COTESTI pers.

0.1 cotesti.

0.2 Da cotesto. || Per l'‑i finale (analogica su qui) cfr. Renzi, Pron. e casi, p. 9.

0.3 Libro dei Sette Savi, XIII ex. (tosc.): 1.

0.4 In testi tosc.: Libro dei Sette Savi, XIII ex. (tosc.); Dante, Commedia, a. 1321; Guido da Pisa, Fatti di Enea, XIV pm. (pis.).

0.6 N Doc. esaustiva.

0.7 1 Persona di sesso maschile vicina (nello spazio o nel tempo, o in altro modo) alla persona cui ci si rivolge.

0.8 Pär Larson 14.06.2002.

1 Persona di sesso maschile vicina (nello spazio o nel tempo, o in altro modo) alla persona cui ci si rivolge.

[1] Libro dei Sette Savi, XIII ex. (tosc.), pag. 77.23: ma io prego Iddio che ve n'avenga come a colui che meglio credeva alla sua moglie che a quello che vedeva cogli occhi. Cierto, disse lo 'nperadore, cotesti fu folle; ditemi come ciò fu.

[2] Dante, Commedia, a. 1321, Purg. 11.55, vol. 2, pag. 179: E s'io non fossi impedito dal sasso / che la cervice mia superba doma, / onde portar convienmi il viso basso, / cotesti, ch'ancor vive e non si noma, / guardere' io, per veder s'i' 'l conosco, / e per farlo pietoso a questa soma.

[3] Tavola ritonda, XIV pm. (fior.), cap. 74, pag. 270.18: con grande ardire, si trae avanti e grida al gigante: - Cavaliere, lasciate lo mio compagnone, imperò ch'io sono quello che sonai la campanella, io, none cotesti; e ora io v'appello alla battaglia.

[4] Guido da Pisa, Fatti di Enea, XIV pm. (pis.), cap. 36, pag. 65.22: Niso udío ciò tutto spaventato e quasi fuori della mente, non potendo sostenere tanto dolore, cominciò a gridare: «Ecco me, ecco me; io fui, io; in me volgete il ferro, o Rutuli; questo inganno feci io, non l'ha fatto cotesti». Come Niso dicea queste parole, quello capitano, col colpo della spada, passò le coste ad Eurialo e lo candido petto gli ruppe.

[u.r. 03.05.2010]