ASSÌDERE v.

0.1 ascese, asexe, asexo, aside, asiderò, asis, asisa, asise, asiser, asisi, asiso, asisse, assídare, asside, assidemmo, assidente, assidenti, assiderà , assidere, assido, assiduagli, assisa, assise, assisela, assiser, assisero, assisersi, assisi, assiso, assisono, assixi, assizo, sisa.

0.2 Lat. assidere (LEI s.v. assidere/*assedere).

0.3 Proverbia que dicuntur, XII u.q. (venez.): 1.3.

0.4 In testi tosc. e toscanizzati: Ruggieri d'Amici (ed. Panvini), a. 1246 (tosc.); Andrea da Grosseto (ed. Selmi), 1268 (tosc.); Brunetto Latini, Tesoretto, a. 1274 (fior.); Stat. sen., 1298.

In testi sett.: Proverbia que dicuntur, XII u.q. (venez.); Pseudo-Uguccione, Istoria, XIII pm. (lomb.); Gid. da Sommacamp., Tratt., XIV sm. (ver.).

In testi mediani e merid.: Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.); Stat. tod., 1305 (?); Buccio di Ranallo, S. Caterina, 1330 (aquil.); Neri Moscoli, Rime, XIV pm. (castell.).

0.5 La forma assiduagli (cfr. 6.1 [1]) potrebbe essere un incrocio fra assidere e assiduo.

0.7 1 Prendere posto a sedere; far sedere. 1.1 Fig. [Rif. per sinedd. all'atto di insediamento del giudice sullo scranno del tribunale]. 1.2 Fras. Assidersi a mensa. 1.3 Estens. [Detto del pensiero, con metaf. rif. al processo di decantazione dei liquidi:] farsi limpido, chiarirsi (propr. depositarsi). 2 Fig. Piegarsi, capitolare. 3 Fermarsi. 3.1 Fig. Rivolgere l'attenzione, soffermarsi su qualcuno o qualcosa. 4 Posare, adagiare. 4.1 Riporre, collocare (anche fig.). 4.2 Disporre, distribuire. 4.3 Insediare; insinuarsi, aver luogo (anche fig.). 5 [Geom.] Essere posto al centro (detto del punto equidistante da tutti i punti che compongono la circonferenza del cerchio). 6 [Milit.] Assediare. 6.1 Fig. Opprimere, assillare.

0.8 Linda Pagnotta 27.01.2000.

1 Prendere posto a sedere; far sedere.

[1] Stat. sen., 1298, dist. 1, cap. 9, pag. 148.16: Et poscia che decti chiamatori avaranno preso el breve e giurato, non si debbiano assídare, nè favellare a neuna persona, infino a tanto che non avaranno chiamati ei signori.

[2] Laudario S.M. d. Scala, XIII ex./XIV po.q. (tosc.), 9.36, pag. 83: Quando mi venne la mala novella, / una saecta lo cuor mi divise / e tramortita caddi; or chi fu quella / che 'l viso mi bagnò e poi m'assise?

[3] Buccio di Ranallo, S. Caterina, 1330 (aquil.), 742, pag. 384, col. 1: E lu doctore se ascise / con vergogniosa fronte / delle paraule conte.

[4] Gl Maramauro, Exp. Inf., 1369-73 (napol.>pad.-ven.), cap. 24, parr. 20-27, pag. 368.1: E mostra qui che la pena proceda dal polmone. me assisi, idestme missi a sedere.

[5] Petrarca, Canzoniere, a. 1374, 129.50, pag. 180: Poi quando il vero sgombra / quel dolce error, pur lì medesmo assido / me freddo, pietra morta in pietra viva, / in guisa d'uom che pensi et pianga et scriva.

[6] Gid. da Sommacamp., Tratt., XIV sm. (ver.), cap. 1, par. 70, comp. 12.1, pag. 79: Stilbòn se asise sula frescha erbetta / con la sua verga, a modo de pastore, / sonando la sua piva con dolçore / che de canelle era congionta e stretta.

1.1 Fig. [Rif. per sinedd. all'atto di insediamento del giudice sullo scranno del tribunale].

[1] Libro del difenditore della pace, 1363 (fior.), diz. 2, cap. 5, par. 3, pag. 162.19:'E tuttavia ci mostrerebono, io credo, quelli che direbbono o alquna volta alquni delli appostoli s'assise giudicie delli uomini o divisatore di termini o maestro o distribuore di terre.

1.2 Assidersi a mensa.

[1] Stat. tod., 1305 (?), pag. 281.8: Inprimamente provedemo e ordenamo perké la vita nostra sia honesta et ordenata e bono exempio al proximo che ciaschuno della nostra casa sia tenuto de dicere, quando s'aside ad mensa, uno p. e col signo della croce...

[2] Boccaccio, Teseida, 1339-41 (?), L. 12, ott. 70.8, pag. 657: e l'ora quinta già venia del giorno, / quando, venuti nel palagio, messe / trovar le mense, e assisersi ad esse.

1.3 Estens. [Detto del pensiero, con metaf. rif. al processo di decantazione dei liquidi:] farsi limpido, chiarirsi (propr. depositarsi). || Cfr. Contini, PD, I, p. 537.

[1] Proverbia que dicuntur, XII u.q. (venez.), 323, pag. 537: Deu, quanto son le femene de malveçi scaltride! / Le cause qe vol despresia, li ogli plance e lo cor ride, / ni lo ler[o] pensero no s'esclara né aside: / tutora sta torbade de lo mal dond'è tride.

2 Fig. Piegarsi, capitolare.

[1] Cecco d'Ascoli, Acerba, a. 1327 (tosc./ascol.), L. 2, cap. 4.1017, pag. 189: Il tutto nelle parti si divide: / Questa è la virtute definita / Che sotto lei ciascheduna s'asside.

[2] Cino da Pistoia (ed. Marti), a. 1336 (tosc.), 59.4, pag. 564: Lo core meo che ne gli occhi si mise / quand'io guarda' in voi molto valore, / fu tanto folle che, veggendo Amore, / dinanzi a la saetta sua s'assise

3 Fermarsi.

[1] Abate di Tivoli, c. 1230/50 (tosc.), Son. 18a.10, pag. 250: E son montato per le quattro scale, / e som'asiso, ma tu m'ài feruto / de lo dardo de l'auro, ond'ò gran male, / che per mezzo lo core m'ài partuto...

[2] Bosone da Gubbio, Avv. Cic., a. 1333 (eugub.>fior.), L. 3, osservazioni, pag. 461.20: Onde il Saladino non si avendo a ciò argomento, e perchè il destriere non poteva menare, s'assise nel cammino, e pensa d'attendere persona che con argomento l'ajuti.

[3] Deca prima di Tito Livio, XIV pm. (fior.), L. 4, cap. 15, pag. 384.13: "Io m'assisi qui per intendere la questione, e quando l'avessi intesa, Melio sarebbe stato guiderdonato secondo il suo merito.

3.1 Fig. Rivolgere l'attenzione, soffermarsi su qualcuno o qualcosa.

[1] Petrarca, Disperse e attribuite, a. 1374, 165.7, pag. 226: Invidia più non ho a beato amante, / Viva qualunque, se ben s'ha, contento, / Perchè da me levato è ogni tormento / E le lagrime triste ch'eran tante, / Poi che la fêra fuggitiva errante, / Al dolce suon del mio grave tormento, / Ver' me s'assise col pensier attento / Tutta pietosa in atto et in sembiante.

4 Posare, adagiare.

[1] Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.), 89.76, pag. 363: Da l'altra parte volsi el viso, / ne l'altro ramo fui assiso, / e l'amor me fice riso, / però che m'avìa sì mutato.

[2] Bind. d. Scelto (ed. Gorra), a. 1322 (sen.), cap. 359, pag. 424.24: Lor figliuola sarà di questo fatto molto onorata, ch'io l'asiderò corona d'oro in sua testa...

[3] Deca prima di Tito Livio, XIV pm. (fior.), L. 7, cap. 26, pag. 186.15: Però che quando elli s'affrontarono uno corbo subitamente s'assise in su l'elmo del Romano, riguardando verso il suo nemico.

4.1 Riporre, collocare (anche fig.).

[1] Ruggieri d'Amici (ed. Panvini), a. 1246 (tosc.), canz..16, pag. 61: E più che nulla gioia, ciò m'è viso, / sì ricco dono Amore m'à donato, / che mi ne fa tuttora in gioia stare, / che 'nfra esti amanti m'à sì bene as[s]iso, / che più che meo servir m'à meritato.

[2] Pier della Vigna (ed. Contini), a. 1249 (tosc.), 3.59, pag. 128: Donimi alcuna spene, / ma di cui mi sovene / non voi' che men per morte mi sovegna, / di quella in cui fôr mise / tutte bellezz'e assise, / senza le quale Amore in me non regna.

[3] Pseudo-Uguccione, Istoria, XIII pm. (lomb.), 1192, pag. 67: Li agnoli con gran baudeça / Lo portà en ciel cum alegreç[a] / En la gloria de paradiso, / En lo sen d'Abraàm l'asiso...

[4] Brunetto Latini, Tesoretto, a. 1274 (fior.), 556, pag. 195: "Di sì ricca manera / li fece in tutte guise / che 'n esse furo assise / tutte le buone cose / valenti e prezïose / e tutte le vertute / ed eternal salute; / e diede lor bellezza / di membra e di clarezza, / sì ch'ogne cosa avanza / biltate e beninanza...

[5] Chiaro Davanzati, XIII sm. (fior.), canz. 11.33, pag. 46: Non m'alegrai né risi / poi che lo core asisi / in voi, bella, c'ho detta: / più stretta / fia la mia vita d'ogn'altra terena.

[6] Fiore, XIII u.q. (fior.), 40.3, pag. 82: I' le dissi: "Ragion, or sie certana, / Po' che Natura diletto vi mise, / In quel lavor, ched ella no 'l v'asise / Già per niente, ché non è sì vana, / Ma per continuar la forma umana...

[7] Contr. Croce e Vergine, XIII ex. (tosc.or.), 19, pag. 304: De sonma alteça em basso m'ài asisa, / o crudelissima repente Croce.

4.2 Disporre, distribuire.

[1] Deca prima di Tito Livio, XIV pm. (fior.), L. 9, cap. 46, pag. 362.20: Una cosa piaceva al popolo non corrotto e che manteneva li buoni, un'altra ne voleva la giura de' malvagi; infino a tanto che Q. Fabio e P. Decio furo fatti censori, e Fabio sì per cagione di concordia, sì perchè li Comizii non fossero nelle mani de' bassi uomini, ordinò tutta la moltitudine che avanzava oltre alli tribi, e assisela in quattro tribi, e chiamolli tribi urbani.

4.3 Insediare; insinuarsi, aver luogo (anche fig.).

[1] Bestiario moralizz., XIII (tosc./aret.-castell.), 22.8, pag. 784: alcuno ce ne nasce vitïoso / ke fuge e da la madre se divide. / E così fa lo mondo tenebroso: / ko li delecti sui l'alme conquide, / lo suo confecto tanto è doloroso, / kome veneno nell'alma s'aside. /

[2] <Zucchero, Esp. Pater, XIV in. (fior.)>, pag. 107.1: cioè Iesù Cristo, sotto cui sono assisi e fondati fermamente per diritta fede il forte castello, ciò sono i santi cuori e buoni uomini.

[3] Neri Moscoli, Rime, XIV pm. (castell.), son. 9.5, pag. 554: E ne la mente vostra certo asside / lo valor del granare apertamente, / sì che qual nel piacer con voi consente, / d'ogne viltate el voler suo divide....

5 [Geom.] Essere posto al centro (detto del punto equidistante da tutti i punti che compongono la circonferenza del cerchio).

[1] Cecco d'Ascoli, Acerba, a. 1327 (tosc./ascol.), L. 1, cap. 3.187, pag. 137: Di tutte qualità la forma pura / Si cela agli occhi nostri e non si mira, / Salvo il soggetto ch'è da lor finito / Per la vertù di sopra che ciò spira. / La grave qualità il ciel divide: / La sferica di forma sta nel mezzo, / Sì come il punto che nel cerchio asside / Alcun con quel che il suo nome dimostra.

6 [Milit.] Assediare.

[1] Pseudo-Uguccione, Istoria, XIII pm. (lomb.), 1504, pag. 75: Mestier n'è esser aveçui, / Qé molto semo conbatui. / Guardai qe no seai trovai / Al grand besogno desarmai, / Qé s'el ve çonçe li enemisi / Qe fieramentre v'à asisi, / Al col v'à metre tal cadena, / Çamai no ensirì de pena.

[2] Guittone, Rime (ed. Egidi), a. 1294 (tosc.), canz. 22.41, pag. 51: Amor, non mi dispero, / ca non fora valenza: / bona soffrenza fa bon compimento; / e lo grecesco empero, / l'ora che Troia assise, / non se devise per soffrir tormento...

[3] Fatti di Cesare, XIII ex. (sen.), Luc., L. 7, cap. 52, pag. 280.16: Lo gran fatto è lo gran disagio ch'elli sofferivano per lui oltre a misura, non solamente alli castelli onde eglino erano ad assedio, ma al loro assedio medesimo. Chè quando essi assisero Pompeio a Durazzo, appresso ciò che Pompeio e li suoi ebbero rotto el muro dunde erano rinchiusi, elli si furo fuggiti in Tessaglia…

[4] Bind. d. Scelto (ed. Carlesso), a. 1322 (sen.), cap. 550, pag. 558.5: Quando Egiptus ebbe la novella udita, come Horestes avea la città assisa, elli avea una gran quantità di chavalieri, sì veniva la città guarentire e difendere.

6.1 Fig. Opprimere, assillare.

[1] Andrea da Grosseto (ed. Selmi), 1268 (tosc.), L. 3, cap. 22, pag. 266.3: perciò che, cui Dio ama cului gastiga, e flagella ognie figliuolo ch'egli riceve, secondo che san Paulo dice. Et Giovan Sirac disse: chelli chi ama figliuoli suoi assiduagli in tormenti, acciò che s'allegri all'ultimo, e [del] più proximo non palpi l'uscia.

[u.r. 22.11.2018]