AUSTERO agg.

0.1 austera, austere, austero, ostero, ustera.

0.2 Lat. austerus (LEI s.v. austerus).

0.3 <Tesoro volg. (ed. Gaiter), XIII ex. (fior.)>: 2.

0.4 In testi tosc.: <Tesoro volg. (ed. Gaiter), XIII ex. (fior.)>; Ricettario Laurenziano, XIV m. (sen.).

In testi sic.: Sposiz. Pass. s. Matteo, 1373 (sic.).

0.5 Nota la forma 'popolare' ostero in Nicolò de' Rossi, Rime, XIV pi. di. (tosc.-ven.).

0.7 1 Aspro di sapore. 2 Severo con sé o con altri, inflessibile, privo di piacevolezza. 2.1 [Detto di un oggetto:] privo di comodità (adeguato a una persona severa). 2.2 Crudele.

0.8 Roberta Manetti 16.07.2001.

1 Aspro di sapore.

[1] Palladio volg., XIV pm. (tosc.), L. 4, cap. 28, pag. 171.18: Le granella delle melegrane contrite con vino amineo, ovvero uve passe con rore siriaco, e con vino austero, e brusco. Ovvero insiememente tutte queste cose mischiate, e cotte in vino aspro; le quali poi raffreddate si pognano in canali di legno.

[2] Ricettario Laurenziano, XIV m. (sen.), 41, pag. 171.29: Upupa. Et la sua carne si ene austera.

2 Severo con sé o con altri, inflessibile, privo di piacevolezza.

[1] <Tesoro volg. (ed. Gaiter), XIII ex. (fior.)>, L. 6, cap. 20 (b), vol. 3, pag. 76.5: L'uomo magnanimo ama altrui, e se vuol male, sì 'l vuole manifestamente, e non celatamente, però che gli pare gran viltade celare la sua volontade. Ed è austero secondo dritto, ma non nelle cose di sollazzo. E conversa con gli uomini in cose di sollazzo, e d'allegrezza.

[2] Giordano da Pisa, Quar. fior., 1306 (pis.>fior.), Predica 26, pag. 130.12: La prima cosa durissima e austera di quella crudel sentenzia si è propter casus intransibilitatem, però che chi muore in peccato mortale non si può mai mutare...

[3] Gesta Florentin. (ed. Hartwig), XIV pm. (fior.), pag. 290.24: MCCLXXXXIIII Celestino V nato di... sedette papa mesi V, dì VIII e vacò dì XI. Questi essendo huomo religioso di sancta vita e d'asprissima e d'austera penitentia essendo lui absente da' cardinali in Perugia concordevolmente dì V di luglo fue eletto papa.

[4] Legg. sacre Mgl.II.IV.56, 1373 (fior.), Legg. di S. Ilario, pag. 53.4: o messere, noi albergheremo stasera colla più santa donna che sia sotto Iddio; e dicovi che la sua vita è assai più austera e agresta che la vostra, e più che niuno romito che sia oggi al mondo; che giammai non bevve vino...

[5] Sposiz. Pass. s. Matteo, 1373 (sic.), cap. 21, par.6, vol. 2, pag. 85.27: per dimustrari quantu si divi fari per la divina reverencia, per reprindiri la ligera et folli disobediencia di Adam et a nui insignari l'austera obediencia di Cristu, ipsu Iesu pontifichi per observari lu cumandamentu divinu non volsi biviri in lu tempu di lu sacrificiu.

[6] Boccaccio, Esposizioni, 1373-74, c. V (i), par. 34, pag. 288.21: ma sentendo l'autore, forse per obstupefazione, non aver pronto che rispondere, disse egli con parole alquanto austere: «O Minòs, perché pur gride, ingegnandoti di spaventarlo?».

- Serio, grave.

[7] Nicolò de' Rossi, Rime, XIV pi.di. (tosc.-ven.), son. 303.5, pag. 195: Qual se clama mastro d'alcun mistero, / scïentia, auguro, vaticinio o arte, / se cum rasone, en publico o disparte, / non la sostenne, fa folle pensero: / ché non çova garire o stare ostero, / o veglare nel lume o volçer carte, / ançi convien mostrarsi a parte a parte / ço che om rasona che sia il propio vero.

2.1 [Detto di un oggetto:] privo di comodità (adeguato a una persona severa).

[1] Ugo Panziera, Trattati, a. 1330 (tosc.occ.), 1, cap. 4, pag. 7, col. 1.20: Septimo abstinentia in qualità e quantità dando al corpo spesso forti discipline. Octavo disprezzato e aspro vestimento e austero lecto. Nono silentio d'ogni materia e continua solitudine.

2.2 Crudele.

[1] Cecco d'Ascoli, Acerba, a. 1327 (tosc./ascol.), L. 4, cap. 9.4405, pag. 383: La femmina ha men fede che una fiera, / Radice, ramo e frutto d'ogni male, / Superba, avara, sciocca, matta e austera, / Veleno che avvelena il cuor del corpo, / Iniqua strada alla porta infernale...

[2] Nicolò de' Rossi, Rime, XIV pi.di. (tosc.-ven.), son. 224.6, pag. 145: Cuy Deo à dato sane le sue membra /e l'uso del corpo saldo et entero, / et a conosser lo falso dal vero, /s'el è ingrato, e non gli rimembra / quanto martyro ensieme vi asembra / le cinque plage e 'l convicio ostero, / che Cristo en croçe per nuy ebbe fero, / degno di cruda morte quel mi sembra.

- Nemico austero: il diavolo.

[3] Cecco d'Ascoli, Acerba, a. 1327 (tosc./ascol.), L. 3, cap. 15.51, pag. 304: Lascia il diletto per la tua salute, / Sì che non muoia dal nemico austero / Nè possa mai sentir le sue ferute; / E se il diletto la tua mente pasce, / Pensa che di dolcezza pena nasce.

[u.r. 30.03.2018]