CONTAMINARE v.

0.1 chontaminava, contama, contamina, contaminaa, contaminadi, contaminado, contaminai, contaminan, contaminando, contaminano, contaminao, contaminar, contaminaranno, contaminare, contaminarla, contaminarle, contaminarlo, contaminaro, contaminarono, contaminassan, contaminasse, contaminassero, contaminaste, contaminasti, contaminata, contaminate, contaminati, contaminato, contaminavano, contaminerà , contaminerai, contamineranno, contamini, contaminiate, contaminino, contàminino, contaminò, cuntamina, cuntaminavanu.

0.2 Lat. contaminare (DELI 2 s.v. contaminare).

0.3 Andrea da Grosseto (ed. Selmi), 1268 (tosc.): 1.

0.4 In testi tosc.: Andrea da Grosseto (ed. Selmi), 1268 (tosc.); Bono Giamboni, Vizi e Virtudi, a. 1292 (fior.); Chiose Selmiane, 1321/37 (sen.); Cavalca, Specchio di croce, a. 1342 (pis.).

In testi sett.: Jacopo della Lana, Inf., 1324-28 (bologn.); Parafr. pav. del Neminem laedi, 1342; Stat. venez., 1366.

In testi mediani e merid.: Regimen Sanitatis, XIII (napol.); Stat. cass., XIV; Cronaca volg. isidoriana, XIV ex. (abruzz.).

In testi sic.: Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.).

0.7 1 Rendere fisicamente sporco o moralmente impuro o riprovevole (a contatto o per effetto di una sostanza, un vizio, un'azione, un influsso morale). 1.1 Perturbare (l'animo); turbare uno stato di tranquillità, di pace, di gioia; molestare. 1.2 Disonorare, infamare, screditare. 1.3 Violare, oltraggiare (una persona, un luogo, una cosa). 2 Rendere infetto, trasmettere un'infezione. 2.1 Intossicare, avvelenare. 3 Unire, mescolare.

0.8 Ilaria Zamuner 27.07.2003.

1 Rendere fisicamente sporco o moralmente impuro o riprovevole (a contatto o per effetto di una sostanza, un vizio, un'azione, un influsso morale). || In dittol. sinon. con corrompere.

[1] Andrea da Grosseto (ed. Selmi), 1268 (tosc.), L. 3, cap. 13, pag. 225.9: Et, secondo che Domenedio gittò da sè tutti gli angeli che insuperbiro; così tu dei gittare longe da te tutti perversi e soperbi, sì che tu non sia contaminato dalla loro pessimità.

[2] Bono Giamboni, Vizi e Virtudi, a. 1292 (fior.), cap. 53, pag. 90.9: elle medesime cacceranno via i Vizî da quella gente, onde a cagione della mala fede c'hanno presa son tutti contaminati e corrotti.

[3] Jacopo della Lana, Inf., 1324-28 (bologn.), c. 23, 94-108, pag. 563, col. 2.15: A la fin fono contaminati dai Guelfi e acquistornone moneta, sí che li Ghibillini fono cazadi, e folli desfatte le loro case...

[4] Chiose Selmiane, 1321/37 (sen.), cap. 7, pag. 38.6: Lucifero fu più bello, di tucti; e sì tosto come egli si vidde el più bello ebbe invidia di dio, e poi doppo questo seguì la superbia di volere essere pari a dio, e si mosse e contaminò molti angieli...

[5] Accurso di Cremona, 1321/37 (mess.), L. 9, cap. 2, vol. 2, pag. 200.11: Issu medemmi standu a maniari a la tavula tinni la capu talyata di Marcu Antoniu con alegri manu per summa superbia di animu et di paroli, et suffersi que li sacrificij di la tavula fussiru contaminati di lu sangui di lu nobili et citadinu et avucatu.

[6] Valerio Massimo, prima red., a. 1338 (fior.), L. 3, cap. 1, pag. 190.24: Oh degna quella mano, s'ella non si fosse contaminata nel publico patricidio di Cesare!

[7] Boccaccio, Fiammetta, 1343-44, cap. 5, par. 30, pag. 156.26: venne il battaglievole Marte, il quale trovò nuove arti e mille forme alla morte, e quinci le terre tutte si contaminarono di sangue, e il mare similmente ne diventò rosso.

[8] Giovanni Villani (ed. Porta), a. 1348 (fior.), L. 3, cap. 8, vol. 1, pag. 119.26: Ma nel genero la legge dell'uno calif e dell'altro si concordavano insieme nella larghezza de' diletti carnali e d'altri vizii lascivi; per la qual cosa, come detto è dinanzi, la maggiore parte del mondo n'è contaminata.

[9] Cronaca sen. (1202-1362), c. 1362, pag. 122.23: E la giente la quale stava in tanto e infinito erore, e questo era intervenuto per Bocino Baroci, el quale molta giente chontaminava in questa resia.

[10] Stat. venez., 1366, cap. 23, pag. 22.15: XXIII Ancora, se alguno servidore de questo officio trovado serà in alguno inganno o fallo, ingannando la raxon del Comun o contaminando l'officio, quello caccerò de l'officio, né colui abia plu officio né soldo per lo Comun, in Venesia ni fora de Venesia...

[11] Sposiz. Pass. s. Matteo, 1373 (sic.), cap. 2, par. 2, vol. 1, pag. 72.14: Et dichinu ki in iornu feriatu non si tinia curti. Item, in li iorni di la Pasca ipsi non cuntaminavanu di cunversari cum pagani; per ki pari a lloru ki lu nostru evangeliu dica falsu.

1.1 Perturbare (l'animo); turbare uno stato di tranquillità, di pace, di gioia; molestare.

[1] Valerio Massimo, prima red., a. 1338 (fior.), L. 4, cap. 3, pag. 289.22: Frine colla sua bellezza da neuna parte poteo contaminare la fermissima astinenza di Senocrate.

[2] Cavalca, Specchio di croce, a. 1342 (pis.), cap. 18, pag. 84.12: e sì lo riprendevano perchè diceva che era figliuolo di Dio, e dispregiavano la sua dottrina, e diceano a Pilato accusandolo: Questi è un seduttore, il quale ha commosso e contaminato il popolo, e predica contra Moisè, e contro alla legge nostra...

[3] Giovanni Villani (ed. Porta), a. 1348 (fior.), L. 6, cap. 19, vol. 1, pag. 249.29: per le diverse parti che nacquono in Italia per le discordie dalla Chiesa agl'imperadori, quasi tutto il mondo ne fu poi commosso e contaminato, e l'una novità risurse del rimbalzo dell'altra.

[4] Matteo Villani, Cronica, 1348-63 (fior.), L. 3, cap. 94, vol. 1, pag. 443.7: ma però che 'l detto Comune era in pace coll'arcivescovo, per alcuna preghiera o promessa di vantaggio che fatta fosse, non poté essere recato che pace volesse contaminare.

1.2 Disonorare, infamare, screditare.

[1] Boccaccio, Filocolo, 1336-38, L. 1, cap. 21, pag. 90.13: Onde se questo avviene, se essi in noi le lor mani voglion crudelmente distendere, voi non siete uomini i quali siate usi di contaminare la vostra fama etterna per viltà, ma continuamente nel preterito tempo voi e' vostri predecessori avete poste l'anime e' corpi per etternale onore.

[2] Boccaccio, Decameron, c. 1370, VI, 3, pag. 413.14: Alla Nonna parve che quelle parole alquanto mordessero la sua onestà o la dovesser contaminare negli animi di coloro, che molti v'erano, che l'udirono...

[3] Leggenda Aurea, XIV sm. (fior.), cap. 177, Consacraz. chiesa, vol. 3, pag. 1607.20: Per questo è significato che l'avarizia de' cherici contamina molto la chiesa di Dio; la quale avarizia è molto barbata ne' cherici...

1.3 Violare, oltraggiare (una persona, un luogo, una cosa).

[1] Boccaccio, Ninfale, 1344/48 (?), st. 90.2, pag. 242: Quivi usò forza, e quivi vïolenza, / quivi la ninfa fu contaminata, / quivi ella non poté far resistenza: / o misero garzone, o sventurata / ninfa, quanto dogliosa penitenza / divise amendue voi quella fïata!

[2] Deca terza di Tito Livio, XIV (fior.), L. 9, cap. 18, pag. 408.34: arditi furono nondimeno di mettere le sacrileghe mani in quelli non tocchi tesori e con abbominevole preda sè medesimi e le case loro contaminare e i vostri militi.

[3] Bibbia (04), XIV-XV (tosc.), Gdt 9, vol. 4, pag. 581.15: [11] Dirizza Signore il tuo braccio come facesti di prima, e percuoti la virtù di costoro con la tua virtù; cada la virtù di questa gente nella iracondia tua, i quali promettono di contaminare le tue cose sante, e violare il tabernacolo del tuo nome, e batter a terra con lo suo coltello il corno del tuo altare.

2 Rendere infetto, trasmettere un'infezione.

[1] Ottimo, Inf., a. 1334 (fior.), c. 13, pag. 241.20: e quelle vivande che solamente toccavano, contaminavano sì del fèdito puzzo, ch'è naturalmente alla loro carne, che non ne poteano mangiare.

[2] Stat. cass., XIV, pag. 68.29: «Si se parte lu malvaso, partese con Deo», ne una pecora i(n)fecta tutti l'artry (con)tamina.

[3] Cronaca volg. isidoriana, XIV ex. (abruzz.), pag. 206.24: et ad pena fo trascinato allo loco dove fo arso lo dicto dragone, ad zò che la puza lo aero non contaminasse.

2.1 Intossicare, avvelenare.

[1] Regimen Sanitatis, XIII (napol.), 442, pag. 576: Vino nuovo lu populo musto per nome clama; / alcuni homini trovase che lo desia et ama, / ma li discreti e savii cascuno si lo infama / e dice ca lo fecato de fluxu lo contama.

- Fig.

[2] Parafr. pav. del Neminem laedi, 1342, cap. 32, pag. 153.11: [10] e con belle parole pianete e dolce pregòn quel eunucho a chi era dachio possançça sovre lor e chi gli haveva pigliai in soa guardia, ch'el no volese che hi se bruteçassan né contaminassan gl'anime soe d' i cibi de la mensa regal né d' i quî bon vin che 'l tyranno beveva per la soa bocha.

3 Unire, mescolare.

[1] Boccaccio, Filocolo, 1336-38, L. 4, cap. 139, pag. 531.31: Alcuni di loro diceano essere convenevole omai gittarsi vivi sopra il loro fuoco, acciò che una medesima fiamma le ceneri di tutti raccogliesse in uno. Altri lodavano prima a loro porgere sepultura, e poi sé ardere, dicendo che degna cosa non era le loro ceneri con altre, che sì non si amassero, contaminare.

[u.r. 19.11.2020]