MOGLIAZZO s.m.

0.1 moglazzi, mogliazzi, mogliazzo.

0.2 Da moglie, con suffisso ‑azzo.

0.3 Fiore, XIII u.q. (fior.): 1.

0.4 In testi tosc.: Fiore, XIII u.q. (fior.); Stat. fior., 1356 (Lancia, Ordinamenti).

0.6 N Doc. esaustiva.

0.7 1 Matrimonio, stipulazione di matrimonio. 2 Cerimonia (o corteo?) nuziale, festa di nozze.

0.8 Pär Larson 07.09.1998.

1 Matrimonio, stipulazione di matrimonio.

[1] Fiore, XIII u.q. (fior.), 122.1, pag. 246: «Ancor sì m'intrametto in far mogliaz[z]o, / Altr'or fo paci, altr'or sì son sensale; / Manovaldo mi fo, ma quel cotale / Che mi vi mette, l'ab[b]iate per paz[z]o... || Cfr. Roman de la Rose, 11680: «Si m'entremet de courretages, / je faz pas, je joing mariages».

[2] Giordano da Pisa, Quar. fior., 1306 (pis.>fior.), 30, pag. 150.30: Questo errore era anche ne' sadducèi, che credeano che lle carnalitadi e questi mogliazzi fossero ne l'altra vita. I quali Cristo riprese: «Stolti, voi errate, non sapete le Scritture e la virtù di Dio; in quella vita non si mariteranno e non vi si menerà moglie».

[3] Simintendi, a. 1333 (tosc.), L. 9, vol. 2, pag. 211.7: Eguale età ed eguale bellezza fue in loro due; e ricevettono le prime arti e amaestramenti da non diversi maestri. Quinci l'amore toccò lo rozzo petto d'amendue: ma la fidanza del matrimonio era diseguale. E aspettano e tempi del pattovito mogliazzo. || Cfr. Ov., Met., IX, 721-22: «Vulnus utrique dedit [[amor]], sed erat fiducia dispar; / Coniugium pactaeque exspectat tempora taedae».

2 Cerimonia (o corteo?) nuziale, festa di nozze.

[1] Stat. fior., 1356 (Lancia, Ordinamenti), pag. 370.10: Ordinamenti contro alli soperchi ornamenti delle donne e soperchie spese de' moglazzi e de' morti. Infrascritti sono li ordinamenti et provisioni fatti [[...]] a ripriemere et regolare le soperchie spese de' cittadini dintorno alli vestimenti et adornamenti delle donne, fanciulle et femine, et moglazzi, noze, conviti et sepulture, et altre cose, come di sotto per ordine si contiene...

[2] Sacchetti, Trecentonovelle, XIV sm. (fior.), 127, pag. 281.16: Uno cavaliere chiamato messer Rinaldello da una terra, che si chiama Meza dell'Oreno, arrivò una volta nella città di Firenze; e stando in quella per alquanti dì, venne per caso che questo gentiluomo vidde a uno mogliazzo gran numero di cittadini, tra' quali, come interviene, dinanzi andavono molti addobbati con vaio.

[u.r. 18.04.2007]