CENSORE s.m.

0.1 censori, censore, censuri, censor'.

0.2 Lat. censor, censorem (DELI 2 s.v. censire).

0.3 Bono Giamboni, Orosio, a. 1292 (fior.): 1.

0.4 In testi tosc.: Bono Giamboni, Orosio, a. 1292 (fior.); Fatti di Cesare, XIII ex. (sen.).

In testi sic.: Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.).

0.7 1 Nell'antica Roma, magistrato incaricato della stima dei beni dei cittadini (quindi collegato all'esazione delle imposte), nonché di sorvegliare i costumi e la pubblica moralità e di stabilire a chi vada la carica di senatore.

0.8 Maria Clotilde Camboni 27.07.2002.

1 Nell'antica Roma, magistrato incaricato della stima dei beni dei cittadini (quindi collegato all'esazione delle imposte), nonché di sorvegliare i costumi e la pubblica moralità e di stabilire a chi vada la carica di senatore.

[1] Bono Giamboni, Orosio, a. 1292 (fior.), L. 4, cap. 14, pag. 237.24: Convienci dire qui una volontade antica di malvagia loda de' Romani, cioè di commettere parricidi; perchè Fabio censore uccise Fabio Buteone suo figliuolo, perchè nascostamente facea furti...

[2] Fatti di Cesare, XIII ex. (sen.), Sal. L. 1, cap. 2, pag. 3.14: Patrici guardavano lo popolo; censori giudicavano de' patrimonii...

[3] Fatti di Cesare, XIII ex. (sen.), Sal. L. 1, cap. 9, pag. 12.19: poi si partiro. Quinto Currio, uno possente romano, ne fu di quella giura, e fu pieno d'ogni vizio. Li censori di Roma lo levaro del senato, solo per la sua malvagissima operazione.

[4] Gl Valerio Massimo, Libro II volg. B, a. 1326 (fior.), par. 38, gl. p, pag. 24.22: «Censori» erano officiali sopra l'estimo e sopra l'adornamento e li buoni costumi della cittade, guardatori de' beni del Comune e de' cittadini.

[5] Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.), L. 2, cap. 4, vol. 1, pag. 88.12: Cap. IIIJ, di la nota di li judici, oy censuri. 1. [[...]] eu passu a ricuntari la censura, magistra et guardiana di paci; ca, commu li rikizi di lu populu di Ruma crisseru in tanta larghiza per li virtuti di li nostri imperaduri, cussì la bontati et la continencia è stata examinata per la cura di li judici.

[6] Valerio Massimo, prima red., a. 1338 (fior.), L. 8, cap. 14, pag. 584.22: rimase in vita di dietro a tutti quelli ch'avea raccolti in senato; e solamente sette, li quali avea eletti quando fue censore con L. Filippo, vide rimanere de' padri conscritti.

[7] Fazio degli Uberti, Dittamondo, c. 1345-67 (tosc.), L. 2, cap. 2.13, pag. 92: Fun censori, questori e fun prefetti, / vescovi ancor sopra le cose sacre, / edili per guardare ai miei difetti.

[u.r. 20.10.2020]