ARMENO agg./s.m.

0.1 armeni, armenii, armeno, armin, armini, arminii, armino, ermin, ermina, ermini, erminii, erminio, erminj, ermino, herminei, hermini, herminnij.

0.2 Lat. armenius (LEI s.v. armenius, 3, 1306.29); le forme in (h)ermin‑ dipendono dal fr. ant. hermin.

0.3 Uguccione da Lodi, Libro, XIII in. (crem.): 2.

0.4 In testi tosc.: Restoro d'Arezzo, 1282 (aret.); Fatti di Cesare, XIII ex. (sen.); Stat. sen., 1309-10 (Gangalandi); Boccaccio, Ameto, 1341-42; Doc. pist., 1353 (2).

In testi sett.: Uguccione da Lodi, Libro, XIII in. (crem.); Cronica deli imperadori, 1301 (venez.); Parafr. pav. del Neminem laedi, 1342.

In testi mediani e merid.: St. de Troia e de Roma Amb., 1252/58 (rom.); Stat. perug., 1342; Anonimo Rom., Cronica, XIV; Cronaca volg. isidoriana, XIV ex. (abruzz.).

In testi sic.: Sposiz. Pass. s. Matteo, 1373 (sic.).

0.5 Locuz. e fras. frati armeni 1.1.

0.7 1 Dell'Armenia, relativo all'Armenia. 1.1 [Relig.] Locuz. nom. Frati armeni: ordine di religiosi (seguaci della regola di san Basilio) di rito armeno. 2 Sost. Abitante dell'Armenia. 2.1 [Relig.] Plur. Ordine di religiosi (seguaci della regola di san Basilio) di rito armeno.

0.8 Fabio Romanini 28.01.2008.

1 Dell'Armenia, relativo all'Armenia.

[1] Fatti di Cesare, XIII ex. (sen.), [Svet.] L. 7, cap. 33, pag. 245.29: Menacusso, uno cavaliere erminio, lo seguiva valentemente.

[2] Cronica deli imperadori, 1301 (venez.), pag. 209.27: Adoncha siando despartido de Roma, conzò fosse chossa che 'l navegasse in Sicilia, in un bagno fo morto da la soa zente; e driedo la soa morte, li cavalieri crea un imperador armeno, Maxencio per nome...

[3] Piero Ubertino da Brescia, p. 1361 (tosc.), pag. 43, col. 1.19: Agli lupini delle palpebre degli occhi: R(ecipe) mirra, oncenso an. d. I, laldano la quarta parte d'una d., ciera, alume, baruac armeno an. d. ½, e incorpora con feccia d'olio di giglio, exprovatum.

[4] Boccaccio, Decameron, c. 1370, V, 7, pag. 376.26: e pensossi, se desso fosse, lui ancora doversi del nome suo e di quel del padre e della lingua ermina ricordare.

1.1 [Relig.] Locuz. nom. Frati armeni: ordine di religiosi (seguaci della regola di san Basilio) di rito armeno.

[1] Legg. G. di Procida, 1282-99 (tosc.), pag. 53.33: Allora si partirono per mare e andaro in Raona mess. Gianni e mess. Acardo Latino, e fuoro apportati in Barcellona vestiti siccome frati ermini, chè non fossero conosciuti...

[2] Stat. sen., 1309-10 (Gangalandi), dist. 1, cap. 54, vol. 1, pag. 83.21: Anco, a li frati Armini da Siena, X libre di denari, ogne anno, cioè la metià ne li primi sei mesi, et l'altra ne li altri sei mesi per sovenire a la loro grandissima povertà et necessità.

[3] Parafr. pav. del Neminem laedi, 1342, cap. 27, pag. 130.16: [14] La regola de san Baxilio d'i frai herminnij...

[4] Stat. perug., 1342, L. 3, cap. 69, par. 6, vol. 2, pag. 123.14: Ma glie luoke religiose entendemo quiste, cioè tucte glie luoke de tucte le monake e tucte glie luoke deglie frate menore e predecatore e deglie frate de sancto Agustino e del monasterio de sancto Pietro [[...]] e 'l monasterio deglie frate herminei...

[5] Sacchetti, Trecentonovelle, XIV sm. (fior.), 217, pag. 563.27: Avvenne per caso che uno Altopascino, come sempre ne sono per le terre, volendo trarre da questa giovene alcuna quantità di danari, disse un dì a una feminetta che usava nella casa, che elli avea udito dire a due frati Ermini, che elli sapeano fare un brieve, che, tenendolo la donna addosso, non serebbe sì duro parto, che sanza pena non partorisse.

2 Sost. Abitante dell'Armenia.

[1] Uguccione da Lodi, Libro, XIII in. (crem.), 622, pag. 622: De tute parte le çente ge serà, / Ongari e Bolgari, Rossi, Blachi e Cuman, / Turchi et Armin, sarrasin e pagan.

[2] St. de Troia e de Roma Amb., 1252/58 (rom.), pag. 333.21: Et in quello tempo scrisse Prisciano gramatico e li armeni presero la fede de Cristo.

[3] Restoro d'Arezzo, 1282 (aret.), L. II, dist. 7, cap. 4, pag. 190.4: Adonqua per magiure operazione e per magiure diversità de rascione deano èssare e·llo mondo diverse lingue e diverse operazioni de voci e de parlare per lèttara e per vulgare; e emperciò trovamo lettera greca e lèttara latina e lèttara ebraica e molte altre; e de le genti avere vulgare e parlare che non entende l'uno l'altro, come so' Greci, e Ermini, e Tedeschi, e Latini, e Saracini e molti altri.

[4] Cronica deli imperadori, 1301 (venez.), pag. 209.27: Adoncha siando despartido de Roma, conzò fosse chossa che 'l navegasse in Sicilia, in un bagno fo morto da la soa zente; e driedo la soa morte, li cavalieri crea un imperador armeno, Maxencio per nome...

[5] Bosone da Gubbio, Avv. Cic., a. 1333 (eugub.>fior.), L. 3, cap. 8, pag. 391.4: "Per divina provedenza e grazia, filicissimo Re di Rascia, Noi Ancharigi Re degli Erminii, sè medesimo e 'l suo paese raccomanda.

[6] Cenne de la Chitarra, XIII ex.-a. 1336 (aret.), 5.9, pag. 426: Per danzatori vi do vecchi armini; / una campana, la qual peggio sona, / stormento sia a voi, e non refini.

[7] Ciampolo di Meo Ugurgieri, a. 1340 (sen.), L. 11, pag. 383.3: Catillo abbatte Giolla, e el grande Ermino, grande dell'animo, del corpo e dell'armi, al cui capo nudo era biondo cerchietto de' capelli, e nudi li omeri...

[8] Boccaccio, Ameto, 1341-42, cap. 26, pag. 751.7: Nifate similmente era nella sua chiarezza con diligenzia dalli Ermini servato a mitigare le seti...

[9] Fazio degli Uberti, Dittamondo, c. 1345-67 (tosc.), L. 4, cap. 2.62, pag. 259: Là vidi come la grand'oste mena / vincendo Ircani, Siti e Armini / e come Gog e Magog incatena.

[10] Sposiz. Pass. s. Matteo, 1373 (sic.), cap. 21, par. 4, vol. 2, pag. 74.27: Kista ecclesia, cui l'avi, grechi, latini, armeni, pactarini, chascunu la voli aviri, ca chascunu di kisti dichi: - Eu su fidili catholicu di Cristu...

[11] Sacchetti, Rime, XIV sm. (fior.), 159.7, pag. 151: La lingua nova, / ch'altrove non si trova, / mi par sentir per prova / che mova il fiorentino / con un latino / né francesco né latino, / né ungher né ermino, / né saracino, / né barbaro, / né tartaro, / né scotto, / né de gli altri discesi di Nembrotto.

[12] Cronaca volg. isidoriana, XIV ex. (abruzz.), pag. 209.30: Quando li hermini primo pigliaro la fede de Cristo Nel cui tempo li Hermini pigliaro primo la fede de Cristo.

2.1 [Relig.] Plur. Ordine di religiosi (seguaci della regola di san Basilio) di rito armeno.

[1] Niccolò da Poggibonsi, p. 1345 (tosc.), cap. 253, vol. 2, pag. 203.9: Li Ermini sì fanno quasi lo somigliante sacrifizio che noi Latini; ma eglino non sono soggetti alla Chiesa Romana.

[2] Doc. pist., 1353 (2), 97, pag. 26.11: Pasquino Vincenti di Sa· Marco lassocci comuni colli Ermini staiora 1½ im Bottaia.

[3] Sacchetti, Sposizioni Vangeli, 1378-81 (fior.), Sp. 41, pag. 252.4: Quelli di San Basilio sono quelli che si chiamano Ermini...

[4] Anonimo Rom., Cronica, XIV, cap. 23, pag. 214.29: Mentre che passao per la strada che vao dalli Armeni a Santo Spirito, in quello luoco che stao in mieso fra Santo Lorienzo delli Pesci e Santo Agnilo delle Scale, de sùbito iessìo de una casella per la finestrella della Incarcerata da lato a Santo Lorienzo doi verruti, li quali fuoro valestrati per occidere lo legato.

[u.r. 09.02.2018]