ARCO s.m.

0.1 alchi, alco, arc', arch, arche, archi, archo, archora, archy, arco, arcora, àrcora, arcu, arki, larcho.

0.2 Lat. arcus (LEI s.v. arcus).

0.3 Ruggieri Apugliese (ed. Contini), XIII m. (sen.): 1.1.

0.4 In testi tosc.: Ruggieri Apugliese (ed. Contini), XIII m. (sen.); Brunetto Latini, Tesoretto, a. 1274 (fior.); Restoro d'Arezzo, 1282 (aret.); Stat. sen., 1298; Bestiario toscano, XIII ex. (pis.); Folgóre, Mesi, c. 1309 (sang.); Zucchero, Sfera, 1313-14 (fior.); Doc. pist., 1322-26; Simintendi, a. 1333 (prat.);Stat. lucch., XIV pm.

In testi sett.: Caducità , XIII (ver.); Cronica deli imperadori, 1301 (venez.); Belcalzer (ed. Ghinassi), 1299/1309 (mant.); Elucidario, XIV in. (mil.); Paolino Minorita, 1313/15 (venez.); Jacopo della Lana, Inf., 1324-28 (bologn.); Dondi dall'Orologio, Rime, XIV (padov.).

In testi mediani e merid.: Miracole de Roma, XIII m. (rom.); Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.); Giostra virtù e vizi, XIII ex. (march.); Armannino, Fiorita (13), p. 1325 (abruzz.); Stat. perug., 1342; Bosone da Gubbio, Spir. Santo, p. 1345 (eugub.); Neri Moscoli, Rime, XIV pm. (castell.); Destr. de Troya, XIV (napol.).

In testi sic.: Angelo di Capua, 1316/37 (mess.); Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.).

0.5 Locuz. e fras. a guisa d'un arco 6.3;a modo d'arco 6.3; arco celeste 5; arco celestiale 5; arco con pallottiera 1.6; arco da cielo 5; arco da lana 1.7; arco da pallotte 1.6; arco del cielo 5; arco dell'inganno 2.2; arco del sole 5; arco trionfale 3.2; avere l'arco lungo 2.4; battere ad arco 1.7; colpo d'arco 1.3; come arco piegato 6.3; distendere l'arco 2.1.2; dirizzare l'arco 2.3; fare arco 6.4; in arco 6.3; in arco torto 6.3;in forma d'arco 6.3; portare l'arco teso 2.1.2; rattenere l'arco 2.1.2; sapere d'arco 1.2; star con l'arco teso 2.1.2; stendere l'arco 2.1, 2.3; tendere l'arco 2.1, 2.3; tirata d'arco 1.3; tratto d'arco 1.3; volgere ad arco 3.3; volgere in arco 3.3, 6.4.

0.6 T Doc. sen., 1235: Martino dall'Archo Malavolte.

0.7 1 [Armi] Arma per scagliare frecce costituita da un'asta resistente e flessibile le cui estremità sono legate in tensione con una corda. 1.1 Aprire l'arco, tirare l'arco / dell'arco, trarre l'arco / d'arco, trarre saette d'arco: scagliare la freccia. 1.2 Sapere d'arco: essere abili con l'arco. 1.3 [Come unità di misura:] locuz. nom. Tratto, tirata, colpo d'arco: la distanza percorsa da una freccia lanciata da un arco. 1.4 [L'arma con cui Amore e Cupido colpiscono le loro vittime]. 1.5 [Rif. al segno zodiacale del Sagittario]. 1.6 Locuz. nom. Arco da pallotte, con pallottiera: arco per lanciare pallotte (proiettili sferici). 1.7 Strumento a forma di arco per battere la lana. Locuz. nom. Arco da lana. Fras. Battere ad arco. 1.8 Meton. Sostegno militare. 2 Fig. (e in paragoni in contesti metaf.). 2.1 Fig. Fras. Tendere, stendere l'arco (preparandosi a colpire). 2.2 Fig. Fras. Arco dell'inganno. 2.3 Fig. Arco dell'operazione, dell'intelletto. Fras. Dirizzare, stendere, tendere l'arco (a qsa, per uno scopo). 2.4 Fig. Fras. Avere l'arco lungo: essere molto accorto. 2.5 Fig. Arco divino: divina provvidenza. 2.6 [Prov.] Arco per piega gran colpo allega. 2.7 [Prov.] Arco ad arciere: a ciascuno il suo. 3 [Arch.] Struttura architettonica portante ad asse curvilineo; elemento architettonico (anche non portante) della stessa forma. 3.1 Arcata di ponte, acquedotto ecc. 3.2 Locuz. nom. Arco trionfale: struttura ad arco isolata, costruita a scopo commemorativo o celebrativo. 3.3 Locuz. verb. Volgere in arco, ad arco: costruire in forma d'arco, piegare. 3.4 [In contesti fig.]. 4 [Geom.] Parte di una linea curva compresa tra due punti. 4.1 [Astr.] 4.2 Involucro sferico (dell'aria). 4.3 Alone luminoso e iridescente (che può formarsi intorno a un astro). 4.4 Fig. Aureola. 5 (Immagine di una) serie di archi concentrici nella gamma dei colori dello spettro solare, arcobaleno. Locuz. nom. Arco celeste / celestiale, arco da / del cielo, arco del sole. 6 [Rif. a entità concrete e astratte di forma e struttura curva:] ansa; golfo. 6.1 Segmento di un oggetto fisico o di una parte corporea di forma curva. 6.2 Fig. L'intero corso, la parabola della vita o ciascuna delle sue fasi (nascita, maturità, morte). 6.3 Locuz. avv. A guisa d'un arco, a modo d'arco, come arco piegato, in arco (torto), in forma d'arco: in forma arcuata, di andamento ricurvo. 6.4 [Rif. ad una figura rettilinea:] fras. Fare arco (di qsa), volgere in arco qsa: piegare (qsa) componendo una curva. Fig. Rendere tortuoso e difficoltoso. 7 Signif. incerto: mal d'arco: malattia dell'arcobaleno, itterizia?

0.8 Roberto Leporatti; Mariafrancesca Giuliani 26.03.2001.

1 [Armi] Arma per scagliare frecce costituita da un'asta resistente e flessibile le cui estremità sono legate in tensione con una corda.

[1] Restoro d'Arezzo, 1282 (aret.), L. II, dist. 7, cap. 2, pag. 181.24: e quanto questo vapore scendarà da alto, tanto debilitarà, e quanto verrà più da presso, tanto sarà più forte: secondo la saietta mandata da l'arco, che quanto più vene delogne, tanto più debilita, e quanto vene dal loco più presso, tanto più forte percote.

[2] Bono Giamboni, Vegezio, a. 1292 (fior.), L. 2, cap. 16, pag. 58.23: Ancora v'erano tutti i balestrieri con cappelli, e coltelli, e catafratte, e con le saette, e cogli archi.

[3] Bestiario toscano, XIII ex. (pis.), cap. 82, pag. 94.17: ché quando est maggiore la corda del buono arco, tanto la saietta piò percuote e piò entra.

[4] Giostra virtù e vizi, XIII ex. (march.), 255, pag. 333: Intando lu adversariu clamò li balesteri / con moschecte de focu, / con gavallocte et arcora armati cavaleri, / et adpressòse un pocu.

[5] Cronica deli imperadori, 1301 (venez.), pag. 199.14: e in la note dela morte de quello, Martian imperador, el qual in quella fiada a Constantinopoli demorava, vete in sonno l'archo de Atilla roto, per questo intendando ello esser morto...

[6] Giordano da Pisa, Quar. fior., 1306 (pis.>fior.), 61, pag. 302.27: Sono cose che ssi conservano usando, sì come lo strumento, l'arco, l'armi e cotali cose: e non usandole si guastano, usandole si conservano.

[7] Folgóre, Mesi, c. 1309 (sang.), 10.6, pag. 414: falconi, astori, smerletti e sparvieri, / lunghe, gherbegli, geti con carnieri, / bracchetti con sonagli, pasti e guanti; / bolz'e balestre dritt'e ben portanti, / archi, strali, pallotte e pallottieri...

[8] Armannino, Fiorita (13), p. 1325 (abruzz.), pag. 20.1: Colui non avidendose de la ccasone, la sagecta pusse in seo arco et tirando gectau ad presso ad Enea la quale ficta remase.

[9] Jacopo della Lana, Inf., 1324-28 (bologn.), c. 12, 46-66, pag. 338, col. 1.9: 'Centauri' sono animali meçi cavagli e megi omini li quai vano cum archi e cum sagitte pestilenziando quelle anime di tyranni che buglino in lo sangue...

[10] Nicolò de' Rossi, Rime, XIV pi.di. (tosc.-ven.), son. 179.5, pag. 121: A gy Tartari è dato lo caçare, / a gy Mogolli l'un l'altro tradire, / gy Blachi per veneno altrui uçire, / e gy Çudëy poco deçunare, / Turchi cum l'archo mastri de saetare...

[11] Simintendi, a. 1333 (prat.), L. 4, vol. 1, pag. 165.10: Una ninfa viene spesso a questa acqua; ma non acconcia a cacciare, nè usata di tendere archi, nè di contendere nel correre...

[12] Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.), L. 9, cap. 3, vol. 2, pag. 207.23: issu cumandau que li arki e li sagitti di quilli di Cretu fussiru rutti et gittati a lu flumi...

[13] Stat. perug., 1342, L. 3, cap. 142, par. 12, vol. 2, pag. 207.11: Sia enpertanto licito aglie volente portare balestro overo arco con polça de leno overo verrecta portare e balestrare con esse, ma non con saiecta de ferro malitiosa...

[14] Maramauro, Exp. Inf., 1369-73 (napol.>pad.-ven.), cap. 12, pag. 243.4: E costoro portavano archi e saette al modo che uxano ogi li Ungari, li quali corendo e fugendo vano robando e occidendo altrui...

[15] Anonimo Rom., Cronica, XIV, cap. 12, pag. 97.6: Mentre che le leierete, verrao uno e stennerao sio arco turchesco e percoteraote de una frezza.

[16] Destr. de Troya, XIV (napol.), L. 15, pag. 162.33: E voltandose contra l'altro volendolo abattere oy ferire, Paris da lo travierso tirandole una sagetta coll'archo suo feriolo alle costate.

1.1 Aprire l'arco, tirare l'arco / dell'arco, trarre l'arco / d'arco, trarre saette d'arco: scagliare la freccia.

[1] Ruggieri Apugliese (ed. Contini), XIII m. (sen.), 2.39, pag. 892: Molto fo ben un canestro, / selle e cinghie ed un capestro, / so trare d'arco e di balestro, / tignere in verde et in cilestro, / e so di scacchi.

[2] <Egidio Romano volg., 1288 (sen.)>, L. 3, pt. 3, cap. 7, pag. 291.25: La quarta cosa si è, che i battaglieri debbono essere esercitati a trarre saette d'àrcora e di balestra; e quest'è grande utilità, quando l'uomo non si può aggiógnare co' nemici...

[3] Fatti di Cesare, XIII ex. (sen.), Luc. L. 7, cap. 11, pag. 212.11: Li dardi, le saette volavano; pietre di fonde e bradoni gittavano d'ogni parte, e palle di piombo manesche di Media, d'Arabia e di Soría, che sapevano d'arcora trarre.

[4] Guido Cavalcanti (ed. Contini), 1270-1300 (fior.), 20.7, pag. 514: a la terza apre l'arco, ma sì piano / che non m'aggiunge essendoti presente...

[5] Guido Cavalcanti (ed. Contini), 1270-1300 (fior.), 38.9, pag. 545: ch'un prest'arcier di lui ha fatto segno / e tragge l'arco, che li tese Amore, / sì lietamente, che la sua persona / par che di gioco porti signoria.

[6] Dante, Commedia, a. 1321, Inf. 12.63, vol. 1, pag. 198: A qual martiro / venite voi che scendete la costa? / Ditel costinci; se non, l'arco tiro».

[7] Nicolò de' Rossi, Rime, XIV pi.di. (tosc.-ven.), son. 212.1, pag. 139: Amor, quando sopra m'apresti l'arco, / l'anima mïa scolorita e fiappa, / temente, streta soto la tua cappa, / ché non pò sustenere tanto carco...

[8] Angelo di Capua, 1316/37 (mess.), L. 11, pag. 200.6: Et quanti fiati tirava di l'arcu, tanti Truyani gictava morti per tera. Appressu si dirizava contra di dui Truyani, di li quali l'unu avia nomu Orsolicu et l'autru Bucobitu; di ki la Camilla tirau di l'arcu, et passandu lu pectu di Orsolicu mortu lu gictau per terra.

[9] Boccaccio, Ninfale, 1344/48 (?), st. 412.2, pag. 332: Tu non potrai fuggir le mie saette / se l'arco tiro, o sciocca peccatrice!

[10] Destr. de Troya, XIV (napol.), L. 18, pag. 179.13: e lo sagittario, tirando dell'arco contra Dyomede, feriolo gravemente co la sagetta.

1.1.1 Fig.

[1] Gradenigo, Quatro Evangelii, 1399 (tosc.-ven.), c. 38.192, pag. 263: poi che se sente del nato discarco, / né più al dolor abuto non se volta, / perché lieta è del periglioxo varco / et che nel mondo novello huomo naque. / Cossì ora al dolor tirate l'arco; / ben ve revederò, se al Padre plaque, / et col cor vostro gauderete, né altri / non puote tor quel gaudio in terra o in aque.

1.2 Sapere d'arco: essere abili con l'arco.

[1] Fatti di Cesare, XIII ex. (sen.), Luc. L. 3, cap. 9, pag. 115.28: Quelli dell'isola di Crete vi vennero, che non sapevano meno d'arcora de' Turchi...

1.3 [Come unità di misura:] locuz. nom. Tratto, tirata, colpo d'arco: la distanza percorsa da una freccia lanciata da un arco.

[1] Itinerario luoghi santi, XIII u.q. (fior.>lucch.), pag. 162.39: Di fuori dalle mura della cittade, come l'uomo escie per la mastra porta tutt'a diritto piue d'uno tratto d'archo, trova l'uomo la sepoltura di sancto Cornelli...

[2] Boccaccio, Caccia di Diana, c. 1334, c. 7.50, pag. 26: Di dietro a questo forse una tirata / d'arco venivan cani, ond'e' fu preso...

[3] Tristano Veneto, XIV, cap. 281, pag. 253.24: Apresso questo parlamento avene uno çorno che lo re Marcho era in una planura, la qual era apresso lo mar circha do colpi de archo lutan da Tintoil, et avea fato dreçar tre pavioni per lo chaldo...

[4] Francesco di Vannozzo, Rime, XIV sm. (tosc.-ven.), [1380] 60.65: Clamé sier Marcotto / e andaremo de botto al maratasso, / o volé passo passo: / ende sé un tratto d'arco.

1.4 [L'arma con cui Amore e Cupido colpiscono le loro vittime].

[1] Brunetto Latini, Tesoretto, a. 1274 (fior.), 1160, pag. 216: e se non hai timore, / vedrai i· Dio d'Amore, / e vedrai molte gente / che 'l servono umilmente, / e vedrai le saette / che fuor de l'arco mette.

[2] Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.), 78.44, pag. 323: L'Amor sì l'ode e no lo 'ntenne: / de gran fervor suo arco tenne, / saietta 'l cor, tutto l'accenne / del gran Segnor, che non ha pare.

[3] Jacopo della Lana, Purg., 1324-28 (bologn.), c. 28, 61-75, pag. 593, col. 2.6: Venus ave un figliolo de Saturno ch'ave nome Cupido lo quale portava continuamente le saete e l'arco d'amore...

[4] Nicolò de' Rossi, Rime, XIV pi.di. (tosc.-ven.), son. 415.5, pag. 251: Eo formo Amore che corona porti / cum quatro ali, blancha vesta di flore, / e 'l suo manto de diverso colore, / d'ambyduy lati teli accuti e forti; / en la man mancha l'arco a capi torti...

[5] Comm. Arte Am. (A), XIV pm. (pis.), ch. 8, pag. 561.27: Però che si dice che l'Amor ha arco e saette e cusì si dipinge.

[6] Arte Am. Ovid. (D), XIV pm. (ven.), L. I, pag. 479.25: E a mi cede l'amor, quamvisdio ch'el empiaghe cum l'arco li mie' petti, spasse le faselle buttade.

[7] Neri Moscoli, Rime, XIV pm. (castell.), 83.1, pag. 628: Oimé, ch'io veggio l'arco e quille strale / ne la branca trovar mo de colùe, / che saiettando il cor me parte in plùe / de mille pezzi e fuggir non me vale.

[8] Antonio da Ferrara, XIV s. e t.q. (tosc.-padano), 24.11, pag. 276: Amor ne gli occhi umani / porta con atto gentile e benigno: / tien l'arco in le sue mani / e fere, quando scocca, in dritto segno.

1.4.1 Estens. Pena (amorosa).

[1] Rim. Am. Ovid. (B), a. 1313 (fior.), pag. 362.8: Se tu tolli via gli oziosi riposi, gli archi d'Amore periranno, e le fiac[c]ole sue giaceranno disprezzate e sanza luce.

[2] Rim. Am. Ovid. (C), XIV pm. (tosc.occ.>fior.), pag. 442.12: Se· ttu togli via i riposi, e periscono gli archi della cupidine, e· lle fiaccole dell'amore rimagnono spregiate e sanza luce.

[3] Canzoniere del sec. XIV, a. 1369 (tosc.occ.), 1.58, pag. 8: / ma io sotto il grande archo / non trovo alchun ch'a me simile sia, / né che abbia pena sì malvagia e ria.

1.5 [Rif. al segno zodiacale del Sagittario].

[1] Restoro d'Arezzo, 1282 (aret.), L. I, cap. 4, pag. 8.34: E 'l sagittario è desegnato parte omo e parte bestia, cum quattro piei, e tene l'arco e la saietta en mano...

[2] Cecco d'Ascoli, Acerba, a. 1327 (tosc./ascol.), L. 4, cap. 6.4007, pag. 361: Ed altro che tacere è bella cosa, / Governa Scorpïon quando scintilla. / Di chi con l'arco in cielo pur minaccia, / Le femora conforman le saette...

[3] Simintendi, a. 1333 (prat.), L. 2, vol. 1, pag. 55.21: tu pur andrai verso' corni del contraposto toro, e verso gli archi di Tessalia, e contra la bocca del crudele leone...

[4] Libri astron. Alfonso X, c. 1341 (fior.), Libro delle stelle fisse, L. 2, pag. 137.27: E tira sì forte l'archo che il cavallo mette il pié ritto infra l'archo e la corda. E tutte le stelle che ae lucenti sono dentro nella figura del segno o nel archo.

1.6 Locuz. nom. Arco da pallotte, con pallottiera: arco per lanciare pallotte (proiettili sferici).

[1] x Doc. fior., 1317, pag. 369: Archida balatte, per uno d. j. || In nota: Deve leggersi balotta.

[2] Giovanni Villani (ed. Porta), a. 1348 (fior.), L. IX, cap. 35, vol. 2, pag. 53.19: e acciò che' Saracini non potessono risaettare sopra i suoi le loro saette, ordinò che tutte quelle di sua gente fossono sanza cocca, e le corde di suoi archi con pallottiera, che poteano saettare le loro e quelle de Saracini. || E vedi anche il passo di Folgóre citato al punto 1.

1.7 Strumento a forma di arco per battere la lana. Locuz. nom. Arco da lana. Fras. Battere ad arco.

[1] Stat. sen., 1298, dist. 8. cap. 29., pag. 277.22: Item statuimo et ordinamo, che neuno nell'Arte nostra possa báctare ad arco, o vero camaitare, a lume di fuoco, ad pena di X soldi chi contra farà.

[2] Stat. pis., 1304, cap. 47, pag. 682.8: Et anco s'intenda lavoro vetato, vergheggiatore, pettinatore, tonditore di boldroni, battere ad arco et boldroni.

[3] Cenne de la Chitarra, XIII ex.-a. 1336 (aret.), 10.4, pag. 431: nottol'e chieppe con nibbi lainieri; / archi da lana bistorti e pesanti; / barbagianni, assïuoli, allocchi tanti / quanti ne son di qui a Monpeslieri...

[4] ? Cronaca volg. isidoriana, XIV ex. (abruzz.), pag. 134.22: Quando fo trovato lo broccolero et l'arco et ordire le tele et tengere la lana Et essa in primo trovao lu bocculero et lu arco. Et fo la prima che insegnasse ordire le tele et tengere la lana de diversi culuri.

1.8 Meton. Sostegno militare.

[1] A. Pucci, Centiloquio, a. 1388 (fior.), c. 27, terz. 74, vol. 2, pag. 41: Non vi date incarchi / de' nostri fatti; noi sappian la via, / e non abbiam bisogno de' vostri archi.

2 Fig. (e in paragoni in contesti metaf.).

[1] Caducità , XIII (ver.), 205, pag. 661: Ké lo so arco en questa miser' vita / sempro sta tes per trar alcuna sita: / tal no l'aspeta en cui ella s'afica...

[2] Rustico Filippi, XIII sm. (fior.), son. 48.11, pag. 117: Deo, como son lontan da me' pensiero / li falsi e li noiosi maldigenti, / che là non volgo l'arco ov'eo ne fero...

[3] Guido Orlandi, 1290/1304 (fior.), 14.1, pag. 169: Poi che traesti infino al ferro l'arco / ver' lo stecchetto, e non desti di sovra, / motta né caso volentier ti parco: / voglio cangiare a te la rima e l'ovra.

[4] Bart. da San Concordio, 1302/08 (pis.>fior.), dist. 20, cap. 2, par. 2, pag. 333.6: e quegli facendolo più volte, domandollo se continuamente potesse così fare; e quegli rispuose che, se continuamente facesse così, l'arco si romperebbe.

[5] Fr. da Barberino, Doc. Am., 1314 (tosc.), pt. 2, docum. 5.706, vol. 2, pag. 222: Se pur guerra aver convieni, / gli occhi averti attorno tieni: / pensa che coll'arco suo / vegghia ogni nemico tuo...

[6] Paolino Minorita, 1313/15 (venez.), cap. 26, pag. 32.25: Et miser sen Çane per exemplo de l'arco ke cul[u'] tegniva en man, lo quale no stava sempre tirado, li ensegnà ke l'omo non podeva sempre esser in operacion vertuosa, ma faceva mester alguna fiada recrear l'anemo com'è dicto.

[7] Dante, Commedia, a. 1321, Par. 17.57, vol. 3, pag. 283: Tu lascerai ogne cosa diletta / più caramente; e questo è quello strale / che l'arco de lo essilio pria saetta.

[8] Dante, Commedia, a. 1321, Par. 4.60, vol. 3, pag. 57: S'elli intende tornare a queste ruote / l'onor de la influenza e 'l biasmo, forse / in alcun vero suo arco percuote.

[9] Ceffi, Epistole eroiche, 1320/30 (fior.), ep. Fedra, pag. 33.17: La cosa, che non s'avvicenda, non può durare. Lo riposo ricrea le membra, e conforta la virtù! Prendi esempio del tuo arco, che per troppo stare in corda diviene lento.

[10] Fazio degli Uberti, Dittamondo, c. 1345-67 (tosc.), L. 2, cap. 12.81, pag. 123: che gran pena mi fia giungere al segno, / dove a me pare che 'l tuo arco saetta...

[11] Matteo Frescobaldi, Rime, a. 1348 (fior.), 13.8, pag. 85: Ché ben conosco ch'i' l'ho morto a ttorto / più che facesse mai nullo animale; / ma questa donna, a cui di lui non cale, / m'ha l'arco in mano e la saetta porto.

[12] Legg. sacre Mgl.II.IV.56, 1373 (fior.), Legg. di S. Giovanni, pag. 40.24: S'io stessi in continova orazione, io diventerei leno come il tuo arco: e per potervi meglio istare, dòe un poco di tempo a godermi con questo uccello di Dio.

[13] Petrarca, Canzoniere, a. 1374, 87.1, pag. 120: tosto come aven che l'arco scocchi, / buon sagittario di lontan discerne / qual colpo è da sprezzare, et qual d'averne / fede ch'al destinato segno tocchi...

[14] Boccaccio, Rime, a. 1375, pt. II, 35.44, pag. 194: ché se 'l furor, ch'è dentro, così fore / mostrasse la sua rabbia, / ciascun di noi l'infamia avrebbe tinto; / ma 'l fren della ragion in questo ha vinto, / che la 'ngiuria e l'amor non m'ha commosso, / e ben sostegno addosso / d'ambedue queste cose tanto incarco, / ch'ha troppo teso e presso rotto l'arco.

[15] Dondi dall'Orologio, Rime, XIV (padov.), 1.9, pag. 3: Tu à' veduto dolz'archo spezare / soperchia tesa per forza di braza, / et per soperchio fredo doventare / l'aqua, ch'è tanto molle, dura giaza; / sì che 'l soperchio pò ben far mutare / del mio proposto la dirita traza.

[16] Francesco di Vannozzo, Rime, XIV sm. (tosc.-ven.), [1379] 79.243: Ai, dolorosi e sciochi, / che, come l'arco scrochi, / arfili e rochi - e cavalli e pedoni / vi farà star moltoni, / e la città coi sproni - al ciel voltata, / o mal fondata, - o terra sagurata, / de tal derrata - pasci el tuo terreno?

[17] Bibbia (03), XIV-XV (tosc.), 2 Re 22, vol. 3, pag. 285.6: [35] Ammaestrando le mie mani alla battaglia, e componendo le mie braccia come arco d'acciaio. [36] Tu mi desti lo scudo della tua salute...

2.1 Fig. Fras. Tendere, stendere l'arco (preparandosi a colpire).

[1] Contempl. morte, 1265 (crem.>sen.), 575, pag. 90: Lo re di groria ha tteso l'arco: / Non <v>i val<e> né torre né palaço, / Casteg né rocche né forteça, / Oro né ariento né riccheça, / Che tti possa mettere un guanto / [... -anto].

[2] <Zucchero, Esp. Pater, XIV in. (fior.)>, pag. 51.16: e certo Dio ha già suo arco teso e intassato, sì come dice il salterio per uccidere li peccatori, s'elli non si ammendano.

[3] Ciampolo di Meo Ugurgieri, a. 1340 (sen.), L. 12, pag. 426.8: Ma perciò non la confortai che tendesse l'arco: io giuro per l'implacabile capo di Stige (la quale è una religione data dalli Dei superni), che io ora mi parto, e abbandono le battaglie, e in odio l'aggio.

[4] Bibbia (05), XIV-XV (tosc.), Sal 7, vol. 5, pag. 160.4: [13] Se voi non sarete convertiti, elli moverà il suo coltello; egli ha isteso l'arco suo, e hallo apparecchiato.

2.1.1 Fig. Fras. Portare l'arco teso, star con l'arco teso.

[1] Fiore, XIII u.q. (fior.), 105.12, pag. 212: Ed è ben dritto, ch'i' sono 'l più sag[g]io; / Sì porto tuttor, sotto, l'arco teso, / Per dar a quel cotal male e damag[g]io / Che 'n gastigarm[i] stesse punto inteso».

[2] Bosone da Gubbio, Spir. Santo, p. 1345 (eugub.), 47, pag. 116: Ora comincio col segno beato / e dico che nell'anno di Dio mille / trecento sette poi che fu chiavato, / surser di guerra picciole faville / tra l'Isola di Rode, e di Turchia / robando lengne e tentando le ville, / bem che 'ntra loro usasser mercantia / ciaschuno stava pur coll'archo teso / sentendo dico alquanto de resia.

[3] A. Pucci, Centiloquio, a. 1388 (fior.), c. 90, terz. 66, vol. 4, pag. 172: Appresso, per la mala vicinanza, / ch'avien di Lucca, ove coll'arco teso / stava il Tiranno colla gran possanza...

[4] Sacchetti, Trecentonovelle, XIV sm. (fior.), 52, pag. 119.20: E' non è molti anni che in Firenze fu un cittadino chiamato Sandro Tornabelli, il quale era sì vago d'acquistare moneta, che sempre stava con l'arco teso per veder se potesse fare un bel tratto, e sempre andava in gorgiera.

2.1.2 Fig. Fras. Distendere, rattenere l'arco.

[1] Jacopo Cecchi, XIV pm. (fior.), 1.49, pag. 437: Distendi l'arco tuo sí che non esca / pinta per corda la saetta fore, / che per passarle il cor già messa v'hai.

[2] Canzoniere del sec. XIV, a. 1369 (tosc.occ.), 30 [Iacopo Cecchi].49, pag. 68: <F> Morte, dunque di tanto mal t'increscha / quanto seguiterà se costei more, / che fi' il maggior che si<i> sentisse mai; / dè, rattien l'arco tuo, sì che non escha / pinta per corda la saecta fore, / che per passarli il cor<e> già posta v'ài...

2.2 Fig. Fras. Arco dell'inganno.

[1] A. Pucci, Guerra, a. 1388 (fior.), II, ott. 13.8, pag. 204: Pier Gambacorti appresso per trattato, / col braccio Fiorentin cavalcò a Pisa, / e se fosse ito male accompagnato, / per certo, ch'egli avie caro di risa, / perocch'egli era tradito, e 'ngannato / da' suo' Pisan, secondochè s'avvisa, / che promessa gli avien porta San Marco, / e dello 'nganno avevan teso l'arco.

2.3 Fig. Arco dell'operazione, dell'intelletto. Fras. Dirizzare, stendere, tendere l'arco (a qsa, per uno scopo).

[1] Dante, Convivio, 1304-7, IV, cap. 22, pag. 396.10: Onde, con ciò sia cosa che essa sia finale nostro riposo, per lo quale noi vivemo e operiamo ciò che facemo, utilissimo e necessario è questo segno vedere, per dirizzare a quello l'arco della nostra operazione.

[2] Gl Ottimo, Par., a. 1334 (fior.), c. 26, pag. 565.20: e perciò ti conviene dire chi ti dirizzò l'arco, cioè lo 'ntelletto, a questo bersaglio, cioè segno.

[3] Matteo Frescobaldi, Rime, a. 1348 (fior.), 2.7, pag. 63: e spero tosto veder quel disio / di ch'io contento son che 'n te discende, / sì cche 'l tuo arco istende / ove ti piaccia addirizzar la cruna.

[4] Fazio degli Uberti, Rime pol., c. 1335-p. 1355 (tosc.), [1335-36] 2.56, pag. 25: I' gallo, / ché so che tu m'intendi; / e so che tendi / l'arco sotto il mantel secretamente / (se 'l mio indovin non mente), / a far con altra gente / lega e taglia.

[5] Boccaccio, Decameron, c. 1370, X, 7, pag. 671.31: Così adunque operando si pigliano gli animi de' subgetti, dassi altrui materia di bene operare e le fame eterne s'acquistano: alla qual cosa oggi pochi o niuno ha l'arco teso dello 'ntelletto, essendo li più de' signori divenuti crudeli e tiranni.

2.4 Fig. Fras. Avere l'arco lungo: essere molto accorto.

[1] Boccaccio, Corbaccio, 1354-55, parr. 451-60, pag. 123.7: E talvolta dicevano: «Parti che costui abbia lungo l'arco? Vedesti mai così nuovo granchio? Per certo questi la cavalca. Egli è di vero uscito del seminato e vuole essere tenuto savio...

2.5 Fig. Arco divino: divina provvidenza.

[1] Cecco d'Ascoli, Acerba, a. 1327 (tosc./ascol.), L. 2, cap. 15.1640, pag. 227: Or vi ricordi come il divin arco / Ogni peccato con la pena ha giunto / Ed, aspettando, assai più si fa carco.

[2] Francesco di Vannozzo, Rime, XIV sm. (tosc.-ven.), 69.6: Or par che sopra me per gratia scocchi / l'arcodivino, che non zetta in fallo, / accoppellando a guisa de metallo / mio cor meschiato con mortali stochi...

2.6 [Prov.] Arco per piega gran colpo allega.

[1] Garzo, Proverbi, XIII sm. (fior.), 29, pag. 297: 7. Arco per piega / gran colpo allega.

2.7 [Prov.] Arco ad arciere: a ciascuno il suo.

[1] Garzo, Proverbi, XIII sm. (fior.), 242, pag. 304: 113. Lancia a cavaliere / ed arco ad arciere.

3 [Arch.] Struttura architettonica portante ad asse curvilineo; elemento architettonico (anche non portante) della stessa forma. || Cfr. 0.6 T.

[1] Miracole de Roma, XIII m. (rom.), 11, pag. 568.7: Po Santo Sergio fo templum Concordie, et de nanti era l'arco triumphale, lo quale salia in Capitolio, ad lato ad lo publico vestaro, lo quale era templum Saturni.

[2] Stat. sen., 1309-10 (Gangalandi), dist. 5, cap. 409, vol. 2, pag. 407.2: Anco, statuto et ordinato è, che se infra la città di Siena et li borghi avenisse che si facesse alcuna casa di terra murata ad arche, che le more et le facce denanzi si murino et si facciano et sieno di mattoni, acciò che cotali case rendano belleza a la città.

[3] Doc. pist., 1322-26, pag. 73.13: debono avere, [per] conciatura del cholonello e basa, chapitello, cimacie, sol. xlij; delle chonie dell'archo e lla guera, sol. xlij...

[4] Simintendi, a. 1333 (prat.), L. 3, vol. 1, pag. 114.5: La natura col suo ingegno dimostrava che fosse fatta per arte; però che di viva pomice e di lievi tofi avea tratto naturale arco.

[5] Stat. perug., 1342, L. 1, cap. 13, par. 45, vol. 1, pag. 58.30: E niuno possa avere, né tenere banco overo banca overo alcuno altro enpedemento so' le porte de la citade overo dei borghe de Peroscia e so' gl'archora d'esse porte...

[6] Fazio degli Uberti, Dittamondo, c. 1345-67 (tosc.), L. 2, cap. 31.52, pag. 178: E guarda l'arco onde Decio s'onora, / quel di Camillo, di Fabio e di Scipio / e dove Paulo e Pompeo dimora.

[7] Doc. sen., 1368 (3), pag. 265.6: Imprima, che essi maestri debbono murare le mura [[...]] le battitoie, e gli alchi a calcina come sarà piacere de l'operaio.

[8] Cronichetta lucchese (962-1304), XIV pm., pag. 241.25: Essendo quel oste, si arsero le case in Arco a Sancto Cristofano qui in Lucha, die 3 Giugno lo die di Sancto Davino, in lunedì.

[9] San Brendano tosc., XIV (ven.>tosc.), pag. 215.5: E infra questi travi si era fatto uno arco d'oro molto rilucente sotto lo quale si era intagliato e' dodici mesi tutte di pietre preziose sì come sarebbe di marmoro...

[10] Anonimo Rom., Cronica, XIV, cap. 15, pag. 136.22: Anche nella contrada de Santo Agnilo Pescivennolo venne l'acqua fi' alla contrada delli Iudiei, la quale vao alla piazza delli Iudiei da priesso a l'arco lo quale vao alla piazza delli Savielli.

3.1 Arcata di ponte, acquedotto ecc.

[1] Fatti di Cesare, XIII ex. (sen.), [Svet.] L. 7, cap. 42, pag. 261.3: Appresso fece fare Cesare li archi del condotto a maraviglia grandi, che giugnevano al monte Luzio, uno dei sette monti che sonno dentro a le mura di Roma.

[2] Milione, XIV in. (tosc.), cap. 148, pag. 220.4: M ponti di pietra; e sotto la maggior parte di questi ponti potrebbe passare una grande nave sotto l'arco, e per gli altre bene mezzana nave.

[3] Libro fiesolano, 1290/1342 (fior.), pag. 55.14: e uno altro nobile facesse fare il Campidoglio come quello di Roma, e uno altro nobele facesse fare li condotti dell'acque ad alti arcora per li quali venisse l'acqua di lunge a la città VII miglia, acciò c'ogni dì sollenne la città si lavasse...

[4] Doc. perug., 1346, pag. 22.29: Quista è la cedola del lavorìo degl'archora del conducto del Comuno de Peroscia ei quagle sono cadute et voglonse refare...

[5] Giovanni Villani (ed. Porta), a. 1348 (fior.), L. XII, cap. 1, vol. 3, pag. 7.11: E rotta la detta pescaia d'Ognesanti, incontanente rovinò e cadde il ponte alla Carraia, salvo due archi dal lato di qua.

- [Immagine data da un uomo gravato dai pensieri].

[6] Dante, Commedia, a. 1321, Purg. 19.42, vol. 2, pag. 318: Seguendo lui, portava la mia fronte / come colui che l'ha di pensier carca, / che fa di sé un mezzo arco di ponte...

[7] Jacopo della Lana, Purg., 1324-28 (bologn.), c. 19, 34-51, pag. 381, col. 2.2: Che fa di sé. Arco di ponte, si è quelle volte ch'èno sot'ai punti della preda. Et a volere mostrar l'A. che la visione l'ave dritto im pensero, asumigliandosse a tale figura, dixe come andava curvo.

3.2 Locuz. nom. Arco trionfale: struttura ad arco isolata, costruita a scopo commemorativo o celebrativo.

[1] Miracole de Roma, XIII m. (rom.), 15, pag. 570.4: In sumitate ene l'arco triumphale; là dov'è la torre de l'arco stava uno cavallo de rame narato ke parea ke facesse iusta sicomo cavallo ke volesse currere.

[2] Ottimo, Par., a. 1334 (fior.), c. 16, pag. 368.8: e dice, che li antichi suoi ed elli nacque in quella parte della città di Firenze dove per colui, che per la festa di san Giovanni Battista di Giugno si corre il palio, si truova il principio de l'ultimo sesto della cittade, chiamato Porta san Piero, e per alquanto spazio lungi dalle case delli Allighieri, allato a l'arco trionfale de' Lisej.

[3] Cavalca, Esp. simbolo, a. 1342 (pis.), L. 1, cap. 10, vol. 1, pag. 61.7: Onde anticamente i principi Romani ed altri re, per provocare i cavalieri a far grandi cose, promettevano loro certi onori, o di dar loro le loro figliuole per mogli, o di far loro edificare alcuna statua, o arcotrionfale per memoria di loro...

[4] Anonimo Rom., Cronica, XIV, cap. 27, pag. 246.21: Iessìoli lo puopolo con granne letizia, como fussi Scipione Africano. Fuoro fatti archi triomfali.

[5] St. de Troia e de Roma Ricc., XIV (rom.>tosc.), pag. 99.32: Et cc senatori fece, c che avea facti Romolo e c egli e avendo victoria de li nimici ritornò a Roma e fecesi fare l'arcotriunfale...

[6] Cronaca volg. isidoriana, XIV ex. (abruzz.), pag. 205.12: Et li prefati imperatori fecero in Roma l'architriumphali lavorati de intagli nobilissimamente.

3.3 Locuz. verb. Volgere in arco, ad arco: costruire in forma d'arco, piegare.

[1] Niccolò da Poggibonsi, p. 1345 (tosc.), cap. 29, vol. 1, pag. 86.7: sì truovi una porta, ad arco volta, che scende per una scala di pietra...

[2] Matteo Villani, Cronica, 1348-63 (fior.), L. 8, cap. 46, vol. 2, pag. 195.1: la quale figura i· molte parti spezzò, e la stanga volta in arco volse con una gran corteccia del campanile...

[3] Fazio degli Uberti, Dittamondo, c. 1345-67 (tosc.), L. 1, cap. 19.78, pag. 57: Costui fu il primo che trionfo colse / e che 'l numero del Senato accrebbe / e 'n sul Tevere un ponte in archi volse.

3.4 [In contesti fig.].

[1] Pistole di Seneca, a. 1325? (fior.), 95, pag. 307.12: La nostra compagnia è molto simile alla compagnia delle pietre congiunte insieme nell'arco delle porti, che si mantiene, perchè l'una sostiene l'altra, e se ciò non facessero, caderebbero.

[2] Pistole di Seneca, a. 1325? (fior.), 118, pag. 394.37: Alcune altre cose sono, le quali poi che son cresciute in molti modi, nell'ultimo crescimento si cambiano, e ricevono nuova condizione, diversa da quella, nella quale ell'erano dinanzi. Una pietra è quella, che dà compimento all'arco, e alla volta. Quella conia, e congiugne i costadi della volta.

4 [Geom.] Parte di una linea curva compresa tra due punti.

[1] Dante, Convivio, 1304-7, II, cap. 13, pag. 129.2: ché lo punto per la sua indivisibilitade è immensurabile, e lo cerchio per lo suo arco è impossibile a quadrare perfettamente, e però è impossibile a misurare a punto.

[2] Savasorra, XIV pm. (pis.), pag. 86.18: Settore di cerchio este una figura piana che si contiene sotto due linee ricte e un archo de la pariferia, le quali du' linee ricte muoveno dal centro e son terminate in nela pariferia del cerchio e perciò cascuna di quelle linee 2 este meità del diametro del cerchio.

[3] Paolo dell'Abbaco, Trattato, a. 1374 (fior.), 136, pag. 110.12: Sichè a volere sapere quanto foxxe quell'archo di quel pocho del tondo si ttelo chonviene trovare per una mjsura di chorda e chon uno fjlo e chonvientelo mjsurare e choglere molto sottjlmente.

4.1 [Astr.].

[1] Zucchero, Sfera, 1313-14 (fior.), cap. II, 8, pag. 118.19: E doviamo sapere che sse alquante cittadi saranno che ll'una sia più presso ad oriente che ll'altra, che esse città avranno diversi meridiani, e l'arco equinoziale ch'è fra l'uno meridiano e l'altro è la lunghez[z]a di queste due cittadi...

[2] Zucchero, Sfera, 1313-14 (fior.), cap. II, 9, pag. 119.24: Adunque tolle via l'arco comunale, cioè quello ch'è fra 'l cenit e 'l polo del mondo, el rimanente sarae iguale, cioè che tanto sarae da l'orizonte al polo quanto è dal cenit a l'equinoziale.

4.1.1 [Astr.] Parte della traiettoria apparente di un astro nella sfera celeste.

[1] Zucchero, Sfera, 1313-14 (fior.), cap. III, 5, pag. 132.3: E li archi che sono di sopra da l'orizonte sono li archi de' die artificiali, e li archi che sson di sotto da l'orizonte sono li archi de le notti artificiali.

[2] Chiose Sfera, p. 1314 (fior., pis.), III, 30-49, pag. 191.20: Come il sole si parte di questo punto e' viene salendo al Tauro e al Gemini infino al Cancro ed elli comincia a crescere l'arco suo in questo modo che del suo levare al suo tramontare è troppo più che mez[z]o arco.

[3] Cecco d'Ascoli, Acerba, a. 1327 (tosc./ascol.), L. 1, cap. 1.13, pag. 126: E per potenza di cotal virtute / Servano il giro di ciascuna rota / Onde di vita ricevem salute; / E l'arco dove son diversi lumi / Gira di sotto con soggette stelle / E lascia un grado ben con tardi tumi.

[4] Simintendi, a. 1333 (prat.), L. 2, vol. 1, pag. 58.13: E non ti piaccia la via per li cinque dirizzati archi. La via ee fatta in contro con largo piegamento, contenta dello spazio di tre correggie, e fugge lo cielo australe e la maggiore orsa giunta agli aquiloni.

[5] Ottimo, Purg., a. 1334 (fior.), c. 33, pag. 592.2: Non vuole dire altro, se non che già era mezzo die, quando il Sole era di colore più fiammeggiante, e va più lentamente, però ch'è il montare al colmo dell'arco, ed il discendere.

4.1.2 [Rif. ai cinque paralleli, equatore, tropici e circoli polari, che limitano le zone (climi) del globo terrestre].

[1] Restoro d'Arezzo, 1282 (aret.), L. II, dist. 5, cap. 9, pag. 130.27: E secondo rasione quella parte de la terra dea èssare più temparata e più nobele che nulla parte che sia sopra la terra, emperciò che lo die li è d'ogne tempo uguale colla notte, e no· glie sopravence l'arco del caldo e quello del freddo, com'elli fa a li altri climata.

[2] Dante, Commedia, a. 1321, Par. 27.80, vol. 3, pag. 451: Adima / il viso e guarda come tu se' vòlto». / Da l'ora ch'ïo avea guardato prima / i' vidi mosso me per tutto l'arco / che fa dal mezzo al fine il primo clima...

4.2 Involucro sferico (dell'aria).

[1] Cecco d'Ascoli, Acerba, a. 1327 (tosc./ascol.), L. 1, cap. 3.173, pag. 136: Cerchïasi con l'arco, ove si fonda, / L'ignea qualità di quella stella, / E lo giro poi sotto questa abbonda.

4.3 Alone luminoso e iridescente (che può formarsi intorno a un astro).

[1] Bono Giamboni, Orosio, a. 1292 (fior.), L. 6, cap. 19, pag. 413.20: Perchè incontanente che tornando d'Apollonia, morto Caio Cesare suo zio, intrò in Roma, nell'ora quasi di terza, repentemente essendo puro e chiaro sereno, uno cerchio circondò la ritondità del sole a modo dell'arco che in cielo si fa...

[2] Cecco d'Ascoli, Acerba, a. 1327 (tosc./ascol.), L. 1, cap. 9.682, pag. 168: E da la Luna, quando è tutta piena, / Si forma l'arco di notte, ma raro; / S'oscura poi, se fa l'aria serena.

[3] Cecco d'Ascoli, Acerba, a. 1327 (tosc./ascol.), L. 1, cap. 9.684, pag. 168: Spesso da lei si forma l'arco bianco / Che muta il dolce tempo nell'amaro...

[4] Metaura volg., XIV m. (fior.), L. 3, cap. 1, ch., pag. 294.16: E poi rimanci a dire de l'arco del sole e di quello della luna, e del cerchiello che ffae la luna e alquante stelle, che non sono pur per vapore, ma perché il lume de' corpi celestiali percuote sopra i vapori.

4.4 Fig. Aureola.

[1] Bibbia (10), XIV-XV (tosc.), Ap 10, vol. 10, pag. 520.2: [1] E vidi uno altro angelo forte che discendeva dal cielo, vestito di nebula; e l'arco nel suo capo; e la sua faccia era come il sole, e li suoi piedi come colonne di fuoco.

5 (Immagine di una) serie di archi concentrici nella gamma dei colori dello spettro solare, arcobaleno. Locuz. nom. Arco celeste / celestiale, arco da / del cielo, arco del sole.

[1] Belcalzer (ed. Ghinassi), 1299/1309 (mant.), Tavola generale, pag. 41.6: Capitol de l'arch celestial.

[2] Intelligenza, XIV in. (tosc.), 51.8, pag. 157: Èvin un'altra a nome Isiriarco, / che fa sprendor come del ciel fa l'arco: / di color cristallino è sua fazzone.

[3] Elucidario, XIV in. (mil.), L. 1, quaestio 93bis, pag. 110.16: E' volio ke tu sapii ke da lo tempo de Adam tro a lo tempo de Noè no piové sover terra ni aparite l'archo celestiale e la zente no mangiaveno carne...

[4] Cecco d'Ascoli, Acerba, a. 1327 (tosc./ascol.), L. 1, cap. 9.669, pag. 167: Ciò si converte perché ragion vuole / E al tuo vedere convien che ti fide. / L'arco non è che flettersi di raggi / Entro le acquose nubi divisate...

[5] Jacopo della Lana, Purg., 1324-28 (bologn.), c. 21, 34-54, pag. 430, col. 2.11: Or póno li poeti fabulose che la figlia de Tamante se trasformasse in lo ditto arco çeleste...

[6] Angelo di Capua, 1316/37 (mess.), L. 5, pag. 86.11: Et dicti kisti paroli, subitamenti unu serpenti grandissimu et pintu di diversi culuri, VII fiati turniau li autari; lu quali serpenti era factu comu l'arcudi lu chelu ki avi in sì milli culuri.

[7] Ciampolo di Meo Ugurgieri, a. 1340 (sen.), L. 4, pag. 135.28: Allora Juno onnipotente, avendo misericordia e compassione del longo dolore e del malagevole dipartimento, mandoe l'Arco da cielo, il quale la combattente anima risciogliesse e l'annodate membra del corpo, perciò che ella degnamente non periva nè di fato nè di morte.

[8] Fazio degli Uberti, Dittamondo, c. 1345-67 (tosc.), L. 6, cap. 9.39, pag. 452: Quel patto, ch'allor fu, par ch'ancor sia, / tra Dio e Noè e, se nol sai, / perché appar l'arco in ciel dimanda e spia.

[9] Sposiz. Pass. s. Matteo, 1373 (sic.), cap. 7, par. 9, vol. 1, pag. 121.30: Item, comu quandu la nebula si sfa, ki si fa di l'arcudi lu suli?

[10] Gl Gloss. lat.-eugub., XIV sm., pag. 91.9: Hic iris id est l'arco del cielo.

- [Rif. ai colori dell'iride riflessi dalle perle e dai metalli esposti alla luce del sole].

[11] Fazio degli Uberti, Dittamondo, c. 1345-67 (tosc.), L. 4, cap. 26.102, pag. 330: Perle, gagate e assai metalli v'hanno / e sassagos, la cui natura è propia / che, poste al sole, l'arcodel ciel fanno.

- [In similitudine per dire multicolore].

[12] Lancia, Eneide volg., 1316 (fior.), L. 5, pag. 245.3: Queste cose dette, uno grandissimo serpente dipinto di diversi colori sette volte intorneò l'altare. Fatto era come l'arco del cielo, il quale tira in sè mille diversi colori.

[13] Simintendi, a. 1333 (tosc.), L. 6, vol. 2, pag. 24.22: La tela era fatta come l'arco che suole macchiare lo lungo cielo con grande piegamento, quando i nugoli sono percossi dal sole nell'acque...

6 [Rif. a entità concrete e astratte di forma e struttura curva:] ansa; golfo.

[1] Simintendi, a. 1333 (tosc.), L. 14, vol. 3, pag. 155.25: Quivi era uno piccolo fiume piegato in torti archi, piacevole riposo a Silla... || Cfr. Ov, Met., XIV, 51: «Parvus erat gurges, curvos sinuatus in arcus...».

[2] Ciampolo di Meo Ugurgieri, a. 1340 (sen.), L. 3, pag. 95.17: Il porto è curvato in arco dall'onde verso oriente...

6.1 Segmento di un oggetto fisico o di una parte corporea di forma curva.

[1] Dante, Commedia, a. 1321, Inf. 7.128, vol. 1, pag. 125: Così girammo de la lorda pozza / grand'arco, tra la ripa secca e 'l mézzo, / con li occhi vòlti a chi del fango ingozza.

[2] Jacopo della Lana, Purg., 1324-28 (bologn.), c. 32, 28-42, pag. 690, col. 2.8: Or segue donque che in quel primo moto la dritta fesse menor moto, e la sinistra maore; e perçò intendendo della dextra, dixe che fo menore arco.

[3] Simintendi, a. 1333 (prat.), L. 2, vol. 1, pag. 62.8: Luogo ee ove lo scarpione piega le braccia in due archi...

[4] Simintendi, a. 1333 (tosc.), L. 11, vol. 3, pag. 31.11: Ecco uno nero arco d'acque si rompe sopra le mezze onde; e la rotta onda coperse co morte lo tuffato capo.

[5] Fazio degli Uberti, Dittamondo, c. 1345-67 (tosc.), L. 2, cap. 2.66, pag. 93: E se cucito non le avesse i cigli / per sua viltade Carlo di Buemme / e rotto il becco e schiantati gli artigli, / di bei rubini e d'altre care gemme / tu le vedresti una ricca corona / di sopra a gli archi e al gambo dell'emme.

6.1.1 Fig. Arco superno: sopracciglio.

[1] Dante, Commedia, a. 1321, Par. 20.50, vol. 3, pag. 332: E quel che segue in la circunferenza / di che ragiono, per l'arco superno, / morte indugiò per vera penitenza... || Rif. all'occhio dell'Aquila.

6.1.2 Arco della schiena.

[1] Dante, Commedia, a. 1321, Inf. 22.20, vol. 1, pag. 365: Come i dalfini, quando fanno segno / a' marinar con l'arcode la schiena / che s'argomentin di campar lor legno, / talor così, ad alleggiar la pena, / mostrav'alcun de' peccatori 'l dosso / e nascondea in men che non balena.

[2] Maramauro, Exp. Inf., 1369-73 (napol.>pad.-ven.), cap. 22, pag. 345.31: E noi Napolitani li chiamamo «periculi», però che essi quando pareno dano segno de future tempestate in mari; e mostrano l'arcode la schienna però che essi sono guobbi e l'altro ascondeno.

6.1.3 Signif. non accertato. || Fronte?

[1] Petrarca, Disperse e attribuite, a. 1374, 31.2, pag. 112: Sì mi fan risentire a l'aura sparsi / I mille e dolci nodi in fin a l'arco, / Che dormendo e vegghiando ora non varco / Che la mia fantasia possa acquetarsi.

6.2 Fig. L'intero corso, la parabola della vita o ciascuna delle sue fasi (nascita, maturità, morte).

[1] Dante, Commedia, a. 1321, Purg. 13.114, vol. 2, pag. 221: E perché tu non creda ch'io t'inganni, / odi s'i' fui, com'io ti dico, folle, / già discendendo l'arco d'i miei anni.

[2] Boccaccio, Filocolo, 1336-38, L. 5, cap. 23, pag. 581.17: avvegna che d'età fossero dispari, però che i due già vicini erano all'arco sopra il quale umane forze più non s'avanzano ma vengono mancando...

6.3 Locuz. avv. A guisa d'un arco, a modo d'arco, come arco piegato, in arco (torto), in forma d'arco: in forma arcuata, di andamento ricurvo.

[1] Mare amoroso, XIII ui.di. (fior.), 96, pag. 490: i cigli bruni e sottili avolti in forma d'arco / mi saettano al cor d'una saetta... || Ma si gioca sulla metaf.

[2] Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.), 22.63, pag. 78: or vidisse sonare, che fa nel suo grattare / lo vecchio delombato, como arco piegato!

[3] Fatti di Cesare, XIII ex. (sen.), Luc. L. 3, cap. 14, pag. 125.19: Li Romani schieraro loro navi a guisa d'uno arco, ovvero a modo di luna scema per atorneare se alcuna nave marsiliese si ferisse intra loro.

[4] Dante, Commedia, a. 1321, Inf. 12.52, vol. 1, pag. 197: Io vidi un'ampia fossa in arco torta, / come quella che tutto 'l piano abbraccia, / secondo ch'avea detto la mia scorta...

[5] Ceffi, Epistole eroiche, 1320/30 (fior.), ep. Filis, pag. 13.9: Io disperata m'ho posto in cuore di gittarmi da uno sportato poggio, il quale aspramente, a modo d'arco, cuopre uno nostro porto, nelle tempestose onde...

[6] Mazz. Bell., Storia (ed. Gorra), 1333 (pist.), pag. 449.1: Molto si maraviglia di così nettissima fronte colle streme valli, che s'ella fusse fatta con mano, così decentemente non sarebbe fatta, chè anbo due figurate ad modo d'arco non in molta quantità di peli disconcia tenebrosità le facea mostrare nere, ma recate amendue a uno ordinato modo, distinguea[no] in magiore isplendore la convenenza degli ochi.

[7] Stat. lucch., XIV pm., pag. 77.21: Oltra questo ordinò lo sexto capitulo: che le bare dei morti siano ad modo d'arco cancellata come le bare dei frati morti et siano coperte di copertura rossa col segno del thau.

[8] A. Pucci, Libro, 1362 (fior.), cap. 37, pag. 269.14: testa overo fronte ampia e candida, senza alcuna ruga o altra macula, ciglia brune e sottili in forma d'arco, per modo che aggiugnendone tre insieme facessono un tondo cerchio...

[9] Maramauro, Exp. Inf., 1369-73 (napol.>pad.-ven.), cap. 34, pag. 487.28: D. in questa parte fa una distinctione de queste anime che vide: che alcune de loro stano a giacere in questo giacio, altre stano drite, Quela col capo, idest che tene el capo per contrario, idest de soto, e l'altra con le piante, e l'altra con le piante che tenea voltate al capo in arco.

[10] Boccaccio, Esposizioni, 1373-74, c. VII (i), par. 121, pag. 409.4: Così, riguardando i miseri peccatori che nella padule si offendevano, e ragionando, girammo della lorda poza Grand'arco, cioè gran quantità volta in cerchio, a guisa d'un arco...

6.4 [Rif. ad una figura rettilinea:] fras. Fare arco (di qsa), volgere in arco qsa: piegare (qsa) componendo una curva. Fig. Rendere tortuoso e difficoltoso.

[1] Alberto della Piagentina, 1322/32 (fior.), L. 3, 2.39, pag. 87: La verga, la cui cima il ciel acquista, / E forza violenta in giù l'accascia, / Arco faccendo di sua dritta lista, / Se 'l piegator da sua forza la lascia, / Al cielo allegra incontanente dritta / Compie suo corso libera d'ambascia.

[2] Boccaccio, Filocolo, 1336-38, L. 4, cap. 1, pag. 359.4: ma i fati da non poter fuggire volsero in arco la diritta via.

[3] Velluti, Cronica, 1367-70 (fior.), pag. 97.11: Lippaccio di Giovanni fu uno bello uomo, grande, informato, con membra bellissime: andava ritto in su la persona, che quasi di dietro facea arco...

7 Signif. incerto: mal d'arco: malattia dell'arcobaleno, itterizia?

[1] ? Jacopone (ed. Contini), XIII ui.di. (tod.), 21.13, pag. 135: Mal degli occhi e doglia de fianco / e l'apostema dal canto manco; / tiseco me ionga en alco / e d'onne tempo la fernosia. || Si accoglie dubitativamente la proposta di Ageno, Jacopone, p. 192; diversamente Contini: «se da ALIQUOD, sarà una zeppa ('in qualche parte') opposta alla successiva d'onne tempo ('sempre')».

[u.r. 09.02.2018]