CHINARE v.

0.1 chienao, chienata, chienato, china, china', chinade, chinai, chinail, chinala, chinalo, chinàmi, chinamo, chinando, chinandolo, chinandomi, chinandosi, chinano, chinante, chinao, chinar, chinarà , chinare, chinarli, chinarlo, chinaron, chinarono, chinaronsi, chinarrà , chinarse, chinarsi, chinarvi, chinase, chinasi, chinasse, chinassero, chinata, chinatasi, chinate, chinati, chinato, chinatte, chinatosi, chinava, chinavan, chinavano, chinavi, chinerà , chinerae, chinerai, chineranno, chinerassi, chini, chinino, chininsi, chinisi, chinna, chino, chinò, chinoe, chinòe, chinossi, clina, clinadho, clinado, clinare, clinate, cline, clinò, clinoe, clinòse, kinao.

0.2 Lat. *clinare, att. solo in composizione (DELI 2 s.v. chinare).

0.3 Ritmo S. Alessio, XII sm. (march.): 3.

0.4 In testi tosc. e toscanizzati: Rinaldo d'Aquino (ed. Panvini), XIII pm. (tosc.); Fiori di filosafi, 1271/75 (fior.); Restoro d'Arezzo, 1282 (aret.); <Egidio Romano volg., 1288 (sen.)>; Fiore di rett., red. beta, a. 1292 (fior.); Giordano da Pisa, Prediche, 1309 (pis.); Simintendi, a. 1333 (prat.).

In testi sett.: Anonimo Genovese (ed. Cocito), a. 1311.

In testi mediani e merid.: Ritmo S. Alessio, XII sm. (march.); St. de Troia e de Roma Amb., 1252/58 (rom.); Neri Moscoli, Rime, XIV pm. (castell.); Cecco Nuccoli (ed. Marti), XIV pm. (perug.); Buccio di Ranallo, Cronaca, c. 1362 (aquil.); Mascalcia L. Rusio volg., XIV ex. (sab.).

0.5 Locuz. e fras. chinare le orecchie 1.1.

0.7 1 Piegare all'ingiù, volgere in basso, verso terra. 1.1 Fras. Chinare le orecchie (a qno): prestare fede alle parole di qno. 1.2 Sost. 2 Scemare gradualmente d'altezza; digradare. 3 Abbassare gradatamente, venir meno; declinare. 3.1 Sost. 4 Ridurre di intensità (detto di un suono). 5 Muoversi dall'alto verso il basso o verso un luogo più basso; scendere, discendere. 6 Muoversi per gravità, senza sostegni, dall'alto verso il basso; cadere, crollare. 7 Buttar giù; abbattere. 7.1 Fig. Fiaccare nell'energia e nei propositi; abbattere? 8 Piegare verso una parte, una direzione; volgere. 8.1 Piegare, volgere lo sguardo a qno o qsa; guardare. 8.2 Porre attenzione. 9 Porre disteso; sdraiare. 9.1 Accrescersi in lunghezza; allungare. 10 Capovolgere o inclinare un recipiente per fare uscire un liquido o ciò che contiene. 11 Dare forma rotonda; arrotondare? 12 Fig. Piegare, inclinare verso; propendere. 13 Fig. Volgere in basso stato, in rovina; decadere. 14 Prostrarsi, fare l'inchino; rendere onore, onorare. 14.1 Sost. 15 Fig. Mettere sotto il dominio di qno; sottomettere. 15.1 Fig. Piegare ai voleri altrui; persuadere.

0.8 Sara Sarti 07.10.2003.

1 Piegare all'ingiù, volgere in basso, verso terra.

[1] St. de Troia e de Roma Amb., 1252/58 (rom.), pag. 145.12: Et a ttucti li senatori chienao capo, sì como uno basso homo...

[2] Restoro d'Arezzo, 1282 (aret.), L. I, cap. 23, pag. 42.24: e la parte de l'orizonte denanti se ne chinarrà , e la parte deretro se ne levarà, andando per fine a l'altro polo sopra questi doi ponti opositi, li quali ne staràno fermi, come la bilanzia che se china e leva sopra doi ponti opositi fermi...

[3] <Egidio Romano volg., 1288 (sen.)>, L. 3, pt. 3, cap. 22, pag. 313.1: La quarta cosa si è, che l'uomo die legare un ferro nella punta della galea o della nave, per la quale elli possa rompere ei legni dei nemici urtandosi con essi, e diello in tal modo acconciare che si possa alzare e chinare come l'uomo vuole...

[4] Giordano da Pisa, Prediche, 1309 (pis.), 1, pag. 10.28: Anco se tu avessi addosso una grande macina tu non ti potresti chinare pur per una paglia.

[5] Giovanni da Vignano, XIII/XIV (bologn.>ven.), Intr. cap. 6, pag. 235.21: No diga [[l'arringatore]] cum acti de furore né cum voxe aspra né di's' chinare ora a parte dextra ora a parte senestra...

[6] Anonimo Genovese (ed. Cocito), a. 1311, 99.37, pag. 455: Per tropo dir e mar scregnir, / parole fén rixa mar szhoir: / con pugni e pree e xasi / danse de gran butacasi, / fenrisen e trasen ê stormezar; / e, traito un gromo de sar, / un se chinna per si scremir; / lo gromo fé l'atro cair, / chi de poi quel atro stava / e no ben s'areigatava, / e xacagi ben lo morro e li denti / chi eran sì mar dixenti.

[7] Simintendi, a. 1333 (prat.), L. 2, vol. 1, pag. 70.5: Quelle a loro costume, però che l'uso avea fatto il costume, aveano pianto: delle quali Fetusa, maggiore delle serocchie, vogliendosi chinare in terra, si lamentò che' piedi le inaspriro...

[8] Ciampolo di Meo Ugurgieri, a. 1340 (sen.), L. 1, pag. 5.18: Li remi si rompono; e la prora si volle, e chinasi per l'onde; segueli uno monte d'acqua levato in alto.

[9] Neri Moscoli, Rime, XIV pm. (castell.), 11.6, pag. 556: voi sollevaste el viso alquanto sù, / mirando me coi vostr'occhie sdegnose; / onde devenner glie mei vergognose, / chinando el guardo loro a terra giù, / e la mia lengua muta allora fu / en demandar mercé de quelle cose.

[10] Sam Gregorio in vorgà , XIV sm. (lig.), L. 3, cap. 37, pag. 213.14: Alora quelo carnifice levà lo braçe monte fortementi in alto per ferì-llo, ma per divin miracolo non lo poea chinar nì xiegar...

1.1 Fras. Chinare le orecchie (a qno): prestare fede alle parole di qno.

[1] Fiori di filosafi, 1271/75 (fior.), pag. 156.5: Ne la prosperità del secolo dee l'uomo schifare la soperbia e l'argoglio. Guardati e sie savio di non chinare l'orecchie ai lusinghieri nè a l'inizzatori, ché ingannato serai leggiermente.

1.2 Sost.

[1] Contr. Croce e Vergine, XIII ex. (tosc.or.), 151, pag. 311: [[O Croce]] Aggi pietade de la mia dolença, / et prego la tua alteça ch'a me chini». / «Del mio chinare non è anco l'ora, / o Vergine santa: quest'è nel cipresso, / che mostra quanto l'anima lavora / quand'à 'l suo core enn- alteçça messo / en contemplare sì como asavora / lo gran dolçore c'a liei è promesso.

[2] ? Pistole di Seneca, a. 1325? (fior.), 22, pag. 45.26: Un proverbio antico, dice, ch'il campione piglia consiglio, poch'egli è entrato in campo per combattere, perocchè riguarda al viso, e a' sembianti, e al chinarsi, e al menare delle mani, che fa il nemico, e indi prende consiglio di quel che a lui convien fare.

2 Scemare gradualmente d'altezza; digradare.

[1] Bono Giamboni, Orosio, a. 1292 (fior.), L. 1, cap. 5, pag. 32.7: Ne' confini d'Arabia e Palestina da quella parte, ove le montagne delle dette luogora a terra chinate fanno campi, fuoro cinque cittadi...

[2] Ottimo, Inf., a. 1334 (fior.), c. 24, pag. 412.12: 34. E se non fosse ec. Ancora discrive qui del sito del luogo; e dice, che questi fossi dalla parte del di fuori sono più erti, e chinano sempre verso il centro.

[3] Palladio volg., XIV pm. (tosc.), L. 9, cap. 11, pag. 230.10: Ma se ella [[l'acqua]] si mena per piano, facciasi la doccia sì al chino, che in ogne C ovver LX braccia sensibilmente chini VI piei, sicch'ella possa liberamente correre.

[4] ? Mascalcia L. Rusio volg., XIV ex. (sab.), cap. 102, pag. 217.23: et se q(ue)lla sania cresserà, como advene spesse fiate, tocch(e)se una p(ar)te di lo tumore d(e) sucto c'unu fe(r)ro acuto, ove p(ar)e ch(e) sania se cline, p(er)ch(é) l'adunata sania se ne cazie... || Cfr. Aurigemma, p. 329.

3 Abbassare gradatamente, venir meno; declinare.

[1] Ritmo S. Alessio, XII sm. (march.), 152, pag. 24: Ora de vesperu poi kinao / e lu sole tramontao / e la nocte poi scurao.

[2] Ottimo, Inf., a. 1334 (fior.), c. 20, pag. 373.20: che 'l dì chinava...

[3] Chiose Selmiane, 1321/37 (sen.), cap. 7, pag. 40.4: Or, come dicie indietro nel secondo capitolo, quando dicie Lo giorno se n'andava e ll'aere bruno, allora cominciava la nocte, quando entrava a la porta dello 'nferno, allora alçavano molto le stelle, che salivano, suso a mezzo el cielo, e allora sappi che è meçça notte; e poi cominciano a chinare, cioè a chalare verso ponente, e per questa ragione dicie: già ogni stella cade che saliva.

3.1 Sost.

[1] Boccaccio, Esposizioni, 1373-74, c. II (i), par. 3, pag. 94.23: Lo giorno se n'andava, e questo per lo chinare del sole all'occidente...

4 Ridurre di intensità (detto di un suono).

[1] Fiore di rett., red. beta, a. 1292 (fior.), cap. 69, pag. 77.10: La molle [[voce]], cioè arrendevole a poterla levare e chinare e volgere e riposare a senno di colui che favella, s'à solamente per usanza.

5 Muoversi dall'alto verso il basso o verso un luogo più basso; scendere, discendere.

[1] Itinerario luoghi santi, XIII u.q. (fior.>lucch.), pag. 165.4: Per quello monte de l'uomo montare tutto diritto. Chi dirittamente vole andare isciendi in della sancta città di Gerusalem. E non de chinare né qua né lae: ciò è che l'uomo de discendere tutto diritto, andare per lo sol levante.

[2] Dino Compagni, Cronica, 1310-12 (fior.), L. 3.10, pag. 191.15: Ma il Baschiera, che era quasi capitano, vinto più da volontà che da ragione, come giovane, vedendosi con bella gente e molto incalciato, credendosi guadagnare il pregio della vittoria, chinò giù co' cavalieri alla terra...

[3] Palladio volg., XIV pm. (tosc.), L. 9, cap. 11, pag. 230.16: Ma se vuoli che passino valle, fa archi, ovver pile, sopra li quali fa venir l'acqua, eguali colla fonte là onde esce; o vuoli far l'acqua per cannelle chinare giù nella valle, e su poi risalire là dove vuogli.

[4] A. Pucci, Contrasto, a. 1388 (fior.), st. 59.6, pag. 71: S' tu vuoi che la città si dea, / Guasta 'l condotto dove l'acqua china.

6 Muoversi per gravità, senza sostegni, dall'alto verso il basso; cadere, crollare.

[1] Fr. da Barberino, Doc. Am., 1314 (tosc.), pt. 2, docum. 5.671, vol. 2, pag. 216: Averto il fior leggiermente s'attrita, / subito vento abassa / tostanamente e passa, / et ogni cosa che leve sorgiunge / facile si disgiunge; / dunqu'a fondato hedificio ruina, / se troppo corri, la cima gli china.

- Fig.

[2] Cecco Nuccoli (ed. Marti), XIV pm. (perug.), 16.3, pag. 709: Mostrasi chiaro, per divin giudizio, / già quei da Pietramala condannate, / ei quai de l'alta rota son chinate / e giù desposte d'ogne lor offizio.

7 Buttar giù; abbattere.

[1] A. Pucci, Centiloquio, a. 1388 (fior.), c. 62, terz. 8, vol. 3, pag. 189: E quel d'Arezzo avendolo in disgrado, / li nimicò in avere, e 'n persona, / ed ogni lor Fortezza a terra china, / disfè Montuozi, e lor case, ragiona.

- Fig.

[2] A. Pucci, Centiloquio, a. 1388 (fior.), c. 60, terz. 74, vol. 3, pag. 173: E così fu la Setta Serraglina / disfatta, andando contro a lor la piena / della fortuna, che ogni altezza china.

7.1 Fig. Fiaccare nell'energia e nei propositi; abbattere?

[1] Francesco da Buti, Inf., 1385/95 (pis.), c. 2, 127-142, pag. 76.23: Imperò che come il gielo della notte; cioè la paura dell'ignoranza avea chinata e chiusa la sua virtù...

8 Piegare verso una parte, una direzione; volgere.

[1] Tesoro volg., XIII ex. (fior.), L. 3, cap. 5, pag. 43.1: La bontade dell'acqua puoi tu bene cognoscere, cioè che ella non esca di palude, o di malo stagno [[...]] e che lo nascimento del suo corso sia verso oriente, un poco chinando verso settentrione...

[2] Ottimo, Par., a. 1334 (fior.), c. 10, proemio, pag. 239.3: il circulo obliquo è uno circulo nella spera che interseca il circulo equinoziale, ed è intersecato da lui in due parti iguali; e l'una metade sua china verso settentrione, l'altra verso meriggio...

[3] Libro Jacopo da Cessole, XIV m. (tosc.), IV, cap. 5, pag. 131.8: Vegnendo a dire dell'andare de' Cavalieri, diciamo che 'l Cavaliere, o sia il ritto, o sia il manco, quando il ritto è bianco, e 'l manco è nero; e 'l loro movimento si è cotale, che catuno di loro si ha cotale natura, che 'l bianco ne va al quadro che si china nel quadro degli Alfini...

8.1 Piegare, volgere lo sguardo a qno o qsa; guardare.

[1] Nicolò de' Rossi, Rime, XIV pi.di. (tosc.-ven.), son. 22.10, pag. 35: Semivivo mi posso conparare / a l'enfermo che 'l caladis no clina: / cum fuçe mostra che no pò canpare. || Cfr. Contini, PD, I, p. 498, n. 284.

8.2 Porre attenzione.

[1] Teologia Mistica, 1356/67 (sen.), cap. 2, 2, pag. 51, col. 2.39: Adunque perch'ella [[la mente]] inodiò questa così abominevole cosa, cioè che la mente che è sagrestia di tutta la Trinità riceva i libidinosi parlari, ovvero ad altro senza vergogna con deliberazione si chini...

9 Porre disteso; sdraiare.

[1] Tavola ritonda, XIV pm. (fior.), cap. 81, pag. 300.1: E allora cortesemente sì la chinai in sulla bella erbetta...

[2] Sacchetti, Trecentonovelle, XIV sm. (fior.), 146, pag. 332.25: Facciamo com' io ti dirò; scenda uno di noi in questa fossa, e chinisi a traverso, tanto che faccia ponte delle reni, e l'altro su per quel ponte mandi il detto porco; - e così s'accordarono. Il contadino scese nella fossa e subito chinatosi, ebbe fatto un ponte, che vi serebbe passato su un bue...

9.1 Accrescersi in lunghezza; allungare.

[1] Dante, Commedia, a. 1321, Par. 30.3, vol. 3, pag. 493: Forse semilia miglia di lontano / ci ferve l'ora sesta, e questo mondo / china già l'ombra quasi al letto piano...

[2] Bibbia (06), XIV-XV (tosc.), Ct 4, vol. 6, pag. 63.8: Due tue mammelle sono sì come due cavrioli di cervia gemelli, che si pascono ne' gigli, per insino che il die se ne vada, e chininsi l'ombre della notte.

10 Capovolgere o inclinare un recipiente per fare uscire un liquido o ciò che contiene.

[1] Pratica del vino, 1342/48 (fior.), pag. 7.16: Poi, chavatone questa fecia, lava la bote giù nel fondo, e none altrove, dov'è stata la fecia, chon eso una granatuça, e lava anche il meçule; e poi lavata, e tu la dighociola e chinala, [ch]e l'acqua n'escha fuori; poi la rifonda; poi vi rimetti suso il vino.

[2] Leggenda Aurea, XIV sm. (fior.), cap. 48, S. Benedetto, vol. 1, pag. 409.24: Guardati, figliuolo, che tu non bea di quello fiasco che tu hai appiattato e nascoso ne la via, ma chinalo e con senno, e troverrai quello che v'è dentro.

11 Dare forma rotonda; arrotondare?

[1] Storia San Gradale, XIV po.q. (fior.), cap. 113 rubr., pag. 112.5: Ancora ciò che signfica il bastone che tiene in mano. - Quel bastone che ttu tieni in tua mano significa due cose, vendetta e misericordia. Vendetta per ciò ch'egl'è pugnente di sotto, e misericordia per ciò ch'egl'è che china di sopra...

12 Fig. Piegare, inclinare verso; propendere.

[1] Valerio Massimo, prima red., a. 1338 (fior.), L. 6, cap. 4, pag. 432.19: Costui medesimo, conciofossecosa che Servio Sulpizio Galba et Aurelio consoli contendessero in senato quale di loro dovesse essere mandato in Ispagna contro a Viriato, e grande discordia ne fosse tra' padri coscritti, tutti attendendo dove la sentenza di Scipione si chinasse...

13 Fig. Volgere in basso stato, in rovina; decadere.

[1] A. Pucci, gloriosa, 1342 (fior.), 34, pag. 9: E 'l Bolognese, e molti altri vicini / Si sforzeranno a ciò che Pisa chini...

[2] A. Pucci, Centiloquio, a. 1388 (fior.), c. 17, terz. 43, vol. 1, pag. 196: Al Re Carlo ne parve molto male, / quando sentì, che parte Guelfa china, / e così parte Ghibellina sale.

[3] A. Pucci, Centiloquio, a. 1388 (fior.), c. 79, terz. 98, vol. 4, pag. 55: Nota, ch'ogni mondana signoria, / quando più par, ch'abbia fermo suo stato / volge la rota, e china la balía...

14 Prostrarsi, fare l'inchino; rendere onore, onorare.

[1] Jacopo Alighieri, Inf. (ed. Bellomo), 1321-22 (fior.), 12, pag. 135.4: il quale [[il cuore di Enrico di Cornovaglia]] in un calice d'oro coperchiato in mano ad alcuna istatua in una chiesa sopra il fiume di Londre, nominato Tamigio, ancora onorato si china.

[2] Simintendi, a. 1333 (tosc.), L. 13, vol. 3, pag. 122.9: ma, sì com'ell'era, cogli isciolti capelli, non disdegnò di chinarsi dinanzi alle ginocchia del grande Giove, e alle lagrime aggiugnere queste voci.

[3] Niccolò da Poggibonsi, p. 1345 (tosc.), cap. 254, vol. 2, pag. 204.13: E lo populo, quando lo vede così portare, tutti si chinano colle mani in sulle ginocchia, e così fanno riverenza al sacrifizio; e toccano le vestimenta che 'l sacerdote porta a dosso.

[4] Buccio di Ranallo, Cronaca, c. 1362 (aquil.), quart. 120, pag. 24: Avenga che lo re annasse sfigurato, / Lo capitano conobelo, a llui se fo chinato...

[5] Libro del difenditore della pace, 1363 (fior.), diz. 1, cap. 16, par. 20, pag. 102.2: alquna volta gli essistenti e consilglieri del monarcia che per lingnagio succiede ch'è perverso e di ma· costumi più llo chinano e lli sono favoraboli...

[6] A. Pucci, Centiloquio, a. 1388 (fior.), c. 52, terz. 30, vol. 3, pag. 81: e ad ogni Cristian, che 'n sua presenza / ode il nome di Cristo, ed a quel suono / si china alquanto a fargli riverenza, / diede quaranta giorni di perdono.

- Fig.

[7] Pistole di Seneca, a. 1325? (fior.), 81, pag. 218.14: Neuna cosa è più misera, che colui, che dimentica il beneficio, e ricordasi della 'ngiuria, ma il savio fa il contradio, ch'egli adorna, e accresce il beneficio, e lodalo a se medesimo, e dilettasi in continuo ricordarlo. [[...]] e ancora medesimamente si contiene nella miglior forma, chinandosi al beneficio, e sottigliando la 'ngiuria...

14.1 Sost.

[1] Fr. da Barberino, Regg., 1318-20 (tosc.), pt. 5, cap. 3.26, pag. 120: Dicono alquanti, che quand'ella giungnie / Tra buona giente che ssi lievi a llei, / Inver di loro alchun chinar de' fare: / Quasi non paia tenuta inchinare / Se non color, a chu' nol può schifare.

15 Fig. Mettere sotto il dominio di qno; sottomettere.

[1] Rinaldo d'Aquino (ed. Panvini), XIII pm. (tosc.), 9.27, pag. 116: Vedendo quell'ombrina - del fresco bosco, / ben cognosco - ca cortamente / serà gaudente - l'amor che mi china. / [Mi] china, ch'eo so amata, / e già mai non amai: / ma 'l tempo mi 'namura / e fami star pensata / d'aver mercè ormai / d'un fante che m'adura...

[2] <Tesoro volg. (ed. Gaiter), XIII ex. (fior.)>, L. 6, cap. 20 (b), vol. 3, pag. 74.16: L'uomo ch'è magnanimo, si è il maggiore uomo ed il più onorato che sia. E' non si move per piccola cosa, e non china la magnanimità sua a veruna sozza cosa.

[3] Contr. Croce e Vergine, XIII ex. (tosc.or.), 358, pag. 321: La tua recolta non pò essare anco, / se prima non è el vespero venuto / et una lancia messa nel suo fianco: / per te, Maria, questo fie veduto. / Et ciò aspecta aspra me sì stanco, / perché 'l volere del Padre sia conpiuto / et per dare a l'anima dotrina / che venca el tentatore che la china.

[4] Teologia Mistica, 1356/67 (sen.), cap. 2, 2, pag. 50, col. 1.9: Allora è messa in tentazione l'anima quando la mente allettata in molte lusinghe, e inganni in essa si volge, sicchè già in parte acconsente a questa malvagia operazione alla quale ella è ammonita di chinarsi dal versutissimo ingannatore.

15.1 Fig. Piegare ai voleri altrui; persuadere.

[1] <Cavalca, Disc. Spir., a. 1342 (pis.)>, cap. 4, pag. 37.18: Ma vuolsi ciò fare in suo servizio, e benefizio, acciocchè la mente inferma, la quale per lo garrire fuggirebbe, sentendosi quasi ugnere di lode, si arrenda, e si chini a lasciarsi menare, e medicare.

[u.r. 22.11.2018]