CENTRO s.m.

0.1 cemtro, centri, centro, çentro, centru, cientro. cfr. (0.6 N) centre.

0.2 Lat. centrum (DELI 2 s.v. centro).

0.3 Restoro d'Arezzo, 1282 (aret.): 1.

0.4 In testi tosc.: Restoro d'Arezzo, 1282 (aret.); Zucchero, Sfera, 1313-14 (fior.); Guido da Pisa, Declaratio, a. 1328 (pis.); Chiose Selmiane, 1321/37 (sen.).

In testi sett.: Jacopo della Lana, Inf., 1324-28 (bologn.); Gid. da Sommacamp., Tratt., XIV sm. (ver.).

In testi mediani e merid.: Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.); Marino Ceccoli, XIV pm. (perug.).

In testi sic.: Sposiz. Pass. s. Matteo, 1373 (sic.).

0.5 Locuz. e fras. centro della terra 1.1.1.4; centro di tutte le cose 1.6.1; farsi come centro in tondo 1.5; in centro 1.1.1.2; mondano centro 1.1.4.1; nel centro 1.1.1.2; qua centro 1.1.1.3; sopra il centro 1.1.2.

0.6 N Dubbio che si tratti di centro in Guittone, Rime (ed. Egidi), a. 1294 (tosc.), son. 224.2, pag. 259: «Bene vegg'ïo ch'è chi te rabuffa / e carda dal capo infin a le centre», il cui senso è oscuro: Egidi, p. 374 annota «"a le centre" non capisco; il Val[eriani] "al ventre"». Per Minetti, L'infinito apocopato, p. 413, l'espressione «inverte [...] 'dal pede al sommo' (Guitt. Rime 220 6), 'del pe jusc'al rasum' (Bernart de Venzac V 11)».

0.7 1 [Geom.] Il punto posto all'interno di una circonferenza equidistante da tutti i punti che la costituiscono; il punto posto all'interno di una sfera equidistante da tutti i punti della sua superficie. 1.1 Il punto o la parte più lontana dagli estremi, dalla periferia o dalla superficie. 1.2 Estens. Punto geometrico; entità priva di dimensioni. 1.3 [Geom.] Il punto che si trova all'intersezione di due assi fra loro perpendicolari che suddividono una figura geometrica (il cerchio?) in quattro parti uguali. 1.4 Estens. Ciò che si trova in posizione mediana rispetto a due estremi. 1.5 Fras. Farsi come centro in tondo: corrispondersi perfettamente. 1.6 Fig. La parte più importante di qsa. 2 Il punto verso il quale tendono a muoversi i corpi gravi, la terra o l'acqua. 3 Il punto che rimane immobile in un corpo sottoposto a rotazione; rispetto a un moto più o meno circolare, il punto equidistante rispetto alle varie posizioni occupate successivamente dai corpi in movimento. 4 Agglomerato di abitazioni, città.

0.8 Maria Clotilde Camboni 09.08.2002.

1 [Geom.] Il punto posto all'interno di una circonferenza equidistante da tutti i punti che la costituiscono; il punto posto all'interno di una sfera equidistante da tutti i punti della sua superficie.

[1] Restoro d'Arezzo, 1282 (aret.), L. I, cap. 12, pag. 18.21: Trovamo ciascheduno planeta èssare portato enverso oriente da uno suo grande cerchio, lo quale è chiamato deferente; e ciascheduno de questi cerchi, se non se quello del sole, porta un altro cerchietto lo quale è chiamato epiciclo; e lo centro de questo epiciclo sede en sù en questo grande cerchio lo quale è chiamato deferente; e lo centro del corpo del planeta sta en sù [en] questo cerchietto lo quale è chiamato epiciclo...

[2] Zucchero, Sfera, 1313-14 (fior.), cap. I, 3, pag. 98.6: La spera si definisce [[...]] corpo solido e ritondo il quale ae una superficie, nel mez[z]o del quale è uno punto, dal quale punto tutte le linee tratte a la circunferenzia sono iguali; e quello punto si chiama centro di spera...

[3] Gl Ottimo, Inf., a. 1334 (fior.), c. 34, pag. 584.24: la forma sperica del cielo insieme con la terra ha uno medesimo centro; di che si pruova, che 'l centro non è altro che un luogo della terra igualmenti di lungi del cielo e della terra, secondo proporzionata distanzia del cielo e della terra...

[4] Gl Ottimo, Par., a. 1334 (fior.), c. 10, pag. 249.3: dice, che di Beatrice e di lui fecero centro, il quale è il punto, dal quale si prende e sopra il quale si ferma il circulo...

[5] Sposiz. Pass. s. Matteo, 1373 (sic.), cap. 28, par. 4, vol. 2, pag. 159.30: lu infernu bacxu esti circa lu centru di la terra...

[6] Gl Boccaccio, Esposizioni, 1373-74, c. II (i), par. 118, pag. 122.28: chiamasi «centro» quel punto, il quale fa quella parte del sesto, il quale noi fermiamo quando alcun cerchio facciamo...

[7] Gl Francesco da Buti, Inf., 1385/95 (pis.), c. 2, 76-84, pag. 70.42: Centro è il punto del mezzo del cerchio...

1.1 Il punto o la parte più lontana dagli estremi, dalla periferia o dalla superficie.

[1] Questioni filosofiche, p. 1298 (tosc. sud-or.), L. IV, pt. 2, cap. 2, pag. 85.12: Nel mezo sta il punto del cientro del mondo, il quale è il più profondo...

[2] Dante, Convivio, 1304-7, III, cap. 5, pag. 175.12: questa terra è fissa e non si gira, e che essa col mare è centro del cielo.

[3] Gl Ottimo, Par., a. 1334 (fior.), c. 27, pag. 595.16: La natura del mondo ec. da questa spera nona comincia come da suo termine, lo quale fa quieto - il mezzo, cioè il centro, che è la terra...

[4] Giovanni Villani (ed. Porta), a. 1348 (fior.), L. X, cap. 257, vol. 2, pag. 434.12: 'l punto della croce e del centro del giro della cittade [[di Firenze]] si ha in su la Calimala...

[5] Gl Maramauro, Exp. Inf., 1369-73 (napol.>pad.-ven.), cap. 18, pag. 300.15: Qui D. dice Nel drito [[mezzo]] [etc.], idest nel centro, de questo campo maligno...

[6] Gl Maramauro, Exp. Inf., 1369-73 (napol.>pad.-ven.), cap. 34, pag. 493.9: V. responde a D.: tu, D., imagini ancora De esser de là dal centro, idest dal punto in mezo...

1.1.1 Ciò che si trova sotto la superficie, dentro; l'interno (anche fig.).

[1] Gl Jacopo della Lana, Par., 1324-28 (bologn.), c. 9, 13-24, pag. 206, col. 1.9: Del suo profondo, çoè del so centro. || Commenta Par. IX, 22-24: «Onde la luce che m'era ancor nova, / del suo profondo, ond' ella pria cantava, / seguette come a cui di ben far giova»; cfr. Par. V, 124-125: «Io veggio ben sì come tu t'annidi / nel proprio lume...

[2] Ottimo, Purg., a. 1334 (fior.), c. 21, pag. 390.9: Cioè la folgore, la quale secondo Aristotile si forma di vapore grosso e levato al soprano interstizio dell'aere; e disecato per forza di calore per stropicciamento di venti, è cacciato dal centro de' nuvoli...

[3] Antonio da Ferrara, XIV s. e t.q. (tosc.-padano), 26.10, pag. 278: de la mia donna le belleze, / le qual' me vanno più ratte che frize / fine al centro del core a mille a mille...

[4] Gid. da Sommacamp., Tratt., XIV sm. (ver.), cap. 13, par. 14, comp. 78.174, pag. 182: «La prova vederay de questo fatto, / come la compagnia de 'taliani / se giungieranno tutti insieme ratto / con la compagna degli oltramontani. / Alor vedray se gli entraranno dentro / da questo Areçço tuo dal çerchio al cientro!». / «Non so vedere come may per força / se possa prender la terra aretina...

1.1.1.1 Fig. L'entità immateriale che assieme al corpo costituirebbe l'uomo, l'anima.

[1] Fr. da Barberino, Doc. Am., 1314 (tosc.), pt. 8, docum. 6.18, vol. 3, pag. 278: Onde di laude ricerca te dentro, / s'ài netto il centro / e se tu se' cotale / chente di te la fama vola o sale...

[2] Cecco d'Ascoli, Acerba, a. 1327 (tosc./ascol.), L. 3, cap. 9.2421, pag. 274: Così sarai tu grazïoso sempre / Se porti amore e caritate dentro, / Di questa donna servando le tempre. / Se il vizïo t'acceca li belli occhi, / Cercando questa donna nel tuo centro / Ti sanerà, se al Fattor t'inginocchi...

1.1.1.2 Locuz. avv. Nel centro, in centro: sotto la superficie; all'interno, dentro (anche fig.).

[1] Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.), 41.11, pag. 144: Eo glie donai memoria ne lo mio piacemento; / de la celeste gloria dègli lo 'ntennemento, / e voluntate en centro nel core gli ho miniato.

[2] Nicolò de' Rossi, Rime, XIV pi.di. (tosc.-ven.), son. 248.11, pag. 161: Gli spiriti e 'g deletti e gli pensieri / [[...]] piglòno lo cor meo per gli capigli, / [[...]] per força l'apersono dentro, / e vette quella che lo occupa tutto, / cum molti guäy, standoli nel çentro.

[3] Ottimo, Inf., a. 1334 (fior.), c. 3, pag. 31.14: l'Autore pone il luogo de' dannati in forma d'una tonda fossa nel centro della terra...

[4] Gl Ottimo (sec. red.), a. 1340 (fior.), Inf. c. 3, pag. 456.2: Quello luogo è appellato gehenna, lo 'nferno. E dice essere in meço della terra, cioè nel centro.

[5] Gradenigo, Quatro Evangelii, 1399 (tosc.-ven.), c. 43.172, pag. 302: Octo giorni dapoi ancor fornito, / erant dissipuli et Tomaxo demtro, / che da novo anco Iexù gli è aparito, / siando chiuxe le po(r)te, et loro in ce(m)tro / stava.

1.1.1.3 Locuz. avv. Qua centro: all'interno di un determinato luogo.

[1] Tristano Cors., XIV ex. (ven.), pag. 53.14: «'Lo sia lo ben vegnudo» responde la raina Ysota «luj e la soa cortexia che llo degnò de menar ça centro in questo albergo...

1.1.1.4 Locuz. nom. Centro della terra: il luogo dove vengono puniti i condannati alla dannazione eterna; l'Inferno.

[1] Gl Ottimo, Inf., a. 1334 (fior.), c. 9, pag. 163.21: Come li angeli mali insuperbiti contro al loro sommo Creatore Idio fossero cacciati di Cielo di qui al centrodella terra, detto Inferno...

[2] Sacchetti, Rime, XIV sm. (fior.), 250.2, pag. 304: Egregio cavalier, e 'l m'è aviso / che per fuggire il centro de la terra, / dove l'abisso ciascun vizio serra, / fermato sete a star nel Paradiso.

1.1.1.5 Il luogo dove vengono puniti i condannati alla dannazione eterna; l'Inferno.

[1] ? Fr. da Barberino, Regg., 1318-20 (tosc.), pt. 20, cap. 3.59, pag. 424: La Providenzia, e lla Circonspectione: / La prima porta l'anel del rubino [[...]] / Et la siconda le porta la canna, / Con la quale ella tutto intera vede / Ciò ch'è da dDio in giù, infin nel cientro.

[2] ? Gl Ottimo (sec. red.), a. 1340 (fior.), Inf. c. 2, pag. 449.5: naturalmente ongni cosa tende al luogo dov'ella si conserva: la tua conservatione è nelle cose divine, le quali sono lunghissime dal centro, cioè dal minor luogo della terra, il quale più è di lungi dal cielo...

[3] Boccaccio, Amorosa Visione, c. 1342, c. 3.6, pag. 19: Tu disii / di rovinar con doglia al tristo centro.

[4] Marino Ceccoli, XIV pm. (perug.), 19.13, pag. 681: Ché certo chi cercasse de qui a Nepe, / ancor lo mondo tutto e 'l cielo e 'l centro, / contento non seria, se non vei' l'« e pe».

1.1.1.5.1 Il luogo dell'Inferno più lontano dalla superficie terrestre, dove si trova Lucifero.

[1] Dante, Commedia, a. 1321, Inf. 16.63, vol. 1, pag. 266: Lascio lo fele e vo per dolci pomi / promessi a me per lo verace duca; / ma 'nfino al centro pria convien ch'i' tomi».

[2] Cecco d'Ascoli, Acerba, a. 1327 (tosc./ascol.), L. 1, cap. 2.160, pag. 135: Negli altri regni dove andò [[Dante]] col doca / Fondando li suoi piedi in basso centro, / Là lo condusse la sua fede poca...

[3] Guido da Pisa, Declaratio, a. 1328 (pis.), c. 8.10, pag. 68: Poi pon nel centro quello sciagurato / che d'ogni creaturo fu somm'arte / anzi che fosse da Michel cacciato.

[4] Gl Chiose Selmiane, 1321/37 (sen.), cap. 16, pag. 83.9: Qui nota, che vuole dire Dante che 'l centro è 'l punto del meçço di tutto el mondo, e questo si è el punto più basso dello 'nferno...

[5] Gl Chiose Selmiane, 1321/37 (sen.), cap. 31, pag. 162.8: Lucifero è 'l maggiore dimonio d'inferno, el quale sta nel punto del centro, cioè nel più basso luogo d'inferno...

[5] Gl Boccaccio, Esposizioni, 1373-74, c. V (i), par. 29, pag. 287.3: È qui da sapere lo 'nferno, secondo che al nostro autor piace, esser distinto in nove cerchi, e quanto più si discende verso il centro, cioè verso il profondo dello 'nferno, più sono i cerchi stretti e i tormenti maggiori.

1.1.2 Locuz. avv. Sopra il centro: nel punto più lontano dall'orizzonte, allo zenit?

[1] Leggenda Aurea, XIV sm. (fior.), cap. 165, S. Clemente, vol. 3, pag. 1472.20: ell'ebbe la sua costellazione, sì fue Marte con la stella Diana sopra il centro, e la luna nel tramontare in casa di Marte e ne' confini di Saturno...

1.1.3 La parte del mondo allora conosciuto considerata come non periferica.

[1] Fazio degli Uberti, Dittamondo, c. 1345-67 (tosc.), L. 4, cap. 12.3, pag. 287: Tanto son vago di cercare a dentro, / ch'io mi lascio Solino alquanto a dietro / ed esco fuor del suo segnato centro.

1.1.4 Il globo terrestre (?); la realtà immanente, contrapposta alla trascendente (?).

[1] Fazio degli Uberti, Dittamondo, c. 1345-67 (tosc.), L. 1, cap. 6.21, pag. 18: Partito è il ciel, ch'è tondo e senza scemo, / in trecento sessanta gradi a punto / e tondo è il centro suo, dove noi semo.

[2] Gradenigo, Quatro Evangelii, 1399 (tosc.-ven.), c. 4.140, pag. 26: Da Deo il fue mandato quivi un homo, / il quale no attemdeva a cose vane. / Çuanne propriamente costui nomo, / che qua giù venne ad esser testimono / dove la luce fosse, il che e 'l como, / açiò che ognun per la sua voce et sono / credesse ben che lue non fosse luce, / ma per testimoniar, come ragiono, / de il lume il qual verace se conduce, / che illumina giascun che in questo centro / vien per comandamento del gran duce.

1.1.4.1 Locuz. nom. Mondano centro: la realtà immanente, contrapposta alla trascendente.

[1] Gradenigo, Quatro Evangelii, 1399 (tosc.-ven.), c. 38.294, pag. 265: il mondo gli odia, dico, et no(n) conforma / con quegli ch'è di questo mondan cemtro.

1.2 Estens. Punto geometrico; entità priva di dimensioni.

[1] Zucchero, Sfera, 1313-14 (fior.), cap. I, 17, pag. 107.21: ssì come il centro de la terra non ae quantità sensibile a rrispetto di tutta la terra, così tutta la terra non à sensibile quantità a rispetto di tutto il fermamento. Ancor dice Alfragano che la minore stella che si può vedere è maggiore di tutta la terra. Adunque se la stella è come centro e punto a rispetto del fermamento, molto assai magiormente la terra de' essere sì come centro e punto a rispetto del fermamento; con cioe sia cosa che la terra sia minor de la stella.

1.3 [Geom.] Il punto che si trova all'intersezione di due assi fra loro perpendicolari che suddividono una figura geometrica (il cerchio?) in quattro parti uguali.

[1] Dante, Commedia, a. 1321, Purg. 4.42, vol. 2, pag. 58: Lo sommo er'alto che vincea la vista, / e la costa superba più assai / che da mezzo quadrante a centro lista.

1.4 Estens. Ciò che si trova in posizione mediana rispetto a due estremi.

[1] Ottimo, Inf., a. 1334 (fior.), c. 14, pag. 262.3: questi peccatori sono intorneati dal bosco, dove sono puniti li violenti in sè; e li violenti in sè sono intorneati dal fosso, nel quale sono puniti li violenti nel prossimo; sì che questi sono centro di tutti e tre li predetti gradi de' violenti.

1.5 Fras. Farsi come centro in tondo: corrispondersi perfettamente.

[1] Dante, Commedia, a. 1321, Par. 13.51, vol. 3, pag. 210: Or apri li occhi a quel ch'io ti rispondo, / e vedräi il tuo credere e 'l mio dire / nel vero farsi come centro in tondo.

1.6 Fig. La parte più importante di qsa.

[1] Cecco d'Ascoli, Acerba, a. 1327 (tosc./ascol.), L. 2, cap. 3.903, pag. 182: l'alma superba / Che d'ogni sottil cosa mira al centro, / Ma pure d'umiltà si mostra acerba.

[2] Antonio da Ferrara, XIV s. e t.q. (tosc.-padano), 30.78, pag. 289: a servire Amor per lei mi godo, / come colei ch'è centro de mia vita.

2 Il punto verso il quale tendono a muoversi i corpi gravi, la terra o l'acqua.

[1] Dante, Convivio, 1304-7, III, cap. 3, pag. 162.7: le corpora simplici hanno amore naturato in sé allo luogo propio, e però la terra sempre discende al centro; lo fuoco ha [amore] [a]lla circunferenza di sopra, lungo lo cielo della luna, e però sempre sale a quella.

[2] Chiose Sfera, p. 1314 (fior., pis.), I, 39-42, pag. 176.11: A queste dubitazioni si dice comunemente che ll'acqua si muove al centro, ma non si muove al centro de la terra, ma muovesi al suo propio centro...

[3] Gl Ottimo, Inf., a. 1334 (fior.), c. 34, pag. 586.31: di che manifestamente seguisce che 'l punto, o vero centro sia quello mezzo, al quale vanno le cose gravi qualunque elle sieno...

3 Il punto che rimane immobile in un corpo sottoposto a rotazione; rispetto a un moto più o meno circolare, il punto equidistante rispetto alle varie posizioni occupate successivamente dai corpi in movimento.

[1] Dante, Convivio, 1304-7, II, cap. 13, pag. 121.1: ciascuno cielo mobile si volge intorno al suo centro, lo quale, quanto per lo suo movimento, non si muove...

[2] Zucchero, Sfera, 1313-14 (fior.), cap. III, 4, pag. 131.12: Alcuna volta si suole assegnare la terza cagione, cioè la ecentricità del cerchio del sole, cioè perché il sole non ae il suo centro col centro del mondo.

[3] Dante, Commedia, a. 1321, Purg. 13.14, vol. 2, pag. 210: Poi fisamente al sole li occhi porse; / fece del destro lato a muover centro, / e la sinistra parte di sé torse.

[4] Jacopo della Lana, Inf., 1324-28 (bologn.), c. 16, 19-27, pag. 420, col. 1.9: feceno un ballo e sovra 'l centro de tal ballo se volgeano a l'uxato movemento, e cossí se segue che elli non ensíno del moto, e no se delungavano da D. andando intorno al decto centro e continuo parlando con esso insemme.

4 Agglomerato di abitazioni, città.

[1] Sacchetti, Rime, XIV sm. (fior.), 302.102, pag. 354: grande fu sanza misura / la procession ch'era dentro a le mura. / Più di cinquanta milia fur pre[s]enti / de la città a questo far attenti: / chi andò fuori e chi rimase dentro / con la sua procession<e> pel nostro centro...

[u.r. 20.10.2020]