ZUFOLARE v.

0.1 cifolare, ciufolato, ciufolerà , jufrar, sifolarono, sufella, suffila, suffilando, suffilava, suffolando, suffolerò, sufila, sufilant, suflerò, sufola, sufolando, sufolano, sufolanti, sufolare, sufolassono, sufolava, sufolavano, sufolerà , sufolerò, sufolò, sufulando, sufulanno, sufulerò, szhufrar, zufolando, zufolano, zufolerae, zufoli.

0.2 Lat. parl. *sufolare (DELI 2 s.v. zufolare).

0.3 Tesoro volg., XIII ex. (fior.): 1.

0.4 In testi tosc.: Tesoro volg., XIII ex. (fior.); Fatti di Cesare, XIII ex. (sen.); Simintendi, a. 1333 (prat.).

In testi sett.: Anonimo Genovese (ed. Cocito), a. 1311; Jacopo della Lana, Inf., 1324-28 (bologn.).

In testi mediani e merid.: Stat. perug., 1342; Anonimo Rom., Cronica, XIV.

0.5 L'esito cif-/ciuf- è att. solo in Stat. perug., 1342.

Locuz. e fras. zufolare nelle orecchie 1.4.

0.7 1 1 [Rif. a animali, reali o immaginari, dotati di lingua biforcuta, o a persone che li imitano:] emettere un suono prolungato e stridente. 1.1 [Rif. ad un insetto in volo:] produrre un rumore fastidioso, sottile e prolungato; ronzare. 1.2 Sost. [Rif. a persone, con connotazione sempre neg., in opposizione al parlare:] produrre una sequenza di suoni stridula e incoerente, quasi bestiale. 1.3 Sost. [Per traduzione letterale dalla Bibbia, in rif. a greggi al pascolo:] il mormorare degli armenti? 1.4 Fras. Zufolare nelle orecchie: parlare in modo insinuante e maldicente. 2 Produrre soffiando a labbra strette un suono prolungato e sottile (per attirare l'attenzione di qno). 2.1 Fischiare con intento di spregio e vituperio. 3 [Rif. a oggetti:] produrre un suono prolungato e sottile.

0.8 Elisa Guadagnini 18.10.2002.

1 [Rif. a animali, reali o immaginari, dotati di lingua biforcuta, o a persone che li imitano:] emettere un suono prolungato e stridente.

[1] Tesoro volg., XIII ex. (fior.), L. 4, cap. 1, pag. 58.3: Morena è una generazione di pesci, di cui li pescatori dicono che elle concepono di serpenti: e però li fanciulli le chiamano sufolando, sì come le serpi...

[2] Fatti di Cesare, XIII ex. (sen.), Luc. L. 6, cap. 20, pag. 192.5: Poi cominciò a dire sue incantazioni e sue diavolarie, et a costregnere quelli d'inferno, e gorgogliando diceva d'ogni linguaggio. Suffilava come serpente; frangea come onde di mare.

[3] Legg. S. Margherita, XIII ex. (piac.>ver.), 718, pag. 40: Or se levà sta mala bestia, / Avrì li ocli, levà la testa, [[...]] Per me' la carçer va guaitant / E sì ven molto sufilant, / Tuto se torço e se declina / E ven menando gran ruina.

[4] Dante, Commedia, a. 1321, Inf. 25.137, vol. 1, pag. 432: L'anima ch'era fiera divenuta, / suffolando si fugge per la valle, / e l'altro dietro a lui parlando sputa.

[5] Gl Jacopo della Lana, Inf., 1324-28 (bologn.), c. 25, 121-135, pag. 613, col. 2.10: si è da savere che comunalmente ... le serpi àno la lengua forceluda e perzò sufulanno o ver stivelanno o ver subelano e i omini àno la lengua intera, et uxano un atto de spudare che nol fa altro animale.

[6] Simintendi, a. 1333 (prat.), L. 4, vol. 1, pag. 178.12: ma la lingua subitamente fue divisa in due parti: e a lui che volea, non bastaro le parole; e quante volte si vuole lamentare, tante volte sufila: e questa così fatta voce gli ha lasciata la natura.

[7] Ciampolo di Meo Ugurgieri, a. 1340 (sen.), L. 7, pag. 237.15: E per cotali detti Aletto fu accesa d'ira. E subbito tremore occupa le membra al giovano che parlava; e gli occhi stipidiro, con tante idre suffila la Furia, e sì orribile faccia si mostra.

[8] Fazio degli Uberti, Dittamondo, c. 1345-67 (tosc.), L. 5, cap. 17.34, pag. 385: Ma sopra quanti ne noma il Numidio / o l'Etiopio, è reo il badalischio / e che fa peggio al mondo e più micidio. / Sufola, andando, con orribil fischio / per che gli altri animai, che 'l temon forte / istupon sì, che caggion nel suo rischio.

[9] Leggenda Aurea, XIV sm. (fior.), cap. 12, S. Silvestro, vol. 1, pag. 157.6: Allora disse al dragone le predette parole, e la sua bocca, che stridiva e sufolava, sì legòe come comandato gli era, e montò su e trovò due magi ch'erano tenuti loro dietro per vedere s'elli scendessero infino al dragone, ed erano poco meno che morti del fiato del dragone.

1.1 [Rif. ad un insetto in volo:] produrre un rumore fastidioso, sottile e prolungato; ronzare.

[1] Boccaccio, Corbaccio, 1354-55, parr. 321-30, pag. 97.10: ma se per forte disavventura una zenzara si fosse per la casa sentita [[...]] conveniva che o morta o presa la presentassero davanti a colei che lei diceva in suo dispetto andar sufolando e appostando di guastarle il suo bel viso amoroso.

1.2 Sost. [Rif. a persone, con connotazione sempre neg., in opposizione al parlare:] produrre una sequenza di suoni stridula e incoerente, quasi bestiale.

[1] Cecco Angiolieri, XIII ex. (sen.), 8.11, pag. 126: M'Amor ne sie con le', s'elli 'l può fare; / ché ma' questa speranza non mi tolle, / che 'l canto non mi torni 'n sufolare.

[2] A. Pucci, Libro, 1362 (fior.), cap. 7, pag. 34.24: nele terre de' Piccinnachi, dove gl'uomini e le femine compiuti, giovani e vecchi, [[...]] corrono come cani e il loro parlare è quasi un sufolare, e mangiano peruzze e meluzze e altri frutti salvatichi che i loro alberi per se medesimi producono.

1.3 Sost. [Per traduzione letterale dalla Bibbia, in rif. a greggi al pascolo:] il mormorare degli armenti? || Cfr. Idc, 5.16: «sibilos gregum».

[1] Bibbia (02), XIV-XV (tosc.), Gdc 5.16, vol. 2, pag. 538.17: Perchè abiti tra due termini per udire il canto e il suono e il sufolare delle greggie del bestiame?

1.4 Fras. Zufolare nelle orecchie: parlare in modo insinuante e maldicente.

[1] Boccaccio, Corbaccio, 1354-55, parr. 431-40, pag. 119.11: sì come colei la quale ha faccenda soperchia pur di far motto a questa e a quell'altra e di sufolare ora ad una e ora ad un'altra nell'orecchie e così d'ascoltarne ora una e ora un'altra...

[2] F Lett. di Margherita a Fr.Datini, 1384-1410 (tosc.), [1399]: lla chagione che Niccholò Gusconi non può atendere a' fatti di mona Giovanna, dicie che per una cuistione ch'è ben dieci anni che l'ebe, a mie parere egn'uscì fue ranno chaldo, perché s'usa di far chosì, e credo che gni sia istato zufolatonell'orecie... || Rosati, p. 292.

2 Produrre soffiando a labbra strette un suono prolungato e sottile (per attirare l'attenzione di qno).

[1] Dante, Commedia, a. 1321, Inf. 22.104, vol. 1, pag. 374: «Toschi o Lombardi, io ne farò venire; / ma stieno i Malebranche un poco in cesso, / sì ch'ei non teman de le lor vendette; / e io, seggendo in questo loco stesso, / per un ch'io son, ne farò venir sette / quand'io suffolerò, com'è nostro uso / di fare allor che fori alcun si mette».

[2] Ottimo, Purg., a. 1334 (fior.), c. 30, pag. 527.15: lo quale Idio facea tutti quelli, che erano in questo triunfio, accorti di ciò che ciascuno avea a fare, come fa il nochiere, quando gira il timone per entrare in porto, il quale sufola, acciòe che li minori facciano l'offizio loro ordinato...

[3] Bibbia (08), XIV-XV (tosc.), Zc 10.8, vol. 8, pag. 350.18: Io sufolerò a loro, e radunerolli, però ch'io li ricomperai; e moltiplicherolli, sì come loro erano inanzi moltiplicati.

[4] Bibbia (06), XIV-XV (tosc.), Is 7.18, vol. 6, pag. 409.14: E quello dì sarà, che Iddio sufolerà alla mosca la quale è nella estrema parte de' fiumi di Egitto...

- Sost.

[5] Pistole di Seneca, a. 1325? (fior.), 102, pag. 333.31: ciò, che 'l buon uomo fa, non è bene, conciossiacosachè sufola alcuna volta, e fiedesi dell'una mano nell'altra. E con tutto, che tutte le sue cose sien lodate, neun dice, che 'l suo sufolare, e 'l suo battere sia bene più, che 'l suo tossire, o 'l suo starnutire.

2.1 Fischiare con intento di spregio e vituperio.

[1] Anonimo Genovese (ed. Cocito), a. 1311, 53.69, pag. 307: Gran compagna gi va derré / de gran segnor e cavaler; / omi de corte e sonaor / con sivoreli e tanbor, / chi robe aquistam e dinar / pur per schergnir e jufrar.

[2] Stat. perug., 1342, L. 3, cap. 139, par. 1, vol. 2, pag. 198.1: Quignunque, quando la fameglia de la podestà overo del capetanio andasse cercando per l'arme per la piacça del comuno de Peroscia, sibilerà overo ciufolerà , sia punito de facto per la podestà overo capetanio en quaranta solde de denare.

[3] Matteo Villani, Cronica, 1348-63 (fior.), L. 8, cap. 39, vol. 2, pag. 186.13: ne' loro consigli usarono atti e parole non belle contro li ambasciadori del Comune di Firenze, no·llasciandoli dire, sufolando e picchiando le panche quando faceno loro diceria...

[4] Anonimo Rom., Cronica, XIV, cap. 23, pag. 213.6: E llo cavalcano. Ora lo voco fare annare. Granne ène lo cifolare, granne è lo romore.

[5] Bibbia (08), XIV-XV (tosc.), Mi 6.16, vol. 8, pag. 253.19: Noi doviamo sapere che loro, quando voleano fare altrui una grande vergogna e vituperio, il sufolavano, come noi ancora usiamo di fare a certe stagioni e casi, quando accade il bisogno.

3 [Rif. a oggetti:] produrre un suono prolungato e sottile.

[1] Simintendi, a. 1333 (tosc.), L. 12, vol. 3, pag. 67.15: e 'l sangue arso dentro diede, con istridore, terribile suono; come suole dare spesse volte lo ferro rossicante per lo fuoco, il quale quando lo fabbro l'ha tratto fuori, lo mette nell'acqua; e quello stridisce, e tuffato giuso sufola nella tiepida onda.

[2] Boccaccio, Ninfale, 1344/48 (?), st. 111.2, pag. 248: Quand'ella il dardo per l'aria vedea / zufolando volar, e poi nel viso / guardò del suo amante, il qual parea / veracemente fatto in paradiso, / di quel lanciar, forte se ne pentea, / e tocca di pietá, lo mirò fiso...

- [In contesto fig.].

[3] Boccaccio, Decameron, c. 1370, III, conclusione, pag. 256.16: Odi, Filostrato: voi avreste, volendo a noi insegnare, potuto [[...]] riaver la favella a tale ora che l'ossa senza maestro avrebbono apparato a sufolare. || Da intendere: 'le ossa avrebbero fischiato da sole, tanto si sarebbero smagrite per la stanchezza'.

- Sost.

[4] Francesco da Buti, Inf., 1385/95 (pis.), c. 13, 31-45, pag. 354.15: così uscia il sangue della rottura della fraschetta, come d'uno tizzone verde che sia arso dall'un capo, dall'altro esce acqua et uno sufolare per la ventosità che è ripercossa dal caldo del fuoco...

[u.r. 09.03.2020]