CATENA s.f.

0.1 cadena, cadene, cadhen, cadhena, cadhene, caën, caena, caëna, caene, caëne, caina, caine, cainna, cainne, caten, caten', catena, catene, cateni, cathena, cathene, catheni, cathini, catina, catini, cayne, chadena, chadene, chatena, chatene.

0.2 Lat. catena (DELI 2 s.v. catena).

0.3 Poes. an. ravenn., 1180/1210: 2.1.

0.4 In testi tosc.: Bonagiunta Orb. (ed. Parducci), XIII m. (lucch.); Brunetto Latini, Rettorica, c. 1260-61 (fior.); Doc. prat., 1275; <Egidio Romano volg., 1288 (sen.)>; Lotto di ser Dato (ed. Ageno), XIII sm. (pis.); Bestiario toscano, XIII ex. (pis.); Doc. pist., 1297-1303; Stat. sen., 1305.

In testi sett.: Poes. an. ravenn., 1180/1210; Proverbia que dicuntur, XIII pi.di. (ven.); Pseudo-Uguccione, Istoria, XIII pm. (lomb.); Bonvesin, Volgari, XIII tu.d. (mil.); Caducità , XIII (ver.); Serventese Lambertazzi, XIII u.v. (bologn.); Doc. venez., 1300 (4); Belcalzer (ed. Ghinassi), 1299/1309 (mant.); Anonimo Genovese (ed. Cocito), a. 1311; Parafr. pav. del Neminem laedi, 1342.

In testi mediani e merid.: St. de Troia e de Roma Laur., 1252/58 (rom.); Poes. an. urbin., XIII; Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.); Giostra virtù e vizi, XIII ex. (march.); Legg. Transito della Madonna, XIV in. (abruzz.); Simone Fidati, Ordine, c. 1333 (perug.); Doc. perug., 1322-38; Doc. orviet., 1339-68, [1353]; Destr. de Troya, XIV (napol.); Gloss. lat.-eugub., XIV sm.; Cronaca volg. isidoriana, XIV ex. (abruzz.).

In testi sic.: Giovanni Campulu, 1302/37 (mess.); Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.); Simone da Lentini, 1358 (sirac.).

0.5 Per mettere catene e ferri in gamba > gamba.

Locuz. e fras. alla catena 1.1; alle catene 1.2; avere la catena in collo a qno 2.2; caricare di catene di comune 1.1; fare catena 2.4; in catena 1.1; in catena di 1.1; in catene 1.1; levarsi la catena di collo 2; matto da catena 1.1; mettere alla catena della vergogna 1.3; mettere in catena 1.1; mettere la catena al collo 2; pazzo da catena 1.1; porre alla catena 1.3; stare alla catena della berlina 1.3; stare in la catena 1.1; trarre fuori di catena 2.2; uscire di catena 1.1, 2.1; vivere in catena 2.1.

0.7 1 Serie di anelli metallici (in numero variabile e più o meno robusti), infilati l'uno dentro l'altro e costituenti un'unità adoperata principalmente come legame per bloccare o imprigionare uomini o animali, o per fissare qsa (soprattutto nell'espressione legare con catene). 1.1 Locuz. e fras. 1.2 [Del comune, di un porto: per ostacolare l'accesso alla città e per chiudere vie o piazze]. 1.3 [In partic.:] la gogna. Estens. Berlina. Fras. Mettere, porre, stare, alla catena (della vergogna, della berlina). 1.4 [Pendente dalla cima di una montagna, per consentire la salita]. 1.5 [Con funzione di arma contundente o come strumento di tortura su se stessi]. 1.6 [Con funzione ornamentale:] monile; collana. 1.7 Estens. Prigione (solo plur.). 1.8 [Arch.] [Detto di un fregio, per la sua forma]. 2 [In numerosi usi fig. e metaf.:] vincolo, legame; giogo. Fras. Mettere la catena al collo, levarsi la catena di collo. 2.1 [Con rif. ad amore o alla donna]. 2.2 [Relig.] [In relazione al demonio e alla condizione peccaminosa (in partic., del peccato originale)]. 2.3 Estens. Discendenza, stirpe. 2.4 Signif. non accertato. Fras. Fare catena. 3 [Arch.] In una costruzione, elemento di rinforzo (in ferro o in legno). 4 Catena del collo: le vertebre del collo (nell'espressione rompere la catena del collo, anche fig.). 5 [Bot.] Tralcio, sarmento. 6 Signif. non accertato.

0.8 Elena Artale 26.04.2002.

1 Serie di anelli metallici (in numero variabile e più o meno robusti), infilati l'uno dentro l'altro e costituenti un'unità adoperata principalmente come legame per bloccare o imprigionare uomini o animali, o per fissare qsa (soprattutto nell'espressione legare con catene).

[1] St. de Troia e de Roma Laur., 1252/58 (rom.), pag. 142.19: Et li Cartaginesi misero Regulus in presone et le pedi e le mano e in canna fo legato con catene.

[2] Brunetto Latini, Rettorica, c. 1260-61 (fior.), pag. 178.13: Altressì Julio Cesare, [[...]] disse: «Ponete mente alle pene di Cesare, guardate le catene e pensate che questa testa è presta a' ferri e' membri a spezzamento».

[3] Giostra virtù e vizi, XIII ex. (march.), 247, pag. 333: Disse: «Or m'aspecta, perfidu, che s'yo de man te scappo, / ka par' così feroce, / con tal catene legote, con tal grampe te adgrappo, / ke faray morte atroce...

[4] Belcalzer (ed. Ghinassi), 1299/1309 (mant.), pag. 172.7: e la polzela ha lì le cadene, e ligal e involzegel dentr, e tut zo sosten pacient-ment, et ha tut el so cor a la beleza de la carn de la virgen e al deletevol odor de la virginità...

[5] Nacchio di Pachio, Amicho mio, XIII/XIV (fior.), 5, pag. 104, col. 18: Ma, se paghar dovessi una chatena, / quel chan che v'è non vo' trovare sciolto, / ch'enver' di me si mostra tanto folto, / che nella ghanba ne sento anchor pena.

[6] Legg. Transito della Madonna, XIV in. (abruzz.), 467, pag. 34: Lu terrso dì resuscitasti dalla morte, / gesti nello enferno ad speczare le porte, / Adammo co·lli altri traisti de quelle sorte, / et lu diabolu legasti co·lle catene forti...

[7] Stat. fior., 1333, cap. 20, pag. 26.12: A piè del pilastro della Donna nostra all'oratorio [[...]] steano sempre due casse, serrate con due serrami e con buona catena serrata a chiave, a ricevere l'offerta e le limosine che vi si faranno in denari, o per dare a' poveri.

[8] Simone Fidati, Ordine, c. 1333 (perug.), pt. I, cap. 5, pag. 617.29: altri in acqua summersi, altri vivi scorticati, altri mancipati in crudeli ferri e catene, altri coricati nel letto dove era molto vetro rotto...

[9] Giovanni Campulu, 1302/37 (mess.), L. 3, cap. 16, pag. 100.14: kistu patre sanctu Martinu, quandu inprimamente andau a lu boscu, avanti ki illu se avissi inchusu alla gructa, illu si ligau unu pede cum una catina, e killa catina sì ligau in una grande petra...

[10] Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.), L. 1, cap. 5, vol. 1, pag. 38.24: et adimandatu lu juvini qui la guidava videndu lu celu, audiu que quillu era una crudili aventura de Sicilia et di Ytalia: «lu quali quandu serà soltu da li cateni serà destruciuni di multi citati».

[11] Sam Gregorio in vorgà , XIV sm. (lig.), L. 3, cap. 16, pag. 185.10: Questo quando intrà inprima in la dicta spelunca, non abiando ancora serao, si fé ligà' lo pè cum una caina de ferro e ficà l'un cavo de la cainna in una gram prea...

[12] Cronaca volg. isidoriana, XIV ex. (abruzz.), pag. 158.10: Tarquino superbo deli ri romani per numero VII.o, fo lo primo homo ad trovare tucte le generatiuni de tormenti, zoè carcere, catene et ferri alli pedi, exilii et multi altri tormenti.

- [Di grosse dimensioni, per sollevare ponti o porte].

[13] <Egidio Romano volg., 1288 (sen.)>, L. 3, pt. 3, cap. 19, pag. 308.1: alla porta abbia un cotale anziporto e cavato o rimpiegato il muro in entro, acciò che si possa istare di sopra sed altri vi venisse a battagli o vi mettesse fuoco, o puovvi l'uomo fare una porta levatoia legata ad alcuna catena, acciò che se i nemici passassero l'anziporto, ch'ellino possano essere sostenuti.

[14] Serventese Lambertazzi, XIII u.v. (bologn.), 630, pag. 872: e Tebaldello è dentro cum la soa scorta / e tagliò le cadene de la porta, / cum le manare tosto fé la porta / trabucare...

[15] Ranieri Sardo, 1354-99 (pis.), pag. 253.3: Et chosì, istando la giente dell'arme da chavallo e fanti in piazza, e asai huomeni con domino Benedecto Ghanbachorta n'andaro a palazo degli anziani et feciono tirare le chatene de' ponti acciò che niuno potesse entrare in Pisa...

[16] Poes. an. perug., XIV, 14, pag. 14: e de fin oro fosse[no] le porte / i ponti e le catene da calare. / E fosseno le torre de metallo, / l'un merlo d'oro e l'altro de cristallo.

- [In usi domestici, per attingere l'acqua al pozzo o per tenere sospesa sul fuoco la caldaia (catena da fuoco)].

[17] Doc. fior., 1286-90, [1288], pag. 186.20: It. quando andarono i frati a la sepultura de la moglie di ser Giambono orafo, s. x. It. de la catena del pozo quando si vendé, s. xxj.

[18] Bestiario toscano, XIII ex. (pis.), cap. 60, pag. 76.6: Del topo. Lo topo volea dissciendere per la cathena in de la caldaia per pigliare de la carne.

[19] Doc. venez., 1300 (4), pag. 28.2: Inprima per leto J et plumaçi IJ et origleri IJ da massella et linçoll(i) IIIJ [[...]] et fersora J et cavedoni IJ et cadena J et banchi IJ et banche IJ et altre masarie menude et tute queste cose li fo gitathe per volontat(e) de ser Çane lo comesario s. XL de gros. .

[20] Doc. pist., 1297-1303, pag. 166.5: Achoma[n]doe il <s> chastaldo a Giunta Rosso da Cicigniano una asschure e due maroncelle e uno marrone e una chatena da fuocho e una pala e uno paio di molli da fuocho e due choltrici e una falgara, a dì vij di genaio.

[21] Paolino Pieri, Merlino (ed. Cursietti), p. 1310-a. 1330, (fior.), 21, pag. 21.27: Apresso a questa sua casa si era un pozzo, al quale avea dua secchie con una catena per le quali s'attignea l'acqua.

[22] Doc. orviet., 1339-68, [1353], pag. 136.6: Queste so(n)no le chose che àne mastru Matteiu di mastru Gulinu da Bolongnia dell'uopera, sechundu iio òne trovatu: Una choltrecie e tre piumaci, duo paia di lençuola, una chassa longa, una padella, una chatena da fuochu, unu paiu di chatenelle...

- [Fissata alle forche, per appendervi gli impiccati].

[23] Stat. sen., 1309-10 (Gangalandi), dist. 5, cap. 400, vol. 2, pag. 402.8: Le quali forche debiano essere bene alte et con catene et oncini di ferro, sì che chi impiccato ine sarà, inde non si possa levare o vero muovere se non se per sè medesmo cada...

[24] Fr. di Giov., Ricord., 1342-48 (fior.), pag. 142.46: e fecegli metere, quando fue inpichato, una chatena in chollo e chonfichalla alle forche perch'elli no fosse ispichato, per molte trabalderie ch'eli ave[a] fate.

- [Per assicurare doc. ufficiali ad un luogo pubblico].

[25] Doc. prat., 1275, pag. 511.27: Bene(n)te(n)di maestro p(er)ché sco(n)fichoa la chatena del chomune del muro di chasa de' f. del Fro(n)te, d. x. Ser Arrigo (e) ser Guiccardo nostri notari p(er) x charte di presta(n)çe...

[26] Stat. sen., 1309-10 (Gangalandi), dist. 1, cap. 132, vol. 1, pag. 125.4: et poscia che sarà scritto, pongasi in esso una catena ficcata a l'assi di quella longhezza che parrà che sia convenevole ad essi camarlèngo et IIIJ et debia stare nel palazo de la podestà, al banco o vero desco, al quale staranno li officiali de la podestà.

- [Della corazza, per allacciarne il dorso e la schiena]. || Con questa funzione, solo in Anonimo Rom., Cronica, XIV (cfr. anche catenella 1).

[27] Anonimo Rom., Cronica, XIV, cap. 14, pag. 130.11: Puoi incatenaose in mieso delli doi baroni sopraditti e legaro le catene delle corazze, perché fussi a loro commune una morte, uno onore.

1.1 Locuz. e fras.

- Locuz. avv. Alla, in catena; in catene. Locuz. prep. In catena di. Fras. Mettere in catena: incatenare; stare in la catena: essere incatenato.

[1] Pietro da Bescapè, 1274 (lomb.), 1779, pag. 62: Le porte rompé e dexbrisó / E Lucifero incadenó; / Lucifero se mise in cadena / E li soi amixi trase de pena.

[2] Bonvesin, Volgari, XIII tu.d. (mil.), De scriptura nigra, 435, pag. 116: Dig de la quarta pena, diró de la cinquena, / La qual sí è lá dentro veder pagura plena, / Veder le faz dri miseri ke stan in la cadhena / E dentro apress li diavoli: questa è terribil pena.

[3] Fr. Grioni, Santo Stady, a. 1321 (venez.), 85, pag. 51: Pluxor ne alçideva in bataia, / Et altri lo menava in seraia, / In grossi ferry et in chadene / Ch'elly sofria molto gran pene.

[4] Ottimo, Inf., a. 1334 (fior.), c. 31, pag. 540.6: 85. A cigner lui ec. Qui descrive la forma, nella quale in catena il vide d'una catena, la quale cinque volte il cerchiava intorno, e aveva legato il braccio sinistro dinanzi, e 'l destro di drieto.

[5] Perugia e Corciano, c. 1350 (perug.), cap. 21, pag. 118.11: E molto pianto fa quillo giorno Forandano: con esso avea suo lione a mano, a la catena: dicendo e abracciava quillo lione...

[6] Matazone, XIV sm. (lomb.), 191, pag. 798: soto à un destrer, / in pugno un sparaver, / e brachi in cadena / e livrer[i] demena.

- Fras. Matto, pazzo da catena: pazzo furioso.

[7] f Jacopone, XIII ui.di. (tod.): Ed io, pazzo da catena, Lasso il ver per la bugia. || Crusca (5) s.v. catena.

[8] Parafr. pav. del Neminem laedi, 1342, cap. 7, pag. 32.24: e insan for de seno e montan in gran furia e de[ve]nan frenetichi e mati da caina; e un morbo meesmo in diverse persone çenera e fa nasse' diversi langor.

- Fras. Uscire di catena: svincolarsi, liberarsi.

[9] Dante, Commedia, a. 1321, Inf. 13.126, vol. 1, pag. 221: Di rietro a loro era la selva piena / di nere cagne, bramose e correnti / come veltri ch'uscisser di catena.

- Fras. Caricare di catene di comune: arrestare.

[10] Valerio Massimo, prima red., a. 1338 (fior.), L. 6, cap. 1, pag. 407.22: E che meraviglia fue se tutti li padri coscritti ordinarono questo? Cajo Fescenino triunviro caricoe di catene di comune Pomponio Cornelio... || Cfr. Val. Max., VI, 1, 10: «publicis vinculis oneravit».

1.2 [Del comune, di un porto: per ostacolare l'accesso alla città e per chiudere vie o piazze].

[1] Fatti di Cesare, XIII ex. (sen.), Luc. L. 4, cap. 8, pag. 141.7: Ma Ottavio aveva tesi ingegni per lo mare unde dovevano passare e' legni. L'ingegni furo canape e catene intra due acque...

[2] Simone da Lentini, 1358 (sirac.), cap. 14, pag. 64.3: ma solamenti foru contenti di rumpiri la cathena di lu portu, a loru gloria, et, rumpendula, sindi andaru per li fatti loru, riputandu di haviri grandi satisfacioni di la loru iniuria.

[3] Cronaca sen. (1202-1362), c. 1362, pag. 114.15: E in questo e' signori Nove avevano messo in ponto molta giente chon balestra e chon arme e usciro fuora chon pavesi e ischacioro costoro per insino alla chatena della bocha del Chasato e molti vi rimase morti per le ghuiere delle balestra grosse del chomuno.

- [Per indicare i confini di una piazza]. Locuz. avv. Alle catene.

[4] Ranieri Sardo, 1354-99 (pis.), pag. 256.3: et domino Benedecto Ghanbachorta, sapiendo, ché era in piazza armato cholla gente dell'arme et fanteria di piazza, sentendo che veniva la brighata, disciese da chavallo et cholla brighata si mise alle chatene, a pie' delle chase de' Benigni, a riparare nonn entrassono in piazza...

- [In partic., come trofeo di guerra].

[5] Matteo Villani, Cronica, 1348-63 (fior.), L. 11, cap. 30, vol. 2, pag. 631.18: e per dispetto de' Pisani, e per rispetto della nuova vittoria de' Fiorentini, velsono le grosse catene che serravano il porto, e quelle, carichi d'esse due carri, mandarono a fFirenze, strascinandole per tutto per derisione, delle quali furono fatte più parti...

[6] A. Pucci, Guerra, a. 1388 (fior.), II, ott. 21.3, pag. 206: Dall'altra parte la gente, che tiene / il Fiorentino in mar, n'andaro al porto, / e tagliaron le Torri, e le catene / mandarono a Firenze per conforto.

1.2.1 Fig. Ostacolo, impedimento.

[1] Dante, Commedia, a. 1321, Purg. 31.25, vol. 2, pag. 533: «Per entro i mie' disiri, / che ti menavano ad amar lo bene / di là dal qual non è a che s'aspiri, / quai fossi attraversati o quai catene / trovasti, per che del passare innanzi / dovessiti così spogliar la spene?

1.3 [In partic.:] la gogna. Estens. Berlina. Fras. Mettere, porre, stare, alla catena (della vergogna, della berlina).

[1] Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.), 30.38, pag. 111: La relione sì te dà una 'nsegna, / co se fa al balìo; / ma quel che dal suo officio se 'nfegna, / la corte el voca rio / ed una gran catena i mette en canna, / che onn'omo banna e vengal a vedire.

[2] Stat. sen., 1309-10 (Gangalandi), dist. 5, cap. 274, vol. 2, pag. 349.30: Et se le dette pene pagare non potrà, sia posto et tenuto nel Campo del mercato a la catena per la magiore parte del dì, et poscia sia scopato per la città...

[3] Stat. pis., a. 1327, L. 2, cap. 16, pag. 95.9: et se valesse da soldi V infine in soldi XX, quella persona che involasse sia messa a la catena de la virgogna, et là stia quanto parrà al Capitano overo a li Recturi, et poi sia scopato per la terra suprascripta di Villa...

[4] Gl Stat. pis., a. 1327, L. 2, cap. 16, pag. 95.24: Et se alcuna persona involasse cose che valessino da soldi XX infine soldi XL di denari alfonsini minuti, non rompendo muro nè digainando alcuno uscio o serrame, sea et essere debbia posto a la catena, cioè a la vergogna, et quine stare a volontà del Capitano...

[5] Stat. pis., a. 1327, L. 2, cap. 41, pag. 105.36: Et se non avesse di che pagare, stia tucto uno die a la catena de la berrina.

1.4 [Pendente dalla cima di una montagna, per consentire la salita].

[1] Milione, XIV in. (tosc.), cap. 174, pag. 271.12: in questa isola àe una grande montagna, ed è ssì diruvinata che persona non vi puote suso andare se no per uno modo: che a questa montagna pendono catene di ferro sì ordinate che li uomini vi possono montare suso.

[2] A. Pucci, Libro, 1362 (fior.), cap. 9, pag. 89.15: Partito quinci, arrivò a una altissima montagna, dela qual pendea una catena d'oro. Allexandro con certi salì al monte e trovò un palagio quasi tutto d'oro...

1.5 [Con funzione di arma contundente o come strumento di tortura su se stessi].

[1] Armannino, Fiorita (12), p. 1325 (abruzz.), pag. 510.16: Per lo meçço di quella vene l'ira de dio in coloro che quivi sono rechiuse; de fuore d'essa s'ode tale remore de bocte e de percosse de catene che tucto fa tremare quel luogho.

[2] Ottimo, Inf., a. 1334 (fior.), c. 31, pag. 537.28: e tiene infino alli piedi, sì come quasi a guisa di coloro, che ssi battono con le catene: e però dice che lla ripa, nella quale erano fitti li giganti, era alli giganti perizzoma...

[3] Miracoli di Caterina di Iacopo, c. 1374 (fior./sen.), cap. 10, pag. 10.2: Alle carni sempre ciliccio lano, e cinta in su le carni di catena di ferro, e quasi mai non istà sanza il male del fianco.

- Fig. [Detto di pena infernale:] catena di, del fuoco.

[4] Elucidario, XIV in. (mil.), L. 3, quaestio 14-15, pag. 189.4: La viiij.o penna [in] le cadene e li ligami de fogo ch'illi avrano in tute le soe membre perzò che le soe membre fon tute disligadi e disolte in fare li peccadi.

[5] Leggenda Aurea, XIV sm. (fior.), cap. 94, S. Jacopo maggiore, vol. 2, pag. 816.5: ma comunque noi venimmo a te, l'angelo di Dio ci rilegò con catenedi fuoco e malamente siamo tormentati». || Cfr. Legenda aurea, XCV, 35: «angelus dei nos catenis igneis religavit».

[6] Contemptu mundi (III), XIV sm. (tosc.), cap. 6, pag. 201.20: Nona le catenedel fuoco colle quali gli uomini ispietati sono istretti per tutte le membra. || Cfr. De cotemptu mundi, III, 8: «nona ignee catene».

1.6 [Con funzione ornamentale:] monile; collana.

[1] Sacchetti, La battaglia, 1353 (fior.), III, ott. 40.7, pag. 49: ed ecco giugner con pulito viso / Itta vezzosa, d'ogni virtú rama, / sovr'un destrier coverto d'un aliso / velluto incatenato per suo' fama / d'incrocichiate catene d'argento / con tante perle che mi fe' pavento.

[2] Petrarca, Trionfi, 1351(?)-74, T. Pudicitiae, 122, pag. 232: D'un bel diaspro er'ivi una colonna, / A la qual d'una in meçço Lethe infusa / Catena di diamante e di topatio, / Che s'usò fra le donne, oggi non s'usa, / Legarlo vidi e farne quello stratio / Che bastò bene a mille altre vendette...

[3] Gl Gloss. lat.-eugub., XIV sm., pag. 102.3: Baca, ce id est la catena et quedam gema. Hec bilanx, cis id est la belancia.

1.6.1 [Applicata al razionale (veste sacra)]. || Cfr. catènula.

[1] Bibbia (01), XIV-XV (tosc.), Es 28.14, vol. 1, pag. 391.12: E farai gli uncini d'oro, e due catene d'oro purissimo, accostantisi insieme, le quali congiungerai agli uncini.

1.7 Estens. Prigione (solo plur.).

[1] Pistole di Seneca, a. 1325? (fior.), 76, pag. 196.41: Chiamalo beato se non si smagra udendo, [[...]] e se non teme le catene, nè essere sbandito, ned altre cose vane, che gli animi della gente spaventano... || Cfr. Sen., Ep., IX, 76, 33: «si vincula et exilia et vanas humanarum forminides mentium securus audit».

[2] Ottimo, Purg., a. 1334 (fior.), c. 29, pag. 519.15: sì per la smisurata preda, sì per la libertade delli presi cittadini e compagni, li quali Scipione trasse delle miserissime carceri e catene d'Africa.

[3] Valerio Massimo, prima red., a. 1338 (fior.), L. 6, cap. 9, pag. 462.14: Or chi crederebbe, che colui dovesse pervenire dal consolato alle catene de' Cartaginesi?

1.8 [Arch.] [Detto di un fregio, per la sua forma]. || Cfr. catenella 2.

[1] Bibbia (03), XIV-XV (tosc.), 3 Re 7.17, vol. 3, pag. 340.5: Ed erano lavorati di maravigliosa opera, quasi in modo di una rete e di catene; e l'uno e l'altro de' capitelli erano colati...

2 [In numerosi usi fig. e metaf.:] vincolo, legame; giogo. Fras. Mettere la catena al collo, levarsi la catena di collo.

[1] Pseudo-Uguccione, Istoria, XIII pm. (lomb.), 1505, pag. 75: Guardai qe no seai trovai / Al grand besogno desarmai, / Qé s'el ve çonçe li enemisi / Qe fieramentre v'à asisi, / Al col v'à metre tal cadena, / Çamai no ensirì de pena.

[2] Dino Compagni, Cronica, 1310-12 (fior.), L. 2.16, pag. 167.6: «Dè, perchè facciamo noi così? Noi siamo pure amici e parenti, e tutti Guelfi: noi non abiamo altra intenzione che di levarci la catena di collo, che tiene il popolo a voi e a noi; e saremo maggiori che noi non siamo.

- [Rif. a vizi o virtù].

[3] Bono Giamboni, Orosio, a. 1292 (fior.), L. 6, cap. 16, pag. 398.24: Molta gentilezza si legò in una catena di malizia, acciò che materia di tanto male non si compiesse per grandezza di battaglia, ma menovasse per la piccola vendetta.

[4] Dante, Rime, a. 1321, 53.82, pag. 210: Omai / non vi può far lo mio fattor più guerra: / là ond'io vegno una catena il serra / tal che, se piega vostra crudeltate, / non ha di ritornar qui libertate».

[5] Alberto della Piagentina, 1322/32 (fior.), L. 2, cap. 6, pag. 69.13: Per certo, le ricchezze non possono spegnere la insaziabile avarizia; nè la potenza farà ben composto colui, cui libidini viziose con non disleghevoli catene tengono stretto...

[6] Cavalca, Dialogo S. Greg., a. 1342 (pis.), L. 3, cap. 16, pag. 165.8: Ed infra così picciolo spazio si legò con la catena della carità di Cristo, come in prima era legato con la catena del ferro.

- [Detto della vita terrena (in un'ottica spiritualistica)].

[7] Caducità , XIII (ver.), 179, pag. 660: Mo quisti è li cerii e le candele / k'igi oferìs per levarte de pene, / mo maiormente è le mortal caëne / ke t'à ligar le man<e> de dre' le rene.

[8] Lotto di ser Dato (ed. Ageno), XIII sm. (pis.), 41, pag. 87: tant'à confondimento, / che contenti seremmo al trapassare, / ansi che dimorare / in esta vita sì crudele e ria, / [[...]]. / Più greve pena assai e doloroza / avén, ciò sono este fère catene, / che altra und'io fatto aggia mostramento...

[9] Laude cortonesi, XIII sm. (tosc.), 10.31, vol. 1, pag. 128: Dolç'aurora fresc[h]'et sora, riserena / la memoria ke m'acor' e mal me mena; / la catena m'enterrena / d'esto mondo: s'i' 'l secundo, / merçé, damme spreçança.

- [In relazione a moti o stati d'animo, per indicare una costrizione interiore].

[10] <Tesoro volg. (ed. Gaiter), XIII ex. (fior.)>, L. 7, cap. 5, vol. 3, pag. 227.13: Agostino disse: Io piangevo legato non dalle altrui catene, ma per mio grado, chè quivi ove la mia volontà è donna, l'uso cresce e diletta, poi ritorna a necessità. || Cfr. B. Latini, Tresor, II, 54, 3: «Je ploroie liés non par des autrui chaenes mes de mon gré».

[11] <Tesoro volg. (ed. Gaiter), XIII ex. (fior.)>, L. 7, cap. 23, vol. 3, pag. 298.3: in che tu dèi governare tua volontà, che se non la fai ubbidire, ella comanda; rifrenala dunque al freno, o alla catena. || Cfr. B. Latini, Tresor, II, 72, 2: «Refraine le donc, ou frain ou cheene».

- Spiritual catena: il potere temporale (della Chiesa).

[12] Francesco di Vannozzo, Rime, XIV sm. (tosc.-ven.), [1388] 158.5.7: Io son colei che fui cotanto al mondo / dal tuo consorte priva de mia lena, / per star suggetta a spiritual catena, / la qual per simonie cadette al fondo...

- Fatal catena: il destino.

[13] Alberto della Piagentina, 1322/32 (fior.), L. 5, cap. 2, pag. 181.14: Ma in quest'ordine di tra lor costanti ragioni non è alcuna libertà di nostro arbitrio, o costrigne eziandío la fatal catena i movimenti degli animi umani?».

2.1 [Con rif. ad amore o alla donna].

[1] Poes. an. ravenn., 1180/1210, 1, pag. 614: Quando eu stava in le tu' cathene, / oi Amor, me fisti demandare / s'eu volesse sufirir le pene / ou le tu' rechiçe abandunare, / k'ènno grand'e de sperança plene, / cun ver dire, sempre voln'andare.

[2] Proverbia que dicuntur, XIII pi.di. (ven.), 35, pag. 524: ma qi sente d'amore la travaia e la pena, / lo gaudio e la leticia, como se porta e mena, / e cui ben perpensaselo, com'è forte catena, / çamai non ameria contessa ni raina.

[3] Bonagiunta Orb. (ed. Parducci), XIII m. (lucch.), canz. 5.35, pag. 57: Per lo piacer m'ha vinto, / per lo parlar distretto, / per l'operare conquiso, / per la beltà m'ha cinto, / che 'l core da lo petto / pare che mi sia diviso, / com'albore succiso con catene.

[4] Guittone, Rime (ed. Egidi), a. 1294 (tosc.), son. 250.14, pag. 274: E nullo è più mortal velen né pena / d'ogni losinga, che l'om ten di fore, / né han li amanti più crudel catena.

- Fras. Vivere in catena: essere prigioniero (di amore).

[5] Chiaro Davanzati, XIII sm. (fior.), canz. 11.31, pag. 46: ma, quanto vivo sanza cor, più doglio, / e sfoglio / d'orgoglio / la mia persona, ché cor no la mena, / però che 'n voi lo misi / e no lo ne divisi: / faccio giusta vendetta / più dritta / che s'io morisse, ché vivo in catena.

- Fras. Uscire di catena: liberarsi (dal giogo amoroso).

[6] Onesto da Bologna, XIII sm. (tosc.), D. 27.14, pag. 89: sì che parmi che tenghi quella mena: / chi più te ama, colui fai penare / sì che mai non può uscir di tua catena.

2.1.1 [In partic., dell'amore mistico].

[1] Giovanni Colombini, a. 1367 (sen.), 38, pag. 127.28: non si può dividere tanto e tale amore; la catena è troppo forte che cigne questi due amori e fanne uno...

2.2 [Relig.] [In relazione al demonio e alla condizione peccaminosa (in partic., del peccato originale)].

[1] Poes. an. urbin., XIII, 22.26, pag. 586: Fillo, siate a mmente / co' durasti grave pena / per salvar l'umana gente; / tu rumpisti la catena / cun ki l'antico serpente / gia pillando - e pper onnia losengando, / ké li revorria».

[2] Stat. sen., 1305, cap. 55, pag. 78.19: E se per tutte chelle cose le quali sònno dette di sopra, [[...]] chello cotal frate peccatore così amonito e corretto fusse sì legato de catena diabolica, che dal peccato o vero delitto cotale non se ritenesse e ristesse in tutto...

[3] Anonimo Genovese (ed. Cocito), a. 1311, 4.26, pag. 106: Lo quar ve scosse d'ogni pena / e de prexon e de caena, / en logo segur ve misse, / a zo che ben seneguisse...

[4] Fr. Grioni, Santo Stady, a. 1321 (venez.), 4477, pag. 167: Mo inver lo sso pare benedetto / Non sse acorda llo cuor maledetto; / Perçò te conduxe e mena / Lo diavollo in soa chadena.

- Fras. Avere la catena in collo a qno: assoggettare qno (al peccato).

[5] Giordano da Pisa, Quar. fior., 1306 (pis.>fior.), 13, pag. 65.25: Se' servo del domonio, che tt'ha la catena in collo, e a' servi s'usava di mettere catene e ferri in gamba, e ancora oggi si fa in molte parti...

- Fras. Trarre fuori di catena: liberare (dal peccato).

[6] Legg. S. Caterina, XIV in. (tosc.), str. 28.5, pag. 495: E venne al mondo per noi trarre di pena / e volle sostenere morte crudele, / [[...]] / et sì ne trasse fuori di catena / e di pregione amara più che 'l fiele...

[7] Laudi Battuti di Udine, XIV m. (tosc.-ven.), 20.10, pag. 62: Stella matutina, vu se' la più fina, / de, roxa novella, che nasce in la spina, / li pecatori tra' fuor de cadena, / che mai non sea di quella compagnia.

2.3 Estens. Discendenza, stirpe.

[1] Leggenda Aurea, XIV sm. (fior.), cap. 126, Natività Maria, vol. 3, pag. 1108.16: De la catena di Nathan, come dice Jovanni Damasceno, furono questi figliuoli di David... || Cfr. Legenda aurea, CXXVII, 7: «ex catena igitur Nathan filii David».

[2] Leggenda Aurea, XIV sm. (fior.), cap. 126, Natività Maria, vol. 3, pag. 1109.3: Fatti son dunque fratelli d'un corpo Jacob e Eli, Jacob de la catena di Salamone, e Eli de la catena di Nathan. || Cfr. Legenda aurea, CXXVII, 10: «Iacob quidem ex tribu Salomonis, Hely autem ex tribu Nathan».

2.4 Signif. non accertato. Fras. Fare catena.

[1] Cavalca, Rime (ed. Fiacchi), a. 1342 (pis.), Poichè non fuggi, 4, pag. 82: Poichè non fuggi lo fuoco ben ardi / Ora di corpo, e poi d'eterna pena / Temo, fratel, che poi non torni tardi / Se usando mal la colpa fa catena.

[2] Laudi Battuti di Udine, XIV m. (tosc.-ven.), 12.33, pag. 52: O dolce Cristo, de li pecatori ve recorda, / de voi pregar voluntera s'acorda / ch'el ne morda quel maledeto serpente. / O pecatori che volì far cadena, / per Dio ve prego porta' in paxe ogna pena, / gracia piena Dio ve darà pienamente.

3 [Arch.] In una costruzione, elemento di rinforzo (in ferro o in legno).

[1] Doc. perug., 1322-38, pag. 119.25: De(m)mo a Ciocio p(er) lena iiij lena che se segaro p(er) le catene de l'armadure dele volte, a dì xxiiij de setenbre, s. xiij.

[2] Palladio volg., XIV pm. (tosc.), L. 12, cap. 17, pag. 286.15: ma è necessario in luogo umido, là dove si mettano pali a far su il fondamento. L'olmo, e 'l frassino secchi diventano rigidi, ma prima si piegano, e utili sono a catene. || Cfr. Palladio, Op. Agr., XII, 15: «ante curvabiles catenis utiles habentur».

[3] Doc. fior., 1362-75, [1365] 131, pag. 163.24: E che si metta la chatena del ferro di sotto al colmo della ghiera della volta braccia 9.

[4] Doc. fior., 1362-75, [1366] 150, pag. 175.26: e maestri insieme co' dipintori e orafi chiaramente ànno risposto che il decto disengno e hedifìcho adatto di lavorio e sufficiente e forte e fortissimo a mandarlo alto quanto bisongnerà, sanza esservi chatene che si veghano...

4 Catena del collo: le vertebre del collo (nell'espressione rompere la catena del collo, anche fig.).

[1] Destr. de Troya, XIV (napol.), L. 37, pag. 311.2: e feriolo cussy potentemente co lo pugno serrato supre lo collo che, rocta la catena de lo collo, quillo morio incontenente. || Cfr. G. Colonne, Hist. dest. Tr., p. 271: «eius fracta cathena colli».

[2] Bibbia (01), XIV-XV (tosc.), Lv 26.13, vol. 1, pag. 582.1: Io sono quello Iddio che vi trassi della terra d'Egitto, perchè non foste loro servi, e io vi trassi della loro servitudine, e quello il quale ruppi le catene del collo vostro, acciò che voi andaste ritti. || Cfr. Lv, 26.13: «qui confregi catenas cervicum vestrarum».

5 [Bot.] Tralcio, sarmento.

[1] Bonafé, Tesoro, 1360 (emil.), 184, pag. 110: E quel cho che roman per segonçello / Due ochi vole e non più quello, / Perchè quel ano el de' getare / La cadena nova ch'è a seguitare.

[2] Bonafé, Tesoro, 1360 (emil.), 196, pag. 110: Ma se tu voi aver assai uva, / Sença far dano alla vigna tua, / A ciaschaduna vite che è posente / Che fa poca uva e tienti a mente / Per força a quele el te convene / Lasarli assai delle cadene.

6 Signif. non accertato.

[1] x Doc. fior., 1319-20, pag. 390: E costanne di spesa in Melano, per lo pedagio da Chomo, lb. 22 s. 15 d'inperiali; per menare le lane dal borgho alla città, lb. 5 s. 5 d'inp.; per la chatena e metere le lane a coverto, s. 9 d. 4...

[u.r. 18.04.2023; doc. parzialm. aggiorn.]