CHIARORE s.m.

0.1 chiaror, chiarore, chiarori, clarore, kiarore.

0.2 Lat. *claror, clarorem (DEI s.v. chiarore).

0.3 Giacomo da Lentini, c. 1230/50 (tosc.): 1.

0.4 In testi tosc. e toscanizzati: Giacomo da Lentini, c. 1230/50 (tosc.); Bonagiunta Orb. (ed. Contini), XIII m. (lucch.); Bono Giamboni, Orosio, a. 1292 (fior.); Panuccio del Bagno, XIII sm. (pis.); Simintendi, a. 1333 (prat.); Chiose Selmiane, 1321/37 (sen.).

In testi mediani e merid.: Poes. an. perug., c. 1350; Destr. de Troya, XIV (napol.).

0.7 1 Luminosità prodotta da una fonte di luce (anche fig.). 1.1 Luminosità (unità ad una sensazione di calore). 1.2 [Nel linguaggio poetico:] la luminosa bellezza della donna amata. 2 Luce diffusa per cui non si individua una sorgente precisa. 3 [Detto dell'acqua o di un cristallo:] trasparenza, limpidezza, assenza d'impurità.

0.8 Francesca Faleri 09.09.2002.

1 Luminosità prodotta da una fonte di luce (anche fig.).

[1] Giacomo da Lentini, c. 1230/50 (tosc.), 26.2, pag. 309: A l'aire claro ò vista ploggia dare, / ed a lo scuro rendere clarore...

[2] Bonagiunta Orb. (ed. Contini), XIII m. (lucch.), son. 19b.8, vol. 2, pag. 481: avete fatto como la lumera, / ch'a le scure partite dà sprendore, / ma non quine ove luce l'alta spera, / la quale avansa e passa di chiarore.

[3] Chiaro Davanzati, XIII sm. (fior.), son. 32.2, pag. 249: La splendïente luce, quando apare, / in ogne scura parte dà chiarore...

[4] Panuccio del Bagno, XIII sm. (pis.), 6a.58, pag. 45: Quasi como chiaressa in parte scura / di foco chiaror rende, / sì m'à 'nchiarito 'l suo piagente vizo...

[5] Paolo Gherardi, Corso luna e sole, XIV po.q. (fior.), pag. 75.27: Perciò che 'l Sole dà alla Luna quello lume ch'ell'àe, acciò ch'elgl'è chapo di tutto lume e di tutto chiarore, sì faremo choninciamento del Sole.

[6] Simintendi, a. 1333 (prat.), Suppl. L. 4, vol. 4, pag. 3.9: La paura le si convenia: ed egli, non partito da lungi, tornoe nella vera forma e nell'usato chiarore.

[7] Chiose Selmiane, 1321/37 (sen.), cap. 3, pag. 12.19: Esso si svegliò, e vedendo questa fighura dell'angielo con quello chiarore, rispose: domine, chi mi chiama?

[8] Giovanni Villani (ed. Porta), a. 1348 (fior.), L. 9, cap. 109, vol. 2, pag. 201.6: Nel detto anno MCCCVIIII, a dì X di maggio, di notte, quasi al primo sonno, apparve in aria uno grandissimo fuoco, grande in quantità d'una grande galea, correndo da la parte d'aquilone verso il meriggio con grande chiarore, sì che quasi per tutta Italia fu veduto...

[9] Poes. an. perug., c. 1350, 476, pag. 28: Quanto del bel chiaror son luminate / quei ch'en aversità portan patientia / e 'lla prosperità son temperate!

[10] Chiose falso Boccaccio, Par., 1375 (fior.), c. 30, pag. 686.7: perché a noi ci pare maggiore chiarore che quello delle stelle, cioè il chiarore del sole...

[11] S. Caterina, Libro div. dottr., 1378 (sen.), cap. 51, pag. 98.25: Questo amore ha abbaccinato l'occhio, che non discerne né vede se non cotali chiarori.

[12] Libro di Sidrach, a. 1383 (fior.), Prologo, pag. 25.17: come lo sole, ch'è tre cose in uno: la prima è la sustanzia, la seconda è lo chiarore, la terza è lo calore.

- Fig. Strumento per vedere e capire.

[13] Laude cortonesi, XIII sm. (tosc.), 39.71, vol. 1, pag. 270: In grande amore di core / Dio l'ebbe omnipotente, / k'el fece doctore, victore / de falso, providente; / e dièli kiarore, splendore / de vedere veramente / la somma deitade / nella grande infertade / de la quale passò el glorificato.

1.1 Luminosità (unità ad una sensazione di calore).

[1] Chiaro Davanzati, XIII sm. (fior.), canz. 6.43, pag. 28: Del parpaglione / aver mi par natura, / che si mette a l'arsura / per lo chiaror del foco a la stagione...

1.2 [Nel linguaggio poetico:] la luminosa bellezza della donna amata.

[1] Guittone, Rime (ed. Egidi), a. 1294 (tosc.), son. 118 (?).2, pag. 198: Non mi credea tanto aver fallato, / ca mi celasse mostrar so clarore / la rosa del giardino, a cui son dato, / perder potesse per altrui furore.

[2] Sonn. ann. Vat.Lat. 3793, XIII/XIV (tosc.), 12.6, pag. 56: ca la stella ch'apare la matina / mi rasomiglia lo vostro clarore; / com' più vi sguardo, più mi [si] rafina / lo vostro dritto natural colore.

[3] Tavola ritonda, XIV pm. (fior.), cap. 69, pag. 251.3: Alla reina delle reine, dama delle dame, intima e nobilissima, d'ogni biltà incoronata, sopra ogni piacente stella, giglio di chiarore, fresca e nobile rosa aulente, fiore novello, pietra preziosa...

2 Luce diffusa per cui non si individua una sorgente precisa.

[1] Bono Giamboni, Orosio, a. 1292 (fior.), L. 6, cap. 3, pag. 356.22: Il re tra la calca della battaglia per fuga campando, atato ancora dal benificio del chiarore della notte fuggio...

[2] Destr. de Troya, XIV (napol.), L. 14, pag. 148.2: ad onne passo quella nocte, ben che fosse stata tenebrosa parea tutta lucente, commo se fosse stato clarore de iuorno.

3 [Detto dell'acqua o di un cristallo:] trasparenza, limpidezza, assenza d'impurità.

[1] Chiaro Davanzati, XIII sm. (fior.), canz. 27.83, pag. 100: Pareglia àlbori e fiori / e verdor' de li prati / e de l'agua chiarore / e lume d'ogni spera / quel[l]a che m'ha e tien per suo servente...

[2] Pegolotti, Pratica, XIV pm. (fior.), pag. 376.2: Ambra concia a modo di paternostri vuol essere gialla in colore di fine oro, e chiara quanto più puot'essere, e che non tenga niente di torbido nè di ghiacciata, e quanto à migliore colore e più chiara e più netto il suo chiarore e più grossa tanto è migliore e vale meglio.

[u.r. 26.10.2020]