CANAGLIA s.f.

0.1 canaglia.

0.2 Da cane 1.

0.3 Giannozzo Sacchetti (ed. Sacchetti), a. 1379 (fior.): 1.

0.4 In testi tosc.: Giannozzo Sacchetti (ed. Sacchetti), a. 1379 (fior.).

In testi mediani e merid.: Anonimo Rom., Cronica, XIV.

0.6 N Doc. esaustiva.

0.7 1 Gente spregevole (negli ess. cit., detto dei saraceni). 1.1 Il basso popolo (in quanto considerato con disprezzo).

0.8 Sara Alloatti Boller 06.06.2001.

1 Gente spregevole (negli ess. cit., detto dei saraceni).

[1] Giannozzo Sacchetti (ed. Sacchetti), a. 1379 (fior.), Mentr'io d'amor pensava, 124, pag. 91: «[[...]] Su, nel nome di Dio! or fuori, or fuori! / Muoiano i traditori! - alla battaglia!» / «Ahi, canaglia

[2] Anonimo Rom., Cronica, XIV, cap. 11, pag. 77.25: Granne tagliare se fao de quella canaglia della iente saracina.

[3] Sacchetti, Rime, XIV sm. (fior.), 112.15, pag. 109: Nimica di vertů, brutta canaglia, / che voglion guerra e mai non vidon maglia!

1.1 Il basso popolo (in quanto considerato con disprezzo).

[1] Anonimo Rom., Cronica, XIV, cap. 26, pag. 221.14: La canaglia non comportava la fame e llo deiuno.

[u.r. 26.05.2021]