2 Avvicinarsi nel tempo (anche pron.).

[1] Jacopone (ed. Contini), XIII ui.di. (tod.), 22.78, pag. 142: Pensavi per augurio la vita perlongare: / anno, dì né ora omo non pò sperare; / vedem per lo peccato la vita stermenare, / la morte appropinquare quann'om pensa gaudere.

[2] Cavalca, Esp. simbolo, a. 1342 (pis.), L. 1, cap. 30, vol. 1, pag. 273.14: onde per questo rispetto predicava Cristo, ed anco Giovanbatista dicendo: Fate penitenza, perchè si è appropinquato il regno de' cieli; volendo indurre li peccatori a penitenza per isperanza del regno del cielo.

[3] Passione cod. V.E. 477, XIV m. (castell.), 530, pag. 54: Et sirà vostro Signore / messo in mani de li peccatori; / et la ora nonn- è longinqua, / anke molto s'appropinqua».

[4] Cicerchia, Risurrez., XIV sm. (sen.), cant. 2.20.1, pag. 410: Vedie la donna che 'l dì s'apropinqua, / da quelle donne alquanto si discosta...

2.1 Pron. Accingersi.

[1] Ciampolo di Meo Ugurgieri, a. 1340 (sen.), L. 3, pag. 89.5: O Enea ignorante del fato, tu apparecchia nel principio d'assalire Italia, la quale pensi già d'avere, appropinqua d'assalire i vicini porti; longa via senza via a te ti divide e parte dalle longhe terre.

[2] Torini, Brieve collezzione, 1363-74 (fior.), pt. 1, cap. 7, pag. 239.9: E quantunque la natura discretissima, sentendo maturo il feto e apropinquarsi a uscire fuori, vivamente aoperi, faccendo le parti, per le quali passare dee, in prima essendo in sé solide e strette, atte ad ampliarsi e a dare luogo, e la creatura, non ancora fatta solida dalla terra, atta a distendere in lunghezza la sua grossezza, non dubio che quello stendersi sia sanza greve doglia della creatura e della madre.

[u.r. 05.02.2018]