CAPARE v.

0.1 capao, capare, capata.

0.2 Da capo.

0.3 Jacopone, Laud. Urbinate, XIII ui.di. (tod.): 1.

0.4 In testi mediani e merid.: Jacopone, Laud. Urbinate, XIII ui.di. (tod.); Buccio di Ranallo, Cronaca, c. 1362 (aquil.); Anonimo Rom., Cronica, XIV.

0.6 N Cfr. Petrucci, Rec. a Porta, p. 224.

0.7 1 Discriminare capo da capo, distinguendo gli elementi migliori dai peggiori. 1.1 Estrarre lo scarto per ripulire l'insieme, eliminare la parte peggiore.

0.8 Roberta Cella 20.11.2000.

1 Discriminare capo da capo, distinguendo gli elementi migliori dai peggiori.

[1] Jacopone, Laud. Urbinate, XIII ui.di. (tod.), 8.7, pag. 511: Or è lo tempo ke se dé capare / ki ddé andare in gloria o in supplizio.

[2] Buccio di Ranallo, Cronaca, c. 1362 (aquil.), quart. 1256, pag. 296: La compagnia remase, et perdìo capo et lato; / Per uscirese dello regno ad lo re hanno mandato. / Quilli Ongari che volse lo re se li capao; / Per in Cicilia mannareli tucti li sollao...

[3] Cronaca volg. isidoriana, XIV ex. (abruzz.), pag. 157.24: Et quando lo dicto Romolo comensò ad regnare in Roma, el dicto re [elesse] CCCC homini antiqui per suo consiglio. Et ancora capao mille commattenti li quali però che erano mille li chiamao militi, zoè cavaleri.

1.1 Estrarre lo scarto per ripulire l'insieme, eliminare la parte peggiore.

[1] Anonimo Rom., Cronica, XIV, cap. 11, pag. 81.16: Quelle loro ossa fuoro adunate in uno campo e de esse fatta fu una grannissima montagna. Fine allo dìe de oie dura. Anche più, ché oie in questi dìe vao lo aratore e ara lo campo, e aranno trova teste, gamme, vraccia e ossa assai. No· lle poco capare. || Cfr. Petrucci, Rec. a Porta, p. 224: «no·lle poco capare significa semplicemente che la quantità dei resti umani è tale che i contadini non riescono ad 'estrarli' tutti, a ripulirne il terreno; conformemente al tipo capà l'erba 'strappare la malerba' (AIS VII 1355, PP. 566, Nocera Umbra e 645, Tagliacozzo)».

[u.r. 14.01.2009]