RICUCIRE v.

0.1 ricuce, ricuciano, ricucita, ricucite, ricuscia, ricuscita.

0.2 Da cucire.

0.3 Dante, Commedia, a. 1321: 2.

0.4 In testi tosc.: Dante, Commedia, a. 1321; Cavalca, Ep. Eustochio, a. 1342 (pis.).

0.6 N Doc. esaustiva.

0.7 1 Rifare una cucitura sdrucita. 2 Pron. Fig. Richiudersi, rimarginarsi.

0.8 Pär Larson 26.09.2002.

1 Rifare una cucitura sdrucita.

[1] Cavalca, Ep. Eustochio, a. 1342 (pis.), cap. 6, pag. 388.17: Ricuciano la tonica quelli, li quali la tonica di sopra contesta, e intera, cioè della innocenza hanno perduta, e li quali si dilettano de' vagiti de' parvoli, li quali nascendo piangono, profetando, che in luogo di miseria vengono.

[2] Legg. S. Elisab. d'Ungheria, XIV m. (tosc.), cap. 1, pag. 10.21: Etiamdio li dì solenni e feste la nobile fanciulla con tanta devotione onorava, che per neuno modo pativa che lle fosse pur in uno punto ricuscita la manica, anzi che lle sollenità delle Messe fossero compiute.

[3] Ristoro Canigiani, 1363 (fior.), cap. 38.12, pag. 91: E come sarto velenoso sdruce / Alla fanciulla il mal fatto vestire, / Cui ammaestra, e subito il ricuce; / Così costei con poderoso ardire / Ogni torto pensier da noi scaccia, / Riduciendolo al suo dolce disire.

[4] Leggenda Aurea, XIV sm. (fior.), cap. 163, S. Elisabetta, vol. 3, pag. 1422.25: i dì solenni con tanta divozione onorava la donzella nobile, che per neuna ragione potea patire che le fossero ricucite le maniche prima che fossero compiute di dire le Messe.

2 Pron. Fig. Richiudersi, rimarginarsi.

[1] Dante, Commedia, a. 1321, Purg. 25.139, vol. 2, pag. 440: E questo modo credo che lor basti / per tutto il tempo che 'l foco li abbruscia: / con tal cura conviene e con tai pasti / che la piaga da sezzo si ricuscia.

[u.r. 23.05.2007]