ARZAGOGO agg./s.m.

0.1 arzagoghi, arzagogo.

0.2 Etimo incerto: forse da lat. volg. *archaiologare (cfr. DEI e GDLI s.v. arzagogo).

0.3 Sacchetti, Trecentonovelle, XIV sm. (fior.): 2.

0.4 Att. solo in Sacchetti.

0.6 N Doc. esaustiva.

0.7 1 Strano, bizzarro. 2 Sost. Persona sciocca.

0.8 Pietro G. Beltrami 02.02.1999.

1 Strano, bizzarro. || (Ageno, Sacchetti, Rime).

[1] Sacchetti, Rime, XIV sm. (fior.), 159.115, pag. 154: E' non si tarpa / e menasi l'arpa / ed alunga l'arpa / ed è con molta ciarpa / e nel burrato / affattapiato / atticiato; / ed è fancel bollato, / e non è già cenato, / e vien da stibbio / sì come nuovo nibbio / ed arzagogo.

[2] Sacchetti, Rime, XIV sm. (fior.), 222.2, pag. 266: Nasi cornuti e visi digrignati, / nibbi arzagoghi e balle di sermenti / cercavan d'Ipocrate gli argomenti / per mettere in molticcio trenta frati.

2 Sost. Persona sciocca.

[1] Sacchetti, Trecentonovelle, XIV sm. (fior.), 178, pag. 445.9: oggi mi pare che tutto il mondo è unito ad avere poca fermezza; però che gli uomeni e donne Fiorentini, Genovesi, Viniziani, Catelani, e tutta Cristianità vanno a uno modo, non conoscendosi l'uno dall'altro. E volesse Dio che vi stessono su fermi; ma egli è tutto il contrario; ché se uno arzagogo apparisse con una nuova foggia, tutto il mondo la piglia. || Lanza, Trecentonovelle, p. 689: uno «sciocco qualunque; non 'straniero', come chiosa il Battaglia».

[u.r. 19.02.2018]