CASTALDO s.m.

0.1 castaldi, castaldo, castalli, castoldo, cathaldo, chastaldo, gastado, gastaldi, gastaldo, gastoldo, gastolto, kastaldo.

0.2 Longob. gastald (DELI 2 s.v. castaldo).

0.3 Doc. sen., 1235: 1.

0.4 In testi tosc.: Doc. sen., 1235; Doc. fior., 1291-98; Doc. pist., 1297-1303; Folgóre, Mesi, c. 1309 (sang.); Stat. pis., a. 1327; Cenne de la Chitarra, XIII ex.-a. 1336 (aret.).

In testi sett.: Sermoni subalpini, XIII (franco-piem.); Rainaldo e Lesengr. di Udine, XIII (ven.); Doc. venez., 1310; Jacopo della Lana, Purg., 1324-28 (bologn.); Stat. vicent., 1348; Doc. bologn., 1366; Supplica Fraglia Merzari, 1374 (vicent.); Sam Gregorio in vorgà , XIV sm. (lig.).

In testi mediani e merid.: Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.).

0.5 Locuz. e fras. castaldo della procuratia 2.1.

0.6 T Doc. sen., 1235: Burnaccio del Castaldo.

N Cfr. Sul longobardo gastald, sugli adattamenti del termine nei doc. lat. (dove era già presente l'oscillaz. sorda/sonora della velare iniziale), nonché per una ricostruzione storica delle mansioni del castaldo nel regno longobardo prima e successivamente in quello franco, cfr. Francovich Onesti, Vestigia, pag. 92.

In partic., per l'esegesi etimologica della forma longobarda, cfr. Princi Braccini, Termini germanici, pp. 1085-88.

Si separa 2 da 1 più sulla base di una demarcazione di status giuridico che per una vera e propria differenziazione semantica.

Per le diversità di ruoli evidenziate in 2, cfr. Rezasco, s.v. castaldo; riguardo alla specificità veneta, si tenga presente la duratura e profonda presenza dell'amministrazione longobarda in quel territorio.

0.7 1 Chi si occupa della gestione dei beni di qno (o di una famiglia, o di un convento). Estens. Fattore, colono; famiglio, servitore (di corte). 1.1 Fig. [Dei sensi, in relazione all'anima:] ministro. 1.2 Castaldo dell'isola: ufficiale plenipotenziario, rettore? 2 [Dir.] Chi per statuto è preposto all'amministrazione di un ente (arte, ospedale) o di una comunità; dispensiere, economo. 2.1 Locuz. nom. Castaldo della procuratia: a Venezia, ministro dei Procuratori, addetto alle vendite all'incanto e alle riscossioni. 2.2 [In Veneto:] capo di Collegio d'arte (investito anche della facoltà di comminare sanzioni pecuniarie). 3 [Dir.] In alcune parti dell'Umbria, messo di tribunale, banditore. 3.1 Fig. [Del demonio, con rif. alla sua mansione secondo il disegno divino:] emissario; sicario, giustiziere. 4 Signif. incerto: castellano (con valore meton. di 'castello')?

0.8 Elena Artale 13.12.2001.

1 Chi si occupa della gestione dei beni di qno (o di una famiglia, o di un convento). Estens. Fattore, colono; famiglio, servitore (di corte).

[1] Doc. sen., 1235, pag. 84.3: Burnaccio Martini da Mugniano iiii lib.. Giova(n)ni chastaldo da Sa(n) Cristofano vi s. m(eno) iiii d..

[2] Doc. fior., 1291-98, pag. 616.28: E diene lb. VIJ s. X pici. per un asino che meser Consilglio comperò da lui quando Bese era suo chastaldo.

[3] Sermoni subalpini, XIII (franco-piem.), 7, pag. 238.5: L'un era ric, e l'autre era ric, mas non era si ric cum era lo premer. Lo terz era povre. Or quest bon hom, qui avia questi trei amì, si era gastaldo d'un alt hom.

[4] Rainaldo e Lesengr. di Udine, XIII (ven.), 632, pag. 178, col. 1: Dis Isigrin a grant baldor: / «Eo son gastaldo e partidor / de Rainald ch'è meo signor». / Dis la cavra: «A mi siente, / vui no partirì gran del furme[n]t...

[5] Doc. pist., 1297-1303, pag. 166.4: Achoma[n]doe il <s> chastaldo a Giunta Rosso da Cicigniano una asschure e due maroncelle e uno marrone e una chatena da fuocho e una pala e uno paio di molli da fuocho e due choltrici e una falgara, a dì vij di genaio.

[6] Jacopo della Lana, Purg., 1324-28 (bologn.), c. 24, 28-39, pag. 494, col. 1.6: Ubaldin dalla Pilla; questo fo de Musello, degli Ubaldini del contà de Fiorença, lo quale fo molto goloso e pecò molto in volere in quantità oltra mesura. Ello chiamava un so castaldo e dixea: 'Che fa' tu fare da desenare?'

[7] Cenne de la Chitarra, XIII ex.-a. 1336 (aret.), 8.12, pag. 429: e sia sì forte e [sì] terribil caldo / com'ha il solleone a la finita; / ed un brutto converso per castaldo, / avaro, che si apaghi di tal vita: / la moglie a ciaschedun sia 'n manovaldo.

[8] Valerio Massimo, prima red., a. 1338 (fior.), L. 4, cap. 1, pag. 270.15: E tornando in suo paese cominciò a guardare le sue ville, e vide che per negligenza del castaldo erano perdute e guaste. || Cfr. Val. Max., IV, 1, Ext. 1: «animadvertit neglegentia vilici corrupta et perdita intuensque male meritum».

[9] Doc. bologn., 1366, pag. 86.33: Ancho una carta ch'i' ò adosso a Tibaldo di Nane di ser Bertoluço castaldo da mille ducati, pagando quelo ch'è scripto in lo dito libro...

[10] Sam Gregorio in vorgà , XIV sm. (lig.), L. 1, cap. 1, pag. 76.3: In le parte de Sanio in la vila d'un segnor chi se iamava Venantio, chi era stao patricio, fo un çoven figlo de lo gastado de lo dito Venantio lo qua avea nome Onorao... || Cfr. Greg., Dial., I, 1: «villa fuit, in qua colonus eius filium Honoratum nomine habuit».

- [Iron., della moglie:] amministratore (assoluto), padrone. || (Marti, Poeti giocosi, p. 367).

[11] Folgóre, Mesi, c. 1309 (sang.), 8.14, pag. 412: Ed ivi trar buon tempo e buona vita, / e non uscir di fuor per questo caldo; / vestir zendadi di bella partita; / e, quando godi, star pur fermo e saldo, / e sempre aver la tavola fornita, / e non voler la moglie per castaldo.

1.1 Fig. [Dei sensi, in relazione all'anima:] ministro. || (Ageno).

[1] Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.), 35.41, pag. 126: El monno non basta ai toi vasalli: / parme che falli de darglie 'l tuo core; / per satisfare ai toi castalli, / mori en travalli a gran dolore.

1.2 Castaldo dell'isola: ufficiale plenipotenziario, rettore?

[1] Tavola ritonda, XIV pm. (fior.), cap. 35, pag. 125.13: e sì diceano: - abbiatelo certano, però che noi sì siamo uficiali di questo signore, sicché bene sappiamo ciò che a voi diciamo. - L'uno disse: - Noi diciamo la verità: noi siamo gli castaldidi questa isola, e per questo nostro signore ci conviene tenere i modi che a lui piace.

[2] Tavola ritonda, XIV pm. (fior.), cap. 38, pag. 134.5: e vedendo ella morto suo padre e sua madre, se ne vae dinanzi allo signore dello castello, cioè a messer Tristano, e agli dieci castaldi della isola...

- [Appellativo di cavaliere].

[3] Tavola ritonda, XIV pm. (fior.), cap. 37, pag. 132.28: Tristano, vedendo Brunoro morto, si rivolse verso gli castaldi cavalieri, i quali presenti erano stati alla detta battaglia per dare sentenzia di verità e del dovuto; e disse Tristano loro: - Signori, sono io ora dilivero di vostra prigione?

2 [Dir.] Chi per statuto è preposto all'amministrazione di un ente (arte, ospedale) o di una comunità; dispensiere, economo.

[1] Stat. sen., 1298, dist. 7, cap. 14, pag. 256.6: Item statuimo et ordinamo, che a le gualchiere nostre da Mallecchio dell'Arte de la Lana, debbiano stare XXV libre d'osogna per casa, in deposito, che si metta nei panni quando fusse bisogno; e 'l castaldo ne debbia réndare ragione e scrivare ne' cui panni si mettesse...

[2] Stat. sen., 1305, cap. 6, pag. 9.16: Anco volemo e stanziando firmamo, che nel detto Spedale siano et èssare debbiano doi castaldi e cellerarii o vero despensatori, li quali facciano l'offizio de la castaldía al modo usato.

[3] Stat. pis., a. 1327, L. 1, cap. 44, pag. 61.35: Et debbia et sea tenuto lo dicto bandiere di mectere tucti bandi che si bisogniranno fare mettere al Castaldo per suo officio, sensa alcuno denajo quinde avere.

2.1 Locuz. nom. Castaldo della procuratia: a Venezia, ministro dei Procuratori, addetto alle vendite all'incanto e alle riscossioni. || (Rezasco, s.v. castaldo).

[1] Doc. venez., 1310, pag. 67.22: ma questo voio qu'eli faça segurtade ali me' redi de tute le rason que io avi a far con eli o con li so conpanoni que era alo tenpo que io fui gastoldodela percolatia...

2.2 [In Veneto:] capo di Collegio d'arte (investito anche della facoltà di comminare sanzioni pecuniarie). || (Rezasco, s.v. castaldo).

[1] Stat. venez., c. 1334, cap. 1, pag. 374.3: Come se de' eleçer li officiali de quest'arte. In prima, che li çudesi de la presente arte, li qual si è mo o serà per li tempi, ensembre con lo so gastoldo, sia tegnudi et debia en fine del so officio per sagramento eleçer cinque boni et liàl homeni de questa arte per eleçer lo gastoldo et çudexi novi...

[2] Stat. venez., c. 1334, cap. 11, pag. 376.22: Che lo gastoldo possa metter pena de soldi XL en çoso. Ancora, che lo gastoldo de la presente arte abia possança d'emponer pena et pene de soldi XL et da ende en çoso entro li homeni de quest'arte per çaschaduna cosa necessaria ad far lo so officio, et da çaschadun contrafaçando rescoder la pena, la qual, se per si ella no podesse scoder, con li fenti de la Iustixia si scoda, la qual deve vegnir en lo gastoldo et en li soi officiali.

[3] Stat. vicent., 1348, pag. 11.3: Questi sono li statuti e ordinamenti, li quali debbono esser osservati per li Gastaldi delli mercadanti della Città de Vincentia. [[...]]. In primis statuimus et ordinamus, che ciaschedun mercadante, che vol tenere et far arte over officio de mercandaria, che li gastaldi, li quali per tempo serano, siano obligati e debbano dare il iuramento alli intrante in ditta arte over officio di tener e far tener in la sua botega e in la sua casa bon passo dretto e ben ferrato, e bona ballanza et dretta, e bona et dretta stadella, e dar a ciaschedun bona e iusta mesura e bona e iusta pesa, che con lui mercanderà.

[4] Supplica Fraglia Merzari, 1374 (vicent.), pag. 259.13: I merçari e gastaldi dela fraia dy Merçari de Vicença ha fato daro una suplicança al magnifico segnoro nostro, l'exempio dela quala mando a vuy en la presente letera introcluso.

3 [Dir.] In alcune parti dell'Umbria, messo di tribunale, banditore. || (Rezasco, s.v. castaldo).

[1] Cost. Egid., 1357 (umbro-romagn.), L. II, cap. 18, pag. 571.24: E questo ordinemmo che, sopra la presentacione e citacione da le lettere mandade da lo Rectore o da li suoi judici et officiali e sopra le altre executione e sequestratione e de le altre cose chi perteneno ao loro officio, sì se stia e fia creduto a la relatione di baylij e de ciaschuno de loro de la corte e de li suoi officiali jurati; e tutti li baylij, messi o gastaldi della corte generale siano tegnudi de jurare de fare a bona fede e lialmente tutte li ambaxiate e citacione chi gli firano comettude per la corte...

3.1 Fig. [Del demonio, con rif. alla sua mansione secondo il disegno divino:] emissario; sicario, giustiziere.

[1] Cavalca, Specchio de' peccati, c. 1340 (pis.), cap. 10, pag. 76.10: Onde non è dubbio, che gl'indivini possono sapere molte cose per revelazione delle demonia, le quali molte volte sanno, sì per naturale ingegno, e per lunga esperienzia, e sì perchè Iddio rivela loro, siccome a suoi castaldi, gli giudicj, li quali dee per loro mandare in terra.

[2] Leggenda Aurea, XIV sm. (fior.), cap. 144, S. Francesco, vol. 3, pag. 1261.7: e chiamando il compagno, manifestolli il fatto, sì li disse: "Li demoni sono castaldi del Signore nostro, e' quali E' manda a punire i falli... || Cfr. Legenda aurea, CXLV, 108: «Demones sunt castaldi domini nostri quos destinat ipse ad puniendos excessus».

4 Signif. incerto: castellano (con valore meton. di 'castello')? || Uso occasionale: in chiusura del canto precedente l'autore ha menzionato i castelli che hanno dato asilo ai Guelfi esiliati (cfr. A. Pucci, Centiloquio, a. 1388 (fior.), c. 6, terz. 98, vol. 1, pag. 73).

[1] A. Pucci, Centiloquio, a. 1388 (fior.), c. 7, terz. 2, vol. 1, pag. 75: Già s'era il Re partito da Fiorenza, / ed ottocento Cavalier lasciati / aveva a' Ghibellini a provvedenza, / quando i Castaldi di sopra nomati / avien sopra Firenze fatto lega, / poichè avieno i Guelfi ricettati.

[u.r. 16.10.2020]