ARROCATO agg.

0.1 arocato, arochada, arracato, arrocato.

0.2 V. arrocare.

0.3 Jacopo della Lana, Inf., 1324-28 (bologn.): 1.

0.4 In testi tosc.: Francesco da Buti, Inf., 1385/95 (pis.).

In testi sett.: Jacopo della Lana, Inf., 1324-28 (bologn.).

In testi mediani e merid.: Mascalcia L. Rusio volg., XIV ex. (sab.).

0.6 N Doc. esaustiva.

0.7 1 [Di un suono, della voce:] cupo, emesso faticosamente. 2Privo o quasi di voce.

0.8 Chiara Coluccia 04.09.2001.

1 [Di un suono, della voce:] cupo, emesso faticosamente.

[1] Jacopo della Lana, Inf., 1324-28 (bologn.), c. 7, 1-6, pag. 200, col. 2.25: Chiocia, ... arochada ovvero voxe fiocha ......

[2] Mascalcia L. Rusio volg., XIV ex. (sab.), cap. 71, pag. 189.16: I(tem): è malo sing(n)o se lu cavallu mecte p(er) llu pecto sono a(r)racato, spetiale mecto p(er) defect(o) d(e) virtute, voi de na(tur)a, lu c. mancha tuscire.

2 Privo o quasi di voce.

[1] Jacopo della Lana, Inf., 1324-28 (bologn.), c. 1, 61-66, pag. 27, col. 1.9: Qui intende per scilencio lo non essere in uxo a li mondani, che a questo tempo sono, lo libro de Virg., sí che per non uxanza parea fioco; zò s'intende arocato, perché d'esso no sonava alcuna cosa.

[2] Francesco da Buti, Inf., 1385/95 (pis.), c. 14, 1-6, pag. 375.23: io Dante, a colui, ch'era già fioco; cioè arrocato per lo molto gridare.

[u.r. 23.11.2010]