CONSERVATRICE s.f./agg.

0.1 conservatrice, conservatrici.

0.2 Da conservare.

0.3 Andrea da Grosseto (ed. Selmi), 1268 (tosc.): 3.

0.4 In testi tosc.: Andrea da Grosseto (ed. Selmi), 1268 (tosc.); Trattati di Albertano volg., a. 1287-88 (pis.); Ottimo, Inf., a. 1334 (fior.); Stat. lucch., XIV m.; Cronaca sen. (1202-1362), c. 1362.

0.7 1 Colei che conserva, custodisce. 2 Signif. incerto: sorvegliante? 3 Agg. Che conserva, che fa durare, che custodisce.

0.8 Ilaria Zamuner 18.05.2003.

1 Colei che conserva, custodisce.

[1] Dante, Convivio, 1304-7, I, cap. 10, pag. 42.7: avegna che per molte condizioni di grandezze le cose si possano magnificare, cioè fare grandi, nulla fa tanto grande quanto la grandezza della propia bontade, la quale è madre e conservatrice dell'altre grandezze.

[2] Boccaccio, Trattatello (Toled.), 1351/55, pag. 40.19: Li quali versi stati a me mostrati poi più tempo appresso, e veggendo loro [non] avere avuto luogo per lo caso già dimostrato, pensando le presenti cose per me scritte, come che sepoltura non sieno corporale, ma sieno, sì come quella sarebbe stata, perpetue conservatrici della colui memoria, imaginai non essere sconvenevole quegli aggiugnere a queste cose.

[3] Cronaca sen. (1202-1362), c. 1362, pag. 109.27: Ed esendo e' Pisani ritornati in Pisa chon pocho onore e masime d'esare venuti per pigliare Siena, e veduto chome l'unione è conservatrice di pace, deliberoro di levarsi dalla impresa.

2 Signif. incerto: sorvegliante?

[1] Stat. lucch., XIV m., pag. 214.34: Anco se neuna caderà in peccato di carnalitade, u vero ki l'aiterae u sie aitratrice o meççatrice o conservatrice ke neuna in quello peccato caggia.

3 Agg. Che conserva, che fa durare, che custodisce.

[1] Andrea da Grosseto (ed. Selmi), 1268 (tosc.), L. 4, cap. 14, pag. 324.4: Et in uno libro, ch'à nome Moralium dogma filosoforum , si diffiniscie così la giustizia: è virtù conservatrice dell'umana compagna e de la comune utilità.

[2] Trattati di Albertano volg., a. 1287-88 (pis.), De amore, L. IV, cap. 1: [6] Et in del Moralium domate si co(n)tiene che la giustitia è vertù co(n)s(er)vatrice dela co(m)pangnia humana (et) dela comune uctilità.

[3] Ottimo, Inf., a. 1334 (fior.), c. 7, pag. 120.23: Senaca dice: giustizia è virtù conservatrice dell'umana compagnia.

[4] Laudario Magliabech., XIV sm. (fior.), 19.16, pag. 88: Sança alcuna dubitança / alla madre di pietança, / poi che non ne sia certança / nel vangelio nominata. / Perch'el'era la radice / della fe' conservatrice, / però prim'a la radice / apparì, viso smerato.

[u.r. 28.05.2009]