CAPRO s.m.

0.1 caprii, caprio, capro, crapio.

0.2 Lat. caper, caprum (DELI 2 s.v. capra).

0.3 Regimen Sanitatis, XIII (napol.): 1.

0.4 In testi tosc.: Armannino, Fiorita (05), 1325 (tosc.); Boccaccio, Caccia di Diana, c. 1334.

In testi sett.: Gid. da Sommacamp., Tratt., XIV sm. (ver.).

In testi mediani e merid.: Regimen Sanitatis, XIII (napol.).

0.6 N Doc.: cit. tutti i testi.

0.7 1 [Zool.] Maschio della capra. 1.1 [Zool.] Capra selvatica, o forse capriolo. 1.2 Fig. [A denotare non solo l'adulterio subito, ma anche lo stato d'ubriachezza:] cornuto. 2 [Zool.] Lo stesso che capriolo.

0.8 Giuseppe Marrani 16.90.2003.

1 [Zool.] Maschio della capra.

[1] Regimen Sanitatis, XIII (napol.), 301, pag. 572: La carne de lo crapio fa cocere con vino / e poi securo mangialo de sera e de matino...

[2] Gid. da Sommacamp., Tratt., XIV sm. (ver.), cap. 1, par. 141, comp. 21.12, pag. 93: O divo Bacho, simelmente tu / capro mostrasti e sì giacesti qua.

1.1 [Zool.] Capra selvatica, o forse capriolo.

[1] Cecco d'Ascoli, Acerba, a. 1327 (tosc./ascol.), L. 3, cap. 14.2841, pag. 297: Da leonessa il leopardo nasce / O se giace leon con la leoparda. / Crudo di pïetà, capro si pasce. || Morini, Bestiari, p. 620 rimanda al De proprietatibus rerum di Bartolomeo Anglico, L. XVIII, LXV: «leopardus quando aegrotat sanguinem caprae agrestis bibit».

1.2 Fig. [A denotare non solo l'adulterio subito, ma anche lo stato d'ubriachezza:] cornuto.

[1] Comm. Arte Am. (B), XIV pm. (fior.), ch. 393, pag. 766.11: Le genti il guatano come becco e in ciò il dicono cornuto, e così l'ebbro: ciò ch'egli dice hae sua sentenza, Salamone non miglior[r]ebbe e gli uomini il guardano andare in trespoli e appallottola la lingua come iscilinguato, tenero è come fanciullo, e così il guatano come capro.

2 [Zool.] Lo stesso che capriolo.

[1] Armannino, Fiorita (05), 1325 (tosc.), pag. 555.29: quivi il leone e il cervo, el lupo, el capro, el leopardo e il danio bene si conosce...

[2] Boccaccio, Caccia di Diana, c. 1334, c. 2.19, pag. 17: quando il calor diurno più non sale, / ma quando fa, calato, l'aere umile: / caprii, lupi ed ogni altro animale, / orsi e leon si trovano in quel loco...

[3] Boccaccio, Caccia di Diana, c. 1334, c. 5.46, pag. 22: Vide quel cavriol morto disteso / il leoncello nella fossa stare; / corsevi allor, da fame forse offeso, / e cominciò del caprio a mangiare...

[u.r. 14.10.2020]