ASPERARE (1) v.

0.1 asperare, asprare, aspravano, assprare.

0.2 Lat. asperare (LEI s.v. asperare).

0.3 Trattati di Albertano volg., a. 1287-88 (pis.): 1.

0.4 In testi tosc.: Trattati di Albertano volg., a. 1287-88 (pis.); Lett. pist., 1331; Alberto della Piagentina, 1322/32 (fior.).

0.6 N Doc. esaustiva.

0.7 1 Diventare o rendere aspro (fig.). 2 Trattare con asprezza.

0.8 Pietro G. Beltrami 29.10.2002.

1 Diventare o rendere aspro (fig.).

[1] Trattati di Albertano volg., a. 1287-88 (pis.), De amore, L. II, cap. 20: Stoltitia è casticare a ccui tu dè (et) in neli tuoi doni messchiare vergo(n)gna; [10] et se tu pur lo vollessi d'alcuna cosa amonire, specta ad altro te(m)po, p(er)ché li benefici no(n) si deno asprare, né messchiare co lloro alcuna cosa di tristitia.

[2] Rim. Am. Ovid. (A), XIV pm. (pis.), pag. 164.6: Molte volte le fanno e amanle: là 've nullo infingimento cade, l'amor libero erra per amonigione. Forse lo giovano era presente e 'l letto avea la donna, e tutte le parole aspravano con minacce crudeli.

2 Trattare con asprezza.

[1] Lett. pist., 1331, pag. 252.21: Perotto di Chastiglione m'à dato fiorini 4, soldi 15 sança più. Dissemi che dedens la ciandelloro mi drebbe lo più che potesse. Io no' lo so assprare, per ciò che non è tempo fino a tanto che noy et beni nostri siano messi al delivro. Adonqua, se potrò fare con belle parole che paghi, farollo; se no', sì userò la força della Chiesa.

[2] Alberto della Piagentina, 1322/32 (fior.), L. 2, cap. 7, pag. 74.7: Odi come in questa levitade d'arroganza uno schernì un altro: chè, con ciò sia che uno cominciato avesse ad asperare con parole villane uno che non ad uso di vera virtù, ma a gloria superba falso nome di filosofo s'aveva vestito, e aggiugnesse sè già sapere se questi fosse filosofo, se le fatte ingiurie leggiermente e con pazienza sostenesse: costui un pochetto pazienza prese, e ricevuta la villania, quasi aggrandendosi, disse: Già alla fine cognosci me esser filosofo?

[u.r. 20.02.2018]