BRAGO s.m.

0.1 braco, brago.

0.2 LEI s.v. *bracu.

0.3 Libro mem. Donato, 1279-1302 (lucch.): 1.

0.4 In testi tosc.: Libro mem. Donato, 1279-1302 (lucch.); Ottimo, Inf., a. 1334 (fior.); Cavalca, Esp. simbolo, a. 1342 (pis.).

In testi sett.: Jacopo della Lana, Purg., 1324-28 (bologn.); Gid. da Sommacamp., Tratt., XIV sm. (ver.).

0.7 1 Palude, pantano; fango. 1.1 Fig. Grado più basso dell'abiezione.

0.8 Maria Clotilde Camboni 12.02.2001.

1 Palude, pantano; fango.

[1] Libro mem. Donato, 1279-1302 (lucch.), pag. 121.14: la quale este [in] della cho[n]trada di Santo Allesandro in delo braco di Porta Santo Piero, per lb. ccccl di buona muneta.

[2] Dante, Commedia, a. 1321, Purg. 5, vol. 2, pag 79, v. 82: Corsi al palude, e le cannucce e 'l braco / m'impigliar sì ch'i' caddi...

[3] Gl Jacopo della Lana, Purg., 1324-28 (bologn.), c. 5, 67-84, pag. 84.19: El braco, zoè: lo pantano.

[4] Ottimo, Inf., a. 1334 (fior.), c. 8, pag.136.3: Flegiàs si credette allegrare di vedere Virgilio e Dante in pena, e voltarsi in quello brago come Filippo Argenti, e però venne così prestamente...

[5] Cavalca, Esp. simbolo, a. 1342 (pis.), L. 2, cap. 9, vol. 2, pag. 205.26: tutto dì crocifiggono Cristo da capo, e par, che abbiano a vile, come brago lo sangue di Cristo, nel quale lavati sono...

[6] Gl Maramauro, Exp. Inf., 1369-73 (napol.>pad.-ven.), cap. 8, pag. 196.8: li quali per la loro pena starano qui como stano li porci actufati in brago, cioè al tristo fango, lassando di sé orribili dispregiamenti.

[7] Gid. da Sommacamp., Tratt., XIV sm. (ver.), cap. 1, par. 31, comp. 5.14, pag. 73: turbata e scolorita / tutti i vilani converse in ranochi; / e quei saltonno a gracidar nel braco.

[8] Francesco da Buti, Purg., 1385/95 (pis.), c. 5, 64-84, pag. 112.2: Corsi al padule; e non a monte, e le cannucce e il braco; cioè lo cieno del padole e le cannelle...

[9] f Giordano da Pisa, Prediche (Redi): Come porci nel brago, se ne stanno in tanta abbiezione di costumi || TB s.v. brago.

1.1 Fig. Grado più basso dell'abiezione. || (GDLI s.v. brago).

[1] F Cassiano volg., XIV (tosc.), collaz. 14, cap. 16: quello, che torna a bellezza a quelli che l'usano come debbono, non solamente non può adornare costoro, ma e' li sozza in maggiore brago di fango. || Bini, Cassiano, p. 185.

[u.r. 26.09.2008]