INVIZIARE v.

0.1 enviciadi, invitii, invizia, inviziata, 'nvizïata.

0.2 DEI s.v. inviziare (lat. *invitiare).

0.3 Brunetto Latini, Favolello, 1260/66 (fior.): 1.

0.4 In testi tosc.: Brunetto Latini, Favolello, 1260/66 (fior.).

0.6 N Doc. esaustiva.

0.7 1 [Generic.:] corrompere (trans. e assol.).

0.8 Roberta Cella 30.09.1999.

1 [Generic.:] corrompere (trans. e assol.).

[1] Brunetto Latini, Favolello, 1260/66 (fior.), 31, pag. 279: Questa amistà è certa; / ma de la sua coverta / va alcuno amantato / come rame indorato. / Così in molte guise / son l'amistà divise, / perché la gente invizia / la verace amicizia: / ch'amico che maggiore / vuol essere a tutt'ore, / parte come leone; / amor bassa e dispone, / perché in fin'amanza / non cape maggioranza.

[2] Guittone, Lettere in prosa, a. 1294 (tosc.), 40, pag. 449.15: Non solo [[i beni terreni]] valensa e sapientia non aiutano a fare ove non è, ma dov'è la disfanno e tollen via. Und'è esso sapientissimo Salamone disviato e mactiero, e non pochi altri; e chi si difende in molta prosperità, non disvii e invitii e fievile e desvalente in poso vengna? Ma, sì come valore si perde in agio, in bizognevile tempo sal. || Margueron, Guittone. Lettere, p. 379, s.v. inviziare glossa: «corrompersi».

[u.r. 26.02.2007]