CONCIARE v.

0.1 cconzari, choncare, chonšare, choncciarli, chonciai, chonciare, chonciaremo, choncio, chonzar, comciar, comciare, comcio, conša, conšÓ , conšÓ', conšade, conšadi, conšali, conšandola, conšar, concare, conšare, conšarli, conšasse, conšava, conce, conšŔ, conceralo, concerano, concer˛, conšer˛, concese, conci, concia, conciai, conciala, cˇncialla, cˇncialle, concialli, cˇnciallo, concia'mi, conciammo, conciamo, concian, conciando, conciandola, conciandolo, concianli, conciÓnli, concianlo, conciano, conciante, conciar, conciarÓ , conciarÓe, conciaranno, conciarci, conciare, conciarete, conciarla, conciaro, conciaronne, conciarono, conciarsi, concißrsi, conciasi, conciasse, conciassero, conciate, conciati, conciato, conciava, conciavono, concie, conšiŔ, concierÓ , concieranno, concino, concio, conci˛, conciˇ, concioe, conci˛e, conciono, conciorono, conciossi, conse, conz, conza, conzÓ , conzß, conzano, conzanu, conzao, conzar, conzare, conzarj, conzarse, conzassino, conzava, cunšÓ , cunšar, cunšare, cunšarle, cunšava, cunchiamu, cunši, cunš˛, cunczare, cunczari, cunczata, cunczÓtinche, cunczatu, cunzar, cunzari, cunzarila, cunzarisi, cunzati, cunzatu, cunzau, cunzavanu.

0.2 DELI 2 s.v. conciare (lat. parl. *comptiare).

0.3 Doc. pist., XII ex.: 1.

0.4 In testi tosc.: Doc. pist., XII ex.; Ruggieri Apugliese (ed. Contini), XIII m. (sen.); Lett. sen., 1260; Doc. prat., 1275; Doc. fior., 1286-90, [1286]; Trattati di Albertano volg., a. 1287-88 (pis.); Bono Giamboni, Vizi e Virtudi, a. 1292 (fior.); Lett. volt., 1348-53; Gloss. lat.-aret., XIV m.; Ingiurie lucch., 1330-84.

In testi sett.: Patecchio, Splanamento, XIII pi.di. (crem.); Bonvesin, Volgari, XIII tu.d. (mil.); Doc. bologn., 1287-1330, [1290]; Lett. ver., 1297; Doc. venez., 1305 (2); Anonimo Genovese (ed. Cocito), a. 1311; Parafr. pav. del Neminem laedi, 1342; Doc. friul., 1360-74, [1360]; Sam Gregorio in vorgÓ , XIV sm. (lig.); Codice dei Servi, XIV sm. (ferr.).

In testi mediani e merid.: Poes. an. march., XIII m.; Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.); Doc. perug., 1322-38; Doc. orviet., 1339-68, [1361]; Doc. castell., 1361-87; Destr. de Troya, XIV (napol.); Mascalcia L. Rusio volg., XIV ex. (sab.).

In testi sic.: Stat. mess. (?), 1320; Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.); Simone da Lentini, 1358 (sirac.).

0.5 Ambrosini, Stratigrafia, p. 78, sostiene l'esistenza in sic. di un conciare dal fr. conchier (lat. concacare), di cui per˛ si ritiene che gli ess. cit. nella voce (in partic. 4.3) non si possano considerare attestazioni.

Nota il part. forte concio.

0.7 1 Mettere o mettersi d'accordo, fare pace (pi¨ frequentemente pron.). 2 [Falc.] [Detto degli uccelli:] rendere domestico, ammaestrare. 3 Forgiare (un metallo), modellare. 3.1 Rappresentare, dipingere. 4 Ridurre in cattivo stato, danneggiare, sconfiggere. 4.1 [Con rif. al martirio:] uccidere. 4.2 [Con rif. alla violenza della passione d'amore]. 4.3 Pron. Imbrattarsi, macchiarsi (della colpa del peccato). 5 Mettere in assetto, allestire, preparare. 5.1 Fig. Disporre (l'animo) a fare qsa. 5.2 [Detto di un cavallo:] addobbare, disporre per un viaggio. 5.3 [Con rif. alla preparazione di cibi e bevande]. 5.4 [Detto delle pietre:] squadrare, sbozzare. 5.5 Cospargere di balsami e unguenti prima della sepoltura. 5.6 [Pell.] Sottoporre a trattamento preliminare una pelle d'animale grezza. 5.7 [Agr.] Rendere fertile (un terreno), concimare. 6 Badare a qsa, salvaguardare. 7 Pron. Prendere dimora in un luogo, accamparsi. 8 Sistemare, accomodare. 8.1 [Rif. a una ferita o a una parte del corpo:] curare, guarire, medicare. 8.2 [Detto di elaborato scritto:] correggere. 8.3 Migliorare l'aspetto di qno o qsa, agghindare; acconciare, pettinare (i capelli). 8.4 Portare a termine, rifinire (un'opera). 8.5 Porre rimedio (ad una condizione che suscita sdegno).

0.8 Sara Ravani 24.09.2003.

1 Mettere o mettersi d'accordo, fare pace (pi¨ frequentemente pron.).

[1] Doc. pist., XII ex., pag. 10.28: Gradalone sý fue na(n)ti Bon(us), ke e(ste) aguale ep(iscopu)s de Pisto(r)ia, (e) na(n)ti l'arcip(re)ite Buoso, sý si c(on)cioe c(on) tuti q(ue)sti omini...

[2] Bono Giamboni, Vizi e Virtudi, a. 1292 (fior.), cap. 44, pag. 78.8: E fuoro certi demonţ che diedero per consiglio che con Dio onnipotente cominciassero la guerra e dessesi sÝ grande impedimento alle sue operazioni, che li venisse voglia di conciarsi coĚlloro...

[3] Legg. G. di Procida, 1282-99 (tosc.), pag. 45.17: Io mi sono volluto conciare col re Carlo molte volte, e non posso trovare con lui acordo...

[4] Novellino, XIII u.v. (fior.), 96, pag. 344.4: Bito fece cessare le genti e disse: źSer Frulli, io mi voglio conciare con voi. Non ci abbia pi¨ parole...

[5] Disciplina Clericalis, XIII ex. (fior.), pag. 76.21: E que' non volendola, e que' dandoglile, e' convenne ke la toglesse; e conciossi co' parenti dela fanciulla, sý che si ne chiamaro pagati...

[6] Doc. pist., 1300-1, pag. 253.10: Ebi da Martino Bernardi da Treppio, che dovea dare a ccharta al xlvj folli, dý v <di maršo> d'abrile, lb. j s. xvj: co(n)cia'mi choĚ llui del prode.

[7] Libro Gallerani di Londra, 1305-1308 (sen.), pag. 108.1: Ma per iscusare riotta f[u]mo consegliati di conciarci coĚ lui acci˛ che alla conpagnia none venisse meno che bene ed esso sý Ŕ mala persona.

[8] A. Pucci, Centiloquio, a. 1388 (fior.), c. 66, terz. 61, vol. 3, pag. 238: D'Agosto appresso il Fiorentin Legato / mand˛ a Roma, credendo potere / conciare il Re con quel popol crucciato...

2 [Falc.] [Detto degli uccelli:] rendere domestico, ammaestrare.

[1] Ruggieri Apugliese (ed. Contini), XIII m. (sen.), 2.42, pag. 892: Conciare uccelli, af[a]itar bracchi, / so far reti e gabbie e giacchi, / cordon, stamigne e bon fresac[c]hi, / cacciar so e prender volpac[c]hi / e far monete.

[2] Tesoro volg., XIII ex. (fior.), L. 5, cap. 12, pag. 102.3: e quelli che hanno grosso il capo, e l'ale lunghe, la coda curta, e' piedi grossi e formati, sono buoni, tutto ch'elli siano duri a conciare, ma chi lo fa mudare tre volte, ne pu˛ prendere ogni uccello.

[3] Trattato de' falconi, XIV in. (tosc.), cap. 4, pag. 12.10: Se verrÓ alle mani d' alcuno alcuno astore Schiavo [[...]] e se avere si puote salvatico, non si addimandi di nido, imperocchŔ sono semplici, e di pi¨ fatica a conciare.

[4] Malattie de' falconi, XIV (tosc.>lomb.), cap. 8, pag. 25.13: Questi cotali falconi, quando se conzano, molto si dilletano ne li merli, ed imper˛ se poi, [procura] d'avelli.

3 Forgiare (un metallo), modellare.

[1] Poes. an. march., XIII m., 14, pag. 9: Stranea Ŕ la figura / qe la gente n'Ó paura, / ben se semella a Julio Cessare u a Pilato. / Ma š'aveĚ men lo fabro / qe no cunš˛ lu labru, / launde lo mostašo n'Ŕ sbadato.

3.1 Rappresentare, dipingere.

[1] Doc. sen., 1302-60, [1319], pag. 40.13: Ancho VIIJ libr. a sSegna Buonaventure dipegnitore per dipentura che fece in conciando la fighura de la beata Vergine Maria la qual Ŕ dinanzi al Concestoro de' Nove.

4 Ridurre in cattivo stato, danneggiare, sconfiggere.

[1] Lett. sen., 1260, pag. 269.25: (e) sapi che a noi chostarÓ asai ala borsa, ma Fiorenša chonciaremo noi sý che giamai no ce ne miraremo drieto, se Dio di male guardia mess(er) lo re Manfredi, a chui Idio dia vita, ame(n).

[2] Jacopone (ed. Ageno), XIII ui.di. (tod.), 47.93, pag. 190: Tal m'hai concio a questa volta, che de me sý sta securo, / che iÓ mai a te non torno, sý t'aio trovato duro!

[3] Fiore, XIII u.q. (fior.), 119.7, pag. 240: Cosý 'l conci˛ la mogl[i]e di Baratto, / Per˛ ch'e' mi rompea tutti mie' giri. / ChÚd e' sý fu per lei sý discacciato...

[4] Dino Compagni, Cronica, 1310-12 (fior.), L. 1.15, pag. 143.19: I Ghibellini ci torranno la terra, e loro e noi cacceranno, e che per Dio non lascino salire i Ghibellini in signoria: e cosý scomunati, concianli per modo che mai pi¨ non si rilievino...

[5] Ingiurie lucch., 1330-84, 162 [1358], pag. 51.4: Ch(e) se io ti giu(n)g(n)er˛ fuora della po(r)ta, io ti concer˛ sýe ch(e) tu no(n) serai mai homo tra lli altri.

[6] Contrasto Zerbitana, XIV (merid.), 4, pag. 19: Se per li capelli prÚndoto, come ti voler conciare!

[7] Sam Gregorio in vorgÓ , XIV sm. (lig.), L. 1, cap. 2, pag. 81.2: źEri sera per li mei peccai incapai in un legno e cosý me conšÓ'╗.

4.1 [Con rif. al martirio:] uccidere.

[1] Giordano da Pisa, Pred. Genesi, 1309 (pis.), 26, pag. 179.35: Lo demonio fue incominciatore delle pene che l'omo sostiene in questo mondo, per˛ che le trovoe: unde elli fece ponere Cristo in croce et fece li martiri cosý conciare.

4.2 [Con rif. alla violenza della passione d'amore].

[1] Dante, Rime, a. 1321, 36.3, pag. 120: Chi guarderÓ giÓ mai sanza paura / ne li occhi d'esta bella pargoletta, / che m'hanno concio sÝ che non s'aspetta / per me se non la morte, che m'Ŕ dura?

4.3 Pron. Imbrattarsi, macchiarsi (della colpa del peccato).

[1] Giovanni Campulu, 1302/37 (mess.), L. 3, cap. 15, pag. 97.8: Et in pir zo nuy tantu minu simu exauduti da Deu in li nostri prigerij, quantu plu ni cunchiamu in li nostri stulti e pachi, ociusi e malvase parole...

5 Mettere in assetto, allestire, preparare.

[1] Doc. prat., 1275, pag. 506.31: Parente Gierbini, p(er) farne cho(n)care la porta di Porta Fuia, j spa(n)ga di ferro la quale mi ra(p)presentoa Cenio, * * *.

[2] Doc. fior., 1286-90, [1286], pag. 149.25: It. demmo a uno maestro e a uno manovale ke conciare i tini e le bocti in villa e in Firenze, s. xxxiij per tre dý.

[3] Bono Giamboni, Orosio, a. 1292 (fior.), L. 4, cap. 15, pag. 239.1: nel quale luogo [[...]] con fuoco e con ferro fece le vie conciare...

[4] Lett. ver., 1297, pag. 537.8: P(er) certo sapiay ch'el fi conšÓ l'uxo del canpanilo e sÝ g'Ŕ dui maistri...

[5] Anonimo Genovese (ed. Cocito), a. 1311, 133.42, pag. 515: ChÚ tar nave par ben compia / e ben conza e ben fornia...

[6] Doc. perug., 1322-38, pag. 108.19: Ancho de(m)mo a Vegnatolo p(er) xiij some d'acqua, a dý xx de lulglo, s. iiij d. iiij. Ancho de(m)mo a Cola de Cinello p(er) j dý che co(n)ci˛ el matone illo ditto dý...

[7] Mascalcia L. Rusio volg., XIV ex. (sab.), cap. 130, pag. 263.8: et quelle ch(e) so' da tritare se trite et concese et conficiese, et fazasenne ungue(n)to; et d(e) lo d(ic)to ung(u)ento se ung(n)a lu pede, como aio d(ic)to...

5.1 Fig. Disporre (l'animo) a fare qsa.

[2] Bono Giamboni, Trattato, a. 1292 (fior.), cap. 20, pag. 139.16: Temperanza Ŕ la quarta virt¨ principale che nasce all'uomo e alla femina della buona volontÓ, per la quale si concia e ordina l'animo dell'uomo a rifrenare i disiderţ della carne...

5.1.1 Pron. Predisporsi, accingersi (a compiere un'azione).

[1] Patecchio, Splanamento, XIII pi.di. (crem.), 484, pag. 579: no vadha om trop corendo: tost poraf sclapušar; / ni con omo cativo no se conz a manšar.

5.2 [Detto di un cavallo:] addobbare, disporre per un viaggio.

[1] Tristano Forteguerr., XIII sm. (pis.), pag. 13.4: E da poi che lo giorno fu venuto, e Governale si levˇ e conciˇ li cavalli. Da poi che lli ebbe acon[ciati]...

[2] Tristano Ricc., XIII ex. (tosc.), cap. 70, pag. 131.24: E alo matino per tenpo si leva Pallamides e concia lo palafreno di Braguina e ppoi sý piglia le sue arme e monta a ccavallo e ppartesi dalo monisterio reale e cavalca inverso Tintoil...

[3] PalamedÚs pis., c. 1300, pt. 2, cap. 89, pag. 155.34: La sera dormýno a la intrata d'una foresta a uno frascato ch'elli feno intr'amburo e pens˛no di conciare lor cavalli e lor medesmi al meglio ch'elli poteno.

[4] Andrea Cappellano volg., a. 1372 (fior.), L. 1, pag. 109.1: e ci ponemmo a dormire, e dopo sonno picciolo destati istudiammo di conciare li cavalli isvagati. Ma perchÚ il mio cavallo per la pastura era pi¨ isvagato che gli altri, tanto mi tenne l'apparecchiare di quello...

- Custodire, governare.

[5] Tavola ritonda, XIV pm. (fior.), cap. 71, pag. 257.22: E fuggendo Tristano uno giorno, uscýssi della sala una mattina e tantosto vae gi¨ per le scale; e appresso quivi sý era uno scudiere, il quale forbiva e conciava lo buono destriere di Tristano.

5.3 [Con rif. alla preparazione di cibi e bevande].

[1] Doc. fior., 1286-90, [1288], pag. 200.23: It. in xl uova per conciare lo vino, dý iij d'agosto, s. iij e d. vj. p.

[2] Milione, XIV in. (tosc.), cap. 100, pag. 161.2: Egli fanno una pogione di riso e co molte altre buone spezie, e cˇncialla in tale maniera ch'egli Ŕ meglio da bere che nullo altro vino.

[3] Palladio volg., XIV pm. (tosc.), L. 4, cap. 21, pag. 161.17: Dice Marziale, che le cariche di fichi secchi si serbano, e concian per serbare in diversi modi, avvegnachŔ l'una ragion basti.

[4] A. Pucci, Libro, 1362 (fior.), cap. 8, pag. 55.8: E non beono altro che latte di giumente per vino e concianlo per modo ch'Ŕ assai piacevole a bere, e cosý bestialmente vivono.

5.4 [Detto delle pietre:] squadrare, sbozzare.

[1] Doc. perug., 1322-38, pag. 110.21: Ancho de(m)mo a Vita maestro p(er) iij dý che co(n)ci˛ le pietre, a dý iij d' agosto, s. xviiij d. vj.

[2] Doc. orviet., 1339-68, [1361], pag. 147.2: El Rosso di Ligho muratore tolze a cottimo cie(r)ta qua(n)titÓ di pietre di macinello a co(n)ciare, al te(n)po di s(e)r Va(n)ni di Lona(r)do.

5.5 Cospargere di balsami e unguenti prima della sepoltura.

[1] Leggenda Aurea, XIV sm. (fior.), cap. 91, S. Maria Maddalena, vol. 2, pag. 801.7: Il cui santissimo corpo san Massimino seppellýo onorevolemente, conciandolocon divisate maniere di spezie, e comand˛e che dopo la sua morte fosse seppellito a lato a lei.

[2] Legg. sacre Mgl. XXXVIII.110, XIV sm. (sett.), 20, pag. 104.29: E poi reguardano la nostra donna ch'ella se compense de cunšare lo cavo e le spalle, che la teniva in scoso, e tuti recomenšÓno a pianšere.

5.5.1 [Con rif. all'imbalsamazione di animali].

[1] Milione, XIV in. (tosc.), cap. 162, pag. 246.8: gli uomini pelano quelle scimmie, salvo la barba e 'l pettignone, poi l[e] lasciano secare e pongolle in forma e cˇncialle con zaferano e con altre cose, che pare che sieno uomini.

5.6 [Pell.] Sottoporre a trattamento preliminare una pelle d'animale grezza.

[1] Stat. pis., 1302, Esordio, pag. 959.4: Io coiaio de la Spina, conciante le cuoia in calcina et mortella, et operando l'arte de le cuoia dell'aqua calda, et facciendo del bianco nero et vermiglio et iallo et arancino...

- [Detto di un panno grezzo].

[1] Stat. sen., 1298, dist. 3, rubricario, pag. 134.1: II. Di ricÚvare promessione da coloro che conciano a cardo, di rÚndare e' panni a coloro da cui essi torranno a conciare.

5.7 [Agr.] Rendere fertile (un terreno), concimare.

[1] Bonvesin, Volgari, XIII tu.d. (mil.), Disputatio mensium, 99, pag. 6: E' conz e semno li orti, dond godhe tuta zente: / De tug quist ben ke fazo ZenÚ no fa n´ente.

[2] Palladio volg., XIV pm. (tosc.), L. 2, cap. 3, pag. 56.4: I campi grassi, e secchi si vogliono fendere, ed arare, e giÓ si possono conciare.

6 Badare a qsa, salvaguardare.

[1] Trattati di Albertano volg., a. 1287-88 (pis.), De amore, L. III, cap. 5: Et cosi ali pigri ongna tenpo nuoce, et li molti riposi fa(n)no li ho(min)i pigri che quazi li lor facti no(n) curano (et) li lor beni no(n) conciano...

[2] Doc. castell., 1361-87, pag. 233.34: (e) p(er) li septe anni che debbo(no) seguitare tre lbr. p(er) ceschu(n)o a(n)no, (e) guardar la selva (e) co(n)ciare (e) no(n) da(n)pnegiare nŔ p(er)mectare ad alcu(n)o che ce da(n)pneggi, e se niu(n)o ce da(n)pnegiasse reportarlo.

7 Pron. Prendere dimora in un luogo, accamparsi.

[1] San Brendano ven., XIV, pag. 72.28: E questa isola iera plena de piere e no 'nde iera erba in alguna parte e lo lido non aveva sablon, mo pur tera ferma. Puo' se conzÓ tuti li frari in orazion per diversi luogi e lo abado romase in nave...

8 Sistemare, accomodare.

[1] Doc. venez., 1305 (2), pag. 43.22: ancor no posa questa parte far lavorer so la corte se no per conšar šo che sÚ fato...

[2] Stat. mess. (?), 1320, pag. 28.21: comu di cunzari lu vassellu [[...]] lu mircadanti scarricassi in terra sua mircatantia, cunzatu lu vassellu oy sublata quilla necessitati, poza lu signuri di la mircatantia in quillu midemmi vassellu ricarricarila...

[3] Stat. pis., a. 1327, L. 1, cap. 69, pag. 75.38: Con ci˛ sea cosa che li decti mezi corbelli et sani sono sconci e guasti [[...]] Et quando li decti corbelli si scandiglirano, si debbia eligere per lo Consiglio de la decta Villa homini due, che siano con lo Camarlingo insieme ad conciare li decti corbelli.

[4] Doc. bologn., 1287-1330, [1290] 4, pag. 65.10: fa'-li cunšare intro dui de quili manisi, sý chi li se 'n posano trare e metere tute le ore che nui voremo, e fa'-li cunšare sý de sovra che lo si meta uno clodelo, quando nui li voreme metere intro li manisi.

[5] Gloss. lat.-aret., XIV m., pag. 301.22: sterno, nis, ni, tum, per apianare e per conciare el lecto et per piantire el palco et per sellare et per abattere, unde versus: Sternitur equivoce mare, lectus, asellus et hostis.

[6] Simone da Lentini, 1358 (sirac.), cap. 25, pag. 113.7: Et lu primu iornu di ottubru incominczandu a ffari reparari et cunczari lu so naviliu...

[7] Doc. friul., 1360-74, [1360], pag. 190.21: A dý 22 de Settember dey a Blasut per che 'l conzß glu chandileri che teyn glu dupleris delg morti, zoÚ vj chandileri lib. parv. 6 Ż.

[8] Destr. de Troya, XIV (napol.), L. 31, pag. 264.15: quelle XXII nave le quale portao Paris in Grecia, cha erano multo sconze et aveano gran mestiede de reparatione, et a lluy erano multo neccessarie per lo suo viayo, e che a lloro placesse de darele spacio perchÚ lle potesse conzare.

8.1 [Rif. a una ferita o a una parte del corpo:] curare, guarire, medicare.

[1] Ruggieri Apugliese (ed. Contini), XIII m. (sen.), 2.78, pag. 894: Doppie so fare e bilance, / concio denti, af[a]ito guance, / so' buferi et uso ciance, / cedro vendo e mele arance / e fo cassette.

[2] Tristano Ricc., XIII ex. (tosc.), cap. 188, pag. 328.14: Ma istando in cotale maniera, ed egli sý gli concioe le ferite.

[3] Zibaldone da Canal, 1310/30 (venez.), pag. 97.22: Se volli conšar lo stomego, toi una onša de charvi e do onše de semenša de fenoglli e VJ onše de semenša de anexi e fa' nde pollvere e uxalla a manšiar la sera e la maitina e variras.

[4] Mascalcia G. Ruffo volg., a. 1368 (sic.), Di lu mali..., pag. 578.10: Poi conza la bucca di la firita kÝ nun di poza ixiri lu risalgaru pir mixunu modu...

- Fig. [Detto dello spirito].

[5] Parafr. pav. del Neminem laedi, 1342, cap. 5, pag. 22.25: źSe l'omo nostro de for, zoŔ 'l corpo, se guasta e se corronpe, quel dentro, šoŔ 'l spirito, se conša e se renova de dý in dý continuo╗.

8.2 [Detto di elaborato scritto:] correggere.

[1] Doc. venez., 1311 (4), pag. 83.2: M infra IJ mesi e sie fora dela co(m)messarýa; e s' elo sÚ ninte in questo testamento che sia encontra statuto, che vui commessarii habiÚ balia de farlo conšar e redurlo a statuto.

[2] Doc. cividal./ven., 1340, pag. 188.4: Dedi a dý 15 di mazo a queli chi furin a chonzar lu Statuto denari XI per uno.

8.3 Migliorare l'aspetto di qno o qsa, agghindare; acconciare, pettinare (i capelli).

[1] Paolino Minorita, 1313/15 (venez.), cap. 83, pag. 113.5: Onde sý co nu vedemo ke l'omo se studia de ornar e cunzar honorevelmente la testa...

[2] Doc. venez., 1317 (4), pag. 150.1: per stašio de mia mare, conšandola chon' parerÓ ali me' chomesarii, fin ch' el' Ŕ viva stagando vedoa en persona en la cha' predicta...

[3] Fr. da Barberino, Regg., 1318-20 (tosc.), pt. 5, cap. 7.61, pag. 129: ChÚ in quel paese cosý Ŕ ll' usanza, / Concian sua testa e avolgon le treccie; / Stannole intorno, ai¨to'la spolgliare.

[4] Gl Senisio, Declarus, 1348 (sic.), 21v, pag. 53.12: Apto tas... ornari, cunczari.

[5] Codice dei Servi, XIV sm. (ferr.), 3, pag. 221.8: Absalon sý fo la pi¨ bella criatura che Deo fesse may, e no se contentava de š˛e, ma per parere pi¨ bello no se faxea mai cunšare li cavilli.

8.4 Portare a termine, rifinire (un'opera).

[1] Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.), L. 8, cap. 12, vol. 2, pag. 176.27: A la perfini issu, inflammatu di curruzu, pilyau la sponza plena di ogni maynera di culuri qui li stava a lu latu casualimenti et urtaula a la tavula commu per cunzari la sua opera.

8.5 Porre rimedio (ad una condizione che suscita sdegno).

[1] Lett. volt., 1348-53, pag. 175.24: considerando come per lo comune di Siena si tiene occupata la possessione di Montealbano [[...]] gli animi de' nostri cittadini sono per questo sý isdegnati che dubitiamo che, ragionando ora altre cose, se prima questo facto di Montealbano non si conciasse, che pi¨ sdegno non ne nascesse...

- Appianare, risolvere (una discordia).

[2] <Doc. ven., 1359 (2)>, pag. 277.37: E, se cum quelle parole che te parerÓ da dir tu non lo podesse aquietar, et tu li dý' che, s'el vignirÓ ala marina, la terra mandarÓ de' zentil homini da esso a conzar questa discordia...

[u.r. 25.05.2018]