BANCO s.m.

0.1 banchi, bancho, banchu, banco, bancu.

0.2 LEI Germanismi s.v. longob. *panc 'sedile'; franc.a. banc; lat. medioev. bancus 'sedile' (1, 248.12).

0.3 Bonagiunta Orb. (ed. Contini), XIII m. (lucch.): 4.

0.4 In testi tosc.: Bonagiunta Orb. (ed. Contini), XIII m. (lucch.); Stat. sen., 1298; <Zucchero, Esp. Pater, XIV in. (fior.)>; Stat. pis., 1318-21; Stat. volt., 1336; Doc. aret., 1349-60.

In testi sett.: Doc. venez., 1300 (4).

In testi mediani e merid.: Stat. perug., 1342; Doc. orviet., 1339-68, [1353]; Buccio di Ranallo, Cronaca, c. 1362 (aquil.); Gloss. lat.-eugub., XIV sm.

In testi sic.: Giovanni Campulu, 1302/37 (mess.); Stat. palerm. (?), 1351.

0.5 Locuz. e fras. porre a banco 2.1; sedere a banco 3; tenere banco 3.

0.7 1 Tavolo. 1.1 Tavolo di lavoro all'interno di una bottega o officina. 1.2 Tavola usata per l'esposizione o la vendita di merce all'interno o all'esterno di una bottega. 2 Tavolo a cui siede un pubblico ufficiale, per es. un notaio o un giudice, per esercitare le proprie funzioni. 2.1 Porre a banco qsa a qno: accusare, imputare. 3 [Econ./comm.] Tavolo utilizzato dal cambiavalute o dal prestatore di denaro per esercitare la propria attività; [per metonimia:] impresa che svolge questa attività, banca. 4 Mobile ligneo su cui è possibile sedere e che può assumere fogge diverse; panca o seggio. 4.1 [Utilizzato per lo studio o la lettura]. 4.2 Sgabello per salire o scendere dal letto. 5 Cassa, con chiusura a chiave, per conservare denaro.

0.8 Gian Paolo Codebò 27.04.2001.

1 Tavolo (che può essere quello su cui si mangia, come in [2]).

[1] Doc. orviet., 1339-68, [1353], pag. 136.9: Queste so(n)no le chose che àne mastru Matteiu di mastru Gulinu da Bolongnia dell'uopera, sechundu iio òne trovatu: […] duo tovagliette da banchu, duo tovaglietti da manu, duo sciucchatoi, unu armariiu picchulu, unu paiu di forfici, unu ronciglione, unu descu da ma(n)giare, duo banche da sedere, sette taule…

[2] A. Pucci, Centiloquio, a. 1388 (fior.), c. 36, terz. 2, vol. 2, pag. 133: Fu Soprastante degli incarcerati / un, ch'era tutto dell'animo Bianco, / ch'avia nome Ser Neri degli Abati. / Questi mangiando con loro ad un banco, / da casa sua fe venire un migliaccio, / il qual non ebbe d'arsenico manco, / al quale i giovani dieder lo spaccio, / e Ser Neri, ch'avea falsata l'arte, / già non distese per mangiarne il braccio.

1.1 Tavolo di lavoro all'interno di una bottega o officina.

[1] Stat. sen., 1298, dist. 3, cap. 8, pag. 233.4: Item statuimo et ordinamo, che ogne bottiga de li conciatori abbia uno banco per cardare li panni conci, perchè non si possano sozzare li panni.

[2] Stat. fior., XIV pm., pag. 34.21: Che 'l proposto faccia fare il bancho a coloro che sanno lavorare. Statuto et ordinato è che lo proposto co' suoi consiglieri debbia provedere sopra nuovvi monetieri com'egli sanno lavorare la moneta dell'oro et dell'ariento, et, se bene sanno lavorare, che lo detto proposto sia tenuto di fare fare a' detti monetieri i ferri et la pancha acconci per lavorare la moneta dell'oro et dell'ariento…

[3] Stat. venez., 1366, cap. 102, pag. 46.38: Presa fo parte in Maçor Conseio ch'el sia conceduto a tali tarnerii o caxaroli de Riolto che, no contradiando lo conseio de no tegnir lume dredo la terça campana, possa in çascaduna dele so staçone tegnire una candela impresa de fora, sovra la taia e 'l banco o' che se taia la carne, fora dela staçon…

1.2 Tavola usata per l'esposizione o la vendita di merce all'interno o all'esterno di una bottega.

[1] Stat. pis., a. 1327, L. 2, cap. 46, pag. 107.31: Et non possa nè debbia tenere acqua in sul banco de li gotti in alcuna de li suprascripti misure suggellate, salvo che in pegnati da mescere aqua tanto, et non in altro modo; et debbia sempre le decte mesure tenere reboctate in sul banco.

[2] Stat. volt., 1336, cap. 8, pag. 12.8: Et che alcuno di detta arte non possa o debba in alcuno dì di domenica o pasqua o d'altre feste che comandate sieno per la decta chiesa o da parte de' decti consoli et camarlingo, aprire o aperta tenere la sua bottegha né alcuna mercantia o merceria tenere ad vendere sul suo bancho della bottegha o appresso a quella per XXV braccia, a pena et bando di soldi cinque di denari per ciascuno che contra farà e per ogni volta.

[3] Stat. perug., 1342, L. 1, cap. 13, par. 45, vol. 1, pag. 58.28: E niuno possa avere, né tenere banco overo banca overo alcuno altro enpedemento so' le porte de la citade overo dei borghe de Peroscia e so' gl'archora d'esse porte…

1.2.1 Estens. Bottega, esercizio commerciale.

[1] Stat. pis., 1318-21, cap. 38, pag. 1105.23: E intendasi che la dicta bottega u loggia sia tralle due traverse; sì veramente che in quella bottega non si possa fare alcuno giuoco li giorni che banchi o botteghe si tegnano; nè gli altri giorni vi si possa giocare a gioco per lo Breve delli castellani divietato.

1.2.2 Tavolo o insieme di tavoli sul quale il mercante espone la merce in occasione di una fiera.

[1] Pegolotti, Pratica, XIV pm. (fior.), pag. 233.25: La fiera da Lagnino comincia lo primo giorno di gennaio, e a dì 17 di gennaio la mattina mette drapperia, e a 19 dì di gennaio la sera al tardi grida ara e non mostra più drapperia, e lo secondo dì, cioè a dì 20 di gennaio, seggono i banchi e stanno 4 settimane…

2 Tavolo a cui siede un pubblico ufficiale, per es. un notaio o un giudice, per esercitare le proprie funzioni.

[1] Stat. sen., Addizioni 1298-1309, dist. 1, 3, pag. 196.2: Item statuimo et ordiniamo, che notaio dell'Arte de la Lana predecta che per temporale serà, sie tenuto e debia per seramento, fare pagare tucte le scripture che si faranno al banco per lo decto notaio, secondo el modo infrascripto.

[2] Stat. pis., 1330 (2), cap. 29, pag. 477.20: Et giuro, che due volte in ciascuna settimana, cioè lo martedì et lo giovedì, sedrò al bancho della corte da la maitina infin'ad tersa, et oderòe quelle persone che si lamentano, et faròe ad loro et faròe fare, in quelle cose che spectano al mio officio, compimento di giustitia.

[3] Stat. perug., 1342, L. 1, cap. 13, par. 8, vol. 1, pag. 47.20: E che a scrivere tucte gl'acte e le scriture de le civile quistione e a copiare al banco dei malefitie e le protestatione scrivere se eleggano quaranta e cinque notarie…

[4] Dom. Benzi, Specchio umano, a. 1347 (fior.), pag. 354.26: Bastiti dunque, o iniqua Colle, che ricevuta fosti a misericordia, sì che mai più non per te si presumma tanto per innanzi, ché forse misericordia sempre non sta a bancho per tribunali, se giustizia chrudelmente armata possiede l'animo del giudichante.

[5] Cost. Egid., 1357 (umbro-romagn.), L. II, cap. 3, pag. 540.23: E li notarij cum li suoi judici, sempre quando i judici loro sederano a bancho de la ragione, segano e stiano cum gli acti e cum le sc[ri]pture bexegnevele a ciò che li facti de coloro chi piatiseno se possano spaçare com se convene…

[6] Doc. fior., 1364-65, pag. 68.27: e ogni cosa veduto e chonsiderato che ffu da vedere e chonsiderare; imperò per bene, pacie e choncordia delle dette parti, e per utile e chommodo de' detti pupilli, per vighore del nostro uficio, podestà e balia, e per ogni modo, via, e ragione, che meglio possiamo, per tribunale sedendo al nostro usato bancho della ragione, invochando il nome di Dio, sentenziamo, pronuntiamo, e dichiariamo in tutto e per tutto chome di sotto si chontiene…

[7] Boccaccio, Decameron, c. 1370, VIII, 5, pag. 526.2: Tre giovani traggono le brache a un giudice marchigiano in Firenze, mentre che egli, essendo al banco, teneva ragione.

[8] Sacchetti, Trecentonovelle, XIV sm. (fior.), 145, pag. 329.23: - Che parole son queste? favellaci onesto nella mal'ora. - E come dice questo, ser Domenico tira un peto che stordì il judice con tutti quelli che erano al banco; dicendo il giudice e guatando or l'uno or l'altro, dice…

[9] Gl Gloss. lat.-eugub., XIV sm., pag. 126.7: Hoc tribunal, lis id est lo bancho dove se tiem ragione.

2.1 Porre a banco qsa a qno: accusare, imputare.

[1] Ristoro Canigiani, 1363 (fior.), cap. 41.57, pag. 108: Po' fur dinominati Canigiani, / Corrompendo 'l vocabol, che 'l canneto / Disfatto avie lor messo fra le mani. / Ma per non far troppo lungo decreto, / Lascio la luna azzurra e 'l campo bianco, / Che d'un rastrel vermiglio era repleto, / E torno a quel, che mi percotie 'l fianco, / E che de' esser sofficiente scusa, / S'alcuno error mi fosse posto a banco.

3 [Econ./comm.] Tavolo utilizzato dal cambiavalute o dal prestatore di denaro per esercitare la propria attività; [per metonimia:] impresa che svolge questa attività, banca.

[1] Doc. sen., 1277-82, pag. 424.20: Ancho VIIII lib. et XXX den. martidì dicotto dì di luglio a Iachomo Ranieri a richoltte in f. cetto quarata et cinque ebeli i' cinque fiorini d'oro. Ancho XII lib. nel dì i quali demo a Nani Salenbene et per lui li demo i' suso il bancho di Nucio del Frascia per parauola di Nani a devito in f. cetto novatuno.

[2] <Zucchero, Esp. Pater, XIV in. (fior.)>, pag. 56.42: e per dimostrare buono consiglio si prende in esempro per figurazione, uno uomo con sembianti onesti, il quale trassina danari in su un banco, e questo uomo hae due Angeli sopra le spalle, i quali porgono a costui il santo consiglio, cioè di spendere i suoi danari a' poveri per amore di Iesù Cristo.

[3] Libro vermiglio, 1333-37 (fior.), pag. 107.42: Ànne dato a dì III di genaio MCCCXXXV fior. quaranta otto e giliati otto, dieci per loro Giovanni del Festa, rispose per lui Bernardo di Lapo di Ruspo che tiene il chonto del bancho, posto a suo choto quaderno E car. XXVIII.

[4] Stat. palerm. (?), 1351, pag. 74.15: Item ki nullu bankeri diia tiniri in sou bancu dinari fauci, si no tutti dinari ki sianu di lu cugnu di lu signuri Re, subta pena di perdiri li dinari vechi tutti et pir chaunu dinaru fauzu pagari sey dinari boni.

[5] Stat. venez., 1366, cap. 129, pag. 60.24: Presa fo parte in Conseio di XL che in l'isola de Riolto no possa esser tegnudo cosa che aspecti a cambio, modo algun se no in le tole e banchi del Comun, sotto pena de libre V.c per cascaduna fiada che contrafatto serà…

[6] Lett. lucch., 1373, pag. 11.13: Michele, Giovanni da Chiatri salute, di Venegia. Elli è vero e manifesto che a dì VI Ottobre passato ricevei da F. Marco Turchi in banco di ser Jacomello Sancani ducati dugento d'oro, che funno per una sentenzia fatta qui in Venegia per li Consoli de' Mercadanti…

[7] A. Pucci, Centiloquio, a. 1388 (fior.), c. 91, terz. 69, vol. 4, pag. 184: La prima è di Giudici, e Notai, / e la seconda sono i Fondachieri / di Calimala, siccom'udit'hai. / La terza, Cambiatori, e Monetieri, / che risedenti a i loro banchi stanno, / cambiando lor pecunia volentieri.

[8] Bibbia (09), XIV-XV (tosc.), Mt 21, vol. 9, pag. 118.17: Ed entrando Iesù nel tempio di Dio, cacciò fuori tutti quelli che vendevano e compravano nel tempio; e le tavole e' banchi de' cambiatori, e le sedie di quelli che vendevano e compravano li colombi…

- Fras. Sedere a banco.

[9] Guittone, Lettere in prosa, a. 1294 (tosc.), 20, pag. 254.9: Matto fora tenuto homo che sedesse a bancho e changiasse molto auro a pa[u]cho rame; e non matto più sovr'onni conto chi nel banco di ragione, ove seder dea homo rassionale, vertù cangiare a visî e Cielo a terra?

- Fras. Tenere banco.

[10] Stat. sen., 1343 (2), L. 4, pag. 149.24: et se forse alcuno banchiere che tengha bancho non avarà fatta essa ricolta et sicurtà, sia bandito publicamente per la città che neuna persona gli creda overo gli diponga sua pecunia…

4 Mobile ligneo su cui è possibile sedere e che può assumere fogge diverse; panca o seggio.

[1] Bonagiunta Orb. (ed. Contini), XIII m. (lucch.), ball. 4.53, pag. 269: dinanzi so' amorosi, / dirieto son pungenti / com'aspido serpente. / Sieden su per li banchi, / facendo lor consiglio: / de' dritti fano manchi, / de' nero bianco giglio, / e no 'nde sono stanchi.

[2] Dante, Commedia, a. 1321, Par. 31.16, vol. 3, pag. 510: Le facce tutte avean di fiamma viva / e l'ali d'oro, e l'altro tanto bianco, / che nulla neve a quel termine arriva. / Quando scendean nel fior, di banco in banco / porgevan de la pace e de l'ardore / ch'elli acquistavan ventilando il fianco.

[3] Fr. Grioni, Santo Stady, a. 1321 (venez.), 1739, pag. 95: Eustadio si lli mena: / Sovra un bancho li fe asentar, / E poy li volse descholçar, / Quando l'un d'esi prexe a dir…

[4] Cinquanta miracoli, XIV pm. (ven.), pt. 1, 1, pag. 7.5: Dada questa letra al cavaler, ke deveva retornar, lo dito cavaler per conplaser a l'emperarise andà da essa, sì como ela l'aveva pregado. La qual emperarise maletiosa lo fe' ben inbriagar e, dormando ello sovra un banco, la borsa in la qual era la letra sì pendeva zoso. || Potrebbe ricadere in 1.

[5] Gl Gloss. lat.-eugub., XIV sm., pag. 125.7: Hoc scannum id est lo bancho.

4.1 [Utilizzato per lo studio o la lettura].

[1] Dante, Commedia, a. 1321, Par. 10.22, vol. 3, pag. 158: Or ti riman, lettor, sovra 'l tuo banco, / dietro pensando a ciò che si preliba, / s'esser vuoi lieto assai prima che stanco.

4.2 Sgabello per salire o scendere dal letto.

[1] Doc. venez., 1315 (12), pag. 124.7: item bancha J longa che steva i(n) portego, gsi VIIJ; item bancho J d'anenti leto, gsi VIIJ…

[2] Doc. venez., 1320 (2), pag. 171.3: ancor laso a sor Nicolota Çustignan, abatisa che fo de sen Iacomo de Paludo, […] et lasoli lo leto de camin sì co' ello sta con IJ coltre, una a scaioni et l'o(l)tra blancha et con IJ pèra de ninçoli et sì co' ello sta co(n) banchi et con tuto sì co' ello se trova de soto et de sovra…

5 Cassa, con chiusura a chiave, per conservare denaro (?).

[1] Stat. venez., 1366, cap. 119, pag. 54.23: CXIX Millesimo CCCXXVI, indictione X, die secundo octrubris. Preso fo parte in Maçor Conseio che quando alguna fiada aven che li officiali del Comun, abiando porte, casselle e banchi cum clave in li soi offici e no serra quelle, e de quelle lo Comun receva danno, se de qua avanti li ditti officiali lagarà averta alguna porta, cassella o banco del so officio, dele quale elli ten clave, e facto serà algun danno o furto deli beni e dele cose del Comun che fosse in banchi, casselle o in alberghi laghadi averti, che li officiali mende e paghe del so proprio lo danno del Comun, sença alguna condition.

[2] Stat. venez., 1366, cap. 31, pag. 24.8: XXXI Ancora, farè et ordenerè che mi e li mei compagnoni abiemo una clave per çascaduno divisa una da l'oltra al banco, in lo qual banco se metta tutta la pecunia del Comun.

[u.r. 09.01.2013]