APPARENZA s.f.

0.1 aparença, aparencia, aparençia, aparentia, aparenza, aparenzia, aparenzo, apparença, apparencia, apparençia, apparensa, apparentia, apparentie, apparenza, apparenze, apparenzia, apparenzie, apparienzia.

0.2 Lat. apparentia (LEI s.v. apparentia).

0.3 Andrea da Grosseto (ed. Segre-Marti), 1268 (tosc.): 1.2.5.

0.4 In testi tosc.: Andrea da Grosseto (ed. Segre-Marti), 1268 (tosc.); Trattati di Albertano volg., a. 1287-88 (pis.); <Egidio Romano volg., 1288 (sen)>; Bono Giamboni, Trattato, a. 1292 (fior.); Stat. sen., 1298.

In testi sett.: Jacopo della Lana, Purg., 1324-28 (bologn); Arte Am. Ovid. (D), XIV pm. (ven.); Sam Gregorio in vorgà , XIV sm. (lig.).

In testi mediani e merid.: Poes. an. urbin., XIII; Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.); Armannino, Fiorita (13), p. 1325 (abruzz.); Dom. Scolari (ed. Follini), 1355 (perug.).

In testi sic.: Simone da Lentini, 1358 (sirac.).

0.5 Anche s.m. (aparenzo).

Locuz. e fras. alla prima apparenza 3.1; dare apparenza 1.2.3; fare apparenza 2.1; in apparenza 1, 1.2.1; nella prima apparenza 3.1; per l'apparenza 1.2.2; secondo l'apparenza 1.2.2.

0.7 1 Ciò che appare, che si vede manifestamente; modo di apparire alla vista; sembianza, aspetto fenomenico (contrapposto alla sostanza spirituale); portamento, stile. 1.1 Qualità o capacità di imporsi alla vista in maniera singolare; vistosità, appariscenza, maestosità; visibilità; bellezza. 1.2. Ciò che si manifesta esteriormente, a un giudizio o a una percezione superficiale (in contrapposizione con la realtà sostanziale - esistenza, sostanza, verità); parvenza; cosa vana e ingannevole. 2 Atto del mostrarsi alla vista; apparizione; visione (fantastica). 2.1 Locuz. verb. Fare apparenza: mostrarsi alla vista. 3 Percezione (sensibile), impressione. 3.1 Locuz. avv. Alla, nella prima apparenza: alla prima impressione.

0.8 Raffaella Pelosini; Mariafrancesca Giuliani 11.04.2005.

1 Ciò che appare, che si vede manifestamente; modo di apparire alla vista; sembianza, aspetto fenomenico (contrapposto alla sostanza spirituale); portamento, stile.

[1] Stat. sen., 1298, dist. 1, cap. 13 rubr., pag. 150.17: Che i messi dei consoli sieno due; et sieno d' apparenza di XVIIJ anni.

[2] Dante, Convivio, 1304-7, II cap. 7, pag. 98.9: e non dico pur delle minori bestie, ma di quelle che hanno apparenza umana e spirito di pecora o d'altra bestia abominevole.

[3] Bart. da San Concordio, 1302/08 (pis.>fior.), dist. 7 proemio, pag. 137.6: 1 Ora diremo dell' apparenzia e de' portamenti...

[4] Dino Compagni, Cronica, 1310-12 (fior.), L. 1.20, pag. 147.7: Intervenne, che una famiglia che si chiamavano i Cerchi (uomini di basso stato, ma buoni mercatanti e gran ricchi, e vestivano bene, e teneano molti famigli e cavalli, e aveano bella apparenza), alcuni di loro comperorono il palagio de' conti...

[5] Jacopo Alighieri, Inf., 1322 (fior.), cap. 17, pag. 98.5: In questo cominciamento la fiera, forma dell'umana froda, figurativamente, così si dimostra, la cui qualità ne seguenti due gradi permane, figurandola con umana figura a dimostrare che il principio della frode sia di giusta e benigna apparenza, e con busto di serpente macchiato di molti colori, a dimostrare il variato e 'l velenoso volere che in lei si contiene...

[6] Pistole di Seneca, a. 1325? (fior.), 5, pag. 8.6: Ma se noi ci vogliamo partire da' costumi della gente, partianci coll'animo; ma la nostra apparenza s'assomigli a quella della comune gente.

[7] Jacopo della Lana, Inf., 1324-28 (bologn.), c. 30, 1-12, pag. 706, col. 1.4: Da po' che l'A. à trattado ... di falsaduri delle monede, in questo intende de tratare di qui' li quali fono, per fraudar altri, falsificado lo suo aspetto e la soa apparencia im propria persona...

[8] Ottimo, Purg., a. 1334 (fior.), c. 2, pag. 26.10: Altro non vuole dire, se non che l'anima è sustanzia spirituale, la quale non hae demensione, sì che non si puote toccare; e però dice vane, cioè che non hanno demensione se non l'aspetto, cioè l'apparenzia.

[9] Boccaccio, Filocolo, 1336-38, L. 5, cap. 20, pag. 576.27: Tra la quale turba grandissima de' miei amanti, un giovane, di vita e di costumi e d'apparenza laudevole sopra tutti gli altri, mi amò...

[10] Ciampolo di Meo Ugurgieri, a. 1340 (sen.), L. 4, pag. 130.11: A lui s'offerse nel sonno la forma dello Deo, ritornato in nella medesima apparenzia, la quale figura pareva ancora che lui amonisse, in ogni cosa simile a Mercurio, e ne la voce e nel colore e ne' biondi capelli, e nelle membra belle della giovanezza.

[11] Boccaccio, Decameron, c. 1370, IV. 6, pag. 301.15: E appresso questo mi pareva che, riposandosi questa cavriuola una volta e tenendomi il capo in seno, uscisse non so di che parte una veltra nera come carbone, affamata e spaventevole molto nell'apparenza...

- Costituzione, fattezza, struttura fisica.

[12] Bestiario toscano, XIII ex. (pis.), cap. 2, pag. 21.12: L'apa si è una creatura di picciola apparença e di grande fructo et è molto savia creatura, che 'l suo fructo si è lo melle e cera...

- Di bella, molta, poca, umile apparenza.

[13] Zucchero, Santà , 1310 (fior.), [Pt. 4. Fisonomia], pag. 180.8: e àe il suo viso d'umile aparenza, e gli ochi di mezano modo e che traghano i· rotondità...

[14] Pistole di Seneca, a. 1325? (fior.), 33, pag. 74.18: Ma i' tengo, e hoe Eppicuro per forte, e per coraggioso, giassiacosaché paja lento, e di poca apparenza, sanza far vista.

[15] Armannino, Fiorita (13), p. 1325 (abruzz.), pag. 32.15: Intorno avea tropelly et grande schiere de baruny et de cavalery, some, arnisi et fornimenty; avea grande alegrecza et de multa apparentia.

[16] Cavalca, Dialogo S. Greg., a. 1342 (pis.), L. 3, cap. 1, pag. 127.5: Allora egli mirando Paolino e parendogli uomo di bella apparenza, dimandollo che arte sapea fare.

[17] Dom. Scolari (ed. Follini), 1355 (perug.), par. 109.18, pag. 8: Quando le vede el re se maraviglia / Vedendo lor debella aparenza.

[18] Sam Gregorio in vorgà , XIV sm. (lig.), L. 3, cap. 1, pag. 160.17: Alora quello, guardando Paulin e parendoli omo de bella aparença, spiàlo che arte savea far.

- Locuz. avv. In apparenza: nell'aspetto visibile o intellegibile (intrinseco alla manifestazione); estens. al confronto, in paragone.

[19] Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.), 34.28, pag. 121: O amor naturale, notrito en escienza, / simele en apparenza a lo spirituale...

[20] Dante, Commedia, a. 1321, Par. c. 6.85, vol. 3, pag. 94: Ma ciò che 'l segno che parlar mi face / fatto avea prima e poi era fatturo / per lo regno mortal ch'a lui soggiace, / diventa in apparenza poco e scuro, / se in mano al terzo Cesare si mira / con occhio chiaro e con affetto puro...

[21] Tristano Veneto, XIV, cap. 352, pag. 314.36: Et quando Tristan la vete in aparencia et elo cognosse che questa era Brenchaina, la qual tante bontade li havea fato et tanto era amiga dela raina Isota, elo andevene tuto smarido.

1.1 Qualità o capacità di imporsi alla vista in maniera singolare; vistosità, appariscenza, maestosità; visibilità; bellezza.

[1] <Egidio Romano volg., 1288 (sen.)>, L. 1, pt. 2, cap. 19, pag. 59.17: La quarta cosa si è, che quanto a la sua propria persona, elli die fare grande opere, sì come grandi castelli e grandi cose, che durino tutta la sua vita, e le die fare forti, e belle, e durevoli, e non solamente di grande apparenza...

[2] Dante, Commedia, a. 1321, Par. c. 14.56, vol. 3, pag. 229: Ma sì come carbon che fiamma rende, / e per vivo candor quella soverchia, / sì che la sua parvenza si difende; / così questo folgór che già ne cerchia / fia vinto in apparenza da la carne / che tutto dì la terra ricoperchia...

[3] Cavalca, Specchio di croce, a. 1342 (pis.), cap. 12, pag. 56.28: Io credeva che fosse un uomo da bene, e d'alcuna apparenza, ma egli non pare che egli abbia figura e somiglianza d'uomo, sì è dispetto.

[4] Deca prima di Tito Livio, XIV pm. (fior.), L. 7, cap. 10, pag. 164.18: Però che l'uno era grande e grosso, vestito di diversi colori, e avea arme orate e rilucenti; e l'altro era di mezzana statura, e avea armi più utili, che di grande apparenza.

[5] Anonimo Rom., Cronica, XIV, cap. 27, pag. 242.13: Revennéo li uomini e portaone le donne, quelle che apparenza avevano.

1.1.1 Estens. L'essere visibile e conosciuto, fama, notorietà.

[1] Dante, Commedia, a. 1321, Par. c. 29.87, vol. 3, pag. 485: Voi non andate giù per un sentiero / filosofando: tanto vi trasporta / l'amor de l'apparenza e 'l suo pensiero!

[2] Sacchetti, Rime, XIV sm. (fior.), 245.99, pag. 288: e, non farò silenzo, / Iacopo di Donato, lor consorto, / e 'l saggio cavalier sanza aparenzo / Arnaldo e messer Bindo, ciascun orto / de gli Altoviti, e messer Bindaccio / da' Ricasoli e 'l Roba dotto e scorto...

1.2. Ciò che si manifesta esteriormente, a un giudizio o a una percezione superficiale (in contrapposizione con la realtà sostanziale - esistenza, sostanza, verità); parvenza; cosa vana e ingannevole.

[1] Trattati di Albertano volg., a. 1287-88 (pis.), De amore, L. III, cap. 15: [24] a' iudici è dicto: lo giudici n(on) porta coltello sensa cagione; et anco è dicto loro: no(n) giudicate s(e)c(on)do la faccia, cioè s(e)c(on)do appare[n]sa, ma faite giuxto giudicio.

[2] <Egidio Romano volg., 1288 (sen.)>, L. 1, pt. 2, cap. 7, pag. 31.30: La prima ragione si è, che se 'l prenze non è savio, elli non sarà prenze, secondo verità, anzi sarà re di niente e d'apparenze...

[3] <Egidio Romano volg., 1288 (sen.)>, L. 1, pt. 2, cap. 23, pag. 66.30: La quarta condizione si è, che quelli che è di gran cuore die essere veritabile, e die odiare ei mali, ed amare ei beni, e die avere maggiormente cura e fermezza ne la verità che ne l'apparenza del secolo.

[4] Dante, Convivio, 1304-7, III cap. 9, pag. 205.16: Proposta questa acusa, procedo alla scusa per essemplo nello quale alcuna volta la veritade si discorda dall'aparenza, e allora per diverso rispetto si puote trattare.

[5] Bosone da Gubbio, Avv. Cic., a. 1333 (eugub.>fior.), L. 2, cap. 15, pag. 245.4: «Monsignore, e' sono cose le quali hanno loro sustanza contradia a loro [apparenza], che loro [è imposta]...

[6] Boccaccio, Trattatello (Toled.), 1351/55, pag. 42.14: Le tue ricchezze, cosa mobile e incerta, le tue bellezze, cosa fragile e caduca, le tue dilicatezze, cosa vituperevole e feminile, ti fanno nota nel falso giudicio de' popoli, il quale più ad apparenza che ad esistenza sempre riguarda.

[7] Jacopo Passavanti, Tratt. umiltà , c. 1355 (fior.), cap. 1, pag. 239.3: Molti séguitano l'ombra e l'apparenza di questa virtù; ma pochi sono che séguitino la verità.

[8] Maramauro, Exp. Inf., 1369-73 (napol.>pad.-ven.), cap. 29, parr. 65-69, pag. 438.4: E quando non possono venire a perfectione, tanto sonno infirmi che sono como lo amalato il qual non pò pervenire a perfecta sanità; vanno usando sofistiche prove de apparentia e vanno inganando la gente.

1.2.1 Locuz. avv. In apparenza.

[1] Questioni filosofiche, p. 1298 (tosc. sud-or.), L. V, pt. 4, pag. 150.7: Primo, la invidia è ria k'ène sença utilità: ongne altro peccato àe in sé alcuna utilità in apparentia, overo delectatione, da fuore la invidia, como superbia, vanagloria àne appetito d'onore, furto (et) avaritia àne appetito d'avere, luxuria (et) gola [à] appetito de delectare, ira à appetito de diventicare, ma la invidia nulla utilità, nullo bene...

[2] Fiore, XIII u.q. (fior.), 72.8, pag. 146: Se mai trai di pregion Bellacoglienza, / Sì fa che ttu ne tenghi questa via, / Od altrimenti mai non t'ameria, / Che ch'ella ti mostrasse in aparenza.

[3] Dino Compagni, Cronica, 1310-12 (fior.), L. 2.6, pag. 159.8: E quando fu quivi, mandò anbasciadori a Firenze messer Guiglielmo francioso, cherico, uomo disleale e cattivo, quantunque in apparenza paresse buono e benigno, e uno cavaliere provenzale che era il contrario, con lettere del loro signore.

[4] Boccaccio, Fiammetta, 1343-44, cap. 8, par. 18, pag. 251.22: però che [[la Fortuna]] dandomi in apparenza alcuno rifrigerio, me poi nelle separate lagrime ritornante ha miserissima fatta.

[5] Arte Am. Ovid. (D), XIV pm. (ven.), L. I, pag. 493.15: Ma le to' forçe stia ascose, che tu non si' parlente in apparentia, e le to' vose fuça le parole moleste e superbe.

[5] Simone da Lentini, 1358 (sirac.), cap. 17, pag. 77.12: Et illi Arabi [[...]] mandaru setti homini predandu inver Chirami, sicundu chi Brachimi sarrachinu havia mandatu a diri a Serloni, so frati adottivu, per farisi virtuusu in apparencia, chì in existentia era tradituri.

1.2.2 Locuz. avv. Per, secondo l'apparenza: sulla base di aspetti estrinseci e superficiali.

[1] Ottimo, Par., a. 1334 (fior.), c. 13, pag. 325.12: Cioè queste due genti idiote e grosse, che guatano e giudicano pure secondo l'apparenza, [non credano] che sempre sieno li giudicj di Dio secondo il loro arbitrio...

[2] Bambaglioli, Tratt., a. 1343 (tosc.), rubr. 53, pag. 27.18: Che giudicare non si dee per l'apparença; ma per certa sciença.

1.2.3 Locuz. verb. Dare apparenza.

[1] Bono Giamboni, Trattato, a. 1292 (fior.), cap. 22, pag. 142.19: E per via d'Ipocresia è detto l'animo vanagrolioso, quando vista ed aparenza d'essere quello che no è e di fare quello che non fa.

1.2.4 Ragione fittizia.

[1] Libro del difenditore della pace, 1363 (fior.), diz. 1, cap. 16, par. 1, pag. 90.18: Ché ad alquno pare che lla primaia instituzione sia milglore per alqune apparenze.

1.2.5 Simulazione, finzione.

[1] Andrea da Grosseto (ed. Segre-Marti), 1268 (tosc.), L. 2, cap. 3, pag. 208.2: ma 'l dolor ch'è d'antica cosa dé esser schernito e aviliato, perciò ch'egli è fatto per epocresia e apparenzia; anco per enfi[n]gimento; o egli è fatto per pazzia e matezza.

[2] Deca prima di Tito Livio, XIV pm. (fior.), L. 1, cap. 19, pag. 37.11: E conciofossecosachè ei non potesse ciò fare senz'alcuna apparenza di miracolo, ei disse sagacemente al popolo, ch'egli si consigliava di notte con una Dea che si chiamava Egeria...

2 Atto del mostrarsi alla vista; apparizione; visione (fantastica).

[1] Dante, Convivio, 1304-7, II cap. 13, pag. 125.3: E lo cielo di Venere si può comparare alla Rettorica per due propietadi: l'una si è la chiarezza del suo aspetto, ché è soavissima a vedere più che altra stella; l'altra si è la sua apparenza or da mane or da sera.

[2] Jacopo della Lana, Purg., 1324-28 (bologn.), c. 30, 22-36, pag. 641, col. 2.3: Io vidi già . Qui comença a descriver come gl'aparve Biatrixe, ed aduxe a soa aparenzia un exemplo in questo modo.

[3] Ottimo, Par., a. 1334 (fior.), c. 14, pag. 335.11: Parvemi ec.. Per questa similitudine delle stelle, quando da principio della sera appaiono, che appena si veggono da bene perspicace occhio; [così] mostra l'apparenza delle anime del terzo serto.

[4] Jacopo Passavanti, Tratt. sogni, c. 1355 (fior.), pag. 350.18: E così è grande varietà de' sogni per le cagioni diverse e dentro e di fuori, e per la isvariata disposizione dell'organo fantastico, dove si riceve la immaginaria apparenza e visione del sogno.

[5] Sposiz. Pass. s. Matteo, 1373 (sic.), cap. 28, par. 7, vol. 2, pag. 173.31: Non fu addunca apparencia fantastica, ma fu erruri fantasticu in li disscipuli, et propria figura in lu salvaturi.

2.1 Locuz. verb. Fare apparenza: mostrarsi alla vista.

[1] Chiaro Davanzati, XIII sm. (fior.), canz. 38.21, pag. 137: I' non poria acertire / in tut[t'] a sua valenza, / ché de la sua piagenza / mill'altre avrian disire: / ché llà ove fa aparenza / lo scuro fa chiarire, / e face il sol venire / là ovunque è 'n presenza...

3 Percezione (sensibile); impressione.

[1] Dante, Convivio, 1304-7, IV cap. 8, pag. 309.9: Per che manifesto è Aristotile non avere inteso della sensuale apparenza; e però, se io intendo solo alla sensuale apparenza riprovare, non faccio contra la intenzione del Filosofo, e però nella reverenza che a lui si dee non offendo.

[2] Chiose falso Boccaccio, Par., 1375 (fior.), c. 33, pag. 714.14: Ancora lu' vede nell'aria quel segnio disvariato di diversi colori alla nostra apparenza, il qual segnio è appellato da' poeti Iris Thaumanzias e noi lo chiamiamo archo di cielo...

[3] San Brendano ven., XIV, pag. 170.6: Questo ch'io è, io non lo è miga per mio merito, mo per spizial grazia che Dio me à fata sì como li à plasudo; nì non m'è luogo de penetenzia che tropo me vaia, mo si è uno luogo de perdonanza e de alguna aparenzia de refrizierio, la qual me vien fata a l'onor de Dio ogna domenega.

[4] Bibbia (10), XIV-XV (tosc.), Col 3, vol. 10, pag. 275.5: 22. Voi, servi, obbedite alli vostri messeri carnali, non servendo a piacimento dell'uomo secondo l'apparenza dell'occhio, ma con purità e simplicità di cuore, temendo il Signore.

3.1 Locuz. avv. Alla, nella prima apparenza: alla prima impressione.

[1] Boccaccio, Trattatello (Toled.), 1351/55, pag. 100.3: Ultimamente dico che la voce del paone è orribile: la quale, come che la soavità delle parole del nostro poeta sia molta quanto alla prima apparenza, sanza niuno fallo a chi bene le medolle dentro ragguarderà, ottimamente a lui si confà.

[2] Boccaccio, Esposizioni, 1373-74, c. I (i), par. 75, pag. 35.34: E, se bene si riguarderà alli loro stili, essi non sono dal modo del parlare differenti da' profeti, ne' quali leggiamo, sotto velamento di parole nella prima aparenza fabulose, l'opere ammirabili della divina potenza.

[3] Deca terza di Tito Livio, XIV (fior.), L. 5, cap. 37, pag. 77.9: E per questo, essendo ogni cosa avuta in negligenza appo i nimici, e queste cose essendo spiate da Marcio, l'animo pose ad un consiglio nella prima apparenza temerario più che audace...

[u.r. 05.02.2018]