CEFFATA s.f.

0.1 ceffata, ciefatta.

0.2 DEI s.v. ceffata (da ceffo).

0.3 Chiose falso Boccaccio, Inf., 1375 (fior.): 1.

0.4 In testi tosc.: Chiose falso Boccaccio, Inf., 1375 (fior.).

N Att. solo fior.

0.6 N Doc. esaustiva.

0.7 1 Percossa sul volto, schiaffo.

0.8 Maria Clotilde Camboni 20.01.2002.

1 Percossa sul volto, schiaffo.

[1] Chiose falso Boccaccio, Inf., 1375 (fior.), c. 33, pag. 274.16: avenne una volta per chaso che riprendendo frate Alberigho un suo consorto di cierti falli ch'egli avea fatti, [[...]] questo [[...]] alzò la mano e diegli una ghotata, cioè a frate Alberigho. [[...]] fatta la pacie, frate Alberigho ordinò un bel convito e sì 'nvitò questo suo consorto [[...]]. Ed essendo a mensa e avendo mangiato, [[...]] uscirono fuori d'una sua chamera fanti armati e assalirono alla mensa chostoro e uccisono quel Manfredo per questa ciefatta...

[2] Sacchetti, Trecentonovelle, XIV sm. (fior.), 192, pag. 484.21: Dice il marito: - Vedila! ancora non si vergogna; io non so a ch'io mi tengo che io non ti dia una gran ceffata. - La donna gonfiata, per non ricorrere il passato dì, si stette cheta per lo migliore.

[u.r. 05.02.2003]