COMINCIAGLIA s.f.

0.1 cominciaglia, cominzaglia.

0.2 Da cominciare.

0.3 Stefano Protonotaro, XIII m. (tosc.): 1.

0.4 In testi tosc. e toscanizzati: Stefano Protonotaro, XIII m. (tosc.); <Tesoro volg. (ed. Gaiter), XIII ex. (fior.)>.

0.7 1 Principio di un'azione. 2 Discorso introduttivo che espone le premesse di un fatto o vicenda che si intende narrare, preambolo. 3 [In senso locale:] il punto nello spazio da cui inizia una qsa.

0.8 Gian Paolo Codebō 20.02.2002.

1 Principio di un'azione.

[1] Stefano Protonotaro, XIII m. (tosc.), canz. 2.55, pag. 136: cosė m'aven com'a la cominzaglia: / ch'io creo aver vinto, ancor so' a la bat[t]aglia.

2 Discorso introduttivo che espone le premesse di un fatto o vicenda che si intende narrare, preambolo.

[1] <Tesoro volg. (ed. Gaiter), XIII ex. (fior.)>, L. 8, cap. 40, vol. 4, pag. 135.5: il fatto contato brevemente, quando il parlatore s'incomincia al diritto cominciamento di sua materia, e non di lunga cominciaglia, che non fa utile a suo conto...

3 [In senso locale:] il punto nello spazio da cui inizia qsa.

[1] Maramauro, Exp. Inf., 1369-73 (napol.>pad.-ven.), cap. 25, pag. 377.31: fa una comparatione de le serpi de Maremma, da la groppa infin a la cominciaglia de le labra del centauro, tante ne avea.